Studio Pediatrico Dr.ssa Castriotta

Studio Pediatrico Dr.ssa Castriotta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Studio Pediatrico Dr.ssa Castriotta, Pediatra, Via Giotto, n. 26, San Giorgio Ionico.

21/04/2026

Gentile Presidente Giorgia Meloni,

oggi le scrivo non solo da professionista ma da padre. Le scrivo perché sul tema dei social ai minori credo che non possiamo più permetterci di essere vaghi, prudenti o diplomatici. Io sono favorevole al divieto dei social sotto i 16 anni. Lo sono in modo convinto, netto, senza esitazioni. E lo dico da persona che da oltre vent’anni lavora con adolescenti, famiglie, dipendenze digitali e sofferenze che troppo spesso gli adulti vedono solo quando ormai sono esplose.

In questi anni ho visto ragazzi spegnersi lentamente dietro uno schermo, ho visto genitori sentirsi impotenti, ho visto relazioni rompersi, autostima crollare, sonno saltare, ansia crescere, isolamento travestito da connessione. Per questo non riesco più a considerare i social come semplici strumenti. Non lo sono. Almeno non per un ragazzo che sta crescendo.

I nostri figli oggi entrano in piattaforme che non sono neutre. Entrano in ambienti progettati per trattenerli, per catturare attenzione, per farli restare, per farli tornare. E dobbiamo avere il coraggio di dire una cosa che ancora troppi fanno finta di non vedere: gli algoritmi dei social sono studiati anche per attivare meccanismi compulsivi. Sanno intercettare fragilità, desideri, vuoti, bisogno di approvazione. E quando tutto questo incontra un adolescente, il rischio diventa enorme.

Per questo io penso che vietare i social sotto i 16 anni sia giusto. Anzi, necessario. Ma penso anche che il divieto, da solo, non basti. Perché se una legge si limita a dire “no”, senza costruire un percorso educativo serio, rischia di diventare soltanto una norma da aggirare. I ragazzi entreranno lo stesso mentendo sull’età, le piattaforme continueranno a fare finta di nulla e noi adulti continueremo ad accorgerci del problema solo dopo.

È per questo che da tempo, con l’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, GAP e Cyberbullismo, che ho l’onore di presiedere, porto avanti una proposta precisa: il Patentino Digitale. Non un simbolo, non una trovata, non una lezione occasionale fatta per sentirci a posto con la coscienza. Un percorso vero, serio, obbligatorio.

Se davvero questo Paese vuole fare una legge utile, allora dentro quella legge deve esserci anche il Patentino Digitale obbligatorio. Deve essere previsto un percorso da svolgere negli istituti scolastici, attraverso enti certificati, con almeno sei mesi di formazione reale. Sei mesi in cui ai ragazzi venga spiegato che cosa sono gli algoritmi, come funziona la dipendenza da approvazione, che cosa significa reputazione online, che cosa può diventare il cyberbullismo, come agiscono la pornografia, l’adescamento, l’umiliazione pubblica, la solitudine digitale, l’intelligenza artificiale usata senza strumenti.

E in questo percorso devono esserci anche i genitori. Non alla fine, non di lato, non come spettatori. Devono esserci dentro. Almeno per una parte obbligatoria del percorso. Perché non possiamo chiedere ai figli consapevolezza e poi lasciare gli adulti nell’ignoranza digitale. Anche i genitori devono formarsi, devono capire, devono firmare quel patentino e assumersi la responsabilità di accompagnare i figli online fino alla maggiore età.

Una volta ottenuto, il Patentino Digitale deve diventare anche la condizione necessaria per entrare sui social. Non un attestato da conservare in un cassetto, ma una vera chiave di accesso. Solo i minori che avranno completato il percorso formativo, insieme ai loro genitori, dovranno poter essere autorizzati all’ingresso in piattaforma. E le piattaforme dovranno essere obbligate per legge a riconoscere quella autorizzazione, impedendo l’accesso a chi ne è privo. Perché altrimenti continueremo a chiedere responsabilità ai ragazzi lasciando però aperte tutte le porte. Perché il punto è tutto qui: la libertà digitale senza educazione non è libertà. È abbandono.

Presidente, se davvero vogliamo proteggere i nostri ragazzi, allora serve il coraggio di fare entrambe le cose: mettere un limite chiaro e costruire uno strumento educativo serio. Per questo le chiedo di sostenere una legge che preveda il divieto dei social sotto i 16 anni, ma che inserisca al suo interno anche l’obbligo del Patentino Digitale.

Per una volta proviamo ad arrivare prima del danno. Perché su questo tema non possiamo più permetterci di arrivare dopo.


20/03/2026

🎗 Meningite meningococcica: non abbassare la guardia

Recentemente in Inghilterra sono stati segnalati 20 casi di meningococco, con 2 decessi, che hanno coinvolto soprattutto adolescenti e giovani adulti.

Si tratta di una malattia imprevedibile e a rapida evoluzione, che può colpire anche soggetti sani.

Abbiamo a disposizione vaccini sicuri ed efficaci per prevenire le forme più gravi di infezione.
La vaccinazione anti-meningococco è particolarmente importante negli adolescenti e nei giovani adulti, ma purtroppo non è ancora raccomandata in modo uniforme in tutte le Regioni e le coperture vaccinali restano basse.

Come Pediatri, siamo al fianco delle famiglie per informare, prevenire e proteggere.
📌 Parlane con il tuo Pediatra di Famiglia.
Proteggi oggi la salute dei tuoi figli.

26/08/2025
26/08/2025

Bambine truccate come donne, con vestiti da sposa in miniatura e sorrisi forzati per vincere un trofeo. Negli Stati Uniti è un fenomeno vecchio quanto inquietante: concorsi di bellezza per bimbe di pochi anni, con ciglia finte, tacchi e glitter.

Ma non finisce qui. In alcuni casi queste bambine vengono sottoposte a skincare estenuanti, sbiancamenti dentali e persino micro-iniezioni di botox.
Il corpo che dovrebbe essere libero di crescere viene trattato come un progetto estetico, modellato secondo canoni adulti.

Ora, con i social, questo modello inizia ad affacciarsi anche da noi.
Su TikTok e Instagram già si vedono bimbe truccate, messe in posa, con maschere facciali e skincare da influencer.
Un terreno fertile che rischia di normalizzare l’idea che il valore di una bambina stia solo nell’estetica, nel corpo, nello sguardo altrui.

La differenza tra un gioco di travestimenti e un pageant è sottile ma cruciale:
- nel primo c’è libertà,
- nel secondo c’è un copione adulto che invade il tempo del gioco, rubando l’infanzia.

La domanda è questa: quanto ci stiamo abituando a esporre i nostri figli come vetrine, invece che lasciarli crescere come persone?

Non è innocente spettacolo: è la radice di una cultura che trasforma il corpo in merce e l’identità in palcoscenico.

16/04/2025
23/03/2025

Ne stanno parlando in tanti, la miniserie Adolescence, girata interamente in piano sequenza e con una recitazione esemplare, muove emozioni e riflessioni. Una storia che parla di violenza, adolescenti, responsabilità genitoriale, linguaggi intergenerazionali e inevitabilmente di conflitti.

Quello degli adolescenti è un mondo difficile da comprendere e la visione della serie Adolescence mette nettamente in evidenza che la loro adolescenza non è la nostra, che il mondo degli adolescenti di oggi è un altro mondo da quello che abbiamo vissuto noi, linguaggi e simboli sono completamente diversi, quasi indecifrabili.

Tuttavia, alcuni elementi chiave dell’adolescenza rimangono inalterati: diventando adolescenti il gruppo dei pari rimane il riferimento più importante, è all’interno del gruppo che i ragazzi trovano i primi giudizi e i primi confronti, iniziano a scoprire la propria sessualità e sentono le prime attrazioni, si costruisce passo dopo passo l’identità e la percezione degli altri diventa fondamentale in questi passaggi. E gli adolescenti rimangono sempre adolescenti, con la loro ricerca di libertà a di allontanamento dal nido genitoriale che piò condurre ad atteggiamenti considerati trasgressivi.

Puntata dopo puntata di Adolescence viene da chiedersi dove sono gli adulti e cosa stanno facendo. Le domande che i genitori si pongono nella disperazione del quarto episodio sono domande che risuonano in tutti noi. Guardiamo i nostri ragazzi chiusi nelle loro stanze e spesso speriamo che tutto vada per il meglio, ma non è solo una questione di fortuna.

È necessario che i genitori facciano delle scelte consapevoli sull’utilizzo dei social, è doveroso attivare dei controlli e mantenere con i ragazzi e le ragazze un dialogo nel rispetto dei loro tempi, è fondamentale introdurre momenti di educazione all’affettività e di educazione sessuale nei contesti scolastici.

Nella serie è evidente come gli adolescenti siano esplosivi e come tutto nel loro cervello diventi amplificato, come la parte razionale e del ragionamento sia assente, non permettendo loro di valutare quello che gli accade e che li invade attraverso un’onda emotiva fortissima, portandoli a fare azioni sbagliate.

Non dobbiamo dimenticare che siamo noi adulti la parte razionale del cervello dei nostri ragazzi e ragazze, dobbiamo rimanere connessi a loro con la giusta distanza e fare le giuste mosse educative per aiutarli a crescere in una generazione che non è la nostra.

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Emanuela Cusimano, pedagogista e formatrice Cpp

15/03/2025

Il silenzio attivo parte dall'idea di sottrarre piuttosto che aggiungere: sospendere momentaneamente la comunicazione in alcune circostanze

09/03/2025

Ultimo editoriale di Ilaria Capua per Sette. Corriere della Sera

09/03/2025

Seminario online del CPP. Come costruire una leadership efficace e capace di trasformare le contrarietà in occasioni di crescita formativa.

09/01/2025
06/09/2024

La scuola è quasi all'inizio e voglio chiedervi un favore. . Siediti con tuo figlio per 5 minuti e spiega che non c'è mai motivo di prendere in giro qualcuno per la sua altezza, il suo peso, il suo tono di pelle, la sua vita familiare o le cose che gli piacciono.

Spiega che non c'è niente di male a indossare le stesse scarpe tutti i giorni.

Spiega loro che uno zaino usato porta gli stessi sogni di uno nuovo.

Insegna loro a non escludere nessuno perché "essere diverso"

Spiegagli che le prese in giro fanno male e che la scuola serve per IMPARARE, NON per competere o diffondere negatività.

Ricorda loro che alcuni bambini non vanno a casa con famiglie amorevoli, quindi è importante essere gentili.

Tutto inizia a casa!

Indirizzo

Via Giotto, N. 26
San Giorgio Ionico
74027

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 00:00
Mercoledì 16:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 12:00
Venerdì 09:00 - 12:00

Telefono

+390995919844

Sito Web

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