Mahi Integrative Healing

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LA PRETESALa vita non è come vuoi tu.Le persone non sono come vuoi tu.Le cose non vanno come vuoi tu.La pretesa nasconde...
12/01/2026

LA PRETESA

La vita non è come vuoi tu.
Le persone non sono come vuoi tu.
Le cose non vanno come vuoi tu.

La pretesa nasconde un bambino ferito
Che non ha avuto ciò di cui aveva bisogno
E ha imparato a stare in quella mancanza
Solamente pretendendo e battendo i piedi
Uno dei tanti modi per non sentire il vuoto.

In genere scalcia,
Punta i piedi
Reclama
E si lamenta se non gli si dà ciò che vuole
O se non è come lui/lei si aspetta.

Generalmente è un fuori posto
Che ha imparato a fare il grande
Giudicando, puntando il dito
Anche ai suoi genitori.

Si muovono sempre,
Il linguaggio del corpo è sempre teso
Ad attirare a sé attenzioni
Nei modi più strambi.

Se si fermano davvero
Dovrebbero sentire il vuoto affettivo immenso
Che hanno dentro.

Da adulti
Si rimane sconnessi dalla vita
Dall’ abbondanza,
Rimanendo a notare dove manca qualcosa
E perdendosi il meglio che gli viene offerto.

È una condizione di miseria.

Come si fa?

Si ritorna a sanare quei momenti in cui
Non c’era nessuno per te.
In cui mancava la cosa più importante
In cui ti sei sconnessa…
Per farti carico di quel vuoto rimasto.

Per diventare adulti,
Qualunque sia la tua storia
È il vuoto che deve essere abitato
E sono le emozioni che ci incastrano
Quelle non espresse totalmente
Quelle rimaste bloccate
Quelle che non ci siamo permessi di sentire.

OLLiN

# Narm # ilcorposa #

Il Vuoto: il luogo dove tutto tace e tutto iniziaDr. Carlo D’Angelo/Voce delle Soglie Ci sono esperienze umane che non s...
11/01/2026

Il Vuoto: il luogo dove tutto tace e tutto inizia
Dr. Carlo D’Angelo/Voce delle Soglie

Ci sono esperienze umane che non sappiamo nominare, ma che tutti, almeno una volta, abbiamo attraversato. Una di queste è il vuoto. Il vuoto non è solo una sensazione: è uno stato dell’esistenza. È un luogo interiore, una soglia, una stanza spoglia dove qualcosa è finito… ma il nuovo non è ancora arrivato. Di solito entriamo nel vuoto dopo una perdita, una separazione, una disillusione, un cambiamento non scelto. A volte basta un evento. A volte basta una parola. A volte basta accorgerci che ciò che ci teneva in piedi non regge più. Il vuoto ci mette davanti a una verità che cerchiamo in tutti i modi di evitare:
non possiamo continuare come prima.
La tentazione più grande: riempire subito. Quando il vuoto arriva, la prima tentazione è antica, istintiva, quasi animale: riempirlo. Riempirlo di persone. Riempirlo di rumore.
Riempirlo di lavoro, di impegni, di cibo, di relazioni di rimbalzo. Riempirlo di distrazioni, di scuse, di connessioni che non ci connettono a nulla. Buttiamo dentro al vuoto qualunque cosa pur di non sentirlo. Perché? Perché il vuoto ha una caratteristica che ci terrorizza:
nel vuoto si sente la verità. E molte vite non reggerebbero una verità nuda. Cosa temiamo davvero del vuoto. Non temiamo il vuoto in sé. Temiamo ciò che il vuoto ci costringe a vedere: ciò che manca e non tornerà, ciò che non abbiamo mai ricevuto, ciò che abbiamo chiesto alle persone sbagliate, ciò che abbiamo chiamato amore, ma era dipendenza, ciò che abbiamo scambiato per forza, ma era controllo, ciò che abbiamo costruito per sopravvivere, non per vivere. Il vuoto ci toglie tutte le finzioni. E l’essere umano è disposto a tutto pur di non perdere le proprie maschere.
Il pieno che non c’è. Molti vivono inseguendo un “pieno” che in realtà non esiste. Un pieno fatto di: approvazione, presenza continua degli altri, affetto senza limiti, certezze assolute, garanzie che nessuna relazione può dare È un pieno mitico, infantile. E ogni volta che il mondo non ce lo restituisce, ci sentiamo svuotati, traditi, in difetto. Il pieno che cerchiamo non esiste. Esiste solo un vuoto che può diventare abitabile. Quando il vuoto è abitato da chi non c’è. C’è un vuoto più doloroso degli altri: quello che riempiamo con l’immagine di chi non c’è più. Un ex, un genitore, un amore impossibile, un figlio non avuto, un’amicizia finita. O peggio: l’idea di ciò che avremmo voluto essere. Il vuoto diventa un luogo affollato di presenze assenti.
Un teatro di fantasmi. Una stanza dove parliamo con ciò che non esiste più, o non è mai esistito davvero. Guardare questo vuoto fa male. Ma non guardarlo è peggio. Perché ciò che non guardi continua a governarti.
Il vuoto come processo clinico. In psicologia, il vuoto non è un difetto: è un tempo di riorganizzazione psichica. Ogni grande trasformazione maturità, separazione, crisi, crescita passa da una fase di vuoto. Nella clinica, il vuoto è: sospensione delle difese, crollo del falso sé, perdita delle certezze onnipotenti, contatto con i bisogni primari, emergere del bambino interiore non ascoltato, dolore senza nome che chiede forma È un luogo clinico e al tempo stesso umano, dove la psiche si ritira per ricostruire una nuova struttura interna. Non è malattia. È gestazione. Il vuoto non va riempito: va attraversato. Il punto cruciale è questo: non si guarisce riempiendo il vuoto, ma restando dentro di esso il tempo necessario. Il vuoto è un maestro severo, non violento. Non parla, non consola, non propone scorciatoie. Ti mette davanti a ciò che sei senza i tuoi trucchi, senza i tuoi ruoli, senza i tuoi rifugi.
Ed è lì che si vede chi siamo davvero. Attraversare il vuoto significa: imparare a non scappare, accettare di non avere risposte, nominare il dolore, ascoltare il proprio corpo, lasciar andare ciò che non può più restare, vedere chi è veramente con noi e chi era solo la nostra illusione. Il vuoto seleziona: trattiene il vero, libera il falso. Chi c’è e chi non c’è nel nostro vuoto. Quando tutto crolla, una verità appare con chiarezza: chi c’è davvero, resta.
Chi non c’era, scompare. Il vuoto è uno spartiacque affettivo. Rivela le presenze solide e smaschera le presenze apparenti. E rivela anche noi a noi stessi: chi vogliamo, chi tratteniamo, chi idealizziamo, chi usiamo per non guardarci dentro. Il vuoto come soglia generativa. Il vuoto non è l’ultima stanza.
È un corridoio. Una soglia dove: muore ciò che non regge, nasce ciò che può davvero vivere, si scioglie la vecchia identità, si prepara un Io più vero, più libero, più capace di amare Nel vuoto nasce un nuovo criterio, quello essenziale: non ciò che riempie, ma ciò che dà senso. Il vuoto è il luogo dove impariamo a vivere senza maschere. Dove scopriamo che possiamo respirare anche senza appoggi.
Dove capiamo che nessuna presenza esterna può sostituire la nostra presenza a noi stessi.
Il vuoto fa paura perché è il luogo in cui non possiamo più mentire. Ma è anche il luogo in cui, finalmente, possiamo rinascere. Non pieni… ma veri. Il vuoto è l’inizio. Sempre.

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Il mio Albero quest'Anno rispetta la vita . Non è un vero albero 🌲 destinato a morire dopo pochi mesi dalla fine delle f...
24/12/2025

Il mio Albero quest'Anno rispetta la vita . Non è un vero albero 🌲 destinato a morire dopo pochi mesi dalla fine delle feste , xchè gli tagliano le radici per non essere più trapiantati o vivere . Sono rami bellissimi di Nocciolo , l'albero del gioco della leggerezza . E le palline sono ispirate all'Acqua la grande madre , gocce , cristalli , fiocchi, nuvole ..ogni elemento ci ricorda l'Acqua e le sue mutazioni .
Questo è il mio augurio per queste Feste e il nuovo Anno , che siate come l'Acqua di un fiume , fluida , che supera ogni ostacolo e continua a fluire verso la vastità del mare .

# marealunga # Quietedinamica # Biodinamicacraniosacrale #

  'personale # crescitainteriore # evoluzione  #
22/12/2025

'personale # crescitainteriore # evoluzione #

Arrivano le persone nel mio studio che spesso sono un gomitolo di nodi e fili da sciogliere , nel corpo contratto teso, ...
20/12/2025

Arrivano le persone nel mio studio che spesso sono un gomitolo di nodi e fili da sciogliere , nel corpo contratto teso, nei pensieri ripetitivi e fissi, nelle emozioni soppresse o amplificate . La pazienza e la delicatezza sono i strumenti con cui torniamo a sentire e a sciogliere i nodi.
Partendo da cose semplici come il respiro o le percezioni somatiche. Il sistema nervoso ha la sua intelligenza spesso molto animale e poco sofisticata ..lui è il principale filo per ritrovare il filo della connessione e sicurezza in te stesso/a.

# ascolto # connessione # sostegno #

La dimensione ultima della realtà non ha niente a che fare con i concetti. Ma ciò di cui dobbiamo tacere non si esaurisc...
17/12/2025

La dimensione ultima della realtà non ha niente a che fare con i concetti. Ma ciò di cui dobbiamo tacere non si esaurisce con la realtà ultima. Perché nulla può essere concepito e, dunque, non si dovrebbe parlare di nulla. Prendete per esempio un bicchiere di succo di mela. Non potete parlare di succo di mela a qualcuno che non lo ha mai assaggiato. Qualunque cosa possiate dirne, chi vi ascolta non farà mai la reale esperienza del succo di mela: l’unico modo per farla è berlo. È un po’ come se una tartaruga cercasse di spiegare a un pesce com’è vivere sulla terraferma: non ci sarà mai modo di far comprendere al pesce come sia possibile respirare fuori dall’acqua. Le cose non possono essere descritte da concetti e parole. Soltanto l’esperienza diretta può incontrarle. ("Buddha vivente, Cristo vivente")

gioia # Essere # Vitalità #

25 anni di Acqua , di sostegno tra le braccia l'uno dell'altro/a. Momenti di spazio di puro relax e amore con e per l'es...
30/11/2025

25 anni di Acqua , di sostegno tra le braccia l'uno dell'altro/a. Momenti di spazio di puro relax e amore con e per l'esistenza ! Non sentirsi soli ma parte di una famiglia umana condivisa dall'intento di portare sostegno , cura, bellezza, espansione, gioco , leggerezza e presenza. Grazie a tutti , a chi c'era a chi non ha potuto esserci e a chi ci guarda dall'alto sorridendo .

# famigliaacquatica # celebrazione # 25anni # spazio # gioco # presenza #

"Non mi dire di lasciarti andare.Dimmi piuttosto come tenerti diversamente.Come portarti senza peso ,Come amarti senza i...
03/11/2025

"Non mi dire di lasciarti andare.
Dimmi piuttosto come tenerti diversamente.
Come portarti senza peso ,
Come amarti senza il corpo,
come ringraziarti
nel linguaggio silenzioso
di chi ha imparato
che gratitudine e dolore
sono solo due nomi
per lo stesso amore .
Nicoletta Cinotti

# dolore # ombra # lucinellanotte # pace #

Giornata per te ❤️ per prenderti cura della tua energia con il Qi Gong e della tua mente con la meditazione . Per info c...
27/10/2025

Giornata per te ❤️ per prenderti cura della tua energia con il Qi Gong e della tua mente con la meditazione .

Per info contattami in privato .

# presenza # benessere #

"Fermarsi è una grande arte.È un'arte umile, è quella di intuire quando siamo stanchi o quando abbiamo bisogno di cammin...
19/09/2025

"Fermarsi è una grande arte.
È un'arte umile, è quella di intuire quando siamo stanchi o quando abbiamo bisogno di camminare piano piano verso noi stessi e non verso qualcosa o qualcun altro.
Fermarsi e ascoltare il battito delle cose, sentire il silenzio, le sue sfumature."

(Chandra Livia Candiani)

# somaticamentepresenti # counseling # Presenza # consapevolezza #

Indirizzo

Via Bucciovini, 10
Sansepolcro
52037

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 19:30
Martedì 08:30 - 19:30
Mercoledì 08:30 - 18:00
Giovedì 08:30 - 18:30
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 13:00

Telefono

+393496695943

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