14/04/2026
STASI-RAZIONALISMO E SEMPIO-RAZIONALISMO
È inutile menare il can per l’aia.
Stasi-innocentismo e Sempio-innocentismo sono due correnti d’opinione simmetriche, speculari e antipodali.
Come spiegò bene anche il prof. Carlo Taormina - non certo l’ultimo arrivato in materia di legge (che lo amiate o meno credo che sulla sua perizia ed esperienza tutti concordino) - in una puntata autunnale di “Incidente Probatorio”, se Stasi è out, Sempio è in.
Certo rimane almeno in linea teorica aperta la possibilità di un concorso con lo Stasi, ma mi sembra alquanto difficile come scenario concreto.
Al momento lo stasi-innocentismo si fonda, a livello mediatico, più su suggestioni e su una vis dialettica che su nuove evidenze che collochino l’attuale condannato al di fuori della scena del crimine. Quando tale vis prevale e appare dare adito a teorie pseudoscientifiche e non verificabili, a mio avviso nuoce alla causa stasiana dal momento che finisce per sacrificare un legittimo - purché io personalmente non ne veda le fondamenta - stasi-razionalismo su posizioni che altri - ma non io, che analizzo i dati su di un piano scientifico - hanno etichettato in maniera canzonatoria come “stasi-piattismo”.
Alla stessa maniera, ritengo che la maggior linfa a sostegno del movimento sempio-innocentistico derivi da un approccio sempio-razionalistico, ossia un approccio, peraltro condiviso dai più di quell’area, che punta a dimostrare l’estraneità alla scena del crimine del Sempio sulla base delle evidenze disponibili, ma senza disdegnare al contempo osservazioni critiche laddove emergano delle difficoltà o delle debolezze strutturali nella strategia difensiva.
Ricordo, circa due mesi fa, che un profilo falso vicino al sempismo più spinto mi rivolse parole violente e scadde nel turpiloquio solo per aver spiegato le potenzialità dell’analisi antropologico-forense e cosa ci si potesse aspettare. Sarebbe un po’ come andare dal medico, ricevere una diagnosi di morbo di Chron e preferire sentirsi dire “tutto tranquillo, mangia quanto è quello che vuoi”, oppure, allorché un paziente che assuma farmaci anticoagulanti e che menzioni al proprio terapeuta che beve regolarmente succo di pompelmo a colazione, che il dottore soprassieda sugli effetti collaterali, ossia inibitori della funzione del farmaco visto sopra, del detto succo.
Alcuni elementi del fronte stasiano radicale non mi perdonano, invece, alcune mie valutazioni squisitamente scientifiche sulla telefonata al 118.
Non mi perdonano che, letteratura scientifica alla mano, io abbia spiegato come quella telefonata - contrariamente a quanto asserito da altri commentatori sicuramente noti ma con qualche centinaio di pubblicazioni scientifiche indicizzate in meno del sottoscritto - non appare avere i connotati di una tipica reazione da shock psicogeno (da manuale per intenderci), suggerendo peraltro - io che il cervello umano lo ho studiato, dissezionato, insegnato a medicina e pubblicato - una maggiore cautela nel parlare di shock e di avere prima ben chiara la definizione scientifica della stesso. Ho altresì - e questo lo ricorderanno anche i miei critici - evidenziato il caveat del fatto che le reazioni hanno una forte componente individuale e non sempre sia riconoscibile un pattern condiviso in una popolazione di riferimento, di fatto facendo una concessione (suggeritami dalla mia prudenza scientifica) a quanto sostenuto, a mio avviso con troppa avventatezza e sicumera, dai commentari sopra menzionati.
Ignorano, invece, il punto più utile alla loro causa, ossia che io abbia spiegato in più di una occasione che quella telefonata non può essere adoperata a livello scientifico e probatorio né in un senso né nell’altro.
Nel fronte stasiano più radicale, alcuni non mi perdonano la mia partecipazione al programma YouTube del giornalista romano di origine venete Gianluca Zanella DarkSide - Storia Segreta d'Italia. In realtà, ho poi capito che la vis polemica del suo pubblico era più nei suoi confronti che nei miei, dal momento che gli veniva ascritta, in quel periodo, una trasformazione ittica non gradita. Personalmente, avendo un rapporto diretto cordiale col summenzionato Zanella, mi sento di escludere che egli abbia subito mutazioni nel pensiero e nella sua dialettica, notando invece una sua continuità di analisi da almeno un anno abbondante. Forse altri ambivano a cavalcare la sua visibilità, quasi novello equus Troianus, per raggiungere un pubblico più vasto, ma credo che lo Zanella sia ascrivibile, in sostanza, alla corrente stasi-razionalistica. Certi suoi duelli dialettici raccontano più l’uomo Zanella e la sua verve che lo Zanella-pensiero. Quest’ultimo, dal quale differisco in numerosi punti, ha mantenuto una certa qual compattezza, pertanto non deve sorprendere che abbia criticato talune fake news o abbia preso le distanze da situazioni che vedevano lo stasi-razionalismo scadere in uno stasi-radicalismo aprioristico e chiassoso. Anche laddove la sua ipotesi garlaschese dovesse crollare alla luce della nuova indagine e il vecchio quadro dovesse uscirne confermato, penso che nel post-Garlasco lo Zanella possa ritagliarsi comunque uno spazio rilevante.
Anzi, vi dirò di più: se Zanella fosse stato nel campo sempiano - e, contrariamente alla vulgata, non mancano i suoi estimatori in quello schieramento - oggi i rapporti di forza social e mediatici su questa vicenda sarebbero molto diversi. Ma con i se e con i ma è inutile ormai discorrere.
Anche perché, quanto tutto sarà finito, sarà stata solo la fine dell’inizio e bisognerà ricostruire una narrazione solida e condivisa. Laddove invece la sua posizione dovesse uscirne vincente, lo Zanella si distinguerebbe per aver abbracciato un razionalismo, pugnace ma non volgare, e farebbe il vuoto attorno a sé di tanti che nel web ancora sostengono teorie prive di fondamento e, aggiungo io, assai volgari e offensive per la famiglia della vittima.
Ad oggi la mia puntata sul canale di Zanella è tra le più viste degli ultimi mesi sul suo canale con circa 60.000 visualizzazioni. A ciò si aggiungano le circa 40.000 della mia videolettera in risposta agli haters, che purtroppo non essendo stata pubblicata sul suo canale ha potuto raggiungere solo una certa fetta di pubblico. Stiamo parlando di 100.000 visualizzazioni parlando di letteratura scientifica e modelli diagnostici. Certo accusando persone a caso, inventando teorie strampalate e ascientifiche e urlando, ne avrei totalizzate probabilmente un milione, ma un milione di visualizzazioni di natura circense non compenserebbero mai il disonore di aver detto cose ignobili.
Stando ad un altro youtuber Fabrizio Gianca, che ha il polso del web e capisce meglio di chiunque altro da quale parte tiri il vento, stima - se rimembro bene le sue scherzose parole - che la mia partecipazione a Darkside sia costata allo Zanella una forbice di disiscrizioni tra le 1800 e le 2000 unità. Non ho elementi per confermarlo né per rapportare quelle duemila unità alle quasi 60.000 visualizzazioni di cui sopra, ma non credo di aver cagionato una bancarotta a Darkside, che appare un canale florido e dinamico. A ciò andrebbe contrapposta la aliquota di miei followers che sono transitati al suo canale.
Ebbene, se fosse stato così, non potrei che salutare un tale esito come una naturale e indispensabile operazione di igiene comunicativa, perché se una persona al solo sentire proferire parole “cautela”, “letteratura scientifica”, “dati” si cancella, dopo aver riversato copiosi insulti, ella trovavasi, a mio avviso, nel luogo sbagliato.
Lo stasianesimo non mi perdona, poi, la conoscenza di Dario Qu***ia Investigates, additato come ultras dello stasi-colpevolismo. Il Qu***ia, che piaccia o meno, dispone di una mole di carte imponente e tende a citarle minuziosamente. Da scienziato abituato a citare le fonti, non posso non apprezzare una tale affinità. Così come ho scritto sopra per lo Zanella, se un Qu***ia militasse nel fronte stasi-innocentistico, la sua abilità con le carte e la sua forza dialettica avrebbero permesso a quello schieramento di imporsi meglio in molti più dibattiti, televisivi e non.
Credete forse che a me piaccia ricevere insulti sui temi sui quali lavoro - che dico lavoro! - ai quali ho dedicato tutta la vita solo per esprimere pacatamente una opinione?
Forse che non sarebbe più comodo barricarsi nella proverbiale torre eburnea e, in pieno stato di compiaciuta atarassia, osservare il vento sconvolgere il mare in tempesta, come versificava il poeta romano Lucrezio (Suave, mari magno turbantibus aequora ventis, e terra magnum alterius spectare laborem;
non quia vexari quemquamst iucunda voluptas,
sed quibus ipse malis careas quia cernere suave est).
Ma sarebbe giusto? Sarebbe accettabile lasciare che mesi e mesi di propaganda e fake news di ambito biomedico inquinino il pubblico dibattito? Sarebbe tollerabile permettere che vengano instillate nel pubblico idee infondate quali quella che la stima dell’epoca della morte sia quanto di più facile in medicina?
A mio avviso non lo sarebbe. Pertanto, continuerò a partecipare ai programmi che riterrò opportuni su piattaforme sulle quali sia concesso di esprimere concetti scientifici in maniera sobria e rigorosa. Per un 10-15% di facinorosi che possono insultare, si va sempre e comunque a raggiungere un 85-90% di pubblico disposto ad ascoltare. Sono a centinaia le persone che mi hanno scritto in queste ultime settimane per ringraziarmi per l’opera divulgativa svolta, alcuni mantenendo la propria linea ma apprezzando i miei interventi, altri avendo rivisitato le proori convinzione alla luce delle spiegazioni fornite.
Le mie prossime partecipazioni YouTube saranno annunciate nei prossimi giorni.
Questa sera dalle 23:00 potrete seguirmi al Canale 122 Fatti Di Nera sul tema GARLASCO.