Francesco M. Galassi, MD, Paleopatologo

Francesco M. Galassi, MD, Paleopatologo Pagina di divulgazione di Francesco M. Galassi (MD, PhD, 5 ASN), prof. associato presso Univ. Autore di ~300 pub. scientifiche e vari libri.

di Łódź, medico, paleopatologo, antropologo fisico, storico della medicina e scrittore. Forbes 30U30 Europe 2017.

15/04/2026

Quindi, se capisco bene la nuova teoria “medico-forense” proposta sulla televisione di stato sul caso di Garlasco vorrebbe l’assassino certamente (sic - manco “forse” o “verosimilmente”, proprio “certamente !!”) FERITOSI mentre commetteva l’atto.

Tale valutazione di somma precisione e incontestabile acume diagnostico mi pare, nella mia profonda ignoranza professorale, di capire che sia stata fatta in absentia:

1) dell’arma del delitto;

2) dell’esame obiettivo del corpo dell’assassino

MA SOLO

alla luce della lesività cranica sulla vittima.

Basta. Io alzo le mani.

15/04/2026

I PROFETI (TARDIVI) DELL’ESTATHÉ

In data 17 dicembre 2025, scrissi su questa stessa pagina (troverete il post scorrendo indietro):

“COSA DICE LA PERIZIA ALBANI SULL’ESTATHÉ?

Il test RSID Saliva (Rapid Stain Identification – Saliva, test rapido per l’identificazione di tracce di saliva umana) impiegato è negativo, dato cruciale perché indica l’assenza di evidenza immunocromatografica di saliva: non è quindi dimostrato che il DNA provenga da un atto di suzione o di bevuta.

La quantità di DNA rilevata è estremamente bassa (circa 0,015 ng/µL, sia totale sia maschile), al limite tecnico delle metodiche, una condizione tipica di contatto secondario, trasferimento ambientale o materiale degradato.

Il profilo genetico è descritto nella consulenza come parziale, severamente degradato e misto, con una componente allelica compatibile con Stasi Alberto, inclusa una componente Y parziale. In linguaggio forense corretto ciò non equivale a un match, non consente un’attribuzione univoca e non dimostra l’uso della cannuccia. Con un dato di questo tipo non è possibile stabilire CHI abbia bevuto, QUANDO, né COME il DNA sia arrivato sull’oggetto: si tratta di una traccia minima e decontestualizzata che non deve essere sovrainterpretata.

CONCLUSIONI

In sostanza, al netto di quanto tale possibile prova possa avere un ruolo cruciale - innegabile - i dati molecolari disponibili al momento la rendono sostanzialmente neutra. Serve pertanto cautela interpretativa.”

Ripresi l’argomento in una puntata del canale di Alan Botter alla presenza della dott.ssa Marina Baldi, che con grande onestà intellettuale confermò la mia valutazione.

Logicamente quel post fu ignorato, perché figurarsi se si può citare chi fa una lucida disamina scientifica proveniente da chi conveniva il quel momento additare come uno dei “nemici”, lasciando che venisse offeso e insultato sul web per partito preso.

Più comodo evidentemente il presentare tali considerazioni come farina del proprio sacco qualche mese dopo.

Mi ricorda un po’ di quando già la scorsa estate segnalai a più persone la non attendibilità della teoria delle sevizie ma nessuno la raccolse - all’epoca il tema “tirava” molto. Poi feci un lungo post e qualche giorno dopo incominciarono anche altri a parlarne, da quel momento essendo quella teoria relegata ad ambienti minoritari.

Ma citare è davvero così difficile?

È così difficile soprattutto citare gli scienziati mentre citare senza alcun problema fonti mon scientifiche, post X, canali YouTube e quant’altro?

Buongiorno a tutti.Oggi scrive l’uomo di lettere che prende, per un momento, il sopravvento sul medico.Su Pandora Rivist...
15/04/2026

Buongiorno a tutti.

Oggi scrive l’uomo di lettere che prende, per un momento, il sopravvento sul medico.

Su Pandora Rivista pubblicato un mio lungo ragionamento filologico-filosofico sull’Edipo a Colono di Sofocle.

Nell’articolo:

1- metto in discussione, con grande rispetto, la traduzione canonica del coro (in particolare quella di Guido Paduano), mostrando come introduca categorie assenti nel greco e riaprendo l’interpretazione a partire dai termini originali.

2- propongo una tesi precisa: l’espressione “μὴ φῦναι τὸν ἅπαντα νικᾷ λόγον” non stabilisce una gerarchia (“meglio non nascere”), ma indica la sconfitta del λόγος come principio di ordine e senso.

3- espongo come il testo escluda ogni lettura consolatoria: la morte non è interpretata come ritorno o compimento, ma come semplice uscita dall’apparire, priva di valore salvifico.

4- analizzo come il catalogo dei mali (στάσις, invidia, conflitto, guerra, vecchiaia) sia letto come struttura costitutiva dell’esistenza, non come sequenza contingente di eventi.

Buona lettura.

ps. Ringrazio molto il grande Prof. Luciano Canfora per la sua cortese rilettura del mio testo e anche l’amico filosofo Dr Lorenzo Lazzarini (PhD in filosofia presso Saint Andrews) per la sua analisi critica dei miei periodi filosofici.



LINK all’articolo nei commenti.

14/04/2026

Il caso di Garlasco è di grandissima complessità.

Lo era nel 2007, lo è molto di più vent’anni dopo.

Qualunque posizione in merito sosteniate, la rispetto, ma non si può dire che “era un gioco da ragazzi”.

Chi lo dice non ha idea di cosa siano la medicina, la biologia e la scienza più in generale.

Chi lo dice cerca il fragore mediatico, non la sobrietà dell’analisi.

La questione - quest’ultima - è molto semplice.

14/04/2026

Per alcuni è tutto semplice, un gioco da ragazzi. Se ci fossero stati loro nel 2007 il caso si sarebbe chiuso in 5 minuti - così che Sherlock Holmes, Hércules Poirot, Jules Maigret “scansateve” proprio…

Ma la vera domanda è, appunto, questa: dove erano nel 2007?

Cosa facevano?

Opzione 1- Gareggiavano con gli Avengers per salvare il pianeta dalla distruzione

Opzione 2- Guidavano armate alla conquista del mondo conosciuto sulle orme di Alessandro il Macedone

Opzione 3- Erano troppo impegnati a fare i fenomeni in altri campi del sapere conseguendo vari premi Nobel in sequenza

Opzione 4- Aspettavano il 2026 preparando la loro definitiva epifania

L’opzione 5 non la ricordo, ma penso sia sulla falsariga delle precedenti.

14/04/2026

STASI-RAZIONALISMO E SEMPIO-RAZIONALISMO

È inutile menare il can per l’aia.

Stasi-innocentismo e Sempio-innocentismo sono due correnti d’opinione simmetriche, speculari e antipodali.

Come spiegò bene anche il prof. Carlo Taormina - non certo l’ultimo arrivato in materia di legge (che lo amiate o meno credo che sulla sua perizia ed esperienza tutti concordino) - in una puntata autunnale di “Incidente Probatorio”, se Stasi è out, Sempio è in.

Certo rimane almeno in linea teorica aperta la possibilità di un concorso con lo Stasi, ma mi sembra alquanto difficile come scenario concreto.

Al momento lo stasi-innocentismo si fonda, a livello mediatico, più su suggestioni e su una vis dialettica che su nuove evidenze che collochino l’attuale condannato al di fuori della scena del crimine. Quando tale vis prevale e appare dare adito a teorie pseudoscientifiche e non verificabili, a mio avviso nuoce alla causa stasiana dal momento che finisce per sacrificare un legittimo - purché io personalmente non ne veda le fondamenta - stasi-razionalismo su posizioni che altri - ma non io, che analizzo i dati su di un piano scientifico - hanno etichettato in maniera canzonatoria come “stasi-piattismo”.

Alla stessa maniera, ritengo che la maggior linfa a sostegno del movimento sempio-innocentistico derivi da un approccio sempio-razionalistico, ossia un approccio, peraltro condiviso dai più di quell’area, che punta a dimostrare l’estraneità alla scena del crimine del Sempio sulla base delle evidenze disponibili, ma senza disdegnare al contempo osservazioni critiche laddove emergano delle difficoltà o delle debolezze strutturali nella strategia difensiva.

Ricordo, circa due mesi fa, che un profilo falso vicino al sempismo più spinto mi rivolse parole violente e scadde nel turpiloquio solo per aver spiegato le potenzialità dell’analisi antropologico-forense e cosa ci si potesse aspettare. Sarebbe un po’ come andare dal medico, ricevere una diagnosi di morbo di Chron e preferire sentirsi dire “tutto tranquillo, mangia quanto è quello che vuoi”, oppure, allorché un paziente che assuma farmaci anticoagulanti e che menzioni al proprio terapeuta che beve regolarmente succo di pompelmo a colazione, che il dottore soprassieda sugli effetti collaterali, ossia inibitori della funzione del farmaco visto sopra, del detto succo.

Alcuni elementi del fronte stasiano radicale non mi perdonano, invece, alcune mie valutazioni squisitamente scientifiche sulla telefonata al 118.
Non mi perdonano che, letteratura scientifica alla mano, io abbia spiegato come quella telefonata - contrariamente a quanto asserito da altri commentatori sicuramente noti ma con qualche centinaio di pubblicazioni scientifiche indicizzate in meno del sottoscritto - non appare avere i connotati di una tipica reazione da shock psicogeno (da manuale per intenderci), suggerendo peraltro - io che il cervello umano lo ho studiato, dissezionato, insegnato a medicina e pubblicato - una maggiore cautela nel parlare di shock e di avere prima ben chiara la definizione scientifica della stesso. Ho altresì - e questo lo ricorderanno anche i miei critici - evidenziato il caveat del fatto che le reazioni hanno una forte componente individuale e non sempre sia riconoscibile un pattern condiviso in una popolazione di riferimento, di fatto facendo una concessione (suggeritami dalla mia prudenza scientifica) a quanto sostenuto, a mio avviso con troppa avventatezza e sicumera, dai commentari sopra menzionati.
Ignorano, invece, il punto più utile alla loro causa, ossia che io abbia spiegato in più di una occasione che quella telefonata non può essere adoperata a livello scientifico e probatorio né in un senso né nell’altro.

Nel fronte stasiano più radicale, alcuni non mi perdonano la mia partecipazione al programma YouTube del giornalista romano di origine venete Gianluca Zanella DarkSide - Storia Segreta d'Italia. In realtà, ho poi capito che la vis polemica del suo pubblico era più nei suoi confronti che nei miei, dal momento che gli veniva ascritta, in quel periodo, una trasformazione ittica non gradita. Personalmente, avendo un rapporto diretto cordiale col summenzionato Zanella, mi sento di escludere che egli abbia subito mutazioni nel pensiero e nella sua dialettica, notando invece una sua continuità di analisi da almeno un anno abbondante. Forse altri ambivano a cavalcare la sua visibilità, quasi novello equus Troianus, per raggiungere un pubblico più vasto, ma credo che lo Zanella sia ascrivibile, in sostanza, alla corrente stasi-razionalistica. Certi suoi duelli dialettici raccontano più l’uomo Zanella e la sua verve che lo Zanella-pensiero. Quest’ultimo, dal quale differisco in numerosi punti, ha mantenuto una certa qual compattezza, pertanto non deve sorprendere che abbia criticato talune fake news o abbia preso le distanze da situazioni che vedevano lo stasi-razionalismo scadere in uno stasi-radicalismo aprioristico e chiassoso. Anche laddove la sua ipotesi garlaschese dovesse crollare alla luce della nuova indagine e il vecchio quadro dovesse uscirne confermato, penso che nel post-Garlasco lo Zanella possa ritagliarsi comunque uno spazio rilevante.

Anzi, vi dirò di più: se Zanella fosse stato nel campo sempiano - e, contrariamente alla vulgata, non mancano i suoi estimatori in quello schieramento - oggi i rapporti di forza social e mediatici su questa vicenda sarebbero molto diversi. Ma con i se e con i ma è inutile ormai discorrere.

Anche perché, quanto tutto sarà finito, sarà stata solo la fine dell’inizio e bisognerà ricostruire una narrazione solida e condivisa. Laddove invece la sua posizione dovesse uscirne vincente, lo Zanella si distinguerebbe per aver abbracciato un razionalismo, pugnace ma non volgare, e farebbe il vuoto attorno a sé di tanti che nel web ancora sostengono teorie prive di fondamento e, aggiungo io, assai volgari e offensive per la famiglia della vittima.
Ad oggi la mia puntata sul canale di Zanella è tra le più viste degli ultimi mesi sul suo canale con circa 60.000 visualizzazioni. A ciò si aggiungano le circa 40.000 della mia videolettera in risposta agli haters, che purtroppo non essendo stata pubblicata sul suo canale ha potuto raggiungere solo una certa fetta di pubblico. Stiamo parlando di 100.000 visualizzazioni parlando di letteratura scientifica e modelli diagnostici. Certo accusando persone a caso, inventando teorie strampalate e ascientifiche e urlando, ne avrei totalizzate probabilmente un milione, ma un milione di visualizzazioni di natura circense non compenserebbero mai il disonore di aver detto cose ignobili.

Stando ad un altro youtuber Fabrizio Gianca, che ha il polso del web e capisce meglio di chiunque altro da quale parte tiri il vento, stima - se rimembro bene le sue scherzose parole - che la mia partecipazione a Darkside sia costata allo Zanella una forbice di disiscrizioni tra le 1800 e le 2000 unità. Non ho elementi per confermarlo né per rapportare quelle duemila unità alle quasi 60.000 visualizzazioni di cui sopra, ma non credo di aver cagionato una bancarotta a Darkside, che appare un canale florido e dinamico. A ciò andrebbe contrapposta la aliquota di miei followers che sono transitati al suo canale.
Ebbene, se fosse stato così, non potrei che salutare un tale esito come una naturale e indispensabile operazione di igiene comunicativa, perché se una persona al solo sentire proferire parole “cautela”, “letteratura scientifica”, “dati” si cancella, dopo aver riversato copiosi insulti, ella trovavasi, a mio avviso, nel luogo sbagliato.

Lo stasianesimo non mi perdona, poi, la conoscenza di Dario Qu***ia Investigates, additato come ultras dello stasi-colpevolismo. Il Qu***ia, che piaccia o meno, dispone di una mole di carte imponente e tende a citarle minuziosamente. Da scienziato abituato a citare le fonti, non posso non apprezzare una tale affinità. Così come ho scritto sopra per lo Zanella, se un Qu***ia militasse nel fronte stasi-innocentistico, la sua abilità con le carte e la sua forza dialettica avrebbero permesso a quello schieramento di imporsi meglio in molti più dibattiti, televisivi e non.

Credete forse che a me piaccia ricevere insulti sui temi sui quali lavoro - che dico lavoro! - ai quali ho dedicato tutta la vita solo per esprimere pacatamente una opinione?

Forse che non sarebbe più comodo barricarsi nella proverbiale torre eburnea e, in pieno stato di compiaciuta atarassia, osservare il vento sconvolgere il mare in tempesta, come versificava il poeta romano Lucrezio (Suave, mari magno turbantibus aequora ventis, e terra magnum alterius spectare laborem;
non quia vexari quemquamst iucunda voluptas,
sed quibus ipse malis careas quia cernere suave est).

Ma sarebbe giusto? Sarebbe accettabile lasciare che mesi e mesi di propaganda e fake news di ambito biomedico inquinino il pubblico dibattito? Sarebbe tollerabile permettere che vengano instillate nel pubblico idee infondate quali quella che la stima dell’epoca della morte sia quanto di più facile in medicina?

A mio avviso non lo sarebbe. Pertanto, continuerò a partecipare ai programmi che riterrò opportuni su piattaforme sulle quali sia concesso di esprimere concetti scientifici in maniera sobria e rigorosa. Per un 10-15% di facinorosi che possono insultare, si va sempre e comunque a raggiungere un 85-90% di pubblico disposto ad ascoltare. Sono a centinaia le persone che mi hanno scritto in queste ultime settimane per ringraziarmi per l’opera divulgativa svolta, alcuni mantenendo la propria linea ma apprezzando i miei interventi, altri avendo rivisitato le proori convinzione alla luce delle spiegazioni fornite.

Le mie prossime partecipazioni YouTube saranno annunciate nei prossimi giorni.

Questa sera dalle 23:00 potrete seguirmi al Canale 122 Fatti Di Nera sul tema GARLASCO.

14/04/2026

Grazie a quanti mi stanno chiedendo commenti sulla puntata di ieri sera del programma “Lo Stato delle Cose” andata in onda sulla terza rete della televisione di Stato.

Dopo il famoso episodio del martello nipponico, non ho più seguito. Non posso, quindi, offrire una analisi completa.

Ho potuto solo visionare alcuni brevi spezzoni circolanti sul social X, dai quali noto che i toni si stiano alzando e che la polemica imperversi.

Permango della mia opinione che un dibattito scientifico-giuridico fisiologico necessiti di toni moderati e debba rifuggire il parossismo dialettico.

Tuttavia, certe trasmissioni hanno costituzionalmente un assetto tale da portarle ad assumere siffatti toni, pertanto, se vi si partecipa, non ci si può aspettare un convegno dell’Accademia dei Lincei.

C’è sempre ampia variabilità di esiti ed è spesso difficile prevedere come si sarà, da scienziati, trattati in simili contesti.

Un po’ come detto per il già menzionato martello, in base a come lo si utilizza, tali trasmissioni possono produrre effetti molto diversi tra loro, da puntata a puntata 😉.

1- Fino a prova contraria, lo stato della città del Vaticano, pur ormai ridotto a pochi ettari di estensione, è uno Stat...
14/04/2026

1- Fino a prova contraria, lo stato della città del Vaticano, pur ormai ridotto a pochi ettari di estensione, è uno Stato nazionale a tutti gli effetti, pertanto non dovrebbe attenersi alle sole “questioni morali”.

2- Che si intende poi per “questioni morali”?
Il Vaticano non si limita a “questioni morali” astratte: nella dottrina sociale della Chiesa, temi come migrazione, guerra, povertà e ambiente sono questioni morali con implicazioni politiche. Ridurre il ruolo della Chiesa al solo ambito privato è una semplificazione.

3- C’è poi una tradizione storica di intervento dei papi, che sono sempre intervenuti su questioni globali (guerre, diritti umani, economia). Non è un’anomalia recente né un’ingerenza nuova, ma una prassi consolidata della Chiesa cattolica

4- Emerge un doppio standard: quando leader americani parlano di valori morali universali è considerato legittimo; quando lo fa il Papa viene definito “ingerenza”.

E così, circa l’attenersi al proprio ambito e sullo stare sulla dimensione morale privata, giova anche oggi citare opportunamente sempre dalle Sacre Scritture (Vangelo secondo Matteo 15, 15) :

“E non si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.”

14/04/2026

Perché dico cautela da mesi sul caso di ?

Perché se una compatibilità viene definita “forte”, è già successo in altri casi forensi che essa possa essere addotta non solo come evidenza solida, ma addirittura come “dimostrazione” - termine quest’ultimo più matematico-geometrico che adattabile alla biomedicina, ma avrete capito il punto che sto facendo.

Si parla di vitalità delle lesioni, di traumatismo e via discorrendo, ma c’è un elefante nella stanza, ossia la componente antropometrica e biodinamica della consulenza medico-legale già depositata sulla quale filtra ancora ben poco. Come sostengo e argomento da mesi, quella sarà la vera crux desperationis e sulla quale si giocherà una fetta non indifferente della tesi e della antitesi processuale a livello scientifico.

Ad ogni modo, spero vi sia modo di parlarne stasera al Canale 122 Fatti Di Nera, ove potrete seguirmi dalle ore 23:00.

Più tardi, nel corso della giornata, mi toglierò anche qualche “sassolino dalla scarpa”, come suol dirsi, dal momento che non manca sempre chi faccia polemica ogni qual volta si discetti di Garlasco, tema sul quale mi sono limitato sempre e solo a fare valutazioni scientifiche basate sulla letteratura internazionale.

Grazie, alfine, a chi mi ha seguito ieri sera nella puntata sul delitto Paganelli, un caso molto complesso e che, a mio avviso, dal punto di vista medico presenta ancora numerose e cospicue aree di indeterminazione, riuscendo, a livello teorico, molto stimolante ed interessante.

13/04/2026

Questa sera al Canale 122 Fatti Di Nera interverrò, in veste di commentatore scientifico, alla puntata di Incidente Probatorio dedicata al caso di Pierina Paganelli.

Riprovevoli e inaccettabili gli attacchi, i toni e le accuse adoperati contro Sua Santità, Papa Leone Decimoquarto. Ogni...
13/04/2026

Riprovevoli e inaccettabili gli attacchi, i toni e le accuse adoperati contro Sua Santità, Papa Leone Decimoquarto.

Ogni altro commento è superfluo.

Giova ricordare il passo del Libro dei Proverbi 16:18: “La superbia precede la rovina, e lo spirito altero precede la caduta”.

12/04/2026

Domani sera dalle ore 21:00 alle ore 22:00 interverrò al Canale 122 Fatti Di Nera per commentare, a livello divulgativo, alcuni aspetti biomedici relativamente al delitto Paganelli.

La sera successiva, sarò ospite sul medesimo canale diretto dall’ottima Tiziana Ciavardini e nel programma condotto dalla bravissima Beatrice Maria Merolla, a partire dalle 23:00, parlandosi quel giorno del caso di Garlasco.

Come sempre, ricordo agli amici che seguano su youtube che non si aspettino dal sottoscritto teorie che sfidino la forza di gravità e lo spazio-tempo, acrobazie o altre esibizioni ginniche - non è mio compito infatti intrattenere né offrire uno qualche svago alla noia - ma sono sicuro che, richiamando sempre quella benedetta e utilissima letteratura scientifica internazionale, non mancheremo di sviluppare qualche ragionamento interessante.

Una buona serata a tutti.

Prof. FM Galassi

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Santarcangelo

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