25/11/2025
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Ma a cosa serve una giornata come questa?
È un giorno per togliere il rumore e lasciare che emergano le storie: quelle dette a bassa voce, quelle taciute per paura, quelle che non sono mai arrivate alle orecchie di nessuno.
La violenza non inizia quasi mai con un gesto eclatante.
Inizia spesso con qualcosa di silenzioso, una parola che riduce, uno sguardo che controlla, un dubbio che viene insinuato fino a diventare certezza.
Piano, lentamente, in profondità.
E proprio perché è silenziosa, molte donne ci vivono dentro a lungo, non perché “non vedano”, ma perché stanno cercando di sopravvivere.
Oggi vorrei fare spazio anche a chi è ancora nel mezzo, a chi non può parlare, a chi non si sente pronta, a chi sta scegliendo un modo — il suo — per andare avanti.
Il 25 novembre non è una ricorrenza: è un promemoria di realtà che non devono essere ignorate, è un invito a guardare senza voltare lo sguardo, ad ascoltare senza invadere.
Perché la violenza si combatte così: riconoscendola, nominando ciò che fa male, e restituendo dignità a ogni voce.
Una alla volta.
Ogni giorno. 🎈♥️