17/02/2026
Quanti cani incompresi che incontro.
E quanta sofferenza in loro e nelle loro famiglie.
Quando l’incompetenza si insinua poi tra queste crepe, ne esce un disastro.
Oggi ho visto Thor e la sua famiglia.
Rott giovanissimo, adottato in canile, gestito da 6 mesi (post adozione) dentro a schemi, comandi, inibizioni, correzioni.
I suoi umani vivono l’inferno, non dormono da mesi, casa distrutta, pronto soccorso vet più volte per pica.
Lui…nemmeno a dirlo.
Dalla prima consulenza online, 10 giorni fa, semplicemente insegnando loro ad ascoltarlo, guardarlo, dargli modo di esistere le cose vanno molto meglio.
Oggi un altro grande passo avanti: fissa lo strozzo, allunga il guinzaglio, lascialo annusare e camminare e come per magia…dopo 6 mesi per la prima volta ha urinato e defecato fuori dal suo giardino.
Come sono stanca di raccogliere i cocci dell’incompetenza, vedere cani devastati dall’incompetenza, la coercizione, l’inibizione.
Altrettanto felice di vedere che basta dare nuovi strumenti, supporto, esonerarli dall’essere il “capobranco” duro e inibente, e la svolta arriva immediata.
Ogni volta ne esco con una domanda: ma perché non studiate?
Perché non amate il lavoro che fate, i cani che sono il vostro pane quotidiano, le loro famiglie?
Perché riversate la vostra frustrazione e aggressività su sti poracci di cani?!?
🤬
In foto: Betty, un cane felice.