Dott.ssa Eleonora Lombardi Psicologa

Dott.ssa Eleonora Lombardi Psicologa Benvenuto/a nella mia pagina sono Eleonora Lombardi formata in psicologia clinica.

12/11/2025

😴 La stanchezza cronica non è solo fatica: è un corpo che resta acceso troppo a lungo.
⚡ È il risultato di stress, tensioni ed emozioni trattenute.
💭 Il riposo fisico non basta se la mente continua a correre.
💡 Serve capire cosa consuma davvero energia.
🧠 La psicoterapia aiuta a ristabilire equilibrio e ascolto del corpo.
🌿 Con l’EMDR si elaborano eventi stressanti e si riduce l’iperattivazione.
🤍 Con la psicoterapia integrata si lavora su confini e autoregolazione.
⚖️ Non è debolezza: è manutenzione psicologica.
✨ Ripartire da sé è il primo passo verso la leggerezza.

07/11/2025

Amare il percorso (anche quando sudi) 🏃‍♂️💋✨

Nella psicologia della motivazione lo sappiamo bene: non è il traguardo a farci stare bene, ma come ci arriviamo.
La Self-Determination Theory (Deci & Ryan) ci ricorda che quando un’attività è vissuta come autonoma, significativa e in linea con i nostri valori, persino lo sforzo diventa… sorprendentemente sostenibile.

E poi c’è il flow di Csikszentmihalyi: quello stato in cui fai qualcosa di difficile, ma sei così immerso da dimenticare la fatica (più o meno 😉).

Il corridore che si ferma per un bacio e poi riparte? Una micro-ricarica emotiva perfetta.
Le ricerche mostrano infatti che i “micro-break” – pause brevi ma piene di senso – migliorano regolazione emotiva, motivazione e performance. In altre parole: fermarti un attimo non ti allontana dalla meta, ti permette di arrivarci con più testa (e più cuore) 💛.

Meno ossessione per il risultato, più qualità del viaggio.
È lì che nasce il vero benessere.

03/11/2025

✨ A volte non è che ci manchino le risorse… è che si sono messe in stand-by 😅

Quando ci sentiamo svuotati o bloccati, spesso cerchiamo fuori di noi quella forza che potremmo contattare dentro. È il terreno in cui può germogliare la dipendenza affettiva: il bisogno che qualcuno ci “accenda”, ci motivi o ci faccia sentire vivi.

In realtà, le risorse interiori non spariscono: si nascondono quando smettiamo di fidarci della nostra capacità di reggerci da soli. In psicologia, questo si lega al concetto di auto-efficacia percepita (Bandura): non basta avere strumenti, serve anche credere di poterli usare.

A volte basta una piccola spinta — una parola, una seduta, un momento di consapevolezza — per riattivare ciò che già ci appartiene.
La dipendenza affettiva nasce proprio quando deleghiamo all’altro il compito di farci sentire forti, interi o degni d’amore. Ma nessuno può salvarci davvero se non scegliamo di riattivare le nostre risorse interiori.
La spinta che cerchiamo fuori, può — e deve — partire da dentro. 💫

02/11/2025

🌱 I bambini osservano e replicano.
Non apprendono soltanto attraverso le parole, ma attraverso i neuroni specchio,
quelle strutture del cervello che permettono di sentire dall’interno ciò che vedono fare agli adulti.
È così che imparano l’empatia, la cura, la gentilezza. 🧠💫

Ogni gesto — anche il più semplice — diventa una forma di educazione emotiva:
come si tiene in mano un fiore, come si guarda chi si ama,
come si protegge ciò che è fragile. 🌸

Il cervello dei bambini è plastico, assorbe e costruisce modelli interni di relazione.
La presenza affettuosa e coerente di un genitore diventa la base
su cui si fonda la fiducia, la regolazione emotiva e la capacità di amare. 🤍

31/10/2025

il freezing 🧠❄️
È una reazione automatica del sistema nervoso: l’amigdala percepisce un pericolo, il corpo si prepara ad agire ⚡️… ma se non può né fuggire né combattere, entra in modalità “freeze”. Il tono muscolare cala, il respiro rallenta, tutto si ferma.
Negli esseri umani può accadere anche senza un pericolo reale, quando il corpo “ricorda” un trauma o uno stress intenso.
Non è debolezza: è biologia della sopravvivenza. Riconoscerlo è il primo passo per tornare al movimento 🌀

👉 Ti è mai capitato di bloccarti così?

29/10/2025

📌 Quando “me la cavo da solo” è una corazza

Ci sono persone che fanno tutto da sole 💪✨
Non chiedono, non si appoggiano, non mostrano mai il peso delle proprie fatiche.
Questa apparente forza nasce spesso da un’antica necessità.

Se nelle prime relazioni la risposta affettiva è incostante e confondente — a volte accudente 🤗 a volte distante o giudicante 🚫 — il messaggio implicito diventa:
“Se mi espongo, soffrirò. Meglio cavarsela da soli.”

Così si forma uno stile di attaccamento evitante:
si minimizzano i bisogni, si teme la dipendenza, si protegge il cuore dietro una solida autosufficienza 🔒

Ma dietro quella corazza c’è ancora il desiderio di essere accolti: non è mai sparito, solo silenziato 🫶

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🔍 Come lo riconosci? • Fatica a chiedere aiuto 🙅‍♀️
• Timore di essere “ingombranti” quando si ha un bisogno
• Tendenza ad allontanarsi nell’intimità 🧍‍♂️↔️🧍‍♀️
• Convinzione di doversela cavare sempre da soli
• Controllo rigido delle emozioni 🎯

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📍 Ricordati Prendersi cura di sé non significa fare tutto da soli.
A volte la vera forza è lasciarsi sostenere 🤝💡

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💬 Ti riconosci?
Parlarne può essere il primo passo per costruire relazioni più sicure e accoglienti.

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28/10/2025

🧠 Fame emotiva: quando non è lo stomaco che chiama… ma il cuore
Ti capita di cercare cibo anche senza fame? Quel “vuoto” non sempre è nello stomaco. La fame emotiva nasce da stress, tristezza, noia, ansia. È un modo rapido per zittire emozioni difficili, ma il sollievo dura poco.

📌 Come gestirla secondo le linee guida psicologiche:

1️⃣ Fermati un attimo
Che emozione c’è qui e ora? Chiamarla per nome la rende meno spaventosa.

2️⃣ Riconosci la fame vera
La fame fisica è graduale, tollerabile, non selettiva.
La fame emotiva è improvvisa, urgente e “vuole” cibi specifici (dolci, snack).

3️⃣ Cambia tattica per 10 minuti
Respiro lento, un bicchiere d’acqua, una passeggiata breve, scrivere l’emozione, un messaggio a qualcuno. Il tempo aiuta l’impulso a diminuire.

4️⃣ Routine e cura di sé
Pasti regolari, sonno, movimento, relazione con il corpo e le emozioni… sono i veri “nutrienti” a lungo termine.

💬 Non si tratta di “mangio troppo”, ma di cosa sto cercando davvero quando mangio. Possiamo imparare ad ascoltarci con più gentilezza, senza giudizio.

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✨ Hashtag
🍏🧘‍♀️🫀

27/10/2025

La mente è un po’ come il cruscotto di un’auto 🚗
Quando dentro qualcosa “scalda”, si accende una spia: ansia, tristezza, rabbia 🔴
Segnali preziosi che dicono “Fermati, qui serve attenzione”.

Poi arrivano le strategie di evitamento:
illusioniste abilissime nel far sparire ciò che ci spaventa 🎩✨
Una spia rossa? Via, un colpo di pennarello… e non se ne parla più.

Evitare può sembrare pratico:
• Fare finta di niente 🫥
• Riempire ogni secondo di impegni 🏃‍♀️💨
• Rimandare all’infinito 🔁
• Cambiare strada per evitare i ricordi 🚧
• Perdersi nello scroll infinito 📱

Funziona? Sì… per un po’.
È come nascondere la polvere sotto il tappeto: sta lì, silenziosa, ma cresce 🧹

Le emozioni non nascono per punirci.
Sono messaggi: chiedono ascolto, cura, contatto 💛
Ignorarle le fa solo bussare più forte.

Prendersi cura della “spia” significa:
• Osservarla senza giudizio 👀
• Chiedersi cosa vuole comunicarci 💬
• Cercare supporto se serve 🤝
• Concedersi una pausa, anche piccola ⏸️

Perché si può anche disegnare un sorriso dove c’è un’allerta…
ma il motore continuerà a farsi sentire ⚙️❤️

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✨ Se ti ci ritrovi, salva il post per ricordartelo quando ti servirà.

25/10/2025

🦈 Quando il trauma riaffiora e tu non hai ancora fatto EMDR… 😅

A volte scappiamo da qualcosa che ci spaventa — emozioni, ricordi, situazioni — e lo facciamo così bene da meritare una medaglia olimpica 🥇🏃‍♂️💨

Ma il punto è che, per quanto veloce tu possa correre, quello “squalo” interiore prima o poi riaffiora.
Non per farti del male, ma per chiederti di essere visto, ascoltato, integrato.

Scappare può essere un riflesso di sopravvivenza, non un fallimento.
Solo quando smettiamo di fuggire e iniziamo a guardare ciò che ci insegue, possiamo davvero capire cosa ci vuole dire.

🌀 A volte serve il coraggio di fermarsi, altre volte… un terapeuta che ti aiuti a farlo in sicurezza.

✨ Tu da cosa stai scappando oggi?

24/10/2025

✨ AUTOSABOTAGGIO: quando il nemico è dentro di noi ✨

Ti è mai capitato di desiderare qualcosa intensamente… e poi fare esattamente il contrario di ciò che ti serviva per ottenerlo? Ecco, questo è autosabotaggio. A volte ci blocchiamo non perché non vogliamo riuscirci, ma perché riuscirci significherebbe cambiare ruolo, identità, o equilibrio interno. Il cervello preferisce ciò che conosce, anche se fa male.

🔹 Rimandi ciò che ti sta a cuore.
🔹 Ti convinci di non essere abbastanza.
🔹 Ti rifugi nel controllo o nel perfezionismo.
🔹 Ti allontani da chi prova a starti vicino.

L’autosabotaggio non è mancanza di forza di volontà: è un meccanismo di protezione radicato nella paura. La buona notizia? Può essere compreso e trasformato, partendo dall’ascolto di sé e dal riconoscimento delle proprie parti interiori. 💭 Non chiederti solo “perché non ci riesco?”, ma “cosa sto proteggendo non riuscendoci?”.

23/10/2025

Ho letto che dovrei andare in un posto dove nessuno della mia famiglia è mai andato… e allora sono andato in psicoterapia.” Risposta corretta ✅ Motivazione scientifica 🧬 ...Perché quando cambi tu, non stai solo “parlando dei tuoi problemi”: stai riprogrammando interi circuiti neurali e interrompendo pattern familiari tramandati per generazioni. La ricerca in epigenetica e psicotraumatologia lo conferma: - Esperienze emotive e traumi possono lasciare impronte biologiche che influenzano il modo in cui reagiamo allo stress. - Ma la consapevolezza e la rielaborazione terapeutica possono modificarne gli effetti. In altre parole, la psicoterapia è una forma di neuroplasticità guidata (solo con meno cavi e più empatia). ⚡️ Quindi sì: andare in terapia è un po’ come fare manutenzione evolutiva alla mente. È rompere la catena degli “è sempre stato così” e scegliere una versione più aggiornata di te stesso. 🧩

✨ Come funziona l’EMDR e perché è così utile nella psicologia del trauma? ✨Quando viviamo un’esperienza traumatica (un i...
31/07/2025

✨ Come funziona l’EMDR e perché è così utile nella psicologia del trauma? ✨

Quando viviamo un’esperienza traumatica (un incidente, una perdita, una relazione tossica…), può accadere che la nostra mente non riesca a “metabolizzare” del tutto ciò che è accaduto. È come se quel ricordo restasse intrappolato, congelato, continuando a influenzare emozioni, pensieri e corpo anche a distanza di anni.

👉 L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una terapia riconosciuta a livello internazionale, che aiuta la mente a “sbloccare” questi ricordi e a integrarli in modo più sano.
Attraverso movimenti oculari o altre forme di stimolazione bilaterale, l’EMDR facilita il naturale processo di elaborazione, riducendo l’impatto emotivo del ricordo traumatico.

📌 Cosa significa in pratica?
Significa che un ricordo doloroso può diventare meno invadente, perdere la sua carica di sofferenza e trasformarsi in qualcosa di passato, che non condiziona più il presente.

💡 Lavorare sul trauma significa dare significato, ritrovare risorse e recuperare la sensazione di sicurezza dentro di sé.
Se vuoi saperne di più o senti che qualcosa del tuo passato pesa ancora troppo sul presente, l’EMDR può essere un valido aiuto.

🌿 Prendersi cura di un trauma è un atto di coraggio e di amore verso se stessi.

Indirizzo

Via Giotto, 9/2
Sesto Fiorentino
50019

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

Telefono

+393467474370

Sito Web

https://eleonoralombardipsicologo.it/

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