18/03/2026
Grande agitazione e tensione ai vertici della Regione Lombardia perché si profila un possibile disavanzo nel bilancio regionale dovuto ai maggiori costi complessivi della spesa globale sanitaria, che in questo momento non hanno copertura finanziaria e che impongono addirittura un freno alle assunzioni programmate e approvate nelle varie ASST per garantire i vari piani strategici Il messaggio per i dirigenti è” niente nuove assunzioni se non quelle necessarie per coprire buchi di pensionamenti e dimissioni.”
Del resto l’aumento dei costi è certificato dalle tabelle ufficiali presentate in Regione dall’Assessore Bertolaso il 10 marzo in una informativa urgente. Mentre l’Assessore continua a sostenere che i conti sono sotto controllo, anche a partire dalla sua esposizione (che continua a puntare sulla narrazione della eccellenza della sanità lombarda) si evidenzia comunque una oggettiva e grave discrepanza fra quello che la Regione si aspetta dallo stato centrale e quello che il governo intende per ora dare.
Quindi il deficit è possibile, ma non ancora certo né quantificabile. La discrepanza oscilla fra 1 miliardo e 600 mila euro e 200 mila euro. E’ comunque assodato che la spesa sanitaria lombarda è lievitata nella componente farmaceutica, in quella relativa a beni e servizi e in quella per il personale causa il riconoscimento dei rinnovi contrattuali. I risultati finali sono incerti anche perché è in atto una contrattazione fra Regione e Governo e non è ancora stato concluso il passaggio decisivo nella conferenza Stato Regioni. In quel contesto è aperta anche la richiesta da parte di altre regioni di rivedere le modalità con cui si ripartisce il fondo nazionale. Il conflitto fra Regione Lombardia e Governo nasce da gennaio in occasione della approvazione della ripartizione del FSN del 2025 e si tratta di una questione squisitamente politica.
Il Governo sarebbe disponibile ad un nuovo criterio di riparto del FSU chiesto e rivendicato dal governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio, eletto nelle fila di Fratelli d’Italia, insieme ai governatori di Molise (centro destra), Umbria, (centro sinistra) Basilicata (centro destra), Calabria (centro destra), Sardegna (centro sinistra) per compensare le Regioni “a bassa densità demografica” e “con forte dispersione territoriale” ai fini di una ripartizione ritenuta più equa.
https://infoalternative.it/temi/sanita-temi/nei-guai-la-sanita-lombarda-per-troppi-soldi-ai-privati/