26/07/2025
𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐠𝐞 𝐭𝐫𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐳𝐳𝐚𝐭𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨.
Ieri mattina al Vomero, tre operai sono precipitati da un montacarichi durante i lavori di ristrutturazione di un edificio di sei piani. Venti metri di vuoto.
Tre famiglie che non vedranno più tornare a casa i loro cari.
“Ancora tre morti sul lavoro.
Ancora una rissa tra giovanissimi al Vomero".
Strade e punti di partenza diversi, stesso esito: 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮.
Queste tragedie non sono un “fatto di cronaca”, quanto il segno di un sistema che non garantisce sicurezza e dignità a chi lavora, a chi è solo, a chi è debole, neanche per i più giovani, vittime di un abbandono educativo e dall’assenza di comunità, sicurezza e speranza.
La sicurezza non è tema rimandabile, è un principio politico, sociale e culturale.
Non basta solo indignarsi: servono responsabilità chiare, controlli reali, tracciabilità pubblica e, soprattutto, possibilità ed occasioni, anzitutto per i giovani.
Necessità un 𝗣𝗶𝗮𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 di ispezioni nei cantieri, con il rafforzamento dell’Ispettorato del Lavoro e una cabina di regia regionale (istituzioni, Asl, sindacati, Inail, ispettorato) che monitori settori e aree più a rischio, con report trimestrali pubblici;
Un 𝗢𝘀𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 permanente su morti e infortuni sul lavoro, con dati aggiornati, open data e consultabili da cittadini, sindacati e media.
𝗟𝗮 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗲̀ un 𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗰𝗿𝘂𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 dei 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶, dove tutti sono chiamati alle proprie: responsabilità: istituzioni, sindacati, scuole, famiglie. Nessuno escluso. Bisogna trasformare il dolore in impegno pubblico.
Alle famiglie delle vittime la mia vicinanza e il mio rispetto.
Salvatore Sannino