26/02/2024
“L'importanza della precoce relazione di sguardi e del contatto epidermico tra madre e bambino non è mai enfatizzato abbastanza. Il contatto e la visione sono inseparabili, uno stesso asse che percorre le esperienze fisiche precoci. Nel più fortunato dei casi, lo sguardo e il contatto trasmettono il dono dell'amore. Ma quando questi sono assenti o vengono forniti in maniera insufficiente, o quando lo sguardo e il contatto hanno il sapore dell'odio, della possessività o dell'invidia, allora il Sé corporeo può sentirsi trascurato, pieno di vergogna o invaso. Queste prime esperienze corporee e sensoriali con gli altri sono inscritte somaticamente e gettano le fondamenta per lo sviluppo del Sé corporeo, e quindi del Sé.
Laddove ci sono difficoltà nella relazione sguardo-contatto precoce con l'oggetto del desiderio, può essere impossibile sentirsi a casa nel proprio corpo o sentire che il corpo è il proprio. Le difficoltà possono diventare manifeste in particolare durante l'adolescenza, quando il corpo si presenta in maniera forzata alla mente sotto la pressione della pubertà. In questi casi il corpo, che è sentito come la causa del disagio o del tumulto interno, diventa la tela su cui la sofferenza psichica viene esteriorizzata e lavorata (Laufer, Laufer, 1984; Bronstein, 2009). Quando le precoci relazioni visive e tattili non hanno portato a un investimento soddisfacente del Sé corporeo, questo rappresenta un'area importante di deficit evolutivo che crea particolari vulnerabilità nell'integrazione del Sé corporeo nel senso di sé della persona (Krueger, 1989, 2004)”.
Lemma A. (2005), Sotto la pelle. Psicoanalisi delle modificazioni corporee, Raffaello Cortina, Milano, pag. 9, 2011