Dott.ssa Giulia Burli

Dott.ssa  Giulia Burli Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Giulia Burli, Psicologo, Trento.

Psicologa
Master in psicologia pediatrica
Formazione nei disturbi dello spettro autistico
Formazione in Hikikomori
Facilitatrice gruppi AMA
parent training e supporto genitoriale
Appuntamenti online o in presenza

Ricerca identitaria e autismo.La ricerca identitaria per una persona autistica implica spesso il decostruire le aspettat...
26/02/2026

Ricerca identitaria e autismo.

La ricerca identitaria per una persona autistica implica spesso il decostruire le aspettative sociali (masking) per riscoprire e valorizzare la propria unicità neurodivergente.

Alcuni aspetti chiave della ricerca identitaria di una persona autistica sono:
- Il masking: : per adeguarsi alla società, le persone autistiche (specialmente ad alto funzionamento) adottano strategie di camuffamento, nascondendo i propri tratti naturali. Questo continuo adeguamento rende difficile distinguere tra il vero "sé" e la "maschera", portando spesso a vere e proprie crisi identitarie
- Maggiore fluidità di genere
- Costruzione del Sé: sviluppare un'identità positiva richiede tempo e spesso la necessità di rielaborare la diagnosi come un punto di partenza, non come un'etichetta rigida
- Il ruolo del contesto: è fondamentale offrire modelli identitari coerenti, sostenendo le persone autistiche nel comprendere e gestire i propri stimoli, in un ambiente non giudicante ma supportivo

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Sapete a cosa hanno diritto gli studenti con diagnosi di Disturbi Specifici dell'Apprendimento (o DSA) in Italia?In Ital...
23/02/2026

Sapete a cosa hanno diritto gli studenti con diagnosi di Disturbi Specifici dell'Apprendimento (o DSA) in Italia?

In Italia gli studenti DSA hanno diritto, secondo la lg 170/2010, ad un percorso scolastico inclusivo.

Cosa significa ciò?

Nella pratica questi alunni hanno diritto a:
- un Piano Didattico Personalizzato (o PDP) che è un documento obbligatorio in cui il consiglio di classe definisce strategie didattiche, strumenti e le modalità valutative personalizzate
- Strumenti compensativi, cioè tutti quei dispositivi tecnologici o didattici che facilitano l'apprendimento di quello studente DSA (non tutti gli studenti con diagnosi di DSA potranno avere quindi diritto agli stessi strumenti compensativi)
- una valutazione personalizzata: modalità di verifica programmata, tempo aggiuntivi per l'esecuzione delle prove, modalità orale/scritta personalizzata al bisogno del singolo ragazzo DSA (questo vale anche negli Esami di Stato)
- vedere tutelata la propria privacy (la diagnosi non deve essere divulgata a terzi)

Quali sono le agevolazioni per le famiglie dei ragazzi DSA?

- i genitori-lavoratori hanno diritto ad orari di lavoro flessibili per assistere i figli nello studio o per visite specialistiche
- hanno diritto alla detrazione fiscale del 19% per l'acquisto di strumenti tecnologici necessari al figlio DSA
- hanno la possibilità di richiedere l'indennità di frequenza all'INPS se la diagnosi presenta una persistente difficoltà che viene valutata da una commissione medica

Per attivare i diritti allo studio per lo studente DSA la diagnosi certificata va presentata alla scuola.

Disturbo dello spettro autistico e scuola.Cosa può fare un insegnante per favorire l’inclusione di una persona autistica...
18/02/2026

Disturbo dello spettro autistico e scuola.

Cosa può fare un insegnante per favorire l’inclusione di una persona autistica in ambito scolastico?

Per favorire l'inclusione di un alunno autistico, gli insegnanti possono utilizzare diverse strategie come, per esempio:

- stilare insieme alla famiglia e agli specialisti del ragazzo il PEI, costruito sulle personali esigenze dello studente
- formarsi ed informarsi sulle caratteristiche peculiari di quel ragazzo (le persone autistiche non hanno tutte le medesime caratteristiche): i suoi interessi, le sue risorse, le corrette modalità di approccio, le sue difficoltà sensoriali, eventuali strumenti da utilizzare per comunicare con lui
- avere un dialogo aperto e continuo con la famiglia tramite canali condivisi (possono essere e-mail, un diario, una telefonata, incontri periodici etc)
- strutturare attività didattiche in piccoli gruppo
- promuovere giochi cooperativi guidati basati sugli interessi del ragazzo
- educare la classe al rispetto dei suoi tempi e ad utilizzare modalità comunicative adeguate alle caratteristiche dello studente autistico
- utilizzare supporti visivi in modo da chiarire all’alunno autistico la routine scolastica

Ci sono inoltre alcune strategie specifiche che gli insegnanti possono implementare con il gruppo classe per favorire l'inclusione dello studente autistico:

- Formazione e sensibilizzazione della classe: educare i compagni sulle caratteristiche dell'autismo per promuovere empatia e comprensione (anche utilizzando video, immagini, testi)
- Interazione guidata: creare occasioni in cui i compagni possono interagire con il ragazzo autistico (per esempio si può partire da giochi paralleli per arrivare a giochi cooperativi, prevedere la presenza dell’alunno autistico in classe, sempre tenendo conto dei bisogni del ragazzo)
- Usare gli interessi del ragazzo autistico per coinvolgere i compagni in attività condivise
- Peer Tutoring (Tutoraggio tra pari): educare i compagni a fungere da facilitatori, insegnando loro ad approcciarsi in modo calmo e diretto al ragazzo autistico in modo che egli possa testare le competenze sociali apprese in terapia o impararne di nuove
- Gestione dei momenti di pausa: organizzare momenti di gioco o relax strutturati, in cui l’insegnante funga da mediatore
- Comunicazione semplice: insegnare alla classe ad usare un linguaggio chiaro, diretto, senza giri di parole, metafore o ironia
- Preparare un ambiente scolastico adeguato alle caratteristiche sensoriali dell’alunno autistico anche spiegando ai compagni le peculiarità del ragazzo

Ci tengo a precisare che le strategie da utilizzare in ambito scolastico rimangono sempre personalizzate e, affinché possano essere realmente utili è auspicabile che siano condivise con i famigliari e i professionisti che seguono l’alunno.

Cosa posso fare io, come psicologa, per favorire l’inclusione scolastica di un ragazzo autistico?

- Percorsi individuali o di gruppo per il ragazzo autistico volti all’acquisizione di competenze relazionali ed emotive, alle autonomie, al corretto utilizzo di strumenti specifici a seconda dei bisogni della persona. Questi percorsi sono importanti sia per insegnare strategie e abilità utili all'individuo autistico, sia per la prevenzione di possibili comorbidità importanti che possano impattare sull'apprendimento o sulla sua permanenza nell'ambiente scolastico
- Percorsi individuali con il ragazzo affinché possa apprendere un corretto metodo di studio, adeguato alle sue caratteristiche
- Partecipazione attiva ai GLO
- Formazione degli insegnanti sulle caratteristiche individuali di quell’alunno autistico e sulle strategie utili per approcciarsi a lui
- Percorsi di teacher training
- Osservazione dell’alunno nell’ambiente scolastico
- Interventi di informazione all’interno del gruppo classe riguardanti le caratteristiche del alunno autistico

Autismo e stile attentivo atipicoIn genere si tende a pensare che l'autismo comporti sempre un deficit di attenzione, in...
16/02/2026

Autismo e stile attentivo atipico

In genere si tende a pensare che l'autismo comporti sempre un deficit di attenzione, in realtà, pur esistendo la probabilità di comorbidità con l'ADHD, in molti casi possiamo parlare non di un deficit quantitativo dell'attenzione, ma di uno stile attentivo atipico.
Infatti, mentre il sistema neurotipico filtra le informazioni dando priorità al contesto sociale, il cervello autistico spesso utilizza una focalizzazione analitica e dettagliata.

Quali sono le caratteristiche attentive più rilevanti in una persona autistica?
- Monotropismo: molti individui autistici tendono a concentrarsi su un unico stimolo o interesse. Questo può comportare difficoltà nel multi-tasking o nel passaggio rapido da un compito all'altro, ma anche un livello straordinario di precisione e approfondimento
- Difficoltà nel filtrare stimoli irrilevanti: questo può comportare sovraccarico sensoriale ed esaurimento delle energie
- Difficoltà nel condividere l'attenzione con l'altro su un oggetto esterno

E' importante supportare questo funzionamento divergente non con l'obiettivo di "correggere" l'attenzione forzando un'attenzione "standard", ma creando ambienti in cui ogni mente possa essere riconosciuta, accolta, accettata e rispettata. Risulta quindi fondamentale la predicibilità e l'organizzazione, l'attenzione per l'ambiente sensoriale, il rispetto dei tempi dell'individuo e il rispetto delle caratteristiche soggettive che ogni soggetto autistico presenta nella sua unicità.

Masking come strategia di sopravvivenzaSapete cosa s’intende con il termine masking?Il masking  è un insieme di strategi...
13/02/2026

Masking come strategia di sopravvivenza

Sapete cosa s’intende con il termine masking?

Il masking è un insieme di strategie consce o inconsce che le persone neurodivergenti mettono in atto per apparire "neurotipiche", ovvero con l’obiettivo di adeguarsi al mondo circostante.

Alcuni esempi di masking sono:
- Forzare il contatto visivo
- Sopprimere gli stimming
- Studiare copioni sociali per sapere sempre cosa rispondere

Per una persona neurodivergente il masking non è semplice “buona educazione” ma spesso si trasforma in un vero e proprio lavoro a tempo pieno che può portare l’individuo ad un esaurimento molto profondo noto come Burnout Autistico con notevoli conseguenze negative per la salute mentale del soggetto.

Nel mio studio aiuto le persone a riconoscere queste maschere e a capire dove finisce lo sforzo di adattamento e dove inizia il proprio io autentico. Non si tratta di "smettere" improvvisamente di fare masking (spesso la maschera ci aiuta a proteggerci), ma di imparare a togliersi “questa corazza” quando si è al sicuro, riuscendo a gestire il masking prevenendo in questo modo ill burnout.

E tu, senti di dover "recitare" una parte nei contesti sociali o hai trovato spazi dove puoi essere te stessa/o al 100%? Scrivimelo nei commenti

burligiulia@gmail.com

Oggi parliamo della correlazione possibile tra ADHD e tossicodipendenzaC’è correlazione tra tossicodipendenza e ADHD (Di...
06/02/2026

Oggi parliamo della correlazione possibile tra ADHD e tossicodipendenza

C’è correlazione tra tossicodipendenza e ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività)?

Sì, la correlazione è molto forte e scientificamente documentata, esiste infatti un legame biologico e comportamentale tra le due condizioni.
Si stima che circa il 20% degli adulti che cercano trattamento per l'abuso di sostanze sia anche ADHD (spesso non diagnosticato). Spesso però, l’ADHD viene mascherato dalla tossicodipendenza, rendendo difficile capire quale sia il problema primario e fornire quindi a queste persone un corretto percorso di terapia con benefici a lungo termine.

Perché una persona ADHD è più a rischio di sviluppare un Disturbo da Uso di Sostanze ?

Le statistiche mostrano che gli adulti ADHD hanno una probabilità circa 2/3 volte superiore di sviluppare un disturbo da uso di sostanze rispetto alle persone non ADHD.
Questo può avvenire per tre ragioni principali:
1. Automedicazione (Self-Medication): molte persone ADHD non consapevoli del proprio funzionamento possono utilizzare sostanze stupefacenti come “automedicazione” per mitigare le difficoltà dovute alle proprie caratteristiche neurologiche.
2. Deficit di Dopamina: le persone ADHD hanno minore disponibilità o efficacia della dopamina (=neurotrasmettitore della ricompensa) nel cervello. Le sostanze stupefacenti possono offrire picchi di dopamina di cui l’individuo necessita per sentirsi “normale” o motivato.
3. Impulsività: una delle caratteristiche dell’ADHD può essere la difficoltà ad inibire i comportamenti. Questo può portare questi soggetti a prendere decisioni rischiose e a compiere azioni rischiose senza valutarne prima le conseguenze a lungo termine. Tutto ciò può facilitare la sperimentazione di droghe da parte di queste persone.

Cosa si può fare per aiutare queste persone?

- Fondamentale rimane la prevenzione: diagnosi precoce di ADHD seguita da percorsi di supporto e, quando necessaria, una corretta terapia farmacologica, percorsi di parent training e teacher training.
- Per l’adulto già tossicodipendente rimane comunque fondamentale una corretta diagnosi differenziale e percorsi mirati per l’abuso di sostanze, tenendo conto però, della presenza della neurodivergenza della persona.
- Anche per la persona adulta con ADHD esiste la possibilità che lo psichiatra (qualora lo ritenesse opportuno) prescriva una terapia farmacologica (per gestire le proprie difficoltà dovute alle proprie caratteristiche ADHD) da affiancare ad un percorso psicoterapeutico mirato

Se volete saperne di più su questo argomento vi lascio qualche link utile:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36674031/
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12434364/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11462745/

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27/01/2026

Giornata della memoria

Ho sempre pensato che il giorno della memoria non fosse solo una data in cui ricordare le vittime della Shoah, ma che fosse un'occasione fondamentale per prevenire l'indifferenza che in passato ha causato tanto dolore e tanti morti, in modo da poter costruire una società più consapevole.
Ricordare ci dovrebbe rendere liberi e dovrebbe darci un insegnamento morale per il presente, purtroppo non sempre è così e sono ancora tante, troppe, al mondo, le persone vittime di discriminazioni.

Ricordiamoci di ricordare.

Parliamo di sinestesia e disturbo dello spettro autistico“Dottoressa, il numero 4 è di colore rosso!”“Quando sento l’odo...
26/01/2026

Parliamo di sinestesia e disturbo dello spettro autistico

“Dottoressa, il numero 4 è di colore rosso!”
“Quando sento l’odore della pizza, sento il suo gusto nella bocca, senza neanche vederla”
“I nomi delle persone hanno un colore, il mio è di colore verde, il suo è giallo”.
Questi sono solo alcuni esempi di sinestesie riportatemi da alcune persone autistiche.

Ma cos’è una sinestesia?

La sinestesia è una modalità percettiva e neurologica nella quale vari sensi si intrecciano: la stimolazione di una via sensoriale crea automaticamente ed immediatamente un’esperienza sensoriale anche in un’altra via.
Per esempio, le persone che percepiscono le sinestesie possono vedere dei suoni o sentire in bocca il gusto di un cibo sentendone solo l’odore.

Tutti possono percepire le sinestesie?

No, non tutti possono percepire le sinestesie, anzi, questa è una condizione piuttosto rara.
Può essere utile sapere che questa percezione sensoriale differente è più comune nelle persone autistiche rispetto alla popolazione generale.

La personalità umana è composta da un insieme complesso e dinamico di sfaccettature psicologiche, emotive, comportamenta...
23/01/2026

La personalità umana è composta da un insieme complesso e dinamico di sfaccettature psicologiche, emotive, comportamentali e relazionali che rendono unico ogni individuo.

Essa è l'integrazione del temperamento biologico, che ogni soggetto ha fin dalla nascita, con i caratteri che si sviluppano attraverso le esperienze e che riguarda pensieri, emozioni, azioni e modalità di relazione con sé stessi e gli altri.

Una cosa fondamentale da dire è che queste caratteristiche non sono fisse, ma possono evolvere con la crescita personale, arricchendosi di nuove sfumature che rendono il comportamento umano ancor più imprevedibile e unico.

Parliamo del collegamento tra il fenomeno del bullismo e quello dell'Hikikomori (ritiro sociale volontario).I due fenome...
22/01/2026

Parliamo del collegamento tra il fenomeno del bullismo e quello dell'Hikikomori (ritiro sociale volontario).

I due fenomeni sono spesso collegati: il trauma sociale, causato dal bullismo, può fungere da "attivatore" del ritiro sociale:

- i giovani iniziano a vedere l'ambiente scolastico come una minaccia ed utilizzano una strategia di difesa di evitamento estremo, ritirandosi socialmente
- il bullismo mina l'autostima dei ragazzi che iniziano a vedersi come inadeguati non solo verso i bulli ma verso l'intera società

I ragazzi Hikikomori sono ragazzi particolarmente sensibili e intelligenti e, spesso anche neurodivergenti: questo li rende facili bersaglio dei bulli.

Oggi vorrei parlare della correlazione fra il disturbo dello spettro autistico e il fenomeno del bullismo.E' comprovato ...
14/01/2026

Oggi vorrei parlare della correlazione fra il disturbo dello spettro autistico e il fenomeno del bullismo.

E' comprovato da parecchi studi che le persone autistiche siano maggiormente a rischio di essere vittime, durante la propria vita, di atti di bullismo.

Perché succede questo?

• Difficoltà sociali: Le loro difficoltà a comprendere segnali sociali, ironia e linguaggio del corpo li rendono bersagli più semplici
• Comportamenti atipici e sensibilità sensoriale: Interessi speciali, movimenti stereotipati o difficoltà nel contatto visivo o deficit sensoriali possono diventare motivi di prese in giro da parte dei bulli e contemporaneamente di isolamento sociale da parte di altri coetanei (e questo aumenta la possibilità di incorrere nel bullismo)
• Reazioni emotive: La rabbia incontrollata che ne può derivare può innescare un circolo vizioso di ulteriore bullismo

Quali possono essere le conseguenze del bullismo sulla persona autistica?

• Problemi che riguardano la salute mentale: disturbi d’ansia, depressione, bassa autostima, disturbi del sonno, pensieri suicidi.
• Scarsi risultati scolastici
• Aumento dell’isolamento: Maggiore difficoltà nell'integrazione sociale e Hikikomori.

Quali possono essere le strategie di prevenzione e d’intervento?

• Sensibilizzazione scolastica: programmi educativi per compagni e insegnanti per promuovere empatia, accettazione e informazione riguardante le caratteristiche del compagno/alunno autistico
• Formazione per insegnanti, educatori e altro personale scolastico: il personale scolastico va formato al riconoscimento precoce dei segnali di bullismo e di come prevenirlo
• Insegnare alla persona autistica abilità sociali per comprendere le dinamiche sociali
• Supporto familiare e terapeutico: in caso di bullismo è basilare un intervento precoce anche sul ragazzo per cercare di prevenire altri episodi e l’insorgere di comorbidità importanti
• Creare ambienti inclusivi e rispettose delle differenze

Parliamo di mobbing e bullismo.Sapete cosa sono il mobbing e il bullismo?Bullismo e mobbing sono forme di violenza psico...
07/01/2026

Parliamo di mobbing e bullismo.

Sapete cosa sono il mobbing e il bullismo?

Bullismo e mobbing sono forme di violenza psicologica e sociale. Esse si differenziano per contesto (scuola/adolescenza per il bullismo e contesto lavorativo/adulti per il mobbing), dinamica del potere e natura degli aggressori.

Quali sono gli obiettivi di questi fenomeni?

Il bullismo mira a umiliare il più debole, prevaricandolo, e spesso creando divertimento per i bulli. Per far questo i bulli possono ricorrere a violenza fisica o verbale, danni materiali agli oggetti appartenenti alla vittima, prese in giro, esclusione, pettegolezzi riguardanti la vittima, manipolazione. Se i bulli fanno ricorso a strumenti digitali, si parla di cyberbullismo.

Il mobbing, invece, mira a isolare o estromettere un collega più bravo o ritenuto inadeguato. Per far ciò si crea attorno alla vittima un clima di esclusione e svalutazione.

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