Dott.ssa Francesca Perini

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Dott.ssa Francesca Perini Psicologa psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico lacaniano

Alcuni scatti del Convegno su Lucia Joyce e Camille Claudel della bravissima Elena Paviotti! Si riesce a respirare il cl...
30/05/2026

Alcuni scatti del Convegno su Lucia Joyce e Camille Claudel della bravissima Elena Paviotti! Si riesce a respirare il clima?

Oggi ha avuto luogo a Trieste il Convegno su Lucia Joyce e Camille Claudel. Bellissima partecipazione e un intervento pi...
30/05/2026

Oggi ha avuto luogo a Trieste il Convegno su Lucia Joyce e Camille Claudel. Bellissima partecipazione e un intervento più bello dell'altro!

I regali dei pazienti sono atti d'immenso valore!
05/05/2026

I regali dei pazienti sono atti d'immenso valore!

Il film tratto dai romanzi "Il club dei delitti del giovedì" è un modo simpatico di parlare di co-housing e di invecchia...
11/04/2026

Il film tratto dai romanzi "Il club dei delitti del giovedì" è un modo simpatico di parlare di co-housing e di invecchiamento. Come fare quando si invecchia ma si vuole e si può rimanere autonomi senza rinunciare agli amici e alle attività che più ci piacciono? Come evitare di rimanere legati a "cosa eri?" O "che lavoro facevi?" Per vivere ancora un oggi e un domani?

12/09/2025
24/06/2025
Orgogliosa di far parte di questa equipe di lavoro fuori dal comune!!
11/06/2025

Orgogliosa di far parte di questa equipe di lavoro fuori dal comune!!

Voci di Jonas - Trieste

A Trieste, Jonas è al fianco degli operatori che ogni giorno lavorano con chi ha attraversato confini, dolori e speranze. Lo fanno all’interno di un progetto di cooperazione a cui l’equipe è molto legata, offrendo spazi di supervisione psicoanalitica pensati per sostenere chi è esposto, quotidianamente, alla fatica del prendersi cura.

Con le organizzazioni di volontariato con cui collaborano, condividono un intento: far sì che l’accoglienza non sia solo un servizio, ma un’esperienza trasformativa. Perché il dialogo psicoanalitico non si limita a sostenere, ma apre possibilità, costruisce appartenenze, crea ponti.

Ogni ascolto è un atto di resistenza. Ogni incontro, un’occasione di crescita reciproca.

Jonas Trieste Onlus

I bambini e il loro straordinario mondo interiore... ciò che non vedono, non c'è... alle volte è un bene (come il gatto ...
04/12/2024

I bambini e il loro straordinario mondo interiore... ciò che non vedono, non c'è... alle volte è un bene (come il gatto che non si occupa del futuro) a volte no ma la possibilità di "vedere l'effetto che fa" la nostra sparizione è un gioco che continua per sempre... ti manco? Nell'adolescenza questa domanda si declina a partire da un pensiero di morte..."se io morissi, cosa succederebbe? Chi verrebbe al mio funerale?" È un altro modo di dire "ti mancherei? Cosa sono per te?" E allora benvenuto gioco del nascondino, del cucù, alle provocazioni adolescenziali che ci consentono di dire ai nostri bambini e adolescenti quanto sono importanti per noi e quanto ci mancherebbero se sparissero davvero!

Ogni tanto capita di sentirsi così...una piccola casetta esposta alle intemperie.
14/09/2024

Ogni tanto capita di sentirsi così...una piccola casetta esposta alle intemperie.

30/07/2024

“L’esistenza viene al mondo esposta al reale, al non senso del reale, alla sua fatticità più bruta.

Nondimeno l'Altro si offre come uno schermo simbolico e immaginario che attutisce l'impatto traumatico di questa esposizione.
Il reale insensato della vita, il brutto dell'esistenza, viene mediato simbolicamente dall'azione dell'Altro che lo avvolge nella coperta del senso e dell'immagine attenuando l'effetto traumatico sul soggetto.

La vita si umanizza innanzitutto grazie alla sua inclusione in un ordine simbolico.
La coperta del senso rimbocca gli spigoli osceni del reale attribuendo alla nuda vita una significazione possibile.
Tuttavia, questa coperta resta strutturalmente troppo corta per annullare del tutto o per impedire l'incontro traumatico con lo scandalo del reale.
Essa non può mai scongiurare il reale sebbene possa proteggere il soggetto dalle ustioni che esso può causare, schermando la sua incidenza potenzialmente catastrofica.

Il reale brutto dell'esistenza eccede il senso e assedia la vita la quale, invece, insiste per entrare nell'ordine del senso.
La possibilità di questo accesso è data dalla presenza dell'Altro, dal suo sostegno simbolico, dal miracolo della parola che sottrae la vita al dominio inflessibile della necessità biologica, offrendosi come un dono che sgancia l'esistenza del soggetto dell'insensatezza del reale.

In questo modo la vita si umanizza attraverso una serie di cerimonie simboliche che coinvolgono in primo luogo la rete dei legami degli scambi familiari, ma investono anche i rituali simbolici promossi dalla Cultura e dalle sue leggi che costituiscono uno spazio comunitario che ospita il soggetto.

In breve, per umanizzarsi la vita non esige solo il soddisfacimento dei suoi bisogni primari, ma che vi sia innanzitutto esperienza del riconoscimento del proprio desiderio da parte del desiderio dell'Altro; esperienza di essere attesi e voluti dall'Altro nella nostra più propria particolarità; esperienza di far parte di una comunità, di uno spazio comune, esperienza di una iscrizione Simbolica della vita nel campo del senso.”

Massimo Recalcati, “Melanconia e creazione in Vincent Van Gogh”, pag. 41-42

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