Saggezza nel corpo

Saggezza nel corpo Embodiment Mentor e Facilitatrice / Cerchi e medicina delle piante

Sara Kaleb | Embodiment Mentor & Guida.
🫁 Stress, confini, Embodiment femminile
🌀 Per chi lavora nel benessere e cerca centratura e radicamento
❤️‍🔥Pratiche, percorsi, formazione

Capacità di scelta?A volte c'è altre volte si agisce automaticamente, e dipende dalla finestra di tolleranza.E quando ag...
26/05/2026

Capacità di scelta?

A volte c'è altre volte si agisce automaticamente, e dipende dalla finestra di tolleranza.

E quando agiamo impulsivamente a volte subentra il senso di colpa o frustrazione, soprattutto se si è dentro un percorso di crescita personale o ancor di più, per chi di professione si occupa degli altri.

Recentemente ho letto questo reframe che penso possa essere utile:

la finestra di tolleranza di Spiegel viene descritta come la finestra della capacità di scelta.

Questa lettura mette in luce la relazione tra la capacità del sistema nervoso di fluttuare in risposta alle circostanze e la capacità di scelta consapevole.

Se la finestra si restringe la capacità di scegliere consapevolmente si riduce.

Nelle professioni di cura questo avviene più spesso di quanto immaginiamo, per la natura stessa del lavoro.
Se invece la finestra si amplia (e sì è possibile ampliarla), la capacità di scelta consapevole aumenta.

Con il tempo, il corpo aumenta anche la capacità di:
✺ restare presente sotto stress
✺ attraversare emozioni intense
✺ recuperare più velocemente dopo l’attivazione
✺ sentirsi al sicuro in più situazioni della vita

Per incidere positivamente su questa plasticità bisogna tenere conto di diversi aspetti, oltre al sistema nervoso, e esiste una sequenza progressiva con cui procedere.

Il modo in cui porto l'embodiment nel mio lavoro prende in considerazione anche la fascia, perché è parte del sistema di percezione corporea e contribuisce a come il corpo registra sicurezza e minaccia.

Acquisire consapevolezza e capacità di scelta è possibile, ed è necessario, oggi più che mai.

La Masterclass "Tenere lo spazio" è nata per questo.

💫 Se vuoi creare la tua routine personalizzata per regolare il sistema nervoso e aumentare capacità, scrivi "SPAZIO" e ti mando le info per accedere.

Lavorare con le persone significa entrare in processi di co-regolazione continui.Non sempre questo si esaurisce nel mome...
22/05/2026

Lavorare con le persone significa entrare in processi di co-regolazione continui.

Non sempre questo si esaurisce nel momento in cui la sessione termina.

Nel corpo possono restare tracce di attivazione, di ascolto, di presenza prolungata.

Nel tempo, questo può creare una sensazione di saturazione o di fatica difficile da nominare.

Ho creato una masterclass esperienziale per rendere il lavoro con le persone più sostenibile nel tempo.

Per la prima volta anche on line.

In “Tenere lo Spazio” lavoreremo su questo:

capacità del sistema nervoso
regolazione
fascia e nervo vago
routine pre e post lavoro
integrazione pratica

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Prezzo ridotto entro domenica 24.5

🌿 Il tuo lavoro dovrebbe nutrirti, non esaurirti 💚

Medicina verde 💚"Molte persone credono che la cerimonia sia qualcosa che facciamo. Ma da una prospettiva sciamanica, la ...
21/05/2026

Medicina verde 💚

"Molte persone credono che la cerimonia sia qualcosa che facciamo. Ma da una prospettiva sciamanica, la cerimonia è definita dallo stato in cui entriamo.

La cerimonia inizia quando usciamo dalla realtà ordinaria ed entriamo in uno stato di presenza in cui la mente si acquieta e il cuore si apre. In questo stato, non siamo più separati dalla vita. Siamo in relazione con essa.

Quando sei in questo stato, tutto ciò che fai ha un'energia diversa. Le tue parole hanno più presenza. I tuoi pensieri hanno più peso. Le tue azioni diventano parte di uno scambio vivente con il mondo invisibile. Ecco perché la cerimonia è così importante."
Sandra Ingerman

Stremita?Non sei la sola 🤯Se ti occupi di altre persone per lavoro e in questo periodo senti più fatica del solito, il t...
21/05/2026

Stremita?
Non sei la sola 🤯

Se ti occupi di altre persone per lavoro e in questo periodo senti più fatica del solito, il tuo corpo probabilmente sta cercando di reggere troppo.

Probabilmente lo avrai notato che le persone arrivano tese più che mai, in cerca di supporto e sollievo, e noi passiamo ore e giornate intere dentro sistemi nervosi continuamente in attivazione.

Lo vedo nel quotidiano, al supermercato, alle poste, ovunque... 
e me lo stanno confidando molte delle professioniste che seguo.

Oggi è più difficile perché viviamo immersi in flussi di informazioni e stimoli che il corpo non ha davvero il tempo di elaborare e scaricare. 

I corpi entrano continuamente in processi di co-regolazione o dis-regolazione e la fascia cambia tono in risposta a quello che attraversa.

Così, mentre teniamo spazio per chi si affida a noi, succede che accumuliamo tensione nel corso delle giornate, anche senza rendercene conto.

Per questo a volte si fa fatica a staccare davvero anche quando il lavoro è finito.

E in questo periodo molte professioniste della cura stanno lavorando con il sistema nervoso in overload.

🍹Se anche tu sei tra queste e senti il corpo in troppo pieno, puoi scaricare tensione con RICALIBRA, il protocollo express gratuito che ho creato apposta. Scrivi SÌ e te lo mando.

💌 Se invece senti che hai bisogno di un supporto più strutturato e cucito sulle tue esigenze, nella Masterclass di embodiment e regolazione del sistema nervoso
"TENERE LO SPAZIO" ti guiderò nel creare la tua routine personalizzata sostenibile. Scrivimi e ti mando le info per entrare.

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Non sei una spugna, non devi assorbire tutto!

19/05/2026

“Il corpo NON tiene il punteggio.”
È davvero così?

Parto da una precisazione importante:
Bessel van der Kolk nel suo lavoro clinico non sostiene una visione letterale del tipo “il trauma è immagazzinato nei muscoli”.

Infatti, i professionisti con una formazione seria che lavorano in ambito somatico e dell' embodiment non si basano su questa interpretazione.

Molte semplificazioni che circolano oggi, e che purtroppo si vedono spesso sui social, derivano da interpretazioni riduttive del suo lavoro, non dal suo modello clinico.

Anche il paper in realtà non contesta tanto il lavoro di van der Kolk ma solleva piuttosto una critica che condivido, relativa dalle semplificazioni molto diffuse nel mondo somatico:

- il trauma visto come “memoria nei tessuti”
- il corpo che “trattiene emozioni”

In questo paper il trauma viene interpretato come un pattern predittivo:
un organismo che continua a inferire minaccia anche quando il contesto è cambiato.
Questa è una prospettiva molto interessante perché sposta il focus da:
“danno permanente”a “perdita di flessibilità adattiva”.

Gli autori introducono anche un punto molto interessante sul flow state.
Secondo la loro ipotesi, esperienze di flow potrebbero contribuire al recupero della metastabilità.

E questo ha implicazioni cliniche importanti perché sposta il focus sulla capacità dell’organismo di recuperare.
Tradotto in parole semplici, dal trauma si può guarire se si recupera flessibilità adattiva.

Il punto che personalmente trovo più critico del paper è che, nel tentativo di superare la semplificazione, il trauma viene spostato quasi interamente dentro modelli computazionali del cervello.

Il rischio è sostituire un riduzionismo con un altro:
dal “trauma nel corpo” al “trauma nel cervello che predice” senza che il corpo ne sia partecipe.

Un punto chiave che, secondo me manca in questo lavoro, è la lettura del trauma come loop continuo tra:

- sistema nervoso centrale
- sistema nervoso autonomo
- sistema endocrino
- interocezione
- movimento
- ambiente

🌀 Ne parlo in modo più esteso nell' ultimo articolo del blog. Scrivi FLOW se vuoi leggerlo e ti mando il link

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