04/01/2026
Buongiorno e Buon Anno!
Questa pagina promuove il Counseling a mediazione corporea e in particolare il supporto prezioso dello strumento Voce per l'autoregolazione.
In altri termini cosa significa?
Quando ci accade qualcosa che ci dà fastidio, qualcosa dalla quale vorremmo allontanarci, ma non possiamo o non sappiamo farlo, qualcosa che non riusciamo rispettare ed esprimere di noi,
tutto questo, sia un fatto piccolo, trascurabile, oppure un fatto più eclatante,
può provocare una tensione interna, che accorcia il respiro, e perpetuandosi, può portare a tutta una serie di conseguenze, tra cui, infiammazioni, e stress, quello dannoso.
Il respiro corto porta a ridurre il movimento interno, l'ossigenazione, e il radicamento, la presenza ai sensi, nel corpo.
Vuol dire che, una conseguenza possibile, è quella di passare più tempo a pensare, che a stare nelle sensazioni del corpo.
Il pensiero slegato dalle sensazioni del corpo, nel tempo presente, ci porta a stare via dalla realtà, cioè aumenta i pensieri, il rimuginio interno nella idealizzazione, o nella mentalizzazione del passato o del futuro.
Questo pensiero, più aumenta, più crea confusione, illudendoci di cercare chiarezza, che invece andrebbe cercata nel corpo.
Se ci allontaniamo dalla realtà delle nostre sensazioni corporee, ci allontaniamo dai nostri bisogni, creando conflitti di vario tipo, anche di relazione.
Insomma, non stiamo bene, né noi, né il nostro ambiente. E potremmo finire per isolarci o per arrabbiarci col mondo, cercando inutili colpe o sbagli, e generando così solo tanta frustrazione.
Il counseling a mediazione corporea è anche una pratica, un allenamento a saper ritornare a sé, a saper in pratica come fare per ascoltarsi, e saper riconoscere il nostro stato di sicurezza, qualsiasi cosa accada.
È poco strutturabile, perché ogni persona è unica nel suo modo di stare e di muoversi.
Ciò che possiamo fare invece è aiutare a mappare (mappe mai rigide, ma anch'esse mobili) i nostri sentieri esplorativi utili a conoscere la nostra via vitale verso l'autoregolazione, e il percorso che ci porta al sicuro.
Questo scopo del counseling corporeo, apre una ricerca esplorativa unica e personale, che ognuno di noi può tenere sempre aperta, per poter sempre di più riconoscersi, e saper rispondere ai bisogni e poter così, aver maggiore possibilità di incontrare i bisogni degli altri.
Il counseling corporeo è dunque anche un'abilità, uno strumento che ognuno può imparare per stare bene nelle sensazioni.
Tutto questo cambia il nostro modo di muoverci nel mondo, cambia i nostri pensieri, il nostro modo di giudicare o di stare nel mondo accanto agli altri.
E influenza la nostra salute e la nostra felicità.
Diventa anche una filosofia, una prospettiva da cui osservare, sentendo, il mondo che ci permea, oltre a essere una pratica, che tiene vivo lo spirito di ricerca e il rispetto, verso la reale pulsazione vitale.
E se vogliamo è la scelta tra la sopravvivenza e il sentirsi vivi, coltivando il gusto totale della presenza vitale completa.
Cosa cambia?
Tutto.
Ornella S.
💙