20/12/2024
Byung Chul Han : La società senza dolore - perché abbiamo bandito la sofferenza dalle nostre vite
Breve e intenso, come si suol dire!
Un saggio piccolo, acuto, che presto mi indurrà certamente a leggere altro di questo filosofo a me coevo. Byung Chul Han, in queste dense pagine, prende in esame l’ineliminabile esperienza umana del dolore, per come essa è oggi considerata nella società che egli definisce “società palliativa”, una società in cui sopravvivere conta più del vivere, la salute, la sicurezza e il comfort in cambio dell'eliminazione del dolore.
La conseguenza è una società immersa in una anestesia permanente che non salva nemmeno l'amore, poiché anch'esso produce ferite, sofferenza e dolore. Han ritiene che sia questa spinta a sancire la vittoria del conformismo in ogni ambito: dal sociale alla politica, alla cultura.
La nuova formula di dominio che impone di essere sempre competitivi, performanti e felici, fa sì che ognuno si tenga occupato solo con se stesso, espellendo l'Altro dal suo orizzonte emotivo, reificandolo e, quindi, consumandolo.
La tendenza del "pensiero positivo, dell'ottimismo ad ogni costo" affermatasi negli ultimi decenni, ha, dunque, prodotto, eliminando la dimensione del dolore, l'arresto della rivoluzione dell'uomo.
Vince l'Edonismo, benché Empatia e Resilienza siano, al contempo, i termini che si sono affermati, evidenziando il cortocircuito di cui l'individuo è preda, una palude da cui non si esce poiché il potere ha capito e gioca sporco nella sua falsa premura di venderci sicurezza, comfort, e un poco di libertà in cambio della nostra anima.
Alla fine della lettura, lo smarrimento di cui sono vittima da parecchi anni, determinata dalla difficoltà di capire l'epoca in cui vivo, i suoi veloci e devastanti mutamenti, è diventato ancora più netto. Una società che non vuole invecchiare, non vuole soffrire e morire è semplicemente una società disumana.