Dott.ssa Valentina Affronti Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Valentina Affronti Psicologa Psicoterapeuta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Valentina Affronti Psicologa Psicoterapeuta, Psicologo, Turin.

Psicologa,psicoterapeuta di bambini,adolescenti e adulti,esperta in valutazione del profilo emotivo,dei disturbi specifici dell'apprendimento,collaboratrice in Asl Citta' di Torino:dipendenze dai comportamenti (gioco d’azzardo,shopping,internet,affetti)

28/11/2023

Se mi lasci libera mi hai già insegnato come restare.
Emily Dickinson

20/11/2023

Perché noi siam come il mare, che riceve acqua da tutte le parti, e la torna a distribuire a tutti i fiumi.

Alessandro Manzoni

19/11/2023

La vita non è quella che si è vissuta ma è quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla. Gabriel Garcia Marquez

01/05/2023

La psicologia, a partire da Maslow (1954), ci dice che l'autorealizzazione passa anche attraverso il Lavoro.

Il nostro augurio va in sostegno del Diritto al Lavoro, in condizioni di dignità, rispetto e sviluppo del potenziale della Persona.

IACPMilano è da tempo impegnata in progetti di promozione del benessere nei luoghi di lavoro, per portare una cultura delle buone relazioni che permetta a ciascun individuo di realizzarsi nell'incontro con l'Altro affinchè identità personale e professionale possano crescere insieme e non in conflitto.

28/11/2021

Sono fondamentali per la loro crescita!

17/09/2021

Per il contrasto alla violenza di genere occorre un lavoro di squadra

20/08/2021

LE DONNE DI KABUL E I VALORI DELL’UMANITÀ
Una dichiarazione del presidente CNOP David Lazzari

Esiste un esperimento di psicologia sociale che dimostra che la persona che si fa troppo gli affari suoi, che non pratica una certa dose di altruismo collaborativo, finisce per essere isolato dal gruppo. Nessuno vuole più avere a che fare con lui perché nessuno si fida più.
Siamo abituati a vedere l’ipocrisia dell’Occidente, che da secoli ammanta di valori la difesa dei propri interessi, in passato l’esportazione del cristianesimo e più recentemente della democrazia. I governi hanno sempre rivendicato, nei fatti, la necessità di muoversi con realismo, l’esigenza di trovare equilibrio tra i principi e la forza delle cose. Però a volte il realismo può diventare cinismo e la logica degli interessi grave miopia.
Senza entrare in questioni strettamente politiche le immagini che arrivano da Kabul provocano una sensazione di vergogna, di impotenza e di rabbia. L’Occidente si è esposto in quel contesto e lo ha fatto anche in nome di diritti di libertà ed uguaglianza che dovrebbero essere patrimonio dell’umanità. Siamo ormai abituati a pensare che una religione si può condividere ma non imporre, che esiste una base minima di valori e di rispetto della dignità umana che prescinde dalle singole tradizioni e culture.
Non c’è a Kabul un conflitto tra religioni diverse, tra atei e religiosi, tra persone che credono nei valori e persone che non credono in nulla, tra chi vuole ordine e chi vuole il caos. Il conflitto è tra il rispetto per la persona e la mancanza di rispetto. L’idea che la donna, e la persona in generale, non sia portatrice di diritti e di possibilità di scelta, ma abbia solo la possibilità di uniformarsi a regole esterne decise da altri o di pagare a caro prezzo, anche con la vita, una scelta diversa.
L’orrore e l’angoscia che provocano le immagini che arrivano da Kabul deriva dal ripresentarsi di un passato che, per quel Paese, credevamo ormai superato a favore di una idea più ampia di libertà. Deriva da vedere persone che hanno il solo difetto di condividere una idea che è anche la nostra, rischiare la vita e il futuro per questa condivisione. Deriva da un Occidente che in quelle terre, dopo tanti proclami sembra non aver concluso niente, troppo guidato dai commerci e troppo poco dai valori nei quali vorrebbe riconoscersi.
Quelle immagini parlano alle nostre menti e alle nostre coscienze, anche se ci giriamo dall’altra parte. E se non ascoltiamo rischiamo molto, perché non si può credere in qualcosa a giorni alterni. Non si può difendere il valore della dignità umana (perché difendere la donna è difendere l’umanità) solo in base alla geografia.
Tutte le donne del mondo oggi sono le donne di Kabul, e tutti gli uomini devono stare al loro fianco. Ognuno di noi può fare qualcosa, facendo sentire la propria voce, per una azione della comunità internazionale, per l’immediata creazione di corridoi umanitari, per non abbandonare a se stessa le donne e la popolazione afghana.
Il CNOP e il suo CPO scriveranno oggi al presidente Draghi per chiedere la mobilitazione del Governo italiano.

13/08/2021

Il CNOP si stringe intorno ai cari di Gino Strada e a tutta quella grande famiglia che lui aveva saputo creare con EMERGENCY.
Se ne va un uomo che ha messo la cura della persona al primo posto, senza fare alcuna distinzione di età, razza, nazionalità, genere o appartenenza politica.
Gino Strada ha sempre compreso l'importanza del benessere psicologico accanto a quello fisico, attivando progetti di psicologia d'emergenza come a seguito dei terremoti che hanno sconvolto il centro Italia nel 2016.
La sua idea, che è anche la nostra, è quella di non limitarsi a curare una patologia, ma di prendersi cura delle persone nel loro complesso.
Grazie di tutto, Gino.

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