20/12/2025
𝗩𝗶𝘁𝗲 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗲, 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲 𝘃𝗶𝘁𝗲 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗲: 𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗳𝗶𝗹𝗼, 𝘁𝗿𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶
Quando si parla di vite passate e vite future, spesso si immagina qualcosa di lontano, quasi irreale. Come se si trattasse di mondi separati dal qui e ora. In realtà, nel lavoro interiore e ipnotico, passato e futuro non sono mai il centro.
Il centro è sempre il presente.
Le vite passate non vengono esplorate per curiosità o per sapere “chi siamo stati”. Emergerebbero anche se le chiamassimo in altro modo, perché ciò che davvero guida l’esperienza è un tema attivo oggi: una paura che non si spiega, un dolore che ritorna, uno schema che si ripete, una sensazione di blocco. La regressione permette di vedere da dove nasce quel tema, dove il corpo ha imparato a reagire in un certo modo. Che l’immagine sia simbolica, archetipica o vissuta come una vera vita precedente, per l’inconscio cambia poco: se l’emozione è reale, la risposta del corpo lo è altrettanto. Quando quell’esperienza viene osservata fino alla fine, l’allarme interno può finalmente spegnersi, perché il corpo riceve l’informazione che ciò che teme non sta più accadendo.
Ed è qui che il presente entra davvero in gioco.
Il presente è il punto in cui qualcosa si integra, si comprende, si trasforma. Le vite passate non dicono chi siamo, ma spiegano perché oggi reagiamo così. E solo nel presente possiamo scegliere di fare qualcosa di diverso.
A questo punto il lavoro può andare anche in un’altra direzione, quella delle vite future. La progressione non serve a predire un destino o a dire cosa accadrà con certezza. Serve a mostrare una possibile direzione. È come guardare avanti lungo lo stesso filo: se continuo così, dove mi porta? E se cambio qualcosa, cosa può emergere? A volte il futuro che si mostra è vicino, altre volte lontano, altre ancora prende la forma di un’altra vita. Non conta quanto si va avanti nel tempo, conta il messaggio che arriva per l’oggi. La progressione non impone, non decide, non scrive nulla. Mostra una possibilità, una traiettoria.
Vite passate, presente e vite future non sono quindi mondi separati, ma lo stesso percorso visto da tre prospettive. Le vite passate mostrano da dove arriva il filo, il presente è il punto in cui possiamo prenderlo in mano, le vite future mostrano dove porta. Tutto ruota attorno all’adesso.
E forse il senso più profondo di questo lavoro sta proprio qui: non siamo prigionieri di ciò che è stato, né obbligati a un futuro già scritto. Il passato può essere compreso, il futuro può essere orientato, ma è sempre il presente il luogo in cui avviene il vero cambiamento.