Elvis Di Ponto - La via dell'inconscio

Elvis Di Ponto - La via dell'inconscio Regressioni alle vite precedenti, meditazioni, benessere spirituale

10/05/2026

Non sentirti in colpa se non puoi andare al cimitero

Sono partito quasi per gioco.Senza aspettative, senza inseguire numeri.Solo con una spinta interiore difficile da spiega...
05/05/2026

Sono partito quasi per gioco.
Senza aspettative, senza inseguire numeri.

Solo con una spinta interiore difficile da spiegare…
quella che ti porta a parlare di ciò che senti vero, anche quando ti dicono che non verrà capito.

Ho iniziato a condividere ciò che conosco e vivo ogni giorno:
la medianità, l’aldilà, le connessioni invisibili che uniscono le anime.

In circa 3 mesi siamo arrivati a 30.000 persone.

Ma non vedo numeri.
Vedo anime che si riconoscono.
Vedo persone che sentono, anche senza spiegazioni razionali.

E tra queste, molte stanno affrontando un dolore profondo.
Un lutto. Una mancanza che sembra impossibile da colmare.
In quei momenti, le parole da sole non bastano.

Serve qualcosa che tocchi davvero.
Qualcosa che arrivi… e che, per chi lo vive, diventi anche una conferma, un segno, un’evidenza interiore difficile da ignorare.

Ed è lì che nasce il vero conforto.
Perché certe cose non si dimostrano.
Si percepiscono.
E quando qualcosa è autentico…
arriva. Sempre.

In un mondo pieno di parole,
ciò che fa davvero la differenza è la vibrazione che porti.
E chi è pronto… la riconosce.

Se sei qui, probabilmente non è un caso.

E questo… è solo l’inizio.

03/05/2026

Non trattenere le emozioni durante il lutto, qualunque esse siano.

01/05/2026

I segnali dai defunti non arrivano come immagini...

Ci sono notti in cui l’energia cambia…e tu lo senti, anche se non sai spiegare perché.Beltane è una di quelle notti.È il...
30/04/2026

Ci sono notti in cui l’energia cambia…
e tu lo senti, anche se non sai spiegare perché.
Beltane è una di quelle notti.
È il momento in cui la vita esplode,
in cui il fuoco e la terra si incontrano,
in cui tutto ciò che era fermo… ricomincia a muoversi.
Secondo le antiche tradizioni,
tra il 30 aprile e il 1° maggio
il velo tra i mondi si assottiglia.
Ma non come a Samhain…
qui non si parla di fine.
Si parla di rinascita.
È la notte della fertilità,
della passione,
della creazione.
È la notte in cui l’Universo ti sussurra:
“È tempo di tornare a vivere davvero.”
Se negli ultimi mesi ti sei sentito spento, bloccato, confuso…
questa è l’energia che ti riaccende.
Accendi una candela.
Esprimi un desiderio.
Senti il tuo cuore.
Perché Beltane non è solo una festa antica…
è un richiamo.
Un richiamo a rinascere.

C’è una notte, una sola, in cui il tempo sembra rallentare davvero.Una notte in cui anche chi corre sempre sente il biso...
24/12/2025

C’è una notte, una sola, in cui il tempo sembra rallentare davvero.
Una notte in cui anche chi corre sempre sente il bisogno di fermarsi.

La Vigilia di Natale non è solo attesa di un giorno speciale.
È un varco sottile tra ciò che è stato e ciò che può rinascere.
In questa notte l’aria è diversa.
È come se il mondo trattenesse il respiro.
Come se le anime si avvicinassero un po’ di più alla loro verità.
La Vigilia parla di luce che nasce nel buio,
di speranza che non fa rumore,
di amore che non chiede nulla in cambio.

È la notte in cui puoi appoggiare a terra i pesi dell’anno,
le delusioni, le paure, le parole non dette.
La notte in cui puoi dire dentro di te:
“Va bene così. Ora posso ricominciare.”
Accendi una candela, anche solo nel cuore.
Ringrazia per ciò che hai imparato,
per ciò che ti ha ferito ma ti ha reso più consapevole,
per ciò che è rimasto e per ciò che se n’è andato.

La magia della Vigilia non è fuori.
È in quel silenzio intimo in cui l’anima ricorda chi è.
È nel perdono che scegli di fare.
È nell’amore che decidi di essere, anche quando non è facile.
Stanotte, ovunque tu sia,
che la luce ti trovi.
Che ti abbracci.
Che ti riporti a casa, dentro di te.

Buona Vigilia di Natale

Sincronicità: quando la vita smette di essere “casuale”Ti è mai capitato di guardare l’orologio sempre alla stessa ora?D...
22/12/2025

Sincronicità: quando la vita smette di essere “casuale”

Ti è mai capitato di guardare l’orologio sempre alla stessa ora?
Di pensare a una persona e ricevere un suo messaggio pochi istanti dopo?
Di trovare una piuma, una parola, una canzone… proprio nel momento giusto?
Nel linguaggio spirituale queste non sono semplici coincidenze.
Si chiamano sincronicità.
La sincronicità è il modo in cui l’invisibile comunica con il visibile.
Non forza gli eventi, li allinea.
Non urla, suggerisce.
Accade soprattutto quando sei in una fase di cambiamento, di scelta, di risveglio.
È come se la vita ti dicesse:
“Stai guardando nella direzione giusta. Continua.”
Ma attenzione:
il segno non è mai più importante di ciò che senti.
Due persone possono vedere lo stesso numero, la stessa piuma, lo stesso simbolo…
ma il messaggio è sempre personale.

Le sincronicità aumentano quando:
ascolti di più il tuo corpo
rallenti la mente
smetti di controllare tutto
ti fidi un po’ di più del tuo sentire
Non chiederti ossessivamente “cosa significa?”.

Chiediti invece:
Cosa stavo pensando o sentendo in quel momento?

La risposta è quasi sempre lì.
Le sincronicità non guidano la tua vita.
Ti ricordano solo che non sei scollegato da essa.
E quando iniziano ad apparire…
qualcosa dentro di te ha già iniziato a muoversi.

𝗩𝗶𝘁𝗲 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗲, 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲 𝘃𝗶𝘁𝗲 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗲: 𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗳𝗶𝗹𝗼, 𝘁𝗿𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶Quando si parla di vite passate e vite future, spesso...
20/12/2025

𝗩𝗶𝘁𝗲 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗲, 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲 𝘃𝗶𝘁𝗲 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗲: 𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗳𝗶𝗹𝗼, 𝘁𝗿𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶

Quando si parla di vite passate e vite future, spesso si immagina qualcosa di lontano, quasi irreale. Come se si trattasse di mondi separati dal qui e ora. In realtà, nel lavoro interiore e ipnotico, passato e futuro non sono mai il centro.

Il centro è sempre il presente.

Le vite passate non vengono esplorate per curiosità o per sapere “chi siamo stati”. Emergerebbero anche se le chiamassimo in altro modo, perché ciò che davvero guida l’esperienza è un tema attivo oggi: una paura che non si spiega, un dolore che ritorna, uno schema che si ripete, una sensazione di blocco. La regressione permette di vedere da dove nasce quel tema, dove il corpo ha imparato a reagire in un certo modo. Che l’immagine sia simbolica, archetipica o vissuta come una vera vita precedente, per l’inconscio cambia poco: se l’emozione è reale, la risposta del corpo lo è altrettanto. Quando quell’esperienza viene osservata fino alla fine, l’allarme interno può finalmente spegnersi, perché il corpo riceve l’informazione che ciò che teme non sta più accadendo.

Ed è qui che il presente entra davvero in gioco.

Il presente è il punto in cui qualcosa si integra, si comprende, si trasforma. Le vite passate non dicono chi siamo, ma spiegano perché oggi reagiamo così. E solo nel presente possiamo scegliere di fare qualcosa di diverso.

A questo punto il lavoro può andare anche in un’altra direzione, quella delle vite future. La progressione non serve a predire un destino o a dire cosa accadrà con certezza. Serve a mostrare una possibile direzione. È come guardare avanti lungo lo stesso filo: se continuo così, dove mi porta? E se cambio qualcosa, cosa può emergere? A volte il futuro che si mostra è vicino, altre volte lontano, altre ancora prende la forma di un’altra vita. Non conta quanto si va avanti nel tempo, conta il messaggio che arriva per l’oggi. La progressione non impone, non decide, non scrive nulla. Mostra una possibilità, una traiettoria.

Vite passate, presente e vite future non sono quindi mondi separati, ma lo stesso percorso visto da tre prospettive. Le vite passate mostrano da dove arriva il filo, il presente è il punto in cui possiamo prenderlo in mano, le vite future mostrano dove porta. Tutto ruota attorno all’adesso.

E forse il senso più profondo di questo lavoro sta proprio qui: non siamo prigionieri di ciò che è stato, né obbligati a un futuro già scritto. Il passato può essere compreso, il futuro può essere orientato, ma è sempre il presente il luogo in cui avviene il vero cambiamento.






Sciogliere il karmaSciogliere il karma non significa cancellare il passato.Significa cambiare il modo in cui il passato ...
19/12/2025

Sciogliere il karma

Sciogliere il karma non significa cancellare il passato.
Significa cambiare il modo in cui il passato continua ad agire nel presente.
Dal punto di vista dell’anima, il karma non è un peso immutabile, ma una memoria attiva.
Finché una memoria non viene riconosciuta, compresa e integrata, continua a influenzare pensieri, emozioni, scelte e relazioni, spesso in modo inconsapevole.
È per questo che alcune persone sentono di “ripetere sempre le stesse storie”, anche quando cercano consapevolmente di cambiare.

Ogni esperienza intensa vissuta in una vita passata — soprattutto quelle cariche di paura, dolore, colpa, tradimento, perdita o sacrificio — lascia un’impronta nell’anima.
Quell’impronta non è un ricordo mentale, ma una traccia energetica ed emotiva.
Quando l’anima si reincarna, non porta con sé i dettagli della storia, ma l’emozione irrisolta.
Ed è proprio quell’emozione a cercare, nel presente, situazioni simili per poter essere finalmente compresa.
Sciogliere il karma significa quindi andare alla radice di quell’emozione, là dove è nata, e darle un nuovo significato.

La regressione alle vite precedenti permette all’anima di tornare al punto di origine del nodo karmico.
Non per rivivere il dolore, ma per osservarlo con uno sguardo nuovo, più maturo e consapevole.
Nel momento in cui una persona:
• riconosce l’origine di una paura
• comprende il ruolo che ha avuto in una dinamica passata
• vede la scena con distacco e lucidità
l’energia cambia.

Non perché la storia venga “riscritta”, ma perché l’anima smette di identificarvisi.
È questo il momento in cui il karma inizia a sciogliersi.

Il vero scioglimento karmico non avviene attraverso lo sforzo o la volontà, ma attraverso la comprensione profonda.
Quando l’anima comprende:
• perché ha vissuto una certa esperienza
• cosa doveva imparare
• quale emozione è rimasta bloccata
allora quella lezione non ha più bisogno di ripetersi.

La comprensione porta con sé:
• accettazione
• perdono (verso sé stessi e verso gli altri)
• integrazione

E ciò che viene integrato non torna più come ripetizione.
Uno dei segnali più chiari che un karma si è sciolto è il cambiamento spontaneo nella vita presente.
Le stesse situazioni non attirano più.
Le stesse persone non hanno più lo stesso potere emotivo.
Le stesse paure perdono intensità.
Non perché la persona “si sforza di essere diversa”, ma perché l’anima ha chiuso quel cerchio.
Da quel momento, la vita non è più guidata da una memoria antica, ma da una scelta consapevole.

Spesso si pensa che sciogliere il karma significhi rinunciare a legami, storie o parti di sé.

In realtà è l’opposto.
Quando un karma si scioglie:
• l’anima recupera energia
• il presente diventa più leggero
• il cammino si apre

Sciogliere il karma significa togliere il peso del passato dal passo di oggi.
Significa smettere di vivere per reazione e iniziare a vivere per presenza.

In ultima analisi, il karma non esiste per legarci, ma per portarci alla consapevolezza.
Ogni nodo sciolto è un frammento di anima che torna libero.
La regressione alle vite precedenti non serve a restare ancorati a ciò che è stato, ma a liberare ciò che non serve più, affinché l’anima possa proseguire il suo cammino con maggiore luce, libertà e responsabilità.
Sciogliere il karma non è dimenticare il passato.
È trasformarlo in saggezza.

Quando un cane ti lecca non è “solo perché è carino”.È un gesto antico, profondo, che parla una lingua che precede le pa...
19/12/2025

Quando un cane ti lecca non è “solo perché è carino”.
È un gesto antico, profondo, che parla una lingua che precede le parole.
C’è qualcosa di incredibilmente intimo in quella lingua calda sul dorso della mano, sul viso, sulle lacrime. È come se dicesse: ti sento, sei qui, sei mio.
E in parte è davvero così.

Dal punto di vista emotivo ed energetico, il cane lecca per creare legame. È un comportamento che nasce da cucciolo: la madre lecca i piccoli per rassicurarli, pulirli, regolarne il respiro e il battito. Quel gesto resta impresso come memoria primaria di amore e sicurezza. Quando il tuo cane ti lecca, spesso sta riproducendo quel linguaggio affettivo: è cura, appartenenza, connessione.
Molti cani leccano di più quando percepiscono un’emozione intensa: tristezza, agitazione, stanchezza. È come se volessero riportarti qui, calmarti, riequilibrare il campo emotivo. Chi vive con un cane lo sa: a volte ti lecca proprio quando ne hai più bisogno.

Dal punto di vista scientifico, il leccamento ha diverse spiegazioni:
È una forma di comunicazione sociale: serve a rafforzare il legame con il “branco”.
Stimola il rilascio di endorfine nel cane, aiutandolo a calmarsi.
Può essere un modo per esplorare: la bocca del cane è uno strumento sensoriale potentissimo.

In alcuni casi è un segnale di sottomissione o di rispetto, soprattutto verso chi considera una figura di riferimento.
In più, studi sul comportamento animale mostrano che il contatto fisico con il proprietario abbassa i livelli di cortisolo (ormone dello stress) sia nel cane che nell’essere umano. In pratica: quando il tuo cane ti lecca, state regolando insieme il vostro sistema emotivo.

E poi c’è una verità che non troverai nei manuali:
i cani sentono ciò che spesso noi non ascoltiamo.
Leccano dove “qualcosa vibra”, dove l’emozione è più forte, dove il corpo chiede attenzione. Non a caso molti scelgono sempre lo stesso punto, lo stesso momento.
Forse non è solo un gesto istintivo.
Forse è un modo silenzioso per dirti:
sono con te, anche quando tu non sai esserlo con te stesso.

E se imparassimo, ogni tanto, a ricevere quel gesto senza fretta…
come si riceve un messaggio d’amore puro, semplice, animale e vero.

17/12/2025

Piccola meditazione sotto la pioggia

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