11/01/2026
Da cara Patrizia Coffaro 💯
LA NUOVA PIRAMIDE ALIMENTARE
(Di Patrizia Coffaro)
Mi chiedono cosa penso della nuova piramide alimentare e la risposta, se devo essere sincera, è che mi ha fatto sorridere. Non per cattiveria, ma per quella sensazione un po’ surreale che viene quando vedi riproposta, con una grafica nuova, un’idea vecchia. Vedere i latticini in cima alla piramide mi ha fatto sorridere, così come mi ha fatto sorridere l’entusiasmo di tanti che la applaudono come se fosse finalmente arrivata la verità definitiva su cosa dovremmo mangiare tutti.
Ecco, io questa verità definitiva non la vedo e non la vedo per un motivo molto semplice, biologicamente non esiste. Io sono dell’idea che ognuno abbia una sua alimentazione. Non per filosofia e nemmeno per moda, ma per fisiologia. C’è chi sta bene con la Paleo, chi con la chetogenica, chi con la FODMAP, chi con un’alimentazione vegana, chi vegetariana, chi segue i gruppi sanguigni, chi una mediterranea fatta come si deve... e il punto è che spesso funzionano.
Funzionano perché quella persona, in quel momento della sua vita, con quel corpo, con quel terreno biologico, risponde bene a quel tipo di alimentazione. Il problema nasce quando si cerca di trasformare ciò che funziona per qualcuno in una regola valida per tutti. Il grande errore di ogni piramide alimentare è quello di partire dall’idea che esista un essere umano standard. Un corpo medio, prevedibile, uguale per tutti, ma questo corpo non esiste. Non esiste perché non abbiamo tutti lo stesso intestino, non abbiamo lo stesso microbiota, non abbiamo la stessa genetica, non abbiamo la stessa storia infiammatoria, lo stesso carico tossico, lo stesso sistema nervoso e non viviamo nemmeno nella stessa fase della vita.
Una persona con un intestino integro e un sistema nervoso regolato può mangiare cose che per un’altra diventano un disastro. Una persona con mastociti attivati, istamina alta, infiammazione cronica o intestino permeabile non reagirà mai come una persona metabolicamente stabile. Metterle sotto la stessa piramide è una forzatura che la biologia non riconosce. C’è poi un aspetto che viene completamente ignorato... il cibo non è neutro.
Non è solo carburante, il cibo è informazione biologica, ogni alimento manda segnali precisi al corpo. Accende o spegne geni, stimola ormoni, dialoga con il sistema immunitario, influenza l’infiammazione e parla direttamente al sistema nervoso. Per questo lo stesso alimento può essere una risorsa per una persona e un problema serio per un’altra. Non perché una ha torto e l’altra ragione, ma perché il loro corpo non è nello stesso stato.
Prendiamo proprio i latticini, tanto per restare sull’esempio che mi ha fatto sorridere. C’è chi li digerisce bene, chi li usa senza problemi come fonte proteica e chi invece, la maggior parte, con gli stessi latticini, sperimenta gonfiore, muco, stanchezza, dolori articolari, reazioni cutanee o sintomi intestinali. Metterli in cima a una piramide senza distinguere chi li può davvero tollerare e chi no non è un approccio scientifico é una semplificazione comoda.
Un altro punto che manda in crisi qualsiasi alimentazione uguale per tutti è il microbiota. Noi non digeriamo il cibo da soli, lo digeriamo insieme ai nostri batteri intestinali e quei batteri non sono uguali per tutti. Non sono presenti nelle stesse quantità, non svolgono le stesse funzioni, non reagiscono allo stesso modo agli stessi alimenti. C’è chi fermenta bene le fibre e chi no, c'è chi produce metaboliti benefici e chi produce gas, dolore, infiammazione. Dire che un alimento fa bene a tutti è biologicamente falso se non si considera chi lo deve digerire.
E poi c’è il grande assente di tutte le piramidi... il sistema nervoso. Se una persona è in modalità parasimpatica, rilassata, sicura, il corpo digerisce, assorbe e metabolizza. Se una persona è in modalità sopravvivenza, in allerta costante, sotto stress cronico, il corpo reagisce... anche al cibo migliore del mondo. In quel caso non è l’alimento il problema, ma il contesto biologico in cui arriva. Molte delle persone che oggi non tollerano più nulla non hanno un problema di cibo in senso stretto. Hanno un problema di terreno, un intestino permeabile, un sistema immunitario iperattivo, un’infiammazione di fondo che trasforma il cibo nell’ultimo anello della catena.
E allora il cibo diventa il colpevole perfetto, quando in realtà è solo l’innesco finale. Le diete funzionano, sì, ma funzionano quando sono contestualizzate. Funzionano per un periodo, in una fase precisa, con un obiettivo chiaro. Il guaio è quando diventano un’identità, una religione, una soluzione universale, il corpo cambia, la biologia cambia, quello che oggi ti aiuta domani può diventare un limite.
La vera evoluzione dell’alimentazione non sarà una nuova piramide, più colorata o più aggiornata, sarà smettere di pensare in termini di regole valide per tutti e iniziare a ragionare in termini di individuazione.
Ascoltare il corpo, osservare le reazioni, capire in che stato si trova quell’organismo in questo momento della vita. Forse un giorno smetteranno di proporre alimentazioni taglia unica, forse un giorno si smetterà di applaudire schemi rassicuranti ma biologicamente poveri. Forse un giorno si tornerà a considerare la nutrizione per quello che è davvero... un dialogo continuo tra il cibo e il corpo. Non esiste la dieta perfetta, esiste il corpo giusto da ascoltare. E poi, sono dell'idea, é la dose che fa il veIeno.
Aggiunto dopo:
E aggiungo una cosa che per me è centrale, e che spesso viene completamente saltata. Se mangi troppa frutta fa male, se mangi troppi grassi, anche se definiti sani, fa male, se mangi troppi carboidrati fa male, se mangi troppe proteine fa male. Non perché quei cibi siano sbagliati in sé, ma perché l’eccesso non è mai fisiologico.
Oggi siamo abituati a mangiare troppo di tutto. Troppo spesso, troppo spesso fuori pasto, troppo spesso senza fame reale. E allora succede questo, invece di guardare al contesto, alle quantità, allo stato del corpo e al ritmo con cui mangiamo, diamo la colpa al singolo alimento. Fa male questo, va eliminato quello, bisogna rovesciare la piramide. Io le piramidi non le uso, né dritte né rovesciate. Io uso il concetto di equilibrio.
Perché la verità, che la biologia conosce benissimo, è una sola, la dose fa il veleno, sempre. Vale per i farmaci, vale per gli integratori, vale per il cibo. Puoi girare la piramide quanto vuoi, cambiarle i colori, spostare i cibi dall’alto al basso, ma se perdi di vista le quantità, il contesto e la capacità individuale di digerire e metabolizzare, non stai facendo educazione alimentare. Stai solo cambiando schema.
Il vero cambio di rotta, per me, non è decidere cosa va in cima o alla base. È tornare a insegnare misura, ascolto e adattamento. Perché il corpo non ragiona per mode, ma per equilibrio e quando lo rispetti, non ha bisogno di piramidi.
XO - Patrizia Coffaro