27/12/2025
Il Piccolo Principe incontra la volpe e, senza saperlo, inciampa in una delle cose più delicate che esistano: come nasce un legame. La volpe gli dice che “addomesticare” vuol dire creare dei legami, e che da quel momento niente resta uguale. I passi hanno un suono diverso, l’attesa cambia sapore, persino un campo di grano smette di essere solo grano.
Ho pensato spesso che la psicoterapia assomigli a quell’incontro. Non perché sia una favola, ma perché è un luogo dove, seduta dopo seduta, si crea una relazione che non è “una relazione qualsiasi”. È una relazione che ti riguarda. Ti espone. Ti protegge. Ti chiede tempo. E soprattutto ti insegna qualcosa di molto concreto: che la fiducia non è un clic, è un avvicinarsi.
E poi ci sono i riti. La volpe lo spiega in modo disarmante: un rito è ciò che rende un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora diversa dalle altre ore. In terapia succede lo stesso. Quell’appuntamento settimanale, quindicinale, quell’ora che sembra “solo un’ora”, in realtà diventa una soglia. Ti prepara il cuore. Ti fa entrare in un tempo diverso, dove puoi pensare prima, dire meglio, sentire più a fondo. E anche quando esci, qualcosa rimane addosso: una frase che ritorna, un’emozione che si sposta, un pensiero che finalmente prende aria.
Nel pezzo parlo anche del distacco: quello tra una seduta e l’altra, quando ti ritrovi a camminare con quello che è emerso e, a volte, ti sembra di essere più fragile. E del distacco finale, quando un percorso si chiude e, sì, può far male. Ma non perché è stato “inutile”: perché è stato significativo. Un legame che conta lascia tracce. E il guadagno, come direbbe la volpe, a volte è proprio questo: il mondo che prende colore.
M
Se ti va, leggilo e dimmi una cosa: quali piccoli rituali hai quando vai in terapia? E cosa “ci guadagni” da quella relazione?
C’è un momento nel Piccolo Principe in cui la volpe sussurra che “addomesticare” vuol dire creare legami speciali, e che questo processo trasforma il mondo intorno. Ecco, in un certo senso, la psic…