Marzia Cikada - Psicologia e Relazioni

Marzia Cikada  - Psicologia e Relazioni PSICOLOGA - PSICOTERAPEUTA - CONSULENZA ONLINE. Terapeuta EMDR. S*x Counselor
Creatrice di Vitamin Un programma per tutte le coppie.

Psicologa - Psicoterapeuta Sistemico Relazionale
Lavora con Famiglie, Coppie, Adulti. Terapeuta EMDR e S*x Counselor

Creatrice e Responsabile del Blog di Psicologia "Pollicino Era un Grande" dove scrive di Psicologia, intervista persone belle, parla di relazioni, sessualità, cinema e non solo. www.pollicinoeraungrande.it

Creatrice e curatrice del programma per il benessere della relazione "Vitam

ina di Coppia" con la collega Sara De Maria, dove aiuta le coppie a mantenersi in salute. www.vitaminadicoppia.it

Creatrice e Curatrice del Progetto "Scrittura Nuda" - Laboratorio di Scrittura Autobiografica insieme Veronica Barsotti. www.scritturanuda.wordpress.com


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Tendiamo a sottovalutare la fatica fatta e i risultati già ottenuti, aumentando la pressione a cui ci si sottoponiamo e ...
07/05/2026

Tendiamo a sottovalutare la fatica fatta e i risultati già ottenuti, aumentando la pressione a cui ci si sottoponiamo e il livello di insoddisfazione e stress. Imparare a valutarci nel rispetto delle nostre energie a disposizione e delle nostre peculiarità è la strada per una migliore qualità della vita.
E questo vale anche di più per chi sente di dover dimostrare di più perchè meno avantaggiatə per stato sociale, genere, orientamento, nazionalità e molto altro. In quei casi, si può sentire di dover fare l’impossibile per placare il bisogno di riconoscimento e appartenza. Ma è questa la strada? No. Perché smettiamo di ascoltarci per accondiscendere a richieste che non sempre sono sane, lecite, rispettose. Il confine dobbiamo sceglierlo noi, talvolta facendo anche la fatica di cambiare qualcosa per guadagnare serenità e un senso di benessere personale che non ha prezzo.

Piccoli spoiler presenti.“La Più Piccola” è una storia d’amore, tra madre e figlia, prima di tutto. Ma non solo. Tra fed...
05/05/2026

Piccoli spoiler presenti.
“La Più Piccola” è una storia d’amore, tra madre e figlia, prima di tutto. Ma non solo. Tra fede e desiderio. Tra sessualità e bisogno di appartenenza. Il film è un adattamento del romanzo omonimo (e autobiografico) di Fatima Daas, con a regia di Hafsia Herzi e il corpo e la voce di Nadia Melliti, tenace e impenetrabile, tenera e feroce creatura in lotta. La storia è quella di Fatima, la più piccola di tre sorelle. Fatima ama la sua famiglia musulmana, ha un profondo senso religioso e fa del suo meglio.
Fatima è anche lesbica. Ma Fatima non è sola come sente. In casa, sarà la figura femminile della madre, donna che vediamo solo nel suo regno di fornelli, a nutrire l'anima oltre che il corpo della figlia. Non è tutto, ma è molto. Il gesto con cui si chiude il pezzo di storia di Fatima che vediamo è il respiro di una possibilità.
La domanda che nasce è perché la delicatezza di questo film sia stata negata alle persone minori di 14 anni nel nostro Paese. Perché sono proprio le persone più giovani ad aver bisogno di quella possibilità. La Commissione del Ministero della Cultura ritiene che nel film ci siano riferimenti sessuali espliciti e turpiloquio. Ora, la sessualità è esplicita, lo è naturalmente, ma nulla di turpe grava questa storia di Fatima che parla invece di appartenenza, formazione e bisogno di
ampliare il nostro sguardo.
Ma d'altronde, questo é pur sempre il Paese dove una educazionesessuale non è possibile ma crescere senza punti di riferimento e immersɛ negli stereotipi sì.

Era tanto che volevo fare questo viaggio, l'ho fatto in un momento terribile, vista la situazione mondiale. E anche perc...
29/04/2026

Era tanto che volevo fare questo viaggio, l'ho fatto in un momento terribile, vista la situazione mondiale. E anche perché i social hanno rubato un po' del gusto del viaggio. Esagero. Ma ormai si vive di assoluti ed iperboli. Ho fatto un viaggio ma ho fatto anche l'errore di leggere qualcosa di troppo prima di partire. I social, sempre in ascolto, se ne sono accorti e hanno cominciato a dirmi cosa dovevo fare, cosa vedere o non vedere, cosa aspettarmi...insomma mi stavano decidendo lo sguardo. Una forma di controllo che anestetizza lo sguardo. Mi sono molto interrogata su cosa significhi viaggiare, nel rispetto del posto che incontri, di una cultura che non conosci e di tante piccole sfaccettature che sono ben più profonde di un suggerimento social. In questo viaggio più che in altri, ho avuto bisogno di tempo per vedere davvero. Rischiavo di guardare soltanto il riflesso di quello che mi era stato già raccontato. Il risultato finale, al di là di foto da copertina che non ho fatto, e' stata una ricchezza di significati piccoli piccoli che ho portato con me e che mi hanno solleticato curiosità e tenerezze dell'anima. Insomma, ci ho messo un po', ma alla fine ho trovato il Giappone che stavo cercando.
Quello che mi porto a casa ha a che fare con Gundam, l'infanzia che non finisce, il gioco, Miyazaki, piccole creature che combattono nella sabbia e alberi potenti. Tutto mi ha portato a fare attenzione a quello che porto dentro, che avevo bisogno di sentire ad un nuovo ritmo.

Perchè il mio è un lavoro più politico di quanto si creda? E per me deve esserlo? Provo a raccontarlo. Se sei d'accordo ...
30/01/2026

Perchè il mio è un lavoro più politico di quanto si creda? E per me deve esserlo? Provo a raccontarlo.
Se sei d'accordo dimmi. Specie se sei collega. La mia è solo una visione possibile, nata da tanti anni di professione e tanto dolore ascoltato.
Oggi, diventa responsabilità clinica accogliere una sofferenza che nasce da una inadempienza sociale. Perché se quello che accade è disumano, dando concretezza e dignità a quanto dovrebbe essere inconcempibile, si prova disorientamento. Perché non si sente la protezione , la tutela e l’appartenenza che motiva le persone a diventare comunità. Il bisogno primario di sicurezza lo si sente scricchiolare. Il senso di ingiustizia e di esclusione che ne consegue, fa male a chi non può e non vuole adattarsi.
Lo spazio di terapia deve permettere a questo universo emotivo di sentirsi valido e di sentirsi riconosciuto. Le persone hanno bisogno di condividere le emozioni che arrivano, le preoccupazioni che l'incertezza porta, la rabbia che la violenza solleva.
La terapia diventa uno spazio politico quando non resta indifferente a quello che accade fuori dalla stanza. Palestina, Iran, America, Italia, Africa. Davvero pensiamo di poter essere spazio che accoglie senza prendere una posizione? La terapia diventa uno spazio politico perché non può permettersi di essere neutrale quando molto del malessere mentale è dovuto alla società stessa e non alla persona in sé.
La terapia diventa spazio politico quando non si difende a colpi di diagnosi, dalla cultura che cambia, quando non etichetta quello che non conosce come qualcosa di patologico,quando non vuole cambiare la persona sana perché non riesce ad accogliere orientamenti, funzionamenti ed identità differenti da sé . La terapia diventa politica quando costruisce un mondo cosmopolita, uno spazio mentale per tutte le differenze possibili.
Non c'è terapeuta che sappia tutto, ma la capacità trasformativa della terapia muore quando si ferma a cercare solo quanto e' sempre stato e non quello che può essere. Specie in periodi in trasformazione come questi [...]

La cultura in cui siamo immersɜ, ci dice che le relazioni squisitamente sessuali quasi non potrebbero avere un coinvolgi...
12/01/2026

La cultura in cui siamo immersɜ, ci dice che le relazioni squisitamente sessuali quasi non potrebbero avere un coinvolgimento affettivo, che poi vuol dire soltanto avere rispetto e parlare chiaramente delle proprie emozioni con la persona con cui abbiamo un rapporto. A volte, quando questo capita, ci sembra quasi che necessariamente si debba parlare di amore, ma è tutta un'altra storia. Capita sovente che persone che si incontrano per il piacere di stare insieme, ma non perché vogliono costruire altro, poi si sentano in colpa perché dall'altra parte nasce qualcosa di diverso. Cosa significa, non siamo capacɜ? Abbiamo sbagliato tutto? La libertà sessuale in realtà è una fregatura? A volte può sembrarlo, ma la verità è che ci sono tanti aspetti su cui essere estremamente consapevolɜ per creare una vita sessuale, serena a appagante e non violenta rispetto alle persone che abbiamo accanto, dove per non violenta significa curare una comunicazione chiara e rispettosa, sapere quando farsi indietro e soprattutto non utilizzare la manipolazione emotiva per avere gli obiettivi che vogliamo raggiungere.
Questa settimana farò diverse storie sul tema che affronto nel post, perché ci sono tanti aspetti che mi sembra il caso di approfondire.

Ci sono cose che ho imparato nel 2025 e che voglio portare con me. Alcune cose sono un ripasso, altre sono nuove, altre ...
03/01/2026

Ci sono cose che ho imparato nel 2025 e che voglio portare con me. Alcune cose sono un ripasso, altre sono nuove, altre sono delle belle sorprese. In questo post troverai libri, da psicologa e non, nodi a fazzoletto che è bene tenere a memoria, riflessioni su quello che ho potuto vivere, anche grazie al privilegio di essere una terapeuta ed incontrare persone fantastiche, a volte terribilmente complicate, ma anche spaventosamente umane. Questo post è colmo di gratitudine e anche di umanità, o almeno mi piacerebbe fossero queste le parole che vengono in mente alla fine della lettura, se lo si vorrà leggere.
Inizia un nuovo anno e non vuol dire molto, se non rendiamo davvero nuovo quello che viviamo. Da parte mia farò del mio meglio, lasciando indietro le zavorre che non mi servono e accogliendo le nuove sfide, cercando sempre di essere una persona soddisfatta di sé e capace di dare, e fare, del proprio meglio con e per chi ha intorno.
Buona lentezza, buone amicizie e che sia un anno più di sorrisi che ti lacrime.

❤️

La tua sɜssualità è veramente tua? Quello che intendo è, sei pienamente consapevole della tua sɜssualitá o la costruisco...
30/09/2025

La tua sɜssualità è veramente tua? Quello che intendo è, sei pienamente consapevole della tua sɜssualitá o la costruiscono idee, pregiudizi e stereotipi nati dalle limitazioni insite nella tua cultura di appartenenza? Molto del tuo approccio alla sessualità, dal farti domande su cosa ti piace e cosa no, a chi ti attrae e chi no, viene “filtrato” attraverso le maglie della cultura che circola nella tua realtà sociale. Quanto ne sei consapevole?

🛜Puoi trovare - nel link in bio (Linktree)- il post dove ne parlo sul Blog Pollicino era un grande , nella rubrica S*x and the Blog.
Scarica il test che trovi al fondo al post e inizia a farti domande. Sono semplici Vero o Falso. Come puoi notare, nelle domande ho messo dentro un po’ di tutto, ruoli e identità di genere, poliamore e orientamenti sessuali, qualche nota di razzismo e un po’ di domande da fobie interiorizzate che chissà se te
le riconosci. Non c'è tutto quello che dovrebbe ma chissà che non ci sarà una seconda parte.
Prenditi il tempo di pensarci e ascolta se, in effetti, l’idea che hai è tua o arriva da qualcunə che
non sei tu.Se ci facciamo domande, qualcosa di buono esce sempre. Molto spesso stiamo male perché quello che si prova non è conforme a quello che ci si aspetta, ma se capiamo che altrettanto spesso quello che ci si aspetta non ci rappresenta e non può limitare quello che ci piace davvero, ebbene, possiamo solo scoprirci più consapevolɜ e a nostro agio con noi stessɜ.

Quello che ti propongo è di ragionarci su tra te e te e poi, magari, con altre persone intorno a te o anche qui, se vuoi. Se qualcosa ti suona strano o solo ti risuona, parliamone.



Finalmente una serie con protagonista la terapia- ma ricordiamoci che è sempre una commedia quindi esagera - che ne rega...
18/09/2025

Finalmente una serie con protagonista la terapia- ma ricordiamoci che è sempre una commedia quindi esagera - che ne regala uno sguardo tridimensionale. In che modo? Si potrebbe dire una terapia dal volto umano, che offre uno sguardo,tutto suo, sulla relazione che si crea tra terapeuta e chi chiede il suo aiuto. Shrinking, racconta la vita di un terapeuta, Jimmy, da poco vedovo. La moglie muore in un incidente stradale per responsabilità di un uomo ubriaco. Con lui, la figlia adolescente, Alice. Jimmy lavora in uno studio con un mentore Paul, un uomo apparentemente sulle sue, burbero, alle prese con il suo Parkinson e una collega estrosa e vitale, Gaby, amica anche della defunta moglie. Mentre cerca di riprendere le redini della sua vita, devastata dal lutto, Jimmy cambia il suo modo di essere terapeuta. Inizialmente "di pancia" poi facendone quasi un metodo. In terapia Jimmy si racconta. Esce - proprio fisicamente - dalla stanza di terapia con le persone che segue. E con loro fa esperienze. Crea rapporti più diretti, andando contro molte delle regole del setting classico, e non solo. Certo esagera, ma questo fa sperimentare emozioni e possibilità che dalla poltrona dello studio non si potevano pensare.

➡️Se hai mai pensato a come sarebbe un rapporto meno mediato con lə tuə terapeuta, questa è la serie per te. Che ne dici?


Estate è quando puoi leggere con serenità più libri che in tutto il resto dell’anno. O almeno a me capita così. Ecco che...
16/09/2025

Estate è quando puoi leggere con serenità più libri che in tutto il resto dell’anno. O almeno a me capita così. Ecco che di quelli letti, volevo presentarne cinque.
📚Donne che lavorano troppo di Tamu Thomasche vuole ricordare alle donne, spesso a pericolo burn out, che possiamo trattarci bene, sentirci potenti e smettere di dover dimostrare qualcosa. Come dice il titolo stesso, liberati dallo stress e ritrova la gioia. ile nel mondo del lavoro, ma è bene provarci consapevolmente e dopo la lettura qualche arma in più ce l’hai!
📚Polisicure, che conoscevo in inglese ma bello trovarlo nella traduzione italiana, significa che c’è un po’ più di interesse. Il testo, scritto benissimo da Jessica Fern, ci accompagna a conoscere il mondo dell’attaccamento e degli stili relazionali per ragionare su cosa significa scegliere di vivere come persona poliamorosa creando rapporti sani e funzionali, partendo da chi sei tu!
📚Il Gender spiegato bene, una guida all'identità di genere per professionistɜ, insegnanti e genitori con una bella postazione di .fadda.psicolog_ terapeuta Un libro in ascolto del futuro mentre spiega la complessità del presente, in un clima di affermazione di genere capace di offrire la visibilità e la validazione necessaria alle persone giovani e non solo, nella conoscenza di sé.
📚Il cuore scoperto. Per ri-fare l'amore
di Victoire Tuaillon dal suo podcast famosissimo, alle parole su carta, una carrellata di riflessioni per renderci conto che l’amore è politica, definisce rapporti di potere e crea libertà, decostruendo tanto che invece limita e ferisce
📚Una questione di famiglia di Claire Lynch che racconta la storia di una madre negli anni 80 che si separa perché comprende di essere lesbica e di come la legge la allontani da sua figlia, con tutta la violenza che questo significa. Un libro semplice e potente sul perdono, la cecità delle istituzioni e il bisogno di non smettere mai di lottare anche quando crediamo che qualcosa sia assodato. Io mi sono commossa!

E tu che libri hai letto quest'estate e mi consigli?

🏳️‍⚧️🏳Per quanto persone e governi omobitransfobicɜ dicano, affermarsi come persone q***r non è così facile. Proprio la ...
03/06/2025

🏳️‍⚧️🏳Per quanto persone e governi omobitransfobicɜ dicano, affermarsi come persone q***r non è così facile. Proprio la cultura egemone, spesso con profonde radici in stereotipi e patriarcato, non permette, se non a costi emotivi anche altissimi, di farsi domande e dichiararsi una persona LGBTQIA+ senza il timore e vergogna indotta. Siamo ancora in un mondo che non può non dirsi eteronormativo. E sono molte le storie che finiscono preferendo morire. Il Pride è perché siano sempre meno.

🌈Sono ancora moltissimi i Paesi dove essere gay è illegale, dove essere trans va nascosto, dove non è possibile organizzare un Pride. Il continente più pericoloso è l'Africa ma il clima europeo ha punte imbarazzanti, come l'Ungheria. Se pensiamo alla violenza contro le persone q***r, fisica oltre che psicologica, anche l'Italia è un paese dove è difficile essere sé stessɜ. Per questo è importante ci sia il Pride Month.

🌈Non esiste solo maschio o femmina, la stessa natura va oltre questa immagine. Un mondo polarizzato è pericoloso, perché non permette sfumature e pensiero complesso. L'esistenza di ogni creatura, come ogni pensiero sul mondo, minimamente rappresentativo, deve imparare ad andare oltre un binarismo rassicurante quanto forzato e posticcio.

🌈Fare coming out può voler dire essere perdere la propria famiglia d'origine...e il Pride vuol dire anche ricordare che possiamo costruire la nostra famiglia affettiva, non biologica ma forte di radici nate su valori comuni e affetto reale. Per molte persone la famiglia d'elezione è salvezza contro depressione e solitudine.

🌈Se manca una educazione sessuo-affettiva capace di crescere persone serene, libera da norme limitanti sull'identità e l'orientamento, allora è fondamentale avere spazi sicuri ed esempi in cui riconoscersi. Il Pride è per chi si sta facendo domande, per chi ha bisogno di esplorare la propria identità e il proprio orientamento, chi non deve sentirsi sbagliatə.

🔥Il Pride e’ necessario anche per sollecitare una formazione adeguata nelle professioni sanitarie.



Ci sarai a Torino sabato 7 giugno per il Pride?

🔥Parlare di sɜsso, genera ancora vergogna, e la parola tabù è ancora fortemente presente quando si parla di questo tema....
29/05/2025

🔥Parlare di sɜsso, genera ancora vergogna, e la parola tabù è ancora fortemente presente quando si parla di questo tema. Nonostante sembrerebbe che non si possa non parlare di sɜsso, allo stesso tempo sembrerebbe che parlarne abbia qualcosa di pruriginoso e sbagliato, tanto da evitare l'educazione a viverlo consapevolmente. Ma come mai si ha paura del sɜsso? La sessualità non parla solo di sɜsso. Come un enorme poligono, ha tante facce. Una racconta quello che siamo, non sempre è uguale a quella che mostriamo. Una é squisitamente erotica, l'altra tutta legata ai significati sociali e culturalmente costruita. Una facciata è l'esperienza che le persone fanno, l'altra immagina di fare altro. Una parla di desiderio, una di appartenenza. Una racconta il potere, l'altra di rifiuto.

💥Concetti come patriarcato, la normatività, ancora dettata dalle persone bianche ed etero, chiaramente in un clima binario, sono parte della cultura in cui ci muoviamo. Le regole su come deve essere un corpo, il capitalismo insito nelle stesse relazioni sessuo-affettive, tutto questo, senza accorgersene, ha una ricaduta diretta su come si vive la sɜssualità in un dato popolo. Ognuna di queste voci, si adopera per limitare, ed imbrigliare, la libertà sfaccettata dell'essere umano di esprimere chi è.
Saprete riconoscere quanti di questi concetti e in che modo sono nella tua vita e hanno limitato la tua libertà di espressione e il tuo benessere psicosessuale?

🎉Facciamo un gioco, comincia a pensarci per conto tuo, nelle prossime settimane,in questo stesso profilo, pubblicherò un piccolo test con alcune domande per andare ad approfondire quante limitazioni potrebbero aver segnato la tua libertà di goderti pienamente la tua sessualità che, ricordiamoci, non è solo fare sɜsso, ma viverlo in tutte le sue espressioni. Conoscenza è consapevolezza e questa diventa libertà di difendere chi sei.

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