06/03/2026
TERZA PROMESSA
"CAPIREMO COSA SIGNIFICA LA PAROLA SERENITÀ"
La parola "serenità" descrive una condizione emotiva individuale caratterizzata, a livello interiore ed esteriore, da tranquillità e calma non solo apparente, ma talmente profonda da non essere soggetta, nell'immediato a trasformazioni di umore, ad emozioni o perturbazioni; potremmo definirla come una componente cosi rilevante rilevante, da costituire la condizione necessaria per la felicità dell'essere umano. Attraverso il programma di Alcolisti Anonimi abbiamo imparate che la serenità è tanto più possibile se riusciamo a vivere nel qui e ora, accettando tutto ciò che non possiamo cambiare e modificando ciò che possiamo. La Preghiera della Serenità, infatti, ci porta una nuova luce che può dissipare il nostro passato e quasi la fatale abitudine di ingannarci, perché sorretti dalla consapevolezza che "Dio garantisce la serenità di accettare le cose che non possiamo cambiare, il coraggio di cambiare quelle che possiamo e la saggezza di conoscere la differenza". Per intraprendere la strada verso l'equilibrio, il buon senso, la ragionevolezza e quindi il vivere serenamente, dovremo cercare la fede in un Potere Superiore che ci possa sostenere nel corso del recupero e nella vita, perché ab abbiamo compreso che è assolutamente necessario trovare una forza diversa ed esterna a noi. Con il secondo Passo ci rendemmo conto che fede significa fiducia, non sfida.
"In A.A. vedemmo i frutti di questa fede: uomini e donne risparmiati dalla catastrofe finale dell'alcol. Li vedemmo affrontare e superare altri dolori e vicissitudini. Li vedemmo accettare situazioni impossibili con calma, senza cercare di sfuggire o di recriminare. Questa non era soltanto fede: era una fede che funzionava in qualsiasi situazione".
La mancanza di fiducia verso gli altri esseri umani e, ovviamente, anche nei confronti di qualsiasi Potere Superiore, rappresenta una delle caratteristiche di noi alcolisti, che nasconde la sfiducia in noi stessi. Il Terzo Passo ci suggerisce di abbattere questa barriera e ammettere di aver bisogno dell'aiuto altrui, poiché, con umiltà e mente aperta, abbiamo riconosciuto i nostri limiti ed abbiamo deciso di abbandonarci, perché abbiamo dovuto smetterla di fare la parte di Dio, non funzionava. L'ammissione del fallimento della propria volontà e la richiesta di aiuto, sono, dunque, i presupposti per applicare la capacità di affidamento; tuttavia, bisogna essere convinti che il Potere Superiore, farà il meglio per noi, a cui potremo ricorrere ogni volta che da soli non governeremo qualcosa e di fronte alla quale ci sentiremo impotenti. In altre parole: "Quanto più diveniamo disposti a dipendere da un Potere Superiore, tanto più siamo di fatto indipendenti. Quindi la dipendenza, come messa in pratica in Alcolisti Anonimi, è davvero un mezzo per raggiungere la vera indipendenza dello spirito".
Riusciremo a tradurre in azione la fiducia negli altri.
Riferimenti:
"Dodici Passi Dodici Tradizioni" II e III Passo;
"Come la vede Bill" pp. 20 e 87.