02/08/2025
Che possiamo imparare a essere felici per la gioia dell ‘altro!
E c’è muditā, la gioia per la gioia dell’altro.
Assai piú rara. Se la compassione è un concetto
riconoscibile dalla nostra cultura, la gioia
per la gioia dell’altro ci è davvero estranea.
Chi è gioioso, chi sta bene, è molto delicato,
sa che è un equilibrio fragile e probabilmente
assai effimero e ha bisogno del nostro riconoscimento
e sostegno. Tradizionalmente, è
una pratica rivolta solo agli altri, ma anche in
questo caso, come gioire della contentezza di
un altro se non gioiamo della nostra? Accorgerci
delle possibilità di gioia nella nostra vita,
incamminarci alla ricerca della fonte della
nostra gioia, apre il cuore alla riconoscenza,
al grazie alla vita di per sé, alle sue delicatezze
e ai suoi spintoni.
[...]
Si racconta che alla morte di un Maestro
indiano, il mendicante che chiedeva l’elemosina
al suo cancello scoppiasse a piangere, pur
non avendolo mai sentito insegnare. E quando
uno dei discepoli del Maestro gli chiese come
mai lo amasse tanto, il mendicante rispose:
«È che lui era triste quando ero triste e contento
quando ero contento».
Chandra Candiani da 'Il silenzio è cosa viva.' Einaudi