Lucrezia Stampi Dietista

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Lucrezia Stampi Dietista Dietista specializzata in approcci non prescrittivi, intuitive eating, disturbi del comportamento alimentare, alimentazione vegetale. Online 🌐

24/04/2026

Vorrei abbracciare quella bambina, poi diventata adolescente, che ha seguito questo programma per anni, per edizioni, riguardandone gli episodi più e più volte, ogni qualvolta venivano ritrasmessi.

E finché non ho visto il documentario di recente uscita, trasmesso a quasi dieci anni dalla fine del reality, non mi sono mai accorta che ci fosse qualcosa di profondamente problematico.
Perché quando cresci immersa in certi messaggi, non li metti in discussione. Diventano lo standard, e di problematico c’è solo il tuo corpo, il sedere grosso, il peso più alto di quello che viene mostrato (ma non sono stati risparmiati neanche giudizi su pelle, capelli, denti…)
Commenti denigratori costanti sui corpi, umiliazione mascherata da intrattenimento, normalizzazione - e istigazione!- dei disturbi alimentari (le ragazze erano osservate e riprese 24h su 24 e nessuno si preoccupava davvero della loro salute). �
Sì, è un programma televisivo, e per giunta uno su delle ragazze che vogliono diventare modelle. Ma con questa narrazione continua e invadente riproposta tra programmi tv, telefilm, persino cartoni animanti, noi abbiamo imparato a guardarci — e a trattarci — con quello stesso sguardo.
Se oggi il rapporto con il corpo di noi persone socializzate come donne è così difficile, non è un caso.�È (anche) il risultato del contesto in cui siamo cresciute. E dare la responsabilità ai veri colpevoli invece che a noi stesse, è un primo passo verso la pace col nostro corpo.

…Ti ricordi contenuti simili che guardavi senza farti domande e senza metterli in discussione?

grassofobia
body shaming
dca

24/04/2026

Vorrei abbracciare quella bambina, poi diventata adolescente, che ha guardato questo programma per anni e anni, dalla prima edizione senza mai perdersene una, ma anzi riguardando le repliche ogni qualvolta le ritrasmettevano.

E finché non ho visto il documentario di recente uscita, messo in onda a quasi dieci anni dalla fine della trasmissione, non mi sono mai accorta che ci fosse qualcosa di profondamente problematico.

Perché quando cresci immersa in certi messaggi, non li metti in discussione. Diventano lo standard e ciò che c’è di problematico diventa il corpo, il sedere grosso, il peso molto più alto rispetto a quello che veniva mostrato (ma non risparmiavano neanche commenti su pelle, capelli, denti…)
Commenti denigratori costanti su corpi perfettamente standard, umiliazione mascherata da intrattenimento, normalizzazione -e istigazione!- dei disturbi alimentari (le ragazze erano osservate e riprese 24h su 24h e nessuno si preoccupava veramente della loro salute).

È vero è un programma, e per giunta un programma per ragazze che vogliono fare le modelle. Ma crescendo con questo tipo di narrazione costante, nei reality, nei telefilm e persino nei cartoni, abbiamo piano piano imparato a guardarci — e a trattarci — con quello stesso sguardo.

Se oggi il rapporto con il corpo di noi persone socializzate come donne è così difficile, non è un caso.
È (anche) il risultato del contesto in cui siamo cresciute.

…Ti ricordi contenuti simili che all’epoca guardavi senza farti domande e senza metterli in discussione?

Grassofobia
Body shaming
DCA

Il dieting è spesso un disturbo alimentare socialmente accettato, basti pensare a come il digiuno sia diventata una cosa...
15/03/2026

Il dieting è spesso un disturbo alimentare socialmente accettato, basti pensare a come il digiuno sia diventata una cosa totalmente normale e protocollata. Socialmente accettato ma anche lodato, se si pensa alla patina di virtù e ammirazione per la ✨ forza di volontà ✨ che ricopre tutto il mondo dei fit influencer.
E intanto in questo contesto le persone continuano sempre di più a sperimentare comportamenti disfunzionali col cibo e col corpo, rischiando di sviluppare veri e propri disturbi alimentari.

Il corpo non è mai problema finché ANCHE noi, professionist3 della salute, non lo facciamo diventare tale e ci preoccupiamo di risolverlo, spesso creando un problema ancora più grande, a cui tentiamo di porre rimedio ancora una volta cercando di aggiustare il corpo.
Lasciamo i corpi essere solo corpi e lavoriamo su bisogni, emozioni, educazione alimentare gentile. Tutti i giorni dell’anno.

26/02/2026

Anche se sovente è questa l’aspettativa, non sono così sicura che i professionisti della nutrizione debbano “dare il buon esempio”, io voglio che le persone che seguo (o che mi seguono) trovino la propria e personale alimentazione di benessere, ma se qualcuno volesse prendermi come tale allora senz’altro meglio essere un esempio di equilibrio, ascolto e di serenità invece che di controllo, conteggi, regole e paletti.

Anticipando alcune delle domande che spesso ricevo in DM o in call conoscitiva 🌝Capisco che buttarsi in una strada compl...
11/02/2026

Anticipando alcune delle domande che spesso ricevo in DM o in call conoscitiva 🌝
Capisco che buttarsi in una strada completamente sconosciuta, soprattutto se si è abituati a viaggiare con la bussola, possa essere spaventoso. Ma se l’idea di riniziare la dieta è ancora più spaventosa e ti fa ve**re ansia a pensarci, se ci hai riprovato ma sei duratǝ ancora meno dell’ultima volta, forse è l’ora di provare qualcosa di nuovo in cui nessuno ti dice che cosa fare ma ti accompagna alla scoperta del tuo personale benessere.
Hai qualche altra domanda? Contattami! 🌷

Alcune di queste situazioni ovviamente non si presenteranno mai, altre saranno invece molto comuni. Alcune volte si avrà...
28/01/2026

Alcune di queste situazioni ovviamente non si presenteranno mai, altre saranno invece molto comuni. Alcune volte si avrà voglia di provare a spiegare, altre ancora si ribatterà con ironia, altre ancora in modo pungente, altre capiremo che bisogna solo rassegnarsi davanti a chi non vuole ascoltare, ma sicuramente avere la conoscenza profonda delle motivazioni alla base di questa scelta e di come sfatare alcune convinzioni errate sull’alimentazione vegetale ci aiuterà ad essere preparatə a (quasi) tutto.
Io, nel mio piccolo, posso aiutarti a creare un pattern alimentare adeguato dal punto di vista nutrizionale e che tenga conto dei tuoi gusti e delle tue necessità 🌈🌱

Veganuary
Plantbased diet

📌 Qualche nota sui criteri utilizzati per la stesura della lista:1. Per quanto mi dedichi spesso a provare nuovi postici...
20/01/2026

📌 Qualche nota sui criteri utilizzati per la stesura della lista:
1. Per quanto mi dedichi spesso a provare nuovi posticini e per quanto mi sia impegnata a estendere la ricerca a locali che, essendo fuori zona, non sono ancora riuscita a provare, sono Una e fallibile, per cui ci sta che mi sia sfuggito qualcosa. Se avete altri nomi che ritenete meritino di stare in questa guida, scrivetemeli nei commenti e li pinnerò. Sempre per lo stesso motivo non ho provato tutte le opzioni segnalate (anche se la maggior parte), ma ho deciso di inserirle sulla base di recensioni e segnalazioni. Ho provveduto a indicare comunque le mie preferite con un 🫶🏻.

2. Alcuni locali possono chiaramente rientrare in più categorie, ma ho scelto di smistarli sotto l’una o l’altra sulla base di dove a mio parere spiccano maggiormente o di quella che trovo più rappresentativa, altri invece saranno ripetuti (tipo ristorante vegan + categoria).

3. Il criterio fondamentale per l’inserimento è stato che ci fosse più di UNA opzione vegana in menù (ad es. un antipasto + un primo o un secondo, un paio di farciture diverse di brioche, due alternative di piatto unico, non solo gusti di frutta per il gelato e via dicendo). Per dire, un bar con cappuccino di soia e il cornetto alla confettura di albicocca si trova ormai pressoché ovunque, il gelato alla frutta senza latte pure. Ci sono solo alcune eccezioni, tipo: per quanto riguarda la pokè che ci fosse una fonte proteica valida tra le scelte (principalmente il tofu), per il ramen che ci fosse l’opzione prettamente vegana (che non sia semplicemente togliere l’uovo da quella vegetariana).

4. Per quanto riguarda la pizza non ho volutamente incluso solo pizzerie che abbiano l’alternativa vegetale alla mozzarella (anche se molte di quelle in lista ce l’hanno), perchè non trovo sia un requisito fondamentale per fare una buona pizza ma anzi, trovo che alcune pizze vegetali ben pensate senza surrogati dei latticini siano molto spesso più buone di quelle in cui sono usati s-formaggi non adatti.
(👇🏻)

Torino
Vegan
Veganuary

“Sei quello che mangi”Questa frase l’ho sempre sentita scomoda a pelle, ma forse solo adesso riesco a razionalizzare il ...
02/12/2025

“Sei quello che mangi”
Questa frase l’ho sempre sentita scomoda a pelle, ma forse solo adesso riesco a razionalizzare il perchè.
Quante volte ti è successo di sbirciare il carrello della spesa di altre persone e storcere il naso con aria di superiorità guardando con orgoglio il tuo yogurt greco, albume d’uovo e riso basmati scorrere sul nastro?
Quante volte hai giudicato il/a collega col panino al prosciutto dall’alto della tua schiscetta con tofu e verdure?
Il fatto è che attribuire un valore alle persone sulla base di cosa mangiano (a volte senza che vi sia grande consapevolezza dietro) è profondamente limitante, ed è come giudicare una persona sulla base della provenienza o dell’orientamento sessuale, profondamente pregiudizievole!
Allo stesso modo, attribuire una moralità a ciò che si mangia può ingabbiare noi in schemi rigidi in cui non ci lasciamo possibilità di fare scelte che escano da questi confini, pena la perdita di identità, il non riconoscerci più o riconoscerci come un fallimento.

Svestiamo certi alimenti dall’aura di superiorità che gli abbiamo attribuito, alleggeriamone altri dal peso di essere considerati “sbagliati”, “spazzatura”, “schifezze” e ascoltiamo ciò che le persone vogliono comunicarci aldilà di come stanno mangiando in quel preciso momento. L’unico motivo per stare in ascolto delle abitudini alimentari è se queste possono descrivere un momento di difficoltà, e allora invece di giudicare chiediamo: “come stai?”.

Quelli descritti nelle slides sono tutti bisogni fisiologici primari. Bere, respirare, dormire, eliminazione delle scori...
11/11/2025

Quelli descritti nelle slides sono tutti bisogni fisiologici primari. Bere, respirare, dormire, eliminazione delle scorie corporee, sesso.
C’è solo un bisogno primario però che ci insegnano a combattere, perchè considerato virtuoso non arrendervisi: quello di mangiare.
Perchè nessuno ci consiglia di aspettare ad andare a letto se si ha sonno, ma a bere una tisana per capire se si ha davvero fame?
E’ un caso che sia socialmente accettato controllare proprio quel bisogno associato al controllo del corpo?
Una persona che asseconda il proprio bisogno di nutrimento è considerata o una persona dalle idee innovative o una persona dalla poca forza di volontà (a seconda dal corpo che abita), difficilmente una persona libera.
Mangiare quando si ha fame è diventato un atto di ribellione alla cultura dominante, quella della bellezza che poi si spaccia per salute e che ci fa sentire sempre più insicurə e quindi sempre alla ricerca del raggiungimento di un ideale che non si soddisferà mai, perchè muterà solo forma.
E allora finché è ribellione ribelliamoci, nella speranza che mangiare prima o poi torni ad essere semplicemente… il soddisfacimento di una necessità biologica.

21/10/2025

Ci sarebbero davvero tante cose da dire, all’inizio vi dirò che pensavo fosse un video provocatorio, poi ho avuto la br**ta idea di guardare il profilo di questa persona che è letteralmente un elogio alla magrezza vista come qualità morale quando altro non è che un modo come un altro in cui i corpi possono presentarsi e esistere.
Mi fa paura che ci siano persone che davvero pensano queste cose, ma ancor di più che questi pensieri li diffondano, facendo dei danni che neanche lontanamente possono immaginare.

Essere vegani non è né facile né difficile in senso assoluto.(E non parlo del classico “ah io non potrei mai, mi piace t...
07/10/2025

Essere vegani non è né facile né difficile in senso assoluto.
(E non parlo del classico “ah io non potrei mai, mi piace troppo la carne/il formaggio”: io, personalmente, non ho ancora conosciuto una persona vegana che mi abbia detto che non gli è mai piaciuto NESSUN alimento di origine animale)

Quello che intendo è che può essere incredibilmente facile se si hanno una serie di privilegi: autonomia rispetto alla propria alimentazione, la stabilità mentale di esistere in un modo che ricorre allo sfruttamento animale per tantissime ragioni e convivere con il senso di impotenza e di essere tu quell* sbagliat* e quell* denigrat*, il tempo materiale di preparare pasti bilanciati, una buona varietà di prodotti vegetali a disposizione (per quanto sia vero che la maggior parte dei paesi del mondo abbiano almeno un piatto vegano all’interno della propria tradizione culinaria, non si può pensare che una persona possa vivere di quello).

Può essere anche molto facile quando si convive con un disturbo del comportamento alimentare, in cui i meccanismi di restrizione tipici del DAN rendono sicuramente più facile l’eliminazione di alcune categorie di alimenti, anche quando la spinta ad adottarla è di natura etica.

Allo stesso tempo, anche se può sembrare in contraddizione, perseguire un’alimentazione vegana può essere difficile anche se… si ha un disturbo alimentare.
Alcune volte può essere il timore di eliminare alcuni alimenti considerati “safe” a rendere ardua l’eliminazione di un gruppo alimentare.
Altre volte, soprattutto se si è intrapreso un percorso di guarigione, le persone che stanno cercando di uscire da un DAN o che hanno un disordine alimentare sono molto consapevoli del proprio funzionamento e dei propri schemi e possono essere ben consce che l’eliminazione di alcuni cibi potrebbe fungere da rinforzo dei meccanismi di restrizione, generando una collisione tra quelli che sono i propri valori e il senso di impotenza dovuto al non poter del tutto seguire quello che è il proprio motore interno.

(👇🏻)

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