Ambulatorio di psicoterapia Torino

Ambulatorio di psicoterapia Torino 📍 La nostra sede: Corso Spezia 33, Torino.

✨ Il benessere psicologico è un diritto: affidati a un’équipe di professionisti pronta ad ascoltarti e supportarti.

🌸 Essere mamma non significa essere perfetta.
Significa amare, esserci, provare ogni giorno. 💖Buona festa della mamma a ...
10/05/2026

🌸 Essere mamma non significa essere perfetta.
Significa amare, esserci, provare ogni giorno. 💖
Buona festa della mamma a tutte le donne che si prendono cura degli altri, senza smettere di cercare anche il proprio equilibrio. ✨
— Ambulatorio Psicologi Torino 🩵

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Il paradosso della maternità 🌷È risaputo che il modo in cui una mamma si relaziona con i propri figli, l’affetto che tra...
09/05/2026

Il paradosso della maternità 🌷
È risaputo che il modo in cui una mamma si relaziona con i propri figli, l’affetto che trasmette loro e il legame che instaura influisce sul modo in cui cresceranno e determina, in parte, la loro personalità e il loro successo da adulti 👩‍👧✨
Crescere con amore i propri bambini può avere un impatto positivo sulle loro performance in ambito scolastico prima e lavorativo poi, e anche sulla salute e il benessere da adulti 💛
Ma sulle madri grava il peso di standard sociali inflessibili che, nel tentativo di elevarle a icone di perfezione, finiscono per negare la loro fallibilità e i loro bisogni umani.
La “buona madre” è spesso rappresentata come idealmente capace di prendersi cura dei figli con disponibilità emotiva costante, senza mai crollare, senza sbagliare, senza chiedere aiuto. Deve essere calma, attenta, paziente. Sempre. Deve essere la base sicura 🫂
La pressione che questo comporta può portare a un senso di inadeguatezza che mina la salute mentale ed emotiva della madre 🧠💭
Invece di sostenere la relazione madre-figlio, questa aspettativa irrealistica può isolare le donne, facendole sentire incapaci di chiedere aiuto o di riconoscere le proprie difficoltà senza essere giudicate.
Così facendo, la donna si sente continuamente sotto esame, incastrata nell’idea che fallire come madre sia una conseguenza del non aver fatto abbastanza.
Invece di chiedersi continuamente se si è una “buona madre”, sarebbe più utile imparare a trattarsi con comprensione e gentilezza 🌸
La maternità include inevitabilmente momenti di difficoltà e di errore, che non indicano mancanza di impegno, ma piuttosto il fatto che si sta affrontando una sfida, imparando e crescendo come genitore 🌱
La vera forza risiede nella capacità di perdonarsi e nel riconoscere che l’impegno non si misura in termini assoluti, ma nel desiderio quotidiano di fare del proprio meglio 💕

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Perché rimandiamo anche le cose che ci piacciono 🤍Non rimandi solo ciò che ti pesa.Rimandi anche ciò che ti farebbe star...
05/05/2026

Perché rimandiamo anche le cose che ci piacciono 🤍

Non rimandi solo ciò che ti pesa.
Rimandi anche ciò che ti farebbe stare bene. ✨

Una serie che ti incuriosisce. 🎬
Un libro che sai che ameresti. 📖
Una telefonata a qualcuno a cui tieni. 📞

E no, non è solo pigrizia.

La procrastinazione non riguarda davvero il tempo. ⏳
Riguarda gli stati interni. 🧠

Non rimandi perché “non hai voglia”.
Rimandi perché non hai voglia di entrare in quello stato lì.

Perché le cose belle non sono neutre.
Richiedono presenza.
Coinvolgimento.
Un certo livello di apertura. 💭

E questo, a volte, è faticoso.

C’è anche un altro punto.

Non evitiamo solo ciò che ci fa stare male.
A volte evitiamo anche ciò che è troppo carico.

Troppo significativo.
Troppo coinvolgente.
Troppo “vero”.

E allora lo spostiamo.
“Lo faccio quando ho il momento giusto.”

Quando sarò più tranquillo, più lucido, più dentro.

Solo che quel momento perfetto tende a non arrivare.

Nel frattempo succede qualcosa di paradossale.

Più una cosa ti piace, più la riempi di aspettative.
E più la riempi, più diventa difficile iniziare.

Perché non è più solo guardare una serie o aprire un libro.

È:
“Devo godermelo davvero.”
“Deve essere il momento giusto.”
“Devo esserci.”

E esserci davvero… richiede energia. ⚡

Forse quindi non stai evitando quella cosa.
Stai evitando il livello di presenza che quella cosa ti chiede.

E forse, proprio perché ti importa,
non sempre sei pronto a entrarci. 🤍

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Le dimensioni della sessualitàLa sessualità umanaL’esperienza della sessualità umana si organizza intorno a quattro impo...
03/05/2026

Le dimensioni della sessualità

La sessualità umana

L’esperienza della sessualità umana si organizza intorno a quattro importanti dimensioni: riproduttiva, ludica, sociale e procreativa. ✨

La dimensione riproduttiva

È quella più antica e legata ad una parte del nostro cervello che è il cervello rettiliano. 🧠
Questa dimensione soddisfa un mandato antico: riproduciti e se possibile sopravvivi.

Siccome non possediamo solo il cervello rettiliano ma anche quello limbico, legato alla nostra esperienza emotiva, e queste due parti del cervello sono in continuità tra di loro, l’atto sessuale non è solo atto generativo, ma assume un valore semantico inestricabile, basti pensare alle emozioni, desideri, aspettative e significati che accompagnano l’attesa di un bambino. 👶

La dimensione ludica 🎲

In alcuni casi evitiamo di sperimentare la nostra sessualità nella sua interezza ma preferiamo sperimentarla sotto forma di gioco.

Si tratta di un gioco finalizzato al piacere, con poche regole, in cui ci lasciamo travolgere dall’immediatezza delle nostre emozioni.

In alcune fasi della vita solo la sessualità giocata può essere utile, può servire a sperimentare, fare esperienza.
Questa dimensione può essere presente soprattutto durante la fase adolescenziale.

È importante ricordare che, anche se la dimensione ludica è senz’altro gradevole, limitarsi esclusivamente ad essa, significa non cogliere il potere semantico, narrativo e riproduttivo della sessualità.

La dimensione sociale 🤝

La dimensione in cui la sessualità non è solo gioco ma piacere condiviso è quella sociale.

Stare insieme, fare l’amore, accarezzarsi, per il piacere di farlo, per le emozioni che si provano, senza l’intenzione di mettere al mondo un bambino.

La sessualità è anche un’occasione di conoscenza incorporata di sé e dell’altro, realizza un incontro tra due persone, e permette di comunicare tutto ciò che non può essere espresso con le parole.

È attraverso i baci, le carezze, gli sguardi che attribuiamo significato a ciò che stiamo facendo ed entriamo nell’intimità dei nostri pensieri: è evidente l’emergere della dimensione semantica nei nostri gesti. 💭

Un’altra dimensione importante è quella narrativa. 📖
Gli esseri umani utilizzano due forme di pensiero per organizzare la loro conoscenza del mondo: il pensiero logico e il pensiero narrativo.

La prima forma di pensiero viene utilizzata per parlare e discutere di “cose fisiche”, mentre si utilizza la seconda forma di pensiero per trattare delle persone e delle loro condizioni.

Non possiamo negare il nostro bisogno di raccontarci e di raccontare.
Narrare agli altri significa anche rinarrare gli eventi a se stessi e scorgere nuovi significati.

A differenza degli altri esseri viventi desideriamo comunicare i nostri significati, le nostre emozioni, in altre parole la nostra storia.

La dimensione procreativa 🌱

Si differenzia dalla dimensione riproduttiva per la presenza di intenzionalità.

Mentre nella dimensione riproduttiva il fine è riprodursi, in questa dimensione si ricerca di generare una nuova vita, un bambino, con l’intenzione di metterlo al mondo.

Il fine di questa dimensione va ben al di là della semplice riproduzione per la conservazione della specie.

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Violenza e vergogna: quello che non si diceMolti episodi di violenza tra i più giovani non nascono dal nulla.Spesso sott...
29/04/2026

Violenza e vergogna: quello che non si dice

Molti episodi di violenza tra i più giovani non nascono dal nulla.
Spesso sotto c’è qualcosa di più silenzioso: vergogna e umiliazione.

Non è la vergogna in sé a generare violenza.
Il problema nasce quando non viene riconosciuta, nominata, condivisa.
Quando resta lì, chiusa, e si trasforma in qualcosa di ingestibile.

👉 Sentirsi esposti, giudicati, “sbagliati” davanti agli altri
👉 Vivere quella sensazione come una mancanza di rispetto
👉 Percepire un attacco diretto al proprio valore

In questi casi, la reazione può diventare estrema.

Eppure la vergogna non è solo un’emozione negativa.
Se vissuta in un contesto sano, è uno strumento potente:
aiuta a costruire l’identità, a riconoscersi, a crescere.

Il punto è come viene appresa.

Se nell’infanzia è accompagnata da accoglienza e relazione,
insegna al bambino che può essere amato per ciò che è.

Se invece si intreccia con abbandono e mortificazione,
lascia ferite profonde.

Durante l’adolescenza, tutto questo esplode:
ci si guarda negli altri e si vede riflessa la propria insicurezza.

Secondo alcuni modelli culturali:
➡️ i ragazzi reagiscono con la violenza
➡️ le ragazze con la fuga

Ma alla base c’è sempre la stessa difficoltà:
stare dentro a quell’emozione senza esserne travolti.

Lo psichiatra Daniel Strassberg parla di un passaggio:
la delinquenza come tentativo di trasformare la vergogna in colpa.

Perché, paradossalmente,
👉 è più “sopportabile” sentirsi colpevoli
che sentirsi profondamente sbagliati.

E allora il punto non è eliminare la vergogna.
È imparare a gestirla.

Quando viene riconosciuta e rielaborata, anche in gruppo,
può diventare uno spazio di consapevolezza.
Un passaggio che non esclude, ma reintegra.

💡 Perché dietro certi comportamenti non c’è solo rabbia.
C’è spesso un’emozione che non ha trovato parole.

A cura della Dott.ssa Piras

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25/04/2026

🇮🇹 Oggi è la Festa della Liberazione.
Ricordare non è solo guardare indietro.
È capire chi siamo oggi.
La Libertà non è arrivata per caso.
È nata dal coraggio di una generazione che ha scelto di non restare in silenzio. ✊
Ragazzi e ragazze, spesso giovanissimi,
hanno preso posizione.
Hanno rischiato tutto.
Per tutti noi.
L’Italia che conosciamo oggi nasce da lì:
da una scelta chiara, da valori forti,
da un “no” al fascismo e un “sì” alla democrazia. 🕊️
E oggi?
Oggi essere liberi significa anche questo:
non restare indifferenti.
Prendere posizione.
Difendere ciò che è giusto, ogni giorno.
Anche nelle piccole cose.
Perché la libertà non è solo storia.
È una responsabilità.
È il nostro presente.
È il futuro che costruiamo. ✨

Capire ≠ CambiareCapire perché reagisci in un certo modonon significa automaticamente cambiare.Spesso pensi:“Lo so già p...
21/04/2026

Capire ≠ Cambiare
Capire perché reagisci in un certo modo
non significa automaticamente cambiare.
Spesso pensi:
“Lo so già perché sto così.”
Ma sapere non basta.
La comprensione è solo il primo passo.
Il cambiamento richiede altro:
👉 pratica
👉 tempo
👉 consapevolezza
Significa provare nuove strade,
osservarti davvero,
accettare anche le ricadute.
Perché sì, succede.
E fa parte del processo.
La terapia serve a questo:
non solo capire, ma allenarti a nuovi modi di pensare, sentire e reagire.
💡 Capire apre la porta.
🚶‍♀️ Cambiare è il viaggio che scegli di fare ogni giorno.

A cura della Dott.ssa Valente

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Le reazioni dei figli ai conflitti parentali👶 Tutti i bambini reagiscono ai conflitti tra i genitori, manifestando emozi...
15/04/2026

Le reazioni dei figli ai conflitti parentali

👶 Tutti i bambini reagiscono ai conflitti tra i genitori, manifestando emozioni come:
👉 paura
👉 rabbia
👉 angoscia

Possono inoltre assumere diversi ruoli:
👉 cercare di mediare
👉 schierarsi con un genitore
👉 ritirarsi dalla situazione

💡 Il modo in cui rispondono a questi conflitti influisce in modo significativo sul loro adattamento psicologico.

⚠️ Un’elevata esposizione a conflitti genitoriali è associata a un maggior rischio di sviluppare difficoltà emotive e comportamentali, come:
👉 ansia
👉 depressione
👉 ritiro sociale
👉 aggressività
👉 problemi scolastici

🏠 Anche il contesto familiare incide: livelli alti di conflitto risultano più dannosi persino rispetto a situazioni di separazione con minore conflittualità.

👦👧 Le conseguenze riguardano entrambi i sessi, anche se possono manifestarsi in modo diverso.

❗ Quando i genitori sono assorbiti dal conflitto e trascurano i bisogni emotivi dei figli, ciò può configurarsi come una forma di negligenza o violenza psicologica.

🤝 Al contrario, una buona co-genitorialità — cioè la capacità dei genitori di collaborare e mantenere un ruolo educativo condiviso nonostante i conflitti — può proteggere il benessere dei figli e favorire un ambiente più sano per il loro sviluppo.

A cura della Dott.ssa Zucchi

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TU NON SEI I TUOI PENSIERI – IL RUOLO DELLA MINDFULNESS 🧠✨“Tu non sei i tuoi pensieri”Una frase che si sente spesso.Ma d...
13/04/2026

TU NON SEI I TUOI PENSIERI – IL RUOLO DELLA MINDFULNESS 🧠✨

“Tu non sei i tuoi pensieri”

Una frase che si sente spesso.
Ma detta così rischia di essere… vuota.

Perché i pensieri ci riguardano eccome.
👉 Parlano di noi
👉 Nascono dalla nostra storia
👉 Influenzano come vediamo il mondo

Quindi no: non siamo separati dai nostri pensieri.
Ma non siamo nemmeno solo quelli.

💡 La mindfulness lavora proprio qui.
In questo spazio sottile.

Non elimina i pensieri.
Ma cambia il modo in cui ci stiamo dentro.

Ti aiuta a vedere che:
👉 ciò che pensi non è “la realtà”
👉 ma una delle sue possibili interpretazioni

E questo cambia tutto.

In questa prospettiva, il sé non è qualcosa di fisso.
È un processo in continuo movimento 🔄

La mindfulness apre uno spazio:
uno spazio per osservare
uno spazio per capire
uno spazio per trasformare

Non sei i tuoi pensieri.
Ma non sei nemmeno senza di essi.

✨ Sei il modo in cui, momento dopo momento:
li organizzi
li interpreti
gli dai significato

Ed è proprio lì…
che può nascere qualcosa di nuovo. 🌱

A cura della Dott.ssa Blanca Tasso

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La psicoterapia non è magia  (e lo psicoterapeuta non ha una bacchetta magica).È un percorso che richiede presenza, temp...
12/04/2026

La psicoterapia non è magia (e lo psicoterapeuta non ha una bacchetta magica).

È un percorso che richiede presenza, tempo e impegno.
Possono esserci momenti di fatica, momenti in cui si vorrebbe mollare
e altri in cui sembra che nulla stia cambiando.
Ma è proprio lì che il lavoro accade.
Nel tempo cambia lo sguardo:
si imparano a osservare i propri pensieri,
a dare senso a ciò che si prova,
a conoscersi in modo più profondo.
Il cambiamento non è immediato.
Richiede rispetto dei propri tempi, pazienza e continuità.
E, poco alla volta, qualcosa si muove.

A cura della Dott.ssa Federica Valente

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Indirizzo

Corso Spezia 33
Turin
10126

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 21:00
Martedì 09:00 - 21:00
Mercoledì 09:00 - 21:00
Giovedì 09:00 - 21:00
Venerdì 09:00 - 21:00

Telefono

+393284540986

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