
12/09/2024
In tanti si chiedono dove siano finiti i genitori di una volta. Forse la domanda più onesta è dove siamo finiti noi, genitori di oggi. Un tempo, i “no” erano chiari, netti, e ci aiutavano a crescere con il senso del limite. I “sì” arrivavano solo quando davvero meritati, e ci insegnavano il valore delle conquiste. Oggi, invece, sembra che il nostro compito sia quello di togliere ogni ostacolo, di rendere la strada dei nostri figli sempre più liscia e priva di difficoltà.
Ma è proprio questo che ci ha resi adulti: sapere che non tutto è dovuto, che non si può avere sempre ciò che si vuole, e che il valore di una persona non si misura da quello che possiede, ma da come affronta la vita. I genitori di una volta non temevano di essere severi, perché sapevano che quella severità era un atto d’amore, un modo per prepararci al mondo reale, dove non tutto arriva subito, dove si impara a gestire la frustrazione, la pazienza e la fatica.
Noi, genitori di oggi, forse siamo un po’ persi in questa ricerca di dare tutto, di non far mancare nulla. Ma forse ciò che manca davvero è proprio il coraggio di insegnare che non si può avere tutto, che è nel limite e nella mancanza che si costruiscono i veri valori. Forse, invece di riempire i vuoti, dovremmo tornare a insegnare come affrontarli. Perché è proprio lì, in quel vuoto, che si impara a diventare grandi.