Il Filo delle Cose - Psicologia & Formazione

Il Filo delle Cose - Psicologia & Formazione Uno spazio di cura e trasformazione per diventare finalmente ciò che si è

Il filo delle cose è un centro che offre servizi di:
- diagnosi clinica
- sostegno psicologico
- orientamento professionale e scolastico
- counseling psicologico e crescita personale
- formazione per adulti e ragazzi

C’è un piccolo libro illustrato che racconta di una persona che scopre di avere un buco dentro. All’inizio prova a riemp...
16/03/2026

C’è un piccolo libro illustrato che racconta di una persona che scopre di avere un buco dentro. All’inizio prova a riempirlo con molte cose, poi prova anche con il cibo.
Un biscotto. Un pezzo di cioccolato. Qualcosa di dolce la sera.
Molte donne raccontano scene molto simili quando iniziamo a parlare del rapporto con il cibo, ma non sempre ciò che chiamiamo fame nasce nello stomaco.

Con Dott.ssa Cinzia Ribeca-Biologa Nutrizionista e Claudia Battistoni - Psicologa, abbiamo scritto una riflessione su questo tema 👉Puoi leggere l’articolo qui:

Fame d'Amore: cibo, emozioni e relazioni

Ci sono storie che pensiamo di vivere solo noi. E poi, guardando meglio, scopriamo che alcuni fili attraversano le gener...
09/03/2026

Ci sono storie che pensiamo di vivere solo noi.
E poi, guardando meglio, scopriamo che alcuni fili attraversano le generazioni.
Il genogramma è uno degli strumenti della psicoterapia sistemico-relazionale che aiuta proprio a questo: vedere le relazioni familiari, le ripetizioni, i silenzi e le eredità emotive che attraversano la nostra storia.
In questo articolo ti racconto cos’è e perché può diventare una vera e propria mappa delle nostre radici. Se ti va di leggerlo, lo trovi qui: https://wix.to/DRggQ0f

Sono sempre stata affascinata dalle storie. Forse non è un caso che faccia questo lavoro.Da bambina passavo ore e ore co...
03/03/2026

Sono sempre stata affascinata dalle storie.
Forse non è un caso che faccia questo lavoro.
Da bambina passavo ore e ore con mia nonna, davanti alla sua Borletti verde bottiglia, mentre mi raccontava storie e poesie. Tutto era accompagnato da quel tichitichiti che non cessava mai, a meno che non arrivasse qualche signora per interrompere il lavoro e provare qualche abito.

Mia nonna mi raccontava storie sue, di quando era bambina, e avevano sempre un obiettivo preciso, anche quando non lo capivo subito.

Quello che ho capito pià tardi è che le storie curano.

Ho scritto un articolo sul perché ascoltare e narrare può cambiare il modo in cui stiamo con noi stessi.

👉Lo trovi qui: https://wix.to/PWeU6zL

Erving Polster diceva che ogni vita merita un romanzo. Un romanzo fatto di capitoli, svolte, ritorni, ripetizioni. E anc...
11/02/2026

Erving Polster diceva che ogni vita merita un romanzo. Un romanzo fatto di capitoli, svolte, ritorni, ripetizioni. E anche di pagine che, a volte, rileggiamo all’infinito.

Nel suo lavoro, Polster osservava come molte persone restino intrappolate in una narrazione rigida di sé, una storia che si restringe, che si impoverisce, che finisce per raccontare sempre la stessa cosa. È qui che spesso nascono i rimuginii: quel tornare continuamente sugli stessi pensieri, sugli stessi episodi, sulle stesse frasi interiori. Ripensare, analizzare, rivedere, controllare, come se girando ancora un po’ intorno a quella ferita, prima o poi smettesse di far male.

A volte il rimuginio riguarda ciò che è successo, altre volte riguarda quello che gli altri pensano di noi, o quello che immaginiamo pensino. “Chissà cosa ha capito”, “avrà pensato che sono incapace”, “sicuramente mi giudica”, “non valgo abbastanza”, “mi sono resa ridicola”, “ho sbagliato tutto”. La mente costruisce vere e proprie storie parallele, processi interiori fatti di accuse e sentenze, spesso senza alcuna prova.

Dal punto di vista clinico, il rimuginio non è solo un’abitudine mentale fastidiosa. È un tentativo di protezione, un modo per cercare controllo, sicurezza, senso. Se capisco tutto, forse non soffrirò. Se prevedo ogni giudizio, forse non mi farò male. Se mi critico prima io, forse gli altri non potranno farlo.

Ma più si rimugina, più la storia si restringe. Il romanzo si riduce a un solo capitolo, e quel capitolo diventa: “non valgo”, “non sono abbastanza”, “sbaglio sempre”, “non mi vedono davvero”. In terapia questo lo incontriamo spesso: persone intelligenti, sensibili, profonde, che però si raccontano attraverso una lente durissima, come se tutta la loro identità passasse da lì.

Il lavoro clinico, allora, non è far smettere di pensare, né dire “non ci pensare”, “lascia perdere”, “pensa positivo”. È aiutare la persona a rimettere quella pagina dentro una storia più grande, a vedere che quella scena non è tutto, che ci sono stati altri capitoli, che ce ne possono essere ancora, che dentro di sé esistono molte voci, non una sola. È rileggere insieme la propria vita con più ampiezza, dare spazio anche a ciò che è rimasto ai margini, restituire complessità, umanità, movimento.

E piano piano, il rimuginio cambia forma.
Da gabbia diventa racconto, da circuito chiuso diventa percorso, da autocondanna diventa comprensione. Come diceva Polster, non si tratta di cancellare il passato, ma di riscriverlo in modo più vero, più ampio, più gentile.

Perché ogni vita merita un romanzo.
Non una pagina ripetuta all’infinito.

C’era un uomo, tanto tempo fa,che un giorno, in uno dei tanti hotel in cui si fermava per lavoro,dimenticò il suo nome.N...
22/12/2025

C’era un uomo, tanto tempo fa,
che un giorno, in uno dei tanti hotel in cui si fermava per lavoro,
dimenticò il suo nome.

Non se ne accorse subito.
Continuò a fare ciò che aveva sempre fatto:
riunioni, treni, valigie, agende piene.
Ma qualcosa iniziò a mancare.
Non il lavoro.
Non le persone.
Qualcosa di più sottile.

Si sentiva vuoto.

Come se una parte di sé fosse rimasta indietro
in un luogo dove non aveva avuto tempo di fermarsi.

Il vuoto, a volte, nasce così.
Non da un trauma evidente,
ma da una corsa troppo lunga senza soste.
Dal troppo dare, troppo a lungo.
Dal troppo accettare, per un tempo infinito.

In psicoterapia incontro spesso persone che dicono:
“Non so cosa mi manca, ma so c'è qualcosa che non va.”

Il vuoto, in questi casi,
non è assenza di qualcosa.

È una soglia.

Un punto in cui una parte di sé chiede di essere ascoltata
dopo essere rimasta a lungo in silenzio.

Per questo in terapia non riempiamo il vuoto.
Anzi, gli facciamo spazio.

E spesso, proprio lì,
inizia a prendere forma una nuova direzione.

Il vuoto
è semplicemente un’anima che aspetta
di essere ritrovata

13/12/2025
Ci sono chiusure che meritano delicatezza.Dicembre è una di queste: un tempo che invita a fare spazio, a lasciare andare...
19/11/2025

Ci sono chiusure che meritano delicatezza.
Dicembre è una di queste: un tempo che invita a fare spazio, a lasciare andare ciò che pesa, a integrare ciò che resta, a prepararsi a ciò che sta per nascere.

Per questo ho raccolto 25 parole essenziali, gentili, vive per proporti un piccolo viaggio quotidiano: dal 1 al 25 dicembre, una parola al mattino per ritrovare radici, ascolto, calma, significato.
Una parola che apre, che alleggerisce, che accompagna.

✨ Ogni giorno riceverai un messaggio che ti guiderà con dolcezza verso la fine dell’anno: una riflessione, una domanda, un invito a ritrovarti nel mezzo del rumore di dicembre.

Una pausa che respira. Un gesto di cura. Un dono, da me per te.

👉 Richiedilo gratuitamente cliccando qui: www.ilfilodellecose.it

Ci sono fili che non vediamo, ma che da sempre ci tengono e sono le radici che ci abitano, le storie che ci attraversano...
02/11/2025

Ci sono fili che non vediamo, ma che da sempre ci tengono e sono le radici che ci abitano, le storie che ci attraversano anche quando crediamo di averle dimenticate.

Venerdì 14 novembre 2025 inizieremo a disegnare il nostro genogramma, una mappa viva delle relazioni, dei legami, dei passaggi di forza e di silenzio che ci hanno fatto diventare ciò che siamo.

Ma non lo faremo in modo tecnico: lo faremo con colori, immagini, carte, fili e simboli, lasciando che mani e cuore trovino insieme la forma del nostro albero.

Sarà un piccolo viaggio dentro la memoria e l’immaginazione, con una tazza di tè profumato, il suono delle forbici, un filo di lana tra le dita, e la domanda che accompagnerà il nostro cammino: “Da chi ho imparato ad amare come amo? Da chi ho ereditato la mia forza, la mia paura, la mia voce?”

Un tempo sospeso per incontrare le nostre radici, senza giudizio, con la curiosità gentile di chi torna a casa.

Info e prenotazioni: https://www.ilfilodellecose.it/filiradicieunatazzaditè

In inglese c’è una parola che racchiude tanta vita: PlayVuol dire giocare, ma anche suonare, recitare, dare inizio. È la...
01/11/2025

In inglese c’è una parola che racchiude tanta vita: Play

Vuol dire giocare, ma anche suonare, recitare, dare inizio. È la parola che unisce il bambino che esplora, l’artista che crea, e l’adulto che sceglie di premere di nuovo “play” sulla propria esistenza.

Forse guarire è proprio questo:
tornare a giocare,
tornare a suonare la vita,
tornare a interpretare i propri giorni come fossero una scena viva,
tornare in movimento dopo una lunga pausa.

🌱 Tornare interi, ricominciando a giocare.

Cari compagni di viaggio,siamo tutti alle prese con gli ultimi preparativi prima della notte che chiuderà un anno e ne i...
31/12/2024

Cari compagni di viaggio,
siamo tutti alle prese con gli ultimi preparativi prima della notte che chiuderà un anno e ne illuminerà un altro.

Si chiude un anno che ci ha condotti attraverso giorni luminosi e ombre profonde, un mosaico di istanti, sorrisi, parole e silenzi, momenti di disperazione e altri da togliere il fiato per la loro bellezza.

In questo percorso insieme, sento di dovervi ringraziare per avermi dato il privilegio di poter accogliere le vostre storie, custodirle con cura e condividere con voi frammenti di ciò che rende l’esistenza unica e preziosa.

Ogni incontro, ogni gesto, ogni parola mi ha arricchita profondamente e per questo vi sono grata.

Per l’anno che si schiude dinanzi a noi, non vi auguro una perfezione priva di sfide, ma un viaggio ricco di significato.

Come mi ha detto una paziente proprio ieri "bisogna essere pronti, perché una volta che arriva la consapevolezza, poi è difficile tornare indietro", ma è proprio dei momenti di crisi che ci vediamo per ciò che realmente siamo, con tutte le nostre sfumature e le nostre risorse e troviamo la forza e il coraggio di trasformarci e disegnare la forma della vita che davvero desideriamo.

Che possiate abbracciare con coraggio ogni nuova possibilità, danzare tra le luci e le ombre dei vostri giorni e trovare, nella semplicità, quella meraviglia che spesso sfugge agli occhi.

Con gratitudine e affetto, buon anno a tutti voi.

Claudia Battistoni - Psicologa

NON TI DISUNIRE
28/11/2024

NON TI DISUNIRE

Indirizzo

San Benedetto Del Tronto

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:30
Martedì 09:00 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 18:30
Giovedì 09:00 - 18:30
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Il Filo delle Cose - claudiabattistoni.com - Professional Gestalt Trainer

Sono Claudia e ti do il mio benvenuto,

le parole sono il mio nido e i ricordi la culla dei miei sogni. Per questo motivo ho deciso di non annoiarti con i miei studi e miei titoli, per quelli potrai curiosare sulla pagina dedicata all’interno del mio sito.

Ho deciso invece di raccontarti una storia preziosa. E’ nei frammenti di queste parole che ci troveremo. Fanne buon uso.

Sono fatta del crepitio del caffè la mattina presto e dell’odore di pasta di mandorle la domenica a Portonovo, con i sandali spolverati di zucchero a velo. Dell'odore di lavanda rubata al tramonto dagli occhi del contadino, dello scricchiolio dei vetri rotti dopo una tempesta, sono fatta di pagine strappate, e sottolineate, del chiarore della luna.