26/02/2025
Oggetto transizionale nella didattica
Quest’anno in un primo superiore abbiamo avuto estrema difficoltà nel far sganciare uno studente con malattia genetica rara, dai suoi oggetti transizionali preferiti. Non riuscendo totalmente nell’intento date anche le difficoltà nell’ambientamento estremamente caotico e differente da quello della scuola secondaria di primo grado, abbiamo deciso con delle storie sociali di far sì che questo fungusse da veicolo per svolgere semplici esercizi di didattica differenziata, in classe, come tutti i suoi compagni. Abbiamo raggiunto tale operazione ed abbassato i comportamenti problema ed aggressivi in step:
1️⃣ abbiamo individuato i giochi preferiti di F. tra quelli che portava contemporaneamente a scuola,
2️⃣abbiamo chiesto la totale collaborazione della famiglia per far sì che F. Portasse a scuola un solo giocattolo al giorno,
3️⃣ stessa collaborazione è stata chiesta a famiglia, educatori e docenti curricular, per quel che riguarda il lasciare il gioco nello zaino all’ingresso, ed usarlo solo a tavolino e nella didattica,
4️⃣abbiamo utilizzato una token economy con premio finale, settimanale, scelto da F. Per ogni giorno che egli riusciva a gestire la frustrazione e a portare a termine le attività bravi con pause in palestra, (F. frequenta un centro pomeridiano ed è familiare a tecniche ABA per attivitá di autonomia).
5️⃣abbiamo lavorato in team cercando di comprendere al meglio F. che ha forti difficoltà comunicative, un Q.i ed un Q.a. Molto bassi. Mettendo spesso da parte la didattica ai fini dell’inclusione e dopo un pairing essenziale in ogni caso,
6️⃣Abbiamo giocato, ci siamo divertiti soprattutto quando i comportamenti pro- positivi andavano rinforzati,
7️⃣ siamo stati fermi sulle regole condivise e conosciute da F,
8️⃣abbiamo supportato lo studente nei momenti di crisi, proteggendo lui ed i compagni ove necessario
9️⃣siamo stati flessibili.☺️