10/12/2025
Cambiare vita non è mai un atto esterno.
Non è cambiare casa, città o partner.
Il vero cambiamento, quello che ti ribalta l’esistenza dalle fondamenta, passa prima dalla trasformazione interna.
E questo è il pezzo più duro, perché è proprio lì che trovi la resistenza più forte: quella parte di te che si è costruita dentro una relazione, dentro la mancanza, dentro la fatica di essere visto o ascoltato.
Quando viviamo a lungo in dinamiche disfunzionali, non è solo il legame a plasmarsi: siamo noi a modellare la nostra identità su ciò che serve per sopravvivere.
Il modo in cui reagisci, il modo in cui ami, il modo in cui eviti il conflitto, il modo in cui ti adatti… tutto questo nasce per proteggerti.
E paradossalmente è proprio ciò che, una volta fuori da quella relazione, rischia di impedirti di stare davvero meglio.
Il cambiamento è:
“mi guardo dentro e capisco che quella relazione che mi fa sentire a pezzi, mi ha anche costruito.
E ora devo ricostruirmi.”
È questo il passaggio che fa paura.
Quello che molti evitano, sperando che la vita si sistemi da sola.
Ma la realtà è che le dinamiche che ti hanno fatto male si ripresenteranno sotto altre forme se tu non cambi prima.
Se non smonti gli schemi, se non li guardi, se non li nomini, se non li trasformi.
La psicoterapia serve esattamente a questo.
Il lavoro più importante non è lasciare ciò che ti ha ferito.
Il lavoro più importante è lasciare la versione di te che quella relazione ha costruito.
E sì, fa anche male.
Perché cambiare se stessi significa entrare in un territorio nuovo: fatto di confini, consapevolezza, scelte diverse, desideri che prima neanche riconoscevi.
Ma è proprio lì che la vita cambia davvero.
La vita cambia quando affronti la tua resistenza interna.