Dottoressa Filippi Stefania-psicologa

Dottoressa Filippi Stefania-psicologa Laurea in Scienze dell'educazione e laurea magistrale in scienze pedagogiche e laurea in psicologia dello sviluppo.

Tengo corsi sulla genitorialità consapevole, consulenze e percorsi individuali e di coppia per guidare i genitori nella crescita dei figli

Quando tuo figlio urla, non sta cercando di rovinarti la giornata. Sta chiedendo aiuto nel solo modo che conosce.Quando ...
14/01/2026

Quando tuo figlio urla, non sta cercando di rovinarti la giornata. Sta chiedendo aiuto nel solo modo che conosce.

Quando si oppone, non ti sta sfidando. Sta cercando di capire dove sono i confini sicuri del suo mondo.

E tu, cosa puoi fare?

𝐄𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐥'𝐚𝐝𝐮𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

Quel genitore che c'è, che offre amore incondizionato, che dice: "Va bene, io ci sono. Ora sei arrabbiatə con me, ma passerà!"

Se continui con uno stile educativo autoritario basato sul "comando e controllo" succederà che forse i tuoi figli saranno ubbidienti, ma lo faranno prevalentemente perché hanno paura della tua reazione o di un probabile punizione.

Ma questo stile educativo mette distanza nella relazione genitore-figli.

Non sto dicendo di diventare genitori permissivi che lasciano fare tutto.

Sarebbe l'estremo opposto, e altrettanto dannoso.

Ciò che voglio trasmetterti è la differenza tra FERMEZZA E RIGIDITÀ:

La fermezza guarda il bambino.

I suoi bisogni. Il contesto.

La rigidità guarda solo la regola. E diventa sorda a tutto il resto.

Quando sei rigidə educhi per controllare la TUA ansia, non per aiutare tuə figliə a crescere.

Quando sei fermə, educhi per insegnargli come funziona il mondo, con amore.

Questa distinzione ti permette di comprendere che tuə figliə non ha bisogno di un genitore perfetto, che tu non sbaglia mai.

𝐇𝐚 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐮 𝐬𝐢𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞.

Ha bisogno che quando sbagli, tu sappia dire: "Scusami, ho sbagliato, ho esagerato. Riproviamo!".

Ricorda che i bambini apprendono per imitazioni, perciò vivendo questo comportamento sulla loro pelle, anche loro impareranno da te ad accettare gli errori e a scusarsi.

Dottoressa Filippi Stefania-psicologa

Psicologa dello sviluppo e della famiglia, pedagogista.

389 164 3640

Questa sarà la cosa più riflessiva che vedrai oggi 🩵
13/01/2026

Questa sarà la cosa più riflessiva che vedrai oggi 🩵

Ho prestato la voce ad ogni personaggio. Avendo fatto questo mestiere anche se per un breve periodo ho voluto mettere al servizio quel che resta delle mie co...

"Creare una relazione basata sul dialogo con i propri figli, significa lasciarli liberi di fare quello che vogliono"Ti h...
12/01/2026

"Creare una relazione basata sul dialogo con i propri figli, significa lasciarli liberi di fare quello che vogliono"

Ti hanno detto che bambini ubbidienti = buon genitore.

Ma non sempre questo è corretto.

Da figli ci siamo abituati a ubbidire ai genitori per la paura delle conseguenze delle nostre azioni.

Ma quello che sembrava rispetto, col tempo si rivela per quello che è: paura.

Nessuno ti ha mai insegnato che c'era un altro modo per educare.

Spesso durante le sedute dico ai genitori che si rivolgono a me:

"Tu vuoi che tuo figlio impari a rispettare le regole perché le ha capite e interiorizzate o perché ha paura delle conseguenze delle sue azioni?"

Per strada, tu adulto, rispetti i limiti di velocità perché la consideri una condotta sicura o perché hai paura che ti arrivi la multa?

Instaurare una relazione basata sul dialogo e sul confronto farà sì che tu diventi il punto di riferimento dei tuoi figli per qualsiasi dubbio o difficoltà incontrerà nel corso della sua vita.

Se invece troverà giudizio e mortificazione, un giorno ti accorgerai che non ti racconterà più le cose.

Che quando c'è un problema a scuola, tu sei l'ultima persona a saperlo. Che quando ha paura o si sente persə, si chiude nella sua stanza invece di ve**re da te.

Non perché sia un figliə "difficile", ma perché per anni ha imparato, senza che tu te ne accorgessi, che le emozioni vanno tenute dentro.

Che la vulnerabilità è una cosa da nascondere perché mostrare debolezza porta a farsi sgridare.

Quello che sembrava rispetto, col tempo si rivela per quello che è: paura.

Dottoressa Filippi Stefania-psicologa

Psicologa dello sviluppo e della famiglia, pedagogista.

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Cosa fare quando tuə figli ə si dimena e urla nel pieno dei capricci???Ora ti chiedo: quando tu sei arrabbiatə, stancə, ...
09/01/2026

Cosa fare quando tuə figli ə si dimena e urla nel pieno dei capricci???

Ora ti chiedo: quando tu sei arrabbiatə, stancə, frustratə, non ne puoi più, di che cosa avresti bisogno? Di chi ti dice fai sempre gli stessi errori, non impari mai oppure avresti bisogno di sentirti compresə, accoltə, di ricevere un abbraccio di conforto?

Il segreto è porre limiti con amore, ma con fermezza.

Ogni volta che poni un limite in modo amorevole ma con fermezza, stai costruendo delle autostrade nel cervello di tuo figlio.

Quando dici: "capisco che sei arrabbiatə, ma non si picchia!" e rimani lì presente, mentre si dimena e urla, stai aiutando tuə figliə a sviluppare quello che gli servirà per tutta la vita.

Autocontrollo, regolazione emotiva, resilienza.

Non attraverso punizioni, minacce o ricatti.

Ma grazie alla tua presenza è come se buttassi dell'acqua per spegnere l'incendio nel suo cuore e nel suo cervello.

Quando tuə figliə urla, non sta cercando di rovinarti la giornata. Sta chiedendo aiuto nel solo modo che conosce.

Quando si oppone, non ti sta sfidando. Sta cercando di capire dove sono i confini sicuri del suo mondo.

Se inizia fin dai primi anni di vita a far sentire tuə figliə accolto e compreso, questo si sentirà libero di fidarsi e affidarsi a te di fronte alle difficoltà della vita.

Dottoressa Filippi Stefania-psicologa
Psicologa dello sviluppo e della famiglia, pedagogista.
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𝐀𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐮𝐨 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐍𝐎𝐍 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐯𝐢𝐳𝐢𝐚𝐫𝐥𝐨: 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐛𝐮𝐠𝐢𝐚Se, quando tuə figliə ti tira un calcio per...
07/01/2026

𝐀𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐮𝐨 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐍𝐎𝐍 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐯𝐢𝐳𝐢𝐚𝐫𝐥𝐨: 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐛𝐮𝐠𝐢𝐚

Se, quando tuə figliə ti tira un calcio perché gli hai detto che è ora di riordinare i giochi perché è pronta la cena, pensi: "Attenzione! Se gli mostri comprensione penserà di comandare! Devi fargli capire chi comanda!"...

Ora fermati un momento...

Perché questo pensiero ti farà perdere la connessione con tuə figliə!

Perché in quel momento tuə figlə non sta pensando "Adesso faccio il tiranno così mamma capisce chi comanda!"

Nel suo cervello si sta propagando un incendio:

La parte razionale, quella che capisce "Va bene, tra 5 minuti si cena", è ancora in costruzione.

In quel momento, tuə figliə è come se si trovasse nel mezzo di un incendio, che si sta propagando in un edificio, bloccando le uscite di sicurezza.

Come ti sentiresti tu in quel momento?

Tuə figliə è piccolo e sta ancora imparando cosa fare con queste emozioni enormi, che non sa gestire ancora...

Ovviamente non gli puoi dire "Bravo! Hai ragione!" E togliere ogni limite...
Quello che devi fare è imparare a sintonizzarti!

Che non significa sempre sì e cedere a ogni richiesta, eliminare le regole.

❌ 𝐐𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐍𝐎𝐍 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚:

"Come ti permetti? Vedrai cosa succede quando arriva tuo papà!"

✅ 𝐐𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨:

"Le mani e i piedi non si usano per colpire. Mai!

Ti capisco, ti ho detto di mettere via i giochi per prepararti alla cena

Anche a me darebbe fastidio essere interrotta mentre sto facendo qualcosa che mi piace. Capisco, ma è ora di cena. Io rimango qui con te mentre ti calmi."

In questo modo hai stabilito un confine:

non si tirano calci.

Ma lasci spazio per le sue emozioni, la sua rabbia.

Il limite resta. L'emozione viene accolta.

Dottoressa Filippi Stefania-psicologa

Psicologa dello sviluppo e della famiglia, pedagogista.

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"Aiuto, ogni volta andare al supermercato è un incubo! Perché deve fare sempre tutte queste scenate???"Sei alla cassa, h...
05/01/2026

"Aiuto, ogni volta andare al supermercato è un incubo! Perché deve fare sempre tutte queste scenate???"

Sei alla cassa, hai fretta, e improvvisamente tuə figliə si butta a terra perché vuole quell'ovetto di cioccolato. Senti gli sguardi degli altri addosso e vorresti solo sparire.

Ecco tre strategie per sopravvivere ai Capricci di tuə figliə in pubblico.

1• Resira!

Non sei un cattivo genitore e tuo figlio non è "cattivo". Sta solo comunicando un suo bisogno.

Abbassati alla sua altezza, usa un tono di voce basso e calmo. Lo aiuterai a calmarsi più facilmente.

2• Valida! Non negoziazione.

Invece di dire "Smettila, non è successo niente", prova con: "Capisco che sei arrabbiatə perché volevi l'ovetto. È difficile aspettare, vero?". Validare l'emozione non significa dargli vinta, ma farlo sentire ascoltato.

3• Sposta la sua attenzione:

Se la crisi è all'inizio, prova a coinvolgerlo: "Mi aiuti a trovare le mele più rosse?" o "Quale scatola di cereali preferisci tra queste due?". Dare un piccolo incarico restituisce al bambino un senso di controllo.

Un ultimo consiglio che ti do è quello di evitare di andare a fare la spesa se il bambino è stanco o ha fame. Questo metterà l'acceleratore alla sua crisi emotiva.

Prima di entrare, spiega cosa succederà: "Oggi puoi scegliere un solo una cosa per te, ok?"

Ti è capitato di sentirti così imbarazzata mentre facevi la spesa a causa dei capricci dei tuoi figli?

Dottoressa Filippi Stefania-psicologa

Psicologa dello sviluppo e della famiglia, pedagogista.

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Spesso parliamo di imparare a gestire le emozioni.Che cosa significa gestire le emozioni?Significa che quando una person...
02/01/2026

Spesso parliamo di imparare a gestire le emozioni.

Che cosa significa gestire le emozioni?
Significa che quando una persona è triste trattiene le lacrime?
Significa che quando una persona è arrabbiata non lo manifesta?

Spesso parliamo di gestire le emozioni perché viviamo male emozioni come rabbia o tristezza.
Altre volte sono gli altri che tollerano poco le manifestazioni delle nostre emozioni e ci trasmettono un senso di inadeguatezza.

Perciò ti chiedo, tu come vivi le tue emozioni?
Che cosa intendi per "gestire le emozioni?

Ti aspetto in direct 😉

Dottoressa Filippi Stefania-psicologa
Psicologa dello sviluppo e della famiglia
Pedagogista
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"Vai in Punizione!"Quando tuə figliə fa qualcosa di sbagliato, spesso l'istinto ci porta a mettere in atto le punizioni....
31/12/2025

"Vai in Punizione!"

Quando tuə figliə fa qualcosa di sbagliato, spesso l'istinto ci porta a mettere in atto le punizioni.
Ma che cos'è la punizione?

La punizione è imposta unilateralmente dal genitore. Il bambino non partecipa al processo e può sentirsi impotente o ribelle.

"Hai colorato il muro, sei in punizione in camera tua!"
E se invece adottassimo una strategia diversa basata sulle conseguenze educative?
Le conseguenze coinvolgono il bambino nel processo di soluzione, incoraggiando il pensiero critico e la collaborazione.

"Hai colorato il muro. Come possiamo sistemarlo insieme?"

La punizione inoltre può portare a comportamenti di evitamento dove il bambino cerca di non farsi scoprire o a sentimenti di rivalsa. Non insegna competenze utili.

Ragionando per conseguenze invece,
il bambino sviluppa l’autodisciplina e il pensiero responsabile, competenze utili per la vita.

Ti porto un altro esempio:
Il bambino non studia e prende un brutto voto. Il genitore dice: "Ora ti tolgo il telefono per una settimana!"

Secondo la conseguenza, il bambino non studia e prende un brutto voto. Il genitore dice: "Hai preso un brutto voto. Ora dovrai passare più tempo a studiare per prepararti meglio per la prossima volta."

Scegliere le conseguenze educative significa passare dalla logica del controllo a quella dell’insegnamento, aiutando il bambino a crescere in modo responsabile e consapevole.

Dottoressa Filippi Stefania-psicologa
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Pedagogista
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Ecco perché è importante che ci siano regole condivise tra mamma e papà.Per i bambini la routine è importante, perché gl...
30/12/2025

Ecco perché è importante che ci siano regole condivise tra mamma e papà.

Per i bambini la routine è importante, perché gli permette di rendere prevedibili i vai momenti della giornata, sapendo che cosa deve fare.
Un bambino non pensa: “Mamma e papà hanno stili educativi diversi".
Impara che la realtà cambia in base a chi ha davanti e che è meglio capire in fretta cosa
conviene dire, a chi sorridere, dove fare il bravo e dove può permettersi tutto.

Questo significa che uno è il genitore buono e l'altro è il "cattivo" ma quando i genitori sono separati i bambini si trovano a crescere nel caos perché il vero danno è la confusione che si crea nella testa di un bambino quando due adulti che ama gli mostrano due versioni completamente diverse di cosa voglia dire “crescere”.

«Io cerco di dare delle regole, ma poi va dal mio ex e lì può fare tutto e alla fine sembro sempre io il cattivə».

Dietro c’è la stanchezza di chi prova a trasmettere delle regole e la preoccupazione per il futuro dei bambini dove da una parte vive un mondo con dei confini ma l’altra metà sperimenta una realtà senza regole.

E in questa guerra fredda impara l’arte della diplomazia: sa esattamente con chi piangere, con chi puntare i piedi.

Da fuori può sembrare furbizia ma dentro c'è smarrimento, perché il dubbio è “Chi devo essere per non perdere nessuno dei due?"

E tu sei tentato di mollare tutto per stanchezza e dire “tanto dall’altra parte gli permettono tutto, che senso ha che io continui?”

Ha senso, eccome!
Un bambino non ha bisogno di due adulti perfetti, ma di almeno un adulto affidabile, coerente, prevedibile.

Questo significa riportare l’attenzione dove hai davvero potere: a casa tua, smettendo di costruire regole “contro” l’ex ma costruirle “per” tuo figlio, in linea con i tuoi valori.
Puoi dirgli: “Ogni casa ha il suo modo di fare e qui ci sono cose che per me restano importanti: il rispetto, la parola data, i compiti, qualche no tenuto fermo quando serve”.
In questo modo togli tuə figliə dalla posizione di giudice e gli restituisci il diritto di essere semplicemente figlio.

Dottoressa Filippi Stefania-psicologa
Psicologa dello sviluppo e della famiglia, pedagogista.
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"I bambini capricciosi non esistono!"Quando vediamo un bambino in piena crisi di rabbia, spesso consideriamo il loro com...
29/12/2025

"I bambini capricciosi non esistono!"

Quando vediamo un bambino in piena crisi di rabbia, spesso consideriamo il loro comportamento una sfida nei nostri confronti, un dispetto, l'essere ostinati ad ottenere qualcosina per a posta per renderci tutto più difficile...

Dietro ad una crisi di rabbia non c'è l'ostinazione del bambino.
In quel momento il bambino sta cercando di manifestare la propria rabbia perché qualcosa non gli sta bene, ma non necessariamente questo qualcuno ha a che fare con noi.

Quando siamo arrabbiati e qualcuno ci dice "Ma dai, è una sciocchezza" questo ci infiamma ancora di più.
Lo stesso accade con i bambini.
Vogliono qualcosa e la devono ottenere in quel momento e a qualsiasi costo. Ma il non poterla ottenere non necessariamente lo vogliono sfogare su di noi. E non sempre siamo noi adulti a dove "risolvere i problemi dei bambini".

A volte ciò che basta sono due braccia capaci di accogliere, mani capaci di asciugare le lacrime. La presenza di chi ti vuole bene.
Se tu genitore, vivi la rabbia come un'accusa nei tuoi confronti, sarà difficile stare a fianco del bambino e offrirgli la presenza di cui ha bisogno.

Perciò concentrati sul respiro e pian piano accompagna anche il bambino a respirare insieme a te.
Accogli la sua rabbia e poi pian piano, ritrovare la calma insieme.
Dottoressa Filippi Stefania-psicologa
Psicologa dello sviluppo e della famiglia
Pedagogista
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