23/05/2026
Ultimamente l’amore riassunto sui social sembra ridotto a una serie di ferite infantili che si polarizzano e riattivano nel contatto con l’altro/a.
Tali considerazioni forse nascono dal tentativo razionale di comprendere perché certi incontri ci sconvolgano così tanto, perché alcune persone riescano a toccare punti di noi, oppure perché ci blocchiamo senza riuscire a separarci.
L’amore è fatto indubbiamente di bisogni, perché a reagire non è soltanto l’adulto, ma anche alcuni aspetti infantili rimasti irrisolti. Ma la ferita e le esigenze di stabilità e sicurezza da sole, non bastano a spiegare l’amore e le nostre scelte. Altrimenti ci innamoreremmo di chiunque riesca a cogliere quei bisogni. E invece non accade.
Ci sono persone che toccano la nostra ferita, ma non il nostro cuore. E altre che, inspiegabilmente, riescono ad arrivare in entrambi i luoghi. Ed è forse lì che nasce l’amore più profondo: nell’intreccio tra ciò che è antico dentro di noi e ciò che è completamente nuovo nell’incontro con qualcuno/a.
Perché nell’amore entrano qualcosa di molto più misterioso e irriducibile: il desiderio e la gioia.
Il modo unico in cui l’altro/a ci “calamita”, ovvero come ci guarda, ci ascolta, ci parla, ci tocca. Il corpo, i cinque sensi, la sua presenza, la risonanza emotiva, la disponibilità affettiva, l’energia che emana, l’intelligenza, il carattere. Etc.
Per questo l’amore conserva sempre una parte magica, attrattiva, vibrazionale, inafferrabile e inspiegabile. La psicologia può aiutarci a capire cosa accade e si attiva nelle relazioni: perché ci leghiamo a una persona che assomiglia a un genitore, cosa ci fa soffrire, perché ripetiamo certi schemi familiari, quale stile di attaccamento portiamo in coppia, come mai il nostro sistema nervoso si congela, oppure perché solo alcune persone ci manipolano, altre invece ci destabilizzano così tanto e ci scompigliano il cuore, la vita, etc…
Ma la psicologia non può e non deve mai esaurire completamente il mistero dell’amore.
NB. La vignetta ritrae un uomo e una donna, ciò che ho scritto riguarda le persone, a prescindere dall’orientamento sessuale.