Dott. Paolo Quagliarella - Psicologo

Dott. Paolo Quagliarella - Psicologo Dialoghiamo di psicologia, astrologia, archetipi, simboli e dei miti a loro collegati con C. G. Jung e J. Hillman

Sono Filosofo, Psicologo e docente di Epistemologia II presso la Scuola di Psicoterapia ad indirizzo Analitico Archetipico Atanor (Scoppito – AQ). Ho studiato e continuo a farlo, la psicologia analitica (junghiana) e archetipica (hillmaniana) cercando di mettere in relazione i loro costrutti con la metafore astrologica. Collaboro, in qualità di esperto di mitologia zodiacale con diversi psicologi e psicoterapeuti nell’utilizzo della metafora astrologica, di cui mi occupo dal 1989. La mia prima laurea in Filosofia è stata su Carl Gustav Jung e la sua storia in cui ho approfondito l’interesse dello psichiatra svizzero per l’Astrologia. La seconda laurea che ho conseguito è stata in Psicologia Comportamentale e cognitiva applicata con una tesi su Psicologia, Mitologia, Astrologia, un approccio narrativo con i pazienti: gli attacchi di panico in cui ho affrontato il tema dell’utilizzo dell’astrologia come strumento di counseling utile per gli psicologi fornendo le basi scientifiche e le fonti di letteratura che avallano l’efficacia delle terapie narrative, fra cui l’astrologia. Ho tenuto corsi, conferenze, partecipato a convegni in Italia e all’estero. Tra questi, sempre in ambito junghiano:

Scuola Li.S.T.A. (Libera Scuola di Psicoterapia Analitica) di Milano: Jung e l’Astrologia
Assisi Institute – THE INTERNATIONAL CENTER FOR THE STUDY OF ARCHETYPAL PATTERNS -2023
Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – Cattedra di Teologia II – L’antropologia teologica in dialogo con la psicologia analitica e l’astrologia – 2023
Università di Bari dipartimento di Ricerca e innovazione umanistica (Dirium) approfondimento su: i Grandi Modelli di Linguaggio e Chatbot nella Psicoterapia. – 2025
Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – Cattedra di Teologia II – La confessione e la narrazione come strumenti psicologici – 2025

L’astrologia non è uno strumento scientificamente validato, e non sostituisce l’intervento psicologico o psicoterapeutico. Gli articoli e gli argomenti proposti intendono solo esplorare il valore simbolico, metaforico e narrativo che alcune persone attribuiscono a questa pratica e come possa essere di supporto così come altri strumenti che mettono al centro il paziente e la sua storia, senza nessun riferimento a modalità predittive.

NUMERO E TEMPO (ASTROLOGIA) M-L. von FranzIl libro “Number and Time: Reflections Leading toward a Unification of Depth P...
04/02/2026

NUMERO E TEMPO (ASTROLOGIA) M-L. von Franz
Il libro “Number and Time: Reflections Leading toward a Unification of Depth Psychology and Physics” di Marie-Louise von Franz rappresenta un’opera fondamentale nella comprensione delle interconnessioni tra numeri, tempo, psiche e materia. Un aspetto cruciale del suo lavoro è l’esplorazione del concetto di sincronicità, introdotto da Carl Gustav Jung, e del ruolo dell’oroscopo come strumento per comprendere queste coincidenze significative.

La sincronicità, secondo Jung, è una coincidenza significativa tra un evento psichico interno e un evento esterno che non ha una relazione causale diretta. Questo concetto sfida la visione meccanicistica della realtà e apre la porta a una comprensione più olistica delle esperienze umane. Von Franz approfondisce questo concetto nel suo lavoro, esplorando come le configurazioni astrologiche possano fungere da indicatori di questi eventi sincronici.

L’oroscopo, nel contesto della teoria di von Franz, non è semplicemente una mappa delle posizioni planetarie al momento della nascita di un individuo. Piuttosto, è un mandala simbolico che riflette le strutture archetipiche dell’inconscio collettivo. L’oroscopo diventa uno strumento per interpretare le sincronicità, fornendo un linguaggio simbolico attraverso cui comprendere le coincidenze significative che emergono nella vita di una persona.

Von Franz evidenzia come l’oroscopo possa rivelare schemi di sincronicità attraverso le sue configurazioni simboliche. Ad esempio, un transito planetario significativo potrebbe coincidere con un evento importante nella vita di un individuo, suggerendo una connessione non causale ma significativa tra il cosmo e la psiche. Questa interpretazione permette di vedere l’oroscopo non solo come uno strumento predittivo, ma come una mappa delle potenziali sincronicità che possono emergere nel corso della vita.

Un aspetto interessante discusso da von Franz è la proiezione delle immagini mandaliche attraverso l’astrologia. L’oroscopo, infatti, è visto come una rappresentazione mandalica del cosmo, che riflette l’ordine e l’armonia dell’universo. Questa proiezione simbolica permette di comprendere come gli eventi personali possano rispecchiare schemi cosmici più ampi. La configurazione dell’oroscopo diventa così una lente attraverso cui osservare le dinamiche sincroniche tra il mondo interno e quello esterno.

Nel capitolo undici del suo libro, von Franz discute dell’oroscopo nel contesto delle pratiche divinatorie. L’uso dell’oroscopo per predire il futuro si basa sulla premessa che le configurazioni planetarie possano indicare potenziali eventi sincronici. Von Franz sottolinea come l’astrologia, attraverso l’oroscopo, possa rivelare schemi archetipici che guidano le esperienze umane, permettendo agli individui di comprendere meglio le proprie vite in relazione al cosmo.

Un altro concetto chiave esplorato da von Franz è la coniunctio, o unione degli opposti, che si manifesta attraverso eventi sincronici. L’oroscopo, con le sue configurazioni simboliche, può essere visto come uno strumento per facilitare questa unione, rivelando come gli opposti possano integrarsi armoniosamente nella psiche di un individuo. Le sincronicità rivelate dall’oroscopo diventano quindi momenti di coniunctio, in cui l’individuo sperimenta una connessione profonda e significativa tra il sé e l’universo.

Von Franz descrive come l’oroscopo, originariamente proiettato sui cieli, venga successivamente trasposto sul “mistero della materia”. Questo processo di proiezione riflette un cambiamento dalla contemplazione delle influenze celesti a una comprensione più profonda delle interconnessioni tra il cosmo e la materia. L’oroscopo, quindi, non solo rappresenta le configurazioni planetarie al momento della nascita di un individuo, ma funge anche da modello per comprendere le dinamiche interne della materia e della psiche.

Questa transposizione dal cielo alla materia suggerisce che le influenze astrologiche non si limitano al piano celeste, ma penetrano profondamente nel mondo materiale, influenzando i processi alchemici e psichici, proprio attraverso l’attività proiettiva. Von Franz utilizza questo concetto per spiegare come le energie archetipiche, rappresentate dai pianeti e dalle costellazioni, possano manifestarsi nei fenomeni materiali e nelle esperienze psichiche degli individui.

Un’altra importante connessione che von Franz esplora è quella tra astrologia e alchimia. Nella tradizione alchemica, le trasformazioni della materia erano spesso associate a influenze astrologiche. Le configurazioni planetarie erano considerate cruciali per il successo delle operazioni alchemiche. Questo riflette la visione di un universo interconnesso, in cui le influenze celesti si manifestano nella materia e nella psiche.

Von Franz sottolinea come l’astrologia e l’alchimia condividano un linguaggio simbolico comune, che utilizza le immagini mandaliche per rappresentare i processi di trasformazione. L’oroscopo, come mandala astrologico, diventa uno strumento per comprendere le fasi alchemiche della trasformazione, collegando le operazioni materiali con le dinamiche psichiche e cosmiche.

La proiezione delle immagini mandaliche attraverso l’astrologia è strettamente legata al concetto di sincronicità di Jung. Von Franz evidenzia come le configurazioni astrologiche possano rivelare eventi sincronici, in cui le coincidenze significative tra eventi psichici interni ed eventi esterni non causali diventano evidenti. L’oroscopo, con le sue configurazioni simboliche, diventa uno strumento per interpretare queste sincronicità, offrendo una visione integrata delle connessioni tra il mondo interno e quello esterno.

    è Mercurio, Hermes la divinità che sta sulla soglia che ti può far correre, camminare, fermare, ma è sempre alla ric...
04/02/2026

è Mercurio, Hermes la divinità che sta sulla soglia che ti può far correre, camminare, fermare, ma è sempre alla ricerca di comunicare.

Cosa desidera comunicarti l'ansia? Prova a immaginare il tuo Mercurio nel tema natale in un Segno, cosa vuole dirti? Interrogalo, chiediglielo. Non ci sono risposte giuste o sbagliate, ma immagini che ti fanno stare nel presente e ti accompagnano.

🧠 La funzione trascendente, così come Jung la elabora, non è un concetto del passato né una curiosità teorica per addett...
03/02/2026

🧠 La funzione trascendente, così come Jung la elabora, non è un concetto del passato né una curiosità teorica per addetti ai lavori. È una chiave viva per comprendere cosa accade quando la psiche arriva a un punto di stallo e le soluzioni abituali non funzionano più.

🔎 In questo articolo propongo una rilettura contemporanea della funzione trascendente, lontana da spiritualizzazioni facili o semplificazioni intellettuali:
➡️ un processo trasformativo emergente,
➡️ che nasce dalla tensione degli opposti,
➡️ e si attiva attraverso il simbolo come evento psichico vivo.

🌌 È proprio in questa zona che entra in gioco l’astrologia simbolica, non come sistema predittivo o causale, ma come linguaggio strutturato di immagini capace di sostenere ascolto, rinarrazione e trasformazione del vissuto, in piena coerenza con l’impianto junghiano.

🧩 Nell’articolo approfondisco:
✔️ il simbolo come luogo operativo della trasformazione
✔️ il rifiuto del causalismo come condizione clinica ed epistemologica
✔️ il tema natale come campo di tensione, non come etichetta identitaria
✔️ la narrazione come gesto simbolico che rende l’esperienza abitabile
✔️ il ruolo dell’Io, presente ma non colonizzante
✔️ l’astrologia come dispositivo simbolico indiretto, non sostitutivo della clinica

📌 Non si tratta di “difendere” l’astrologia, ma di interrogarsi sulla qualità dell’uso simbolico: se sostiene la complessità, se apre senso, se permette l’emergere di un tertium senza forzature.

https://www.paoloquagliarella.it/astrologia-psicologica/funzione-trascendente-astrologia/

La funzione trascendente, così come Jung la elabora nel capitolo dedicato, merita di essere ripresa oggi non come un reperto storico della psicologia

STELLIUM IN ACQUARIO E LUNA PIENASole, Mercurio, Venere Marte e Plutone in Acquario e Luna in Leone.Invoco la Musa perch...
01/02/2026

STELLIUM IN ACQUARIO E LUNA PIENA
Sole, Mercurio, Venere Marte e Plutone in Acquario e Luna in Leone.

Invoco la Musa perché canti la notte in cui Pandìa, la Luna piena, si levò nel Leone come una coppa d’oro colma fino all’orlo, mentre di fronte, nel vento alto dell’Acquario, camminavano insieme Apollo, Afrodite, Hermes, Ares e Ade. Non marciavano in schiera: passeggiavano, come fanno gli dèi quando il tempo è maturo e non serve correre. Sopra di loro, Urano tendeva il cielo come una vela pronta allo strappo; sotto, Saturno misurava il passo, perché anche il salto più audace abbia una riva.

L’Acquario, terra d’aria e di legami elettrici, aveva il volto di Ganimede: il coppiere che versa agli dèi ciò che li unisce senza possederli. In quella notte, ogni parola cercava forma, ogni desiderio chiedeva senso, ogni azione voleva una ragione che non fosse solo impulso. Apollo portava il lume che distingue; Afrodite il calore che rende umano ciò che è vero; Hermes la lingua che traduce l’inedito; Ares il coraggio di agire in nome di un’idea; Ade la profondità che non teme l’ombra quando serve fedeltà all’essenziale. Cinque passi, un solo respiro.

Di fronte, nel Leone, la Luna si fece specchio ardente. Non chiedeva spiegazioni: chiedeva presenza. Pandìa non parla a bassa voce; illumina il petto e chiede di stare in piedi, visibili. È la notte in cui il cuore vuole essere visto senza giustificarsi, in cui l’emozione reclama palco e il corpo chiede ritmo. La Luna nel Leone non sopporta l’astratto se non diventa gesto; non accetta il vero se non scalda.

L’opposizione si tese come un arco tra due colli: da una parte l’idea che connette, dall’altra il cuore che ruggisce. Non per spezzare, ma per lanciare. Perché ciò che è pensato senza essere sentito resta fragile; e ciò che è sentito senza essere pensato brucia in fretta.

In quella notte viveva Elpide, figlia di una città rumorosa di schermi e promesse. Sapeva capire tutto e scegliere poco; amava molto e mostrava meno. Sognò Ganimede che le porgeva una coppa colma di luce fredda. “Versa,” disse, “ma non bere tutta. Lascia che circoli.” Al risveglio, Elpide sentì il petto caldo e la testa chiara: segno raro, quando il cielo decide di essere pedagogico.

Si incamminò verso la piazza del Leone, dove Pandìa stava alta. La Luna le chiese una cosa sola: mostrati. Non l’elenco delle tue idee, non il progetto perfetto, ma il battito che le sostiene. Elpide avanzò e parlò dal centro del petto. Non urlò. Disse una verità semplice, con il volto scoperto. La luce fece il resto.

Poi, come un controcanto, il vento dell’Acquario soffiò. Apollo le mostrò come dare forma a ciò che aveva detto; Afrodite come non perdere il legame mentre si espone; Hermes come tradurre l’emozione in parola condivisibile; Ares come compiere un atto coerente senza ferire; Ade come restare fedele a quella verità anche quando la notte tornerà. Urano le fece intravedere una via nuova; Saturno le insegnò a percorrerla un passo al giorno.

Venne la prova del Coro: voci molte, opinioni rapide, applausi e fischi. Elpide ricordò la Luna e restò al centro; ricordò l’Acquario e ascoltò senza confondersi. Scoprì che il consenso non è una casa, ma un vento; la casa è la coerenza tra ciò che senti e ciò che fai. Venne la prova del Progetto: idee splendide, troppe. Elpide scelse una sola, la mise in calendario, la rese praticabile. Venne infine la prova dell’Ombra: la paura di non essere amata se vera. Ade le insegnò a non scappare: ciò che è accolto smette di governare.

All’alba, la Luna calò un poco, come fa chi ha consegnato un dono. Gli dèi dell’Acquario non si fermarono: continuarono a camminare, perché l’aria chiede continuità. Elpide tornò alla sua città con un rito nuovo, semplice come una legge antica.

Insegna per i mortali
Cuore (Luna nel Leone): ogni giorno, esprimi una verità dal petto — breve, visibile, tua.
Mente (Stellium in Acquario): trasformala in una scelta condivisibile — una parola chiara, un gesto utile.
Azione (Ares): compi un atto coerente, uno solo.
Legame (Afrodite): verifica che l’atto non rompa ciò che vuoi custodire.
Profondità (Ade): resta fedele anche quando l’entusiasmo cala.
Tempo (Saturno): ripeti domani.

Così, quando Pandìa accende il Leone e l’Acquario affolla il cielo, ricorda: l’opposizione non divide il cuore dalla mente. Li mette in dialogo. E quando dialogano, il desiderio trova forma, e la forma trova futuro.

31/01/2026
💫𝗔𝘀𝘁𝗿𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗲 𝗺𝗲𝘁𝗼𝗱𝗼 𝗰𝗹𝗶𝗻𝗶𝗰𝗼: 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲𝗽𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗶 𝗲 𝗮𝗽𝗽𝗹𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗲C’è una domanda ...
29/01/2026

💫𝗔𝘀𝘁𝗿𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗲 𝗺𝗲𝘁𝗼𝗱𝗼 𝗰𝗹𝗶𝗻𝗶𝗰𝗼: 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲𝗽𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗶 𝗲 𝗮𝗽𝗽𝗹𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗲

C’è una domanda che ritorna, negli anni, con una regolarità quasi rituale: qual è il tuo metodo?
Come se l’analisi astrologica fosse un attrezzo preciso, un utensile da banco, replicabile pezzo per pezzo.

La mia risposta, da sempre, è che ognuno costruisce il proprio metodo, perché ogni metodo è prima di tutto una mappa mentale, un modo di organizzare l’esperienza. Eppure, a un certo punto, ho sentito il bisogno di fare un passo ulteriore: rendere visibile la mappa, mostrarne il tracciato, le curve, le zone d’ombra.

Questo lavoro nasce così: non come un manuale deterministico, ma come la descrizione di un linguaggio in azione. Perché l’astrologia, nel modo in cui la intendo e la pratico, non è una macchina che produce risposte, ma una grammatica narrativa che orienta il senso. Non dice ciò che accadrà, ma aiuta a comprendere come una persona dà forma alla propria esperienza.

Ho cercato quindi di spiegare come funziona questo linguaggio, perché può essere utile in ambito psicologico e, soprattutto, dove non va usato. Ogni cornice interpretativa, se scambiata per realtà, diventa una gabbia; se riconosciuta come metafora, diventa invece uno spazio di pensiero.

Per rendere concreto il percorso, ho incluso un caso clinico reale — Martina, nome di fantasia — seguendone passo dopo passo il processo: le ipotesi formulate, le risonanze emerse, i feedback ricevuti. Non per dimostrare una teoria, ma per mostrare come una narrazione condivisa possa generare comprensione e movimento.

Quello che segue è dunque una proposta di lettura, non un dogma: una mappa possibile, consapevole dei propri limiti, che invita il lettore a interrogare il linguaggio — e non a subirlo.

Di seguito riporto l’abstract così come presentato su Amazon.

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Astrologia come linguaggio e metodo clinico è un volume rivolto a psicologi professionisti della relazione d’aiuto che desiderano esplorare un uso dell’astrologia non predittivo e non deterministico, ma rigorosamente simbolico, narrativo e clinicamente orientato.

Il testo propone un impianto epistemologico chiaro: l’astrologia non viene trattata come sistema causale né come strumento diagnostico, ma come mappa narrativa capace di facilitare processi di simbolizzazione, rinarrazione e trasformazione del vissuto, in continuità con la psicologia analitica e con i contributi contemporanei delle neuroscienze della narrazione.

Il cuore del libro è la presentazione di un metodo operativo: un dispositivo astrologico–narrativo che integra contratto simbolico, ascolto clinico, individuazione dei nuclei affettivi dominanti, passaggio dalla configurazione astrologica alla funzione archetipica e introduzione della narrazione mitica come strumento di rielaborazione.

A rendere il volume particolarmente concreto è la presenza di un caso di studio reale, seguito personalmente dall’autore, presentato in forma step-by-step: il lettore può osservare come il metodo venga utilizzato nella pratica, come si costruisce la cornice di lavoro con il paziente, e in che modo le immagini astrologiche e mitiche diventano leve narrative utili alla trasformazione simbolica dell’esperienza.

Un libro che non “spiega” la psiche attraverso l’astrologia, ma mostra come la psiche possa raccontarsi e talvolta trasformarsi attraverso un linguaggio simbolico, quando viene usato con rigore, limiti chiari e responsabilità professionale.



Astrologia come linguaggio e metodo clinico: Fondamenti epistemologici e applicazione con un caso reale

📣  𝐄𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐬𝐮 𝐏𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚.𝐢𝐨 🌞🌙Ti invitiamo a partecipare al Simposio sulla simbologia del Sole e della Luna — un...
27/01/2026

📣 𝐄𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐬𝐮 𝐏𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚.𝐢𝐨 🌞🌙

Ti invitiamo a partecipare al Simposio sulla simbologia del Sole e della Luna — un incontro speciale di libroterapia, carte e musica in psicologia nel salotto letterario di .

🗓 Quando: Giovedì 5 marzo 2026
⏰ Orario: 20:30 – 21:30
💻 Dove: Webinar gratuito online (partecipi comodamente da casa!)

Valeria Bianchi Mian dialogherà con Valentina Marra Testa Ferdinando e me su: il simbolo del Sole e il mistero della Luna si intrecciano nella psicologia, nell’arte, nella letteratura e nella vita quotidiana.

👉 Iscriviti gratuitamente qui: https://www.psicologia.io/formazione-online/simposio-sulla-simbologia-del-sole-e-della-luna

Non perdere questa serata di approfondimento e riflessione!

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Simposio sulla simbologia del Sole e della Luna

“La stessa Necessità governa i movimenti dell’anima e i movimenti delle stelle. Come le anime passano sotto il suo sedil...
25/01/2026

“La stessa Necessità governa i movimenti dell’anima e i movimenti delle stelle. Come le anime passano sotto il suo sedile, così sulle sue ginocchia gira il fuso che governa i movimenti planetari. Quello che succede all’anima e alle Stelle è sulla stessa rete. Così si cerca di enucleare le necessità impellenti dell’anima consultando i moti dei pianeti.

Come ha spiegato Paracelso, un medico delle patologie non può considerarsi tale se non ha conoscenza dell’altra metà dell’anima nei corpi planetari.
Ma gli astrologi hanno preso questa corrispondenza letteralmente, piuttosto che immaginariamente. Perché non sono né le stelle vere e proprie né i pianeti astrologici a governare la personalità.

L’astrologia è un modo metaforico di riconoscere che i governanti della personalità sono poteri archetipici che sono al di fuori della nostra portata personale eppure sono necessariamente coinvolti in tutte le nostre vicissitudini. Questi poteri sono persone mitiche, dei e i loro movimenti non sono descritti in matematica, ma nei miti.” J. Hillman, Figure del Mito.

"Il mio tentativo è quello di mostrare come l'antichità possa essere rilevante per la vita della psiche e come la vita psichica possa rivitalizzare l'antichità" afferma Hillman in uno dei saggi raccolti in questo denso volume, in cui alcune figure del mito greco sono riconnesse alla storia e alla...

  Jung il grande sciamano, presentazione del libro con Paola Giovetti e lo specchio rotto di Narciso.
24/01/2026

Jung il grande sciamano, presentazione del libro con Paola Giovetti e lo specchio rotto di Narciso.

HILLMAN, LA SINASTRIA CON SUA MOGLIE, UN DETTAGLIO BIOGRAFICO, MA NON SOLOLeggendo alcuni passi del libro The Life and I...
24/01/2026

HILLMAN, LA SINASTRIA CON SUA MOGLIE, UN DETTAGLIO BIOGRAFICO, MA NON SOLO

Leggendo alcuni passi del libro The Life and Ideas of James Hillman, vol 2, di Dick Russell, ho pensato di riportare alcune riflessioni.

C’è un malinteso che torna spesso, ogni volta che si nomina James Hillman: l’idea che lui stia “altrove”, lontano dall’astrologia, lontano da tutto ciò che ha a che fare con le stelle, con le mappe celesti, con quel linguaggio antichissimo che tanti liquidano come superstizione.

E invece no. O almeno: no, non in modo così semplice.

Perché se c’è una cosa che Hillman non ha mai sopportato, è la psicologia che si mette in posa da scienza della spiegazione, quella che vuole dire al vivente cosa è, come funziona e perché fa ciò che fa. Hillman, semmai, ha sempre cercato una psicologia capace di restituire spessore, complessità, anima, una psicologia che non riduca.

E qui l’astrologia, paradossalmente, entra in scena con una naturalezza sorprendente. Non come previsione, non come calcolo del futuro, non come “sei nato sotto questo segno e quindi sei fatto così”, no. Piuttosto come linguaggio simbolico, come mappa immaginale, come modo per parlare della pluralità che ci abita.

In altre parole: se l’astrologia viene intesa nella sua forma più profonda, Hillman non potrebbe che riconoscerla come una lingua “compatibile”. Una lingua che parla non dell’Io, ma delle potenze simbolicamente “divine” in ognuno di noi.

Un dettaglio biografico che vale più di mille discussioni

Leggendo alcuni passi del libro The Life and Ideas of James Hillman, vol 2, di Dick Russel, ho pensato di riportare alcune riflessioni.

Vocazione
22/01/2026

Vocazione

𝗦𝗲 𝗹'𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗳𝗼𝘀𝘀e 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗽𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗲𝗿𝗲𝗶?Se l’Europa fosse una persona (paziente) e ...
18/01/2026

𝗦𝗲 𝗹'𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗳𝗼𝘀𝘀e 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗽𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗲𝗿𝗲𝗶?

Se l’Europa fosse una persona (paziente) e venisse nel mio studio oggi, credo che inizierebbe così. Non con un’idea politica, non con un discorso economico, ma con una sensazione. Direbbe: “In questo periodo sento la necessità di difendermi. Mi sembra che qualcosa possa attaccarmi dall’esterno. Ho bisogno di prepararmi. Ho bisogno di affilare le armi. Non so se succederà davvero, ma sento che potrebbe succedere. E questa possibilità mi fa paura”. Alla luce di queste considerazioni porterei la narrazione astrologica così come la descrivo.

Quando un paziente porta un contenuto simile, io non lo ascolto come una tesi, ma come un clima interno. Non è importante, in quel momento, stabilire se la minaccia sia reale o meno. È importante capire una cosa: che tipo di mondo sta vivendo dentro di sé. Perché una persona non reagisce mai al mondo in sé, ma al mondo così come lo sente, così come lo immagina, così come lo anticipa, come lo percepisce. E quando il futuro viene percepito come pericoloso, quando la mente abita un’aspettativa di attacco, ciò che emerge non è solo prudenza: spesso emerge un’identità difensiva.

Da psicologo mi chiedo subito: “Qual è la ferita che rende plausibile questo scenario? Da dove nasce questa paura di essere attaccati? E soprattutto: che cosa accadrebbe, dentro di te, se abbassassi la guardia?”. Perché in certi casi la difesa è un’azione. In altri casi è una struttura e quando lo diventa non protegge soltanto: definisce.

Ecco perché, se porto lo sguardo astrologico in un colloquio, non lo porto come “profezia”, ma come metafora clinica, come linguaggio simbolico per far parlare quella paura, per darle forma e dignità. E in una situazione come questa, il primo luogo simbolico da osservare è Marte. Non perché Marte “causi” qualcosa, ma perché Marte descrive il modo in cui un sistema psichico vive la minaccia, il conflitto, il bisogno di protezione, le difese. Oltre Marte guardo sempre la Settima Casa: il luogo in cui l’altro viene rappresentato, immaginato, percepito perché quando una persona sente di dover difendersi, la domanda non è solo “che cosa teme”, ma anche “chi sta diventando l’altro nella sua mente”.

Nel tema astrologico dell’Europa (Per il tema dell’Europa ho preso in considerazione la data di attuazione del trattato di Maastricht 1/11/1993 alle ore 00:00 di Bruxelles), ciò che colpisce subito è una forte impronta scorpionica: uno Scorpione molto popolato, con una concentrazione di energia su quel registro simbolico-narrativo che riguarda l’intensità, la vigilanza, la memoria del trauma, il bisogno di controllare ciò che potrebbe penetrare o trasformare, la difesa come attacco preventivo, in certi casi. Lo Scorpione è un segno che ragiona in termini di confine, di sopravvivenza, di protezione profonda. E non è un caso che sia tradizionalmente governato da Marte, e nella lettura moderna anche da Plutone. In questo quadro, la congiunzione stretta tra Marte e Plutone nello Scorpione è un’immagine potente: non parla di aggressività “semplice”, ma di un istinto di difesa che diventa assoluto, radicale, totale. È la difesa che non si limita a reagire a un pericolo, ma vive già come se il pericolo fosse inevitabile, questo alla luce di ciò che il paziente “Europa” ha metaforicamente e narrativamente portato in studio.

Quando Marte e Plutone sono così fusi, la psiche tende a ragionare in termini estremi: “o vinco o soccombo”, “o mi preparo o sarò invaso”, “o controllo o sarò controllato”. E se questa fosse l’Europa paziente, io sentirei in sottofondo una frase implicita: “Non posso permettermi di essere vulnerabile”. Perché la vulnerabilità, in questa narrazione, non è un sentimento: è un rischio, quando diventa tale, il primo istinto è irrigidire il confine.

Ma non basta guardare Marte. Per capire davvero la dinamica difensiva bisogna osservare la relazione con l’altro: qui che entra in gioco la Settima Casa, che nel tema dell’Europa cade in Acquario. L’Acquario, come immagine dell’altro, suggerisce un’esperienza di alterità complessa: l’altro non è solo un individuo, non è solo un vicino di casa, l’altro è un sistema, una forza collettiva, una struttura che può cambiare forma, allearsi, disallinearsi, sorprendere, inoltre spesso l’altro viene percepito come imprevedibile, non del tutto decifrabile, non addomesticabile.

Il governatore moderno dell’Acquario, Urano, si trova in Sesta Casa, congiunto a Nettuno in Capricorno, Segno governato da Saturno. La Sesta Casa parla di abitudini, routine, quotidianità, funzionamento ordinario, è la casa della stabilità necessaria alla vita di ogni giorno. E Urano con Nettuno lì dentro racconta un’alterità che entra nella routine come perturbazione: come qualcosa che destabilizza l’ordine, che rompe l’abitudine, che rende incerto ciò che prima sembrava stabile: è come se la psiche europea dicesse: “Io ho bisogno di prevedibilità per funzionare, ma l’altro può portare caos. Può portare confusione. Può portare onde lunghe e invisibili che cambiano le regole del gioco”. [CONTINUA NELL'ARTICOLO]

Se l’Europa fosse una persona e venisse nel mio studio oggi, credo che inizierebbe così. Non con un’idea politica, non con un discorso economico, ma con una

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