Dott. Paolo Quagliarella - Psicologo

Dott. Paolo Quagliarella - Psicologo Dialoghiamo di psicologia, astrologia, archetipi, simboli e dei miti a loro collegati con C. G. Jung e J. Hillman

Sono Filosofo, Psicologo e docente di Epistemologia II presso la Scuola di Psicoterapia ad indirizzo Analitico Archetipico Atanor (Scoppito – AQ). Ho studiato e continuo a farlo, la psicologia analitica (junghiana) e archetipica (hillmaniana) cercando di mettere in relazione i loro costrutti con la metafore astrologica. Collaboro, in qualità di esperto di mitologia zodiacale con diversi psicologi

e psicoterapeuti nell’utilizzo della metafora astrologica, di cui mi occupo dal 1989. La mia prima laurea in Filosofia è stata su Carl Gustav Jung e la sua storia in cui ho approfondito l’interesse dello psichiatra svizzero per l’Astrologia. La seconda laurea che ho conseguito è stata in Psicologia Comportamentale e cognitiva applicata con una tesi su Psicologia, Mitologia, Astrologia, un approccio narrativo con i pazienti: gli attacchi di panico in cui ho affrontato il tema dell’utilizzo dell’astrologia come strumento di counseling utile per gli psicologi fornendo le basi scientifiche e le fonti di letteratura che avallano l’efficacia delle terapie narrative, fra cui l’astrologia. Ho tenuto corsi, conferenze, partecipato a convegni in Italia e all’estero. Tra questi, sempre in ambito junghiano:

Scuola Li.S.T.A. (Libera Scuola di Psicoterapia Analitica) di Milano: Jung e l’Astrologia
Assisi Institute – THE INTERNATIONAL CENTER FOR THE STUDY OF ARCHETYPAL PATTERNS -2023
Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – Cattedra di Teologia II – L’antropologia teologica in dialogo con la psicologia analitica e l’astrologia – 2023
Università di Bari dipartimento di Ricerca e innovazione umanistica (Dirium) approfondimento su: i Grandi Modelli di Linguaggio e Chatbot nella Psicoterapia. – 2025
Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – Cattedra di Teologia II – La confessione e la narrazione come strumenti psicologici – 2025

L’astrologia non è uno strumento scientificamente validato, e non sostituisce l’intervento psicologico o psicoterapeutico. Gli articoli e gli argomenti proposti intendono solo esplorare il valore simbolico, metaforico e narrativo che alcune persone attribuiscono a questa pratica e come possa essere di supporto così come altri strumenti che mettono al centro il paziente e la sua storia, senza nessun riferimento a modalità predittive.

🌸 La Festa della mamma: una lettura astrologica tra Toro, Luna e VenereIn questo articolo dedicato alle origini simbolic...
10/05/2026

🌸 La Festa della mamma: una lettura astrologica tra Toro, Luna e Venere

In questo articolo dedicato alle origini simboliche e astrologiche della **Festa della mamma**, osservando le date e le figure che hanno contribuito alla nascita di questa ricorrenza.

Il dato più sorprendente è la forte presenza del **Toro**: Anna Jarvis, fondatrice della Festa della mamma moderna, era del Toro; la prima celebrazione del **10 maggio 1908** avvenne con il Sole in Toro; anche la proclamazione ufficiale del **9 maggio 1914** avvenne sotto lo stesso segno.

Il Toro richiama la terra fertile, il corpo, il nutrimento, la continuità della vita. È il segno dell’amore concreto, della presenza, della cura che si manifesta nei gesti quotidiani.

Accanto al Toro, emergono due grandi simboli: **la Luna** e **Venere**.

La Luna parla di protezione, casa, sensibilità, appartenenza.
Venere trasforma la maternità in valore, bellezza, riconoscenza e legame.

Nel percorso che porta alla nascita della Festa della mamma incontriamo figure come **Julia Ward Howe**, **Ann Reeves Jarvis** e **Anna Jarvis**, ciascuna portatrice di un diverso volto del materno: la cura come difesa della vita, come responsabilità sociale, come gesto fondativo.

Nell’articolo metto anche in relazione le due date fondamentali:

🌿 **10 maggio 1908**: prima celebrazione moderna, con Sole in Toro, Luna in Vergine e Venere in Cancro.
Qui emerge l’immagine di **Demetra**, la madre che nutre, custodisce e accompagna la crescita.

🌑 **9 maggio 1914**: proclamazione ufficiale, con Sole in Toro, Luna in Scorpione e Venere in Gemelli.
Qui appare anche il simbolo di **Persefone**, la figlia, il legame profondo, la continuità tra generazioni.

La Festa della mamma, letta astrologicamente, non è soltanto una festa del sentimento. È una celebrazione della **cura incarnata**: quella cura che nasce nel corpo, passa attraverso il cuore, si esprime nei gesti semplici e diventa infine rito collettivo.

Un modo per guardare alla maternità non solo come ruolo, ma come campo di relazioni profonde: chi dà la vita, chi la riceve, chi la custodisce, chi la onora, chi la trasmette.

La Festa della mamma, come la conosciamo oggi, non nasce semplicemente come una ricorrenza commerciale o familiare. Le sue origini intrecciano memoria

Il 16 maggio 2026, a Catania, si terrà il convegno “𝗢𝗺𝗯𝗿𝗲 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶: 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗔𝗿𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲, 𝗗𝗲𝗲𝗽 𝗟𝗲𝗮𝗿𝗻𝗶𝗻𝗴, 𝗗𝗲𝗲𝗽 𝗣𝘀𝘆𝗰𝗵𝗼...
08/05/2026

Il 16 maggio 2026, a Catania, si terrà il convegno “𝗢𝗺𝗯𝗿𝗲 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶: 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗔𝗿𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲, 𝗗𝗲𝗲𝗽 𝗟𝗲𝗮𝗿𝗻𝗶𝗻𝗴, 𝗗𝗲𝗲𝗽 𝗣𝘀𝘆𝗰𝗵𝗼𝗹𝗼𝗴𝘆”, promosso dal 𝗖𝗜𝗣𝗔 – 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗣𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗔𝗻𝗮𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮.

Un incontro dedicato a uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il rapporto tra intelligenza artificiale, coscienza, immaginario, trasformazioni della soggettività e profondità della psiche.

Dopo la presentazione del convegno e i saluti istituzionali di 𝗥𝗼𝘀𝗮 𝗥. 𝗜𝗻𝗴𝗿𝗮𝘀𝘀𝗶𝗮, 𝗠𝗮𝘂𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗡𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝘀𝗶 e 𝗟𝗶𝘃𝗶𝗮 𝗗𝗶 𝗦𝘁𝗲𝗳𝗮𝗻𝗼, i lavori saranno introdotti da 𝗣𝗮𝘀𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝗻𝗼 𝗔𝗻𝗰𝗼𝗻𝗮 con l’intervento: “𝙇𝙚 𝙨𝙘𝙞𝙚𝙣𝙯𝙚 𝙥𝙨𝙞𝙘𝙤𝙡𝙤𝙜𝙞𝙘𝙝𝙚 𝙩𝙧𝙖 𝙪𝙢𝙖𝙣𝙚𝙨𝙞𝙢𝙤 𝙚 𝙩𝙚𝙘𝙣𝙤𝙡𝙤𝙜𝙞𝙖”

Seguirà una tavola rotonda, moderata da Pasqualino Ancona, con gli interventi di:

𝗟𝘂𝗰𝗶𝗮 𝗚𝘂𝗲𝗿𝗿𝗶𝘀𝗶
“𝙄𝙡 𝙢𝙞𝙩𝙤 𝙢𝙤𝙙𝙚𝙧𝙣𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙄𝘼 𝙚 𝙡𝙖 𝙢𝙤𝙧𝙩𝙚 𝙙𝙚𝙡 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙧𝙤𝙩𝙧𝙖𝙣𝙨𝙛𝙚𝙧𝙩 𝙞𝙣𝙘𝙖𝙧𝙣𝙖𝙩𝙤”

𝗙𝘂𝗹𝘃𝗶𝗼 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝘀𝗲
“𝗜𝗔 𝗲 𝗼𝗿𝗶𝗴𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮: 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗻𝗻𝗲 𝗱’𝗘𝗿𝗰𝗼𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮”

𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗤𝘂𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗮
“𝙇’𝙖𝙡𝙜𝙤𝙧𝙞𝙩𝙢𝙤 𝙨𝙪𝙡 𝙡𝙚𝙩𝙩𝙞𝙣𝙤. 𝘾𝙤𝙨𝙖 𝙡’𝘼𝙄 𝙘𝙞 𝙨𝙩𝙖 𝙧𝙚𝙨𝙩𝙞𝙩𝙪𝙚𝙣𝙙𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙖𝙣𝙞𝙢𝙖 𝙪𝙢𝙖𝙣𝙖 𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙘𝙤𝙨𝙘𝙞𝙚𝙣𝙯𝙖?”

𝗦𝗼𝗻𝗶𝗮 𝗕𝗼𝗿𝘁𝗼𝗹𝗼𝘁𝘁𝗼
“𝘼𝙗𝙞𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙞 𝙙𝙞𝙨𝙥𝙤𝙨𝙞𝙩𝙞𝙫𝙞: 𝙪𝙣𝙤 𝙨𝙜𝙪𝙖𝙧𝙙𝙤 𝙟𝙪𝙣𝙜𝙝𝙞𝙖𝙣𝙤 𝙨𝙪𝙡𝙡’𝙚𝙥𝙤𝙘𝙖 𝙙𝙞𝙜𝙞𝙩𝙖𝙡𝙚”

Le conclusioni saranno affidate a 𝗠𝗮𝘂𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗡𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝘀𝗶.

Un’occasione di confronto tra psicologia analitica, intelligenza artificiale, umanesimo e cultura contemporanea: non per ridurre la psiche alla macchina, ma per comprendere quali immagini, domande e ombre l’epoca digitale sta facendo emergere.

Per informazioni sulle possibilità di partecipazione inviare una email a istitutocipameridionale@gmail.com

📍 Spazi C**A Catania, Via F. Fusco 1
📅 16 maggio 2026, ore 09:00
📩 istitutocipameridionale@gmail.com

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Il codice dell’anima: Hillman, Meade i tre “tipi” di daimones. L’Angelo, la Musa e il Duende in una conferenza del 1996
08/05/2026

Il codice dell’anima: Hillman, Meade i tre “tipi” di daimones. L’Angelo, la Musa e il Duende in una conferenza del 1996


È la forma più luminosa e “alta” del daimon. Arriva come dono, grazia, protezione, intuizione, ispirazione improvvisa. È ciò che sembra scendere dall’alto,

Ho appena pubblicato tre articoli che dialogano tra loro e provano ad aprire una riflessione sul rapporto tra astrologia...
03/05/2026

Ho appena pubblicato tre articoli che dialogano tra loro e provano ad aprire una riflessione sul rapporto tra astrologia, psicologia simbolica e immaginazione. ✨

Il primo articolo, “Il codice dell’Anima e i tre tipi di daimones”, nasce dall’ascolto di una conferenza del 1996 di James Hillman e Michael Meade. Parla del daimon non come di una semplice “guida interiore”, ma come di una forza complessa che può manifestarsi in forme diverse: l’angelo, la musa e il duende. Una parte luminosa, una parte creativa, una parte più oscura e terrestre, capace di bruciare, ferire e trasformare. 🕯️
https://www.paoloquagliarella.it/psicologia/il-codice-anima-3-tipi-daimones-hillman/

Il secondo articolo, “Il mito di Er non è una verità assoluta”, invita a non prendere il mito alla lettera. Il daimon non va trasformato in un dogma, né in una formula rigida sul destino. Il mito serve ad aprire lo sguardo, non a chiuderlo. L’anima non parla con una sola voce: è un teatro di immagini, presenze, simboli e possibilità. 🌀 https://www.paoloquagliarella.it/astrologia-psicologica/mito-er-storia-evocativa-astrologia/

Il terzo articolo, “Le dominanti astrologiche non sono il destino”, affronta un punto molto delicato: il calcolo astrologico può mostrare quali pianeti o Segni risultano simbolicamente più evidenti, ma non definisce chi siamo. Una dominante saturnina, venusiana, marziale o lunare non è una condanna e non è una diagnosi. Può diventare, invece, una chiave narrativa per rileggere il proprio vissuto in modo più profondo, personale e non deterministico. 🪐
https://www.paoloquagliarella.it/astrologia-psicologica/dominanti-astrologiche-destino/

In fondo, questi tre testi ruotano intorno alla stessa domanda:
che cosa accade se smettiamo di usare i simboli per etichettare le persone e cominciamo a usarli per ascoltare meglio la loro storia?

L’astrologia, quando non pretende di prevedere o definire, può diventare un linguaggio immaginale. Non dice “tu sei questo”. Può suggerire, con molta cautela: “forse questa immagine ti aiuta a guardare diversamente ciò che hai vissuto”. 🔎

Perché l’anima non vive solo gli eventi. Li trasforma in esperienza.
E ogni esperienza, se guardata in trasparenza, può rivelare più di un volto. 🌿

Inoltre ho pubblicato un servizio che permette il calcolo delle dominanti astrologiche.

Questo servizio online effettua un calcolo astrologico automatico delle dominanti del tema natale, individuando quali pianeti e quali Segni risultano più evidenti secondo criteri tecnici interni al sistema. I dati inseriti non vengono salvati dal sistema.

Il risultato mostra esclusivamente una classifica simbolica. Non si tratta di un test psicologico, né di uno strumento scientifico, diagnostico, clinico o predittivo. Il calcolo non misura la personalità, non definisce caratteristiche psicologiche certe, non formula valutazioni sulla persona e non consente di prevedere eventi futuri.

Le dominanti astrologiche possono essere considerate, in una prospettiva culturale e simbolica, come immagini o temi narrativi da osservare liberamente. Non indicano “chi sei”, ma possono offrire uno spunto per riflettere, in modo personale e non vincolante, su alcuni simboli che emergono dal tema natale.

Il significato del calcolo non è automatico né oggettivo: nasce eventualmente dall’incontro tra il simbolo proposto e il vissuto individuale di chi lo osserva.
Per questo motivo, ogni risultato va inteso come materiale di riflessione simbolica, non come interpretazione psicologica o valutazione professionale.

https://www.paoloquagliarella.it/form-dominanti/

Il calcolo delle dominanti astrologiche di pianeta e di Segno può essere integrato molto bene in un discorso hillmaniano, a condizione però di non

Il 14 marzo 2026 a Catania si è tenuto un evento per ricordare i 100 anni dalla nascita di James Hillman: L’immaginazion...
01/05/2026

Il 14 marzo 2026 a Catania si è tenuto un evento per ricordare i 100 anni dalla nascita di James Hillman: L’immaginazione che cura – Attualità della Psicologia Archetipica – Cent’anni con James Hillman. Di seguito propongo un riassunto degli interventi che suggerisco di vedere nella loro completezza nella pagina YouTube del Dott. Riccardo Mondo.

Il 14 marzo 2026 a Catania si è tenuto un evento per ricordare i 100 anni dalla nascita di James Hillman: L'immaginazione che cura - Attualità della

𝗘' 𝗳𝗮𝗰𝗶𝗹𝗲 𝗮𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗝𝘂𝗻𝗴 𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲: 𝗹'𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗲̀ 𝗹𝗼 𝘀𝗰𝗵𝗲𝗺𝗮 𝘂𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗹𝗲, 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗽...
01/05/2026

𝗘' 𝗳𝗮𝗰𝗶𝗹𝗲 𝗮𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗝𝘂𝗻𝗴 𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲: 𝗹'𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗲̀ 𝗹𝗼 𝘀𝗰𝗵𝗲𝗺𝗮 𝘂𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗹𝗲, 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗽𝗽𝗮 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗮𝗿𝗮𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲, 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗼, 𝗰𝗼𝘀𝗶̀ 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲𝘃𝗮 𝗘𝗿𝗮𝗰𝗹𝗶𝘁𝗼, 𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗶̀, 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗲 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼 𝗳𝗮𝗰𝗶𝗹𝗲, 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗻𝗼𝗶𝗼𝘀𝗮 𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗱𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲.

"Quando osservi il tuo io interiore, vedi immagini in movimento, un mondo di immagini comunemente noto come fantasie. Nella prima infanzia, un personaggio è già presente. Questo bambino non nasce popolare né, come si presume, nasce come un essere altamente complesso con determinanti esistenti che non vacillano mai per tutta la vita. E questo conferisce al bambino il suo carattere. Già nella prima infanzia, una madre riconosce l'individualità di suo figlio. E così, se si osserva attentamente, si nota l'enorme differenza anche nei bambini molto piccoli. E queste peculiarità si esprimono in ogni modo. Quindi, in primo luogo, le peculiarità si esprimono in tutte le attività infantili, nel modo in cui gioca e nelle cose che lo interessano. Ci sono bambini che sono tremendamente interessati a tutte le cose in movimento e al movimento, principalmente a tutte le cose che vedete che influenzano il corpo. E così sono interessati a ciò che fanno gli occhi, a ciò che fanno le orecchie, a quanto in profondità si può infilare il dito nel naso. Ora capisci, queste cose, questi interessi, si esprimono in modo tipicamente infantile nei bambini. E più avanti si esprimono in altre peculiarità che sono sempre le stesse. 𝗠𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗲𝗿𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗼 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼, 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲, 𝗱𝘂𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗹'𝗶𝗻𝗳𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮. 𝗘̀ 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗿𝗮𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗼 𝗳𝗮. 𝗖'𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗮. 𝗩𝗲𝗱𝗶, 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗻 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗰𝗵𝗲𝗺𝗮. 𝗦𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗰𝗵𝗲𝗺𝗮. 𝗦𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗶. È un ordine biologico del nostro funzionamento mentale. Come ad esempio, la nostra funzione biologica o fisiologica segue uno schema, o il comportamento di qualsiasi uc***lo o insetto segue uno schema.

E lo stesso vale per noi. L'uomo ha un certo schema che lo rende specificamente umano. E nessun uomo nasce senza di esso. Ne siamo solo profondamente inconsapevoli.

Forse perché viviamo tutti secondo i nostri sensi e al di fuori di noi stessi. Se un uomo potesse guardarci dentro, lo scoprirebbe. E quando un uomo lo scopre ai nostri giorni, pensa di essere pazzo. E forse è pazzo." C. G. Jung

Urano è entrato in GemelliCi sono momenti nella storia in cui qualcosa dentro di noi inizia a muoversi…non fuori, ma "de...
26/04/2026

Urano è entrato in Gemelli

Ci sono momenti nella storia in cui qualcosa dentro di noi inizia a muoversi…
non fuori, ma "dentro il modo in cui pensiamo, sentiamo, interpretiamo la realtà".

È come se il cielo stesso, Urano, smettesse di essere solo sopra di noi…
e iniziasse a premere "dentro la nostra mente".

Nel mito, Urano stringe Gea così forte da impedire ai figli di nascere.
Non è libertà. È fusione. È un abbraccio che diventa prigione.

E allora serve un taglio.
Serve Crono con la sua falce.

Perché ogni coscienza nasce così:
non dalla pace… ma da una "frattura".

Poi arrivano loro.
I due fratelli.
Castore e Polluce.

Uno vive.
Uno osserva.
Uno muore.
L’altro resta.

E tu… sei entrambi.

I Gemelli non sono il segno della comunicazione.
Sono il segno della **divisione che pensa se stessa**.

Sono quella voce dentro che parla… e quella che ascolta.

E in mezzo, corre veloce Ermes.

Attraversa mondi, traduce, connette.
Ma attenzione:
lo stesso ponte che unisce… può anche confondere.

Poi accade qualcosa.

Qualcuno ruba il fuoco.
Prometeo.

E quel fuoco oggi non è più una fiamma…
è **conoscenza, tecnologia, intelligenza artificiale**.

È potere.

Ma ogni dono ha un prezzo.
E quella ferita… non si chiude mai.

Nel nuovo articolo parto da qui.

Da un’idea semplice ma inquietante:
forse non stiamo vivendo solo un cambiamento storico…
ma una trasformazione della coscienza.

Guerre che diventano guerre di informazione.
Tecnologie che pensano al posto nostro.
Comunicazione che cresce… ma il senso che si frantuma.

È come se:

Ermes avesse aperto tutte le porte,
Prometeo avesse acceso un fuoco troppo potente,
e Urano… avesse rotto tutti i contenitori.

La domanda allora non è più “cosa succederà”.

Ma questa:

👉 riusciremo a restare interi… mentre tutto dentro e fuori si divide?

Se vuoi entrare davvero in questo viaggio simbolico
(e capire cosa sta accadendo alla nostra mente collettiva)

👉 leggi l’articolo completo.

Non troverai risposte semplici.
Ma forse… una mappa per orientarti nella frattura.

Nel mito, Urano non è subito il dio della libertà che l’astrologia moderna ci ha abituati a immaginare. È piuttosto un cielo che aderisce alla terra in modo

I VOLTI DI VENEREVenere/Afrodite in astrologia non è un segno che “indica l’amore”, né un’etichetta psicologica riducibi...
24/04/2026

I VOLTI DI VENERE
Venere/Afrodite in astrologia non è un segno che “indica l’amore”, né un’etichetta psicologica riducibile a sensualità, relazioni o estetica. Sarebbe un impoverimento semiotico.

Per Jung il simbolo è una macchina psichica che trasforma energia. Dunque Venere, letta simbolicamente, è una funzione della psiche che prende impulsi grezzi, desideri dispersi, tensioni istintive e li converte in forme più alte di esperienza: legame, bellezza, valore, armonia, piacere condiviso, capacità di scelta.

Afrodite non rappresenta semplicemente “la donna”, “la sessualità” o “la coppia”. Rappresenta il misterioso processo per cui qualcosa che era solo bisogno diventa incontro, qualcosa che era pulsione diventa forma, qualcosa che era caos diventa attrazione ordinatrice.

In questo senso Venere può simboleggiare diversi movimenti interiori.

1. La trasformazione del desiderio in relazione
L’energia erotica, se lasciata a sé stessa, cerca scarica immediata. Venere la trasforma in reciprocità, corteggiamento, attesa, gioco, scelta dell’altro. Introduce distanza, misura, seduzione. Dove Marte prende, Venere invita.

2. La trasformazione del possesso in valore
Non tutto ciò che desideriamo vale davvero. Venere è la facoltà che discrimina, che sente ciò che nutre e ciò che svuota. È il senso del gusto interiore: ciò che per me è prezioso, ciò che merita cura, ciò che ha qualità.

3. La trasformazione della materia in bellezza
Afrodite nasce dal mare e dalla schiuma: dal tumulto emerge la forma. In psiche questo significa che emozioni confuse possono trovare espressione in arte, stile, armonia, linguaggio del corpo, cura degli spazi. La bellezza non come ornamento, ma come ordine che calma il caos.

4. La trasformazione della solitudine in risonanza
Venere ci fa percepire che non siamo monadi chiuse. Ciò che amo mi modifica. Ciò che mi attrae rivela parti di me ancora ignote. L’altro diventa specchio simbolico della mia incompletezza e della mia possibilità.

5. La trasformazione dell’istinto in civiltà
Molte culture nascono quando la forza viene mediata dal rito, dal dono, dallo scambio, dalla danza, dalla musica. Venere è l’archetipo che addolcisce la brutalità e rende vivibile la convivenza umana.

Se invece la leggiamo in modo puramente semiotico — “Venere = amore romantico”, “Venere = donne”, “Venere = piacere” — distruggiamo la turbina simbolica. Rimane solo una cascata dispersa: sentimentalismo, vanità, dipendenza affettiva, consumo estetico, bisogno di approvazione.

Il simbolo autentico, invece, lavora in profondità. Quando Venere si attiva nella psiche, spesso non porta semplicemente una persona da amare. Porta la domanda: che cosa riconosci come degno d’amore?
Non porta solo piacere. Porta la questione del valore.
Non porta solo attrazione. Porta la possibilità di essere trasformati da ciò che ci attira.

Per questo, in astrologia simbolica, Venere non “predice storie d’amore”: mostra come la tua anima cerca di civilizzare il desiderio e dare forma al piacere.

Afrodite è la forza che insegna all’energia a danzare.

LO STELLIUM IN ARIETEInno ad Ares (Inni Omerici, VIII - sintesi)O Ares, che di carri sei carico, e d'elmo splendente,tu ...
19/04/2026

LO STELLIUM IN ARIETE
Inno ad Ares (Inni Omerici, VIII - sintesi)
O Ares, che di carri sei carico, e d'elmo splendente,
tu che difendi le mura, padre della vittoria,
aiutante della giustizia, condottiero dei valorosi,
porgi, o beato, coraggio e forza,
per respingere la vile paura dal capo
e vincere la forza impulsiva dell'anima.

Quando nella psiche predominano simbolicamente i valori dell’Ariete, si manifesta una forza particolare: il bisogno di iniziare, affermarsi, reagire, conquistare spazio nel mondo. È un’energia primaria, sorgiva, spesso vitale e necessaria. Senza questa spinta molte persone resterebbero ferme nei desideri mai realizzati, nelle parole non dette, nei progetti rimandati all’infinito. L’archetipo arietino porta infatti coraggio, iniziativa, capacità di tagliare i nodi, slancio verso ciò che ancora non esiste. È il fuoco che apre la strada.

Eppure ogni forza, quando eccede o non viene integrata, genera un’ombra. Ed è proprio qui che il discorso psicologico diventa interessante. Perché ciò che appare come energia, decisione o carattere forte può nascondere dinamiche più complesse. Talvolta dietro una personalità sempre pronta a combattere non vi è una sicurezza autentica, ma una difficoltà a sostare nel dubbio, nella vulnerabilità, nella dipendenza emotiva. In altre parole, non sempre chi attacca è forte: a volte sta solo difendendosi da qualcosa che teme profondamente.

L’ombra dell’Ariete emerge spesso nella relazione con la paura. L’energia guerriera tende a disprezzare tutto ciò che appare esitazione, fragilità, bisogno di protezione. La paura viene vissuta come un nemico da schiacciare, non come un segnale da ascoltare. Ma la paura negata non scompare. Si traveste. Diventa irritabilità, impazienza, bisogno di controllo, aggressività improvvisa. Ciò che non si vuole sentire dentro prende la via del comportamento esterno.

Molte persone fortemente identificate con questa dimensione vivono come se il mondo fosse sempre un campo di battaglia. Ogni ostacolo appare una provocazione. Ogni attesa diventa insopportabile. Ogni limite viene vissuto come un’offesa personale. Nasce così una tensione costante, una mobilitazione interiore che consuma energie preziose. La psiche rimane in stato di allerta, come se dovesse difendersi da qualcosa che in realtà spesso proviene dal proprio interno.

Esiste poi un’altra ombra più sottile: l’identità costruita sulla vittoria. Se il valore personale dipende dall’essere il primo, dal prevalere, dal riuscire sempre, allora ogni fallimento assume proporzioni enormi. Non si perde soltanto una gara o un’occasione: si perde la sensazione di esistere. In questi casi il successo diventa un analgesico narcisistico. Finché si vince ci si sente vivi; quando ci si ferma emergono vuoto, rabbia, smarrimento.

Anche nei rapporti affettivi l’eccesso di energia arietina può creare paradossi. Da un lato c’è passione, desiderio, slancio immediato. Dall’altro può mancare la capacità di restare, ascoltare, tollerare i tempi dell’altro. Si cerca l’intensità dell’inizio ma si fatica nella continuità. L’amore viene vissuto come conquista più che come costruzione. Quando l’altro non risponde secondo le aspettative, può comparire frustrazione o il bisogno di riaccendere il conflitto per sentirsi ancora coinvolti.

In termini archetipici, quando domina il guerriero, spesso vengono relegati nell’ombra altri aspetti essenziali della personalità: il bambino che ha bisogno di accoglienza, il vulnerabile che teme il rifiuto, il saggio che sa attendere, l’amante che desidera reciprocità. Più la persona recita il ruolo del forte, più questi contenuti esclusi chiedono di essere riconosciuti. E lo fanno spesso attraverso sintomi, crisi relazionali, esplosioni emotive, stanchezza profonda.

È importante comprendere che l’obiettivo non è spegnere il fuoco dell’Ariete. Sarebbe un errore. Questa energia è preziosa quando viene integrata. Il problema non è la forza, ma l’identificazione unilaterale con essa. Il coraggio maturo non consiste nel non avere paura, ma nel saperla attraversare. La vera iniziativa non è reagire impulsivamente, ma scegliere con lucidità. La vera potenza non è vincere sempre, ma non dover dimostrare continuamente qualcosa.

Per questo l’eccesso arietino ha bisogno della sua polarità compensatrice. Ha bisogno della Bilancia, che insegna l’incontro e la misura; del Toro, che ricorda il valore della lentezza e della stabilità; Il guerriero evoluto non perde forza aprendosi a queste qualità: la raffina.

In fondo, quando nella psiche vi sono troppi valori arietini, la domanda non è “come diventare più forte?”, ma “da cosa sto correndo?”. Spesso dietro la fretta di agire si nasconde il timore di sentire. Dietro il bisogno di combattere, il dolore di non essersi sentiti riconosciuti. Dietro la rabbia, una ferita che non ha trovato parole.

L’ombra emerge sempre dove una virtù si irrigidisce. Così il coraggio diventa temerarietà, l’iniziativa diventa impulsività, la determinazione diventa dominio. Ma proprio lì, nel punto critico, inizia la possibilità di trasformazione. Perché quando il guerriero smette di combattere contro sé stesso, la sua forza non distrugge più: protegge, crea, apre strade nuove.

🔭 Astrologia psicologica: oltre il determinismo astrale👉 Un breve abstract dell’articolo:Leggi l’articolo completo• ❌ L’...
14/04/2026

🔭 Astrologia psicologica: oltre il determinismo astrale

👉 Un breve abstract dell’articolo:
Leggi l’articolo completo

• ❌ L’astrologia psicologica non è deterministica: il cielo non “causa” gli eventi, non obbliga, non decide per noi

• 🧠 È un linguaggio simbolico: parla della psiche, non della materia

• 🔄 Il concetto chiave è la sincronicità (Jung): una connessione di significato, non di causa

• 🪞 Il tema natale non descrive il destino, ma una mappa simbolica dell’esperienza interiore

• 🌱 Non predice il futuro: offre strumenti per riflettere su di sé e dare senso alla propria storia

• ⚖️ Libertà e responsabilità restano centrali: l’interpretazione non sostituisce mai la scelta

• 📖 L’astrologia diventa così una narrazione trasformativa, non una spiegazione deterministica

✨ In sintesi:
non sei ciò che “ti accade”, ma il significato che costruisci a partire da ciò che vivi. https://www.paoloquagliarella.it/astrologia-psicologica/determinismo-astrale-astrologia-psicologica/

Tuttavia, la mente umana fatica ad accettare l’assenza di causa. L’idea che il cielo non determini ma rifletta è intellettualmente elegante, ma

MARTE IN ARIETE E LA PACE O IL CESSATE IL FUOCO?Dopo le assurdità affermate oggi dal presidente degli USA "stanotte un'i...
07/04/2026

MARTE IN ARIETE E LA PACE O IL CESSATE IL FUOCO?
Dopo le assurdità affermate oggi dal presidente degli USA "stanotte un'intera civiltà morirà", rifletto sul fatto che domani Marte, dio della guerra, entrerà nel suo domicilio, il segno dell'Ariete: azione, guerra, ma anche , se guardiamo al mito romano.
Nel pensiero romano, Marte non era soltanto il dio della guerra distruttiva, come spesso viene ridotto per analogia con Ares. Era piuttosto una divinità complessa, legata alla protezione, all’ordine e alla stabilità della comunità.

Marte come garante della pace

Per i Romani, la pace (pax) non era intesa come assenza di guerra, ma come ordine garantito dalla forza e dalla disciplina. In questo senso Marte svolgeva un ruolo fondamentale:

Era protettore dello Stato e dell’esercito, quindi colui che rendeva possibile una pace stabile.
La sua funzione era anche difensiva: proteggere i confini, i raccolti e la città.
La pace era vista come conseguenza della vittoria e del controllo, non come stato spontaneo.

Un esempio emblematico è il culto di Mars Ultor (“Marte Vendicatore”), legato alla restaurazione dell’ordine dopo il caos delle guerre civili.

Un dio agricolo e fondativo

Marte aveva anche una dimensione arcaica:

Era associato alla fertilità e ai campi
Proteggeva il ciclo stagionale (non a caso marzo, Martius, apre la stagione agricola e militare)
Era padre di Romolo, quindi garante della nascita stessa della civitas
Sintesi simbolica

Se volessimo dirlo in chiave più psicologica:

Marte non rappresenta solo l’aggressività, ma la forza che protegge, delimita e rende possibile la convivenza.
È la tensione che, se integrata, diventa confine sano, capacità di dire “no”, e quindi condizione per una “pace viva”, non passiva.

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