Dott. Paolo Quagliarella - Psicologo

Dott. Paolo Quagliarella - Psicologo Dialoghiamo di psicologia, astrologia, archetipi, simboli e dei miti a loro collegati con C. G. Jung e J. Hillman

Sono Filosofo, Psicologo e docente di Epistemologia II presso la Scuola di Psicoterapia ad indirizzo Analitico Archetipico Atanor (Scoppito – AQ). Ho studiato e continuo a farlo, la psicologia analitica (junghiana) e archetipica (hillmaniana) cercando di mettere in relazione i loro costrutti con la metafore astrologica. Collaboro, in qualità di esperto di mitologia zodiacale con diversi psicologi e psicoterapeuti nell’utilizzo della metafora astrologica, di cui mi occupo dal 1989. La mia prima laurea in Filosofia è stata su Carl Gustav Jung e la sua storia in cui ho approfondito l’interesse dello psichiatra svizzero per l’Astrologia. La seconda laurea che ho conseguito è stata in Psicologia Comportamentale e cognitiva applicata con una tesi su Psicologia, Mitologia, Astrologia, un approccio narrativo con i pazienti: gli attacchi di panico in cui ho affrontato il tema dell’utilizzo dell’astrologia come strumento di counseling utile per gli psicologi fornendo le basi scientifiche e le fonti di letteratura che avallano l’efficacia delle terapie narrative, fra cui l’astrologia. Ho tenuto corsi, conferenze, partecipato a convegni in Italia e all’estero. Tra questi, sempre in ambito junghiano:

Scuola Li.S.T.A. (Libera Scuola di Psicoterapia Analitica) di Milano: Jung e l’Astrologia
Assisi Institute – THE INTERNATIONAL CENTER FOR THE STUDY OF ARCHETYPAL PATTERNS -2023
Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – Cattedra di Teologia II – L’antropologia teologica in dialogo con la psicologia analitica e l’astrologia – 2023
Università di Bari dipartimento di Ricerca e innovazione umanistica (Dirium) approfondimento su: i Grandi Modelli di Linguaggio e Chatbot nella Psicoterapia. – 2025
Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – Cattedra di Teologia II – La confessione e la narrazione come strumenti psicologici – 2025

L’astrologia non è uno strumento scientificamente validato, e non sostituisce l’intervento psicologico o psicoterapeutico. Gli articoli e gli argomenti proposti intendono solo esplorare il valore simbolico, metaforico e narrativo che alcune persone attribuiscono a questa pratica e come possa essere di supporto così come altri strumenti che mettono al centro il paziente e la sua storia, senza nessun riferimento a modalità predittive.

Stai inseguendo l'oggetto del desiderio — o il desiderio stesso? 🌿James Hillman, in una conferenza del 1997 a San Franci...
22/03/2026

Stai inseguendo l'oggetto del desiderio — o il desiderio stesso? 🌿

James Hillman, in una conferenza del 1997 a San Francisco, disse qualcosa che ancora oggi suona come una piccola rivoluzione psicologica:

«Se ti unisci al desiderio piuttosto che all'oggetto del desiderio, sei pieno. Quando sei sull'oggetto, sei vuoto.»

Venere, nell'astrologia junghiana, non è solo bellezza e armonia. È un archetipo con due facce — come una moneta. C'è il sorriso, certo. Ma c'è anche l'intrigo, la pugnalata alle spalle, il flirt che ferisce.

Ho riscritto le parole di Hillman con riferimenti a Jung, Platone, Ficino e Kerenyi.

https://www.paoloquagliarella.it/astrologia-psicologica/venere-astrologia-james-hillman/

Venere in Astrologia secondo James Hillman in una conferenza del 1997 approfondisce l'argomento

🌑 L'ansia stringe. Lo dice anche la parola: dal latino anxia, dal greco ánkhō — stringere, soffocare. Ma cosa stringe, e...
21/03/2026

🌑 L'ansia stringe. Lo dice anche la parola: dal latino anxia, dal greco ánkhō — stringere, soffocare. Ma cosa stringe, esattamente? E perché?

Nel nuovo articolo cerco di esplorare l'ansia attraverso la lente della psicologia analitica e dell'astrologia: due sistemi di lettura del vissuto personale che, messi in dialogo, possono rivelanre qualcosa di profondo su questa esperienza così diffusa.

Tra i significati della Luna, nell'astrologia psicologica, rappresenta il bisogno di nutrimento affettivo, la sicurezza primaria, il legame con la figura materna interiorizzata. Saturno è il contrario: il limite, la forma, il tempo che consuma.

Quando questi due principi sono in tensione nella psiche — quando il bisogno di essere accolti si scontra con un'istanza critica e rigida — può emergere l'ansia. Non come disturbo da eliminare, ma come messaggero: il segnale che qualcosa nell'anima chiede di essere finalmente riconosciuto.

Come disse Jung: «Gli dèi sono divenuti malattie». L'ansia, in questa prospettiva, è un dio che bussa.

📖 Nell'articolo trovi:
— L'analisi etimologica di ansia, fino alla dea Ananke (la Necessità)
— Il complesso materno lunare e la teoria dell'attaccamento
— L'archetipo del Senex saturnino e le sue forme cliniche
— Il significato psicologico dei transiti di Saturno alla Luna
— L'astrologia come strumento narrativo nel percorso terapeutico

🔗 Leggi l'articolo completo https://www.paoloquagliarella.it/astrologia-psicologica/l-ansia-luna-saturno-astrologia/

La parola ansia deriva dal latino anxia, e prima ancora dal verbo angere, che significa "stringere, soffocare". La radice indoeuropea condivisa *angh- rimanda

"Nessun albero, si dice, può crescere fino al cielo a meno che le sue radici non raggiungano gli inferi." (Jung, 1954, C...
20/03/2026

"Nessun albero, si dice, può crescere fino al cielo a meno che le sue radici non raggiungano gli inferi." (Jung, 1954, CW 9ii, § 19)

IL PADRE E LA MADRE NEL TEMA NATALEPadre e Madre non vivono soltanto nella nostra storia personale: abitano anche la nos...
19/03/2026

IL PADRE E LA MADRE NEL TEMA NATALE
Padre e Madre non vivono soltanto nella nostra storia personale: abitano anche la nostra psiche come immagini interiori profonde.
In questo articolo esploro, in chiave junghiana, come il tema natale possa essere letto non come previsione del destino, ma come mappa simbolica dell’anima e delle sue eredità familiari. Sole, Luna, Saturno, IV e X Casa non descrivono i genitori “reali” in modo meccanico, ma riflettono le imago parentali, i complessi, le aspettative archetipiche e le ferite che strutturano il nostro mito personale.

Attraverso Jung, Neumann, von Franz, Hollis, Greene e Rudhyar, l’articolo mostra come il rapporto tra genitori archetipici e genitori vissuti possa diventare una chiave preziosa per comprendere blocchi, desideri, proiezioni e possibilità evolutive.
Il tema natale, allora, non diventa uno strumento fatalistico, ma un linguaggio simbolico al servizio dell’individuazione: un modo per riconoscere ciò che portiamo dentro, distinguere il passato dal presente e trasformare il retaggio familiare in coscienza.
https://www.paoloquagliarella.it/astrologia-psicologica/il-padre-e-la-madre-nel-tema-natale/

𝐋𝐀 𝐋𝐔𝐍𝐀 𝐍𝐄𝐈 𝐒𝐄𝐆𝐍𝐈 𝐄 𝐋'𝐈𝐍𝐂𝐎𝐍𝐒𝐂𝐈𝐎 𝐏𝐄𝐑𝐒𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄"𝐿𝑎 𝑙𝑢𝑛𝑎 𝑒̀ 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑙’𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑙 𝑙𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑠𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑢𝑜𝑚𝑜, 𝑏𝑒𝑛 ...
08/03/2026

𝐋𝐀 𝐋𝐔𝐍𝐀 𝐍𝐄𝐈 𝐒𝐄𝐆𝐍𝐈 𝐄 𝐋'𝐈𝐍𝐂𝐎𝐍𝐒𝐂𝐈𝐎 𝐏𝐄𝐑𝐒𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄
"𝐿𝑎 𝑙𝑢𝑛𝑎 𝑒̀ 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑙’𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑙 𝑙𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑠𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑢𝑜𝑚𝑜, 𝑏𝑒𝑛 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑠𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑜𝑙𝑒. 𝐸 𝑝𝑜𝑖𝑐ℎ𝑒́ 𝑒̀ 𝑐𝑜𝑠𝑖̀ 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑙𝑒 𝑑𝑎 𝑎𝑓𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒, 𝑙𝑎 𝑙𝑢𝑛𝑎 𝑒̀ 𝑢𝑛 𝑠𝑖𝑚𝑏𝑜𝑙𝑜 𝑎𝑝𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑎𝑡𝑜; 𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑎𝑑𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑒 𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑎𝑑𝑜𝑠𝑠𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑠𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑛𝑜𝑡𝑡𝑢𝑟𝑛𝑎 𝑠𝑖 𝑎𝑑𝑎𝑡𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑏𝑒𝑛𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑢𝑛𝑎. […] 𝐷𝑖 𝑛𝑜𝑡𝑡𝑒, 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑖𝑙 𝑠𝑜𝑙𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑚𝑜𝑛𝑡𝑎, 𝑢𝑛 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜 𝑝𝑟𝑖𝑛𝑐𝑖𝑝𝑖𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑖𝑛𝑐𝑖𝑎 𝑎 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑎𝑟𝑒, 𝑒 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑎 𝑙𝑎 𝑝𝑠𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑣𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑖𝑛𝑓𝑙𝑢𝑒𝑛𝑧𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑑𝑖 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜. 𝐶𝑜𝑠𝑖̀, 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑠𝑐𝑖𝑜 𝑖𝑛 𝑡𝑒𝑟𝑚𝑖𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑙𝑢𝑛𝑎, 𝑖𝑛 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑡𝑎̀ 𝑠𝑡𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑠𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛 𝑢𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑠𝑒𝑚𝑖𝑐𝑜𝑛𝑠𝑐𝑖𝑜…" 𝐂. 𝐆, 𝐉𝐮𝐧𝐠, 𝐀𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢. 𝐒𝐞𝐦𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝟏𝟗𝟐𝟖-𝟑𝟎, 𝐁𝐨𝐥𝐥𝐚𝐭𝐢 𝐁𝐨𝐫𝐢𝐧𝐠𝐡𝐢𝐞𝐫𝐢

Per Jung la Luna rappresenta l’inconscio personale, per questo la definisce semiconscio perché è un’area di mezzo in cui transitano i contenuti del passato rimossi che possono riemergere, ma nello stesso tempo appartengono all’inconscio collettivo che contiene tutte le possibilità espressive e conoscitive della nostra vita.

La Luna in astrologia governa il Segno del Cancro. Artemide è la divinità della Luna per i greci. Apollo suo fratello gemello è la divinità del Sole e governa il Segno del Leone, ma la considerazione importante è che, nel mito, Artemide dopo essere nata, aiuta sua madre Leto a partorire Apollo. Possiamo affermare, quindi, che nasce prima l’inconscio – la Luna, Artemide – dopo il Sole, la coscienza, Apollo. Ma noi sappiamo che la luce lunare è quella del Sole, poiché la Luna la riflette. Si nota una tensione importante, coscienza e inconscio personale sono legati, non ci può essere la Luna senza il Sole, ma nello stesso tempo è la Luna la prima a nascere. Proprio in questa polarità emerge la funzione trascendente che richiede la nascita del simbolo unificatore per dare senso.

Alla luce di queste considerazioni possiamo immaginare che la posizione della Luna nei Segni e nelle case rappresenti la porta d’ingresso del nostro inconscio personale, di ciò che rimuoviamo, dei nostri vissuti, ma anche delle forme di ciò che non è ancora emerso nella coscienza e che potrebbero farsi presenti.


Alla luce di queste considerazioni possiamo immaginare che la posizione della Luna nei Segni e nelle case rappresenti la porta d’ingresso del nostro inconscio

Luna in GemelliL’aria delle emozioniCi sono infanzie in cui le emozioni sembrano muoversi come il vento.Un bambino ascol...
08/03/2026

Luna in Gemelli
L’aria delle emozioni

Ci sono infanzie in cui le emozioni sembrano muoversi come il vento.

Un bambino ascolta due adulti parlare in cucina. Non comprende tutte le parole, ma ne segue il ritmo. Interviene con una domanda improvvisa, poi con un’altra, poi con un’osservazione che cambia completamente direzione. Le emozioni non restano ferme dentro di lui: passano attraverso le parole, le curiosità, le domande.

È come se il sentimento cercasse subito una forma di racconto.

Forse è così che potrebbe apparire una delle immagini dell’anima che l’astrologia chiama Luna in Gemelli.

La Luna parla della memoria emotiva più antica: il modo in cui il bambino ha imparato a sentire il mondo prima ancora di comprenderlo davvero. Non si tratta di un carattere o di una tipologia psicologica, ma di un ritmo emotivo, di una qualità della percezione interiore.

Quando questa memoria incontra il simbolo dei Gemelli, l’emozione potrebbe avere la leggerezza dell’aria.

Non un’emozione pesante che scende in profondità e rimane a lungo nello stesso luogo, ma qualcosa che si muove, che cambia forma, che cerca continuamente un passaggio.

Nell’immaginazione simbolica, i Gemelli sono legati al mondo del messaggio e dello scambio. Nella mitologia greca, Hermes è il dio che attraversa i confini: porta notizie tra gli dèi e gli uomini, tra il cielo e la terra, tra il giorno e la notte. Non resta fermo in un solo luogo.

Così anche alcune infanzie potrebbero essere attraversate da questa qualità: le emozioni sembrano voler passare rapidamente da un’esperienza all’altra, come se cercassero continuamente nuove parole per raccontarsi.

Si potrebbe immaginare un bambino che, quando qualcosa lo colpisce emotivamente, prova subito a parlarne. Non necessariamente per analizzarlo, ma perché dire qualcosa sembra aiutare a capire cosa si sta provando.

Le parole diventano un ponte.

La curiosità diventa una forma di orientamento emotivo.

Il bambino osserva, chiede, collega idee, racconta episodi della giornata. A volte una domanda nasce ancora prima che la precedente abbia trovato una risposta. Non è impazienza: è il movimento naturale della mente che accompagna il sentimento.

In questa Luna, l’emozione potrebbe non cercare immediatamente profondità o stabilità. Potrebbe cercare piuttosto connessione. Parlare con qualcuno, ascoltare una storia, scoprire come gli altri vedono le cose.

Il nutrimento emotivo potrebbe arrivare da uno scambio vivo: dialoghi, racconti, voci che si intrecciano.

Eppure anche l’aria, quando si muove troppo velocemente, può diventare dispersione. Le emozioni potrebbero cambiare forma così rapidamente da non avere il tempo di essere riconosciute fino in fondo.

Un bambino potrebbe raccontare ciò che sente prima ancora di averlo realmente attraversato.

Oppure potrebbe usare le parole per alleggerire qualcosa che, se restasse in silenzio, diventerebbe troppo intenso.

Non è necessariamente una fuga dalle emozioni. Può essere semplicemente il modo in cui questa anima ha imparato a respirarle.

Perché le emozioni, a volte, hanno bisogno di essere dette per diventare reali.

Quando questa qualità trova spazio, la Luna in Gemelli può trasformarsi in una grande capacità di comprensione emotiva attraverso il dialogo. Non si limita a sentire ciò che accade dentro, ma cerca di capirlo, di raccontarlo, di metterlo in relazione con l’esperienza degli altri.

Il sentimento diventa parola.

La parola diventa ponte.

Forse è proprio questa l’immagine più vicina alla Luna in Gemelli.

Un bambino che osserva il mondo e, quasi senza accorgersene, inizia a raccontarlo. Non per spiegare tutto, ma per restare in contatto con ciò che accade.

Come se l’anima sapesse che alcune emozioni diventano più leggere quando trovano una voce.

E così l’aria si muove, portando con sé pensieri, domande, storie.

Non resta mai ferma troppo a lungo.

Perché la sua natura è attraversare il mondo
come un respiro che continua
a cercare nuove parole.

 # Luna in Toro # # # Il tempo della terraCi sono infanzie che sembrano muoversi lentamente.Non nel senso di lentezza di...
07/03/2026

# Luna in Toro

# # # Il tempo della terra

Ci sono infanzie che sembrano muoversi lentamente.

Non nel senso di lentezza distratta, ma come se il tempo avesse un altro ritmo. Un bambino siede sull’erba e passa le dita nella terra umida. Non sta cercando qualcosa. Semplicemente sente. La consistenza del terreno, il profumo dell’erba, il calore del sole sulla pelle.

Non accade molto, eppure sembra accadere qualcosa di importante.

Il mondo entra attraverso i sensi.

Forse è così che potrebbe apparire una delle immagini dell’anima che l’astrologia chiama **Luna in Toro**.

La Luna parla della memoria emotiva più antica, di quel modo originario con cui l’anima ha imparato a sentire il mondo quando ancora non esistevano parole per spiegare le emozioni. Prima dei pensieri, prima delle interpretazioni, c’è stato un modo di percepire: il contatto con la vita.

Se questa memoria incontra l’immagine del Toro, l’emozione potrebbe assomigliare a **una terra che accoglie**.

Non una terra che cambia rapidamente forma, ma una terra che riceve, trattiene, nutre.

In alcune infanzie potrebbe esserci una particolare attenzione alle sensazioni: il gusto del cibo, il calore di una coperta, il suono della voce di qualcuno che parla lentamente. Come se la sicurezza emotiva non arrivasse attraverso spiegazioni o promesse, ma attraverso **la continuità delle cose concrete**.

Il Toro, nell’antica immaginazione simbolica, è sempre stato legato alla fertilità della terra. Nei miti compare spesso come animale sacro, possente e tranquillo, associato alla stabilità dei campi, alla ciclicità delle stagioni, alla pazienza della crescita.

È una forza che non ha fretta.

Così, nella memoria emotiva della Luna in Toro, si potrebbe immaginare un bambino che trova conforto in ciò che rimane uguale: un luogo familiare, un oggetto che accompagna il sonno, un gesto ripetuto ogni giorno.

Non necessariamente perché abbia paura del cambiamento, ma perché la sua anima sembra riconoscere **la sicurezza nella permanenza**.

Alcune emozioni cercano movimento, altre cercano radici.

Questa Luna sembra appartenere alle seconde.

Il nutrimento emotivo potrebbe arrivare quando qualcosa rimane: un odore che torna sempre, una stanza che non cambia, una presenza che non scompare improvvisamente. È come se il sentimento avesse bisogno di **appoggiarsi alla materia**.

Le mani che accarezzano, il cibo condiviso, il ritmo delle giornate.

Eppure la terra che nutre è anche la terra che trattiene. Ciò che dà stabilità può diventare, a volte, attaccamento. Un bambino che trova sicurezza nelle cose familiari potrebbe sentire disagio quando queste cambiano troppo velocemente.

Il mondo, allora, appare improvvisamente instabile.

Non perché manchi il coraggio, ma perché il corpo stesso sembra ricordare che l’emozione cresce meglio quando il terreno resta saldo.

In questa immagine dell’anima c’è qualcosa di profondamente corporeo. Le emozioni non vivono solo nei pensieri, ma nei sensi: nel modo in cui si tocca, si mangia, si riposa, si respira.

Il mito che spesso accompagna questa dimensione è quello di **Demetra**, la dea della terra fertile. Demetra non governa i lampi improvvisi né le tempeste violente. Governa il tempo della crescita. Il tempo in cui un seme resta nascosto nel terreno prima di diventare una pianta.

È un tempo che non può essere accelerato.

Forse alcune anime portano dentro questa memoria: la sensazione che ciò che è vivo abbia bisogno di **spazio, nutrimento e pazienza**.

Quando questa qualità viene riconosciuta, la Luna in Toro può trasformarsi in una grande capacità di stabilità emotiva. Una presenza che calma, che accoglie, che non si spaventa facilmente davanti alle oscillazioni della vita.

Ma quando il terreno emotivo diventa troppo rigido, ciò che era sicurezza può diventare resistenza al cambiamento. La terra si indurisce e il movimento diventa difficile.

Allora la vita ricorda, lentamente, che anche la terra più fertile deve aprirsi ogni primavera.

Forse è questa l’immagine più vicina alla Luna in Toro.

Non il bambino che resta fermo per sempre nello stesso luogo.

Ma quello che, seduto sull’erba, sente sotto le mani la promessa di qualcosa che cresce.

Una promessa silenziosa.

Che non ha bisogno di correre.

Perché la terra sa già
che ogni cosa arriva
quando il tempo è maturo.

Luna in ArieteIl primo fuocoA volte l’infanzia non inizia con un ricordo tranquillo.Inizia con un movimento.Un bambino c...
06/03/2026

Luna in Ariete
Il primo fuoco
A volte l’infanzia non inizia con un ricordo tranquillo.
Inizia con un movimento.
Un bambino corre nel cortile, o in un giardino, o in un corridoio troppo lungo per restare fermi. Corre come se il corpo sapesse già qualcosa che la mente non ha ancora imparato. Poi inciampa. Il ginocchio tocca la terra, arriva il dolore — rapido, improvviso, bruciante.
Per un istante tutto si ferma.
E subito dopo qualcosa riparte.
Forse il bambino si rialza subito. Forse guarda la ferita soltanto per un attimo, come se non fosse la ferita la cosa più importante. Forse c’è dentro di lui un impulso più forte del dolore: la necessità di muoversi ancora.
In quell’istante si potrebbe intravedere una delle immagini dell’anima che l’astrologia chiama Luna in Ariete.
La Luna parla della memoria emotiva più antica. Non di ciò che pensiamo di essere, ma di ciò che abbiamo sentito per la prima volta quando la vita era ancora immediata, corporea, vicina.
Se questa memoria è attraversata dal segno dell’Ariete, l’emozione può avere la qualità del primo fuoco.
Non il fuoco domestico che scalda lentamente una stanza.
Piuttosto quello che nasce quando due pietre si incontrano.
Una scintilla.
Qualcosa che accade all’improvviso.
Si potrebbe allora immaginare un bambino che sente le emozioni come movimenti rapidi del corpo. Una gioia che esplode, una protesta immediata, una risposta che arriva prima ancora che qualcuno abbia finito di parlare.
Non necessariamente perché sia aggressivo. Forse perché la sua anima sembra conoscere un linguaggio più antico della riflessione: il linguaggio dell’istinto.
Nell’antichità questo impulso veniva spesso associato a Ares, il dio della battaglia. Ma non bisogna pensare soltanto alla guerra. Ares è anche il dio della forza vitale che reagisce quando la vita viene toccata.
È il grido che esce dal corpo quando qualcosa ci ferisce.
È l’energia che spinge a difendersi.
È il gesto immediato che dice: sono vivo.
Forse alcuni bambini portano dentro questa qualità emotiva. Non restano a lungo nell’emozione come in una stanza chiusa. L’emozione sembra attraversarli come una corrente.
Arriva.
Brucia.
Passa.
Un adulto potrebbe guardare questo movimento e pensare che il bambino sia impulsivo. Ma dal punto di vista dell’immaginazione psichica potrebbe trattarsi semplicemente di un ritmo emotivo diverso.
Non tutte le anime sentono allo stesso modo.
Alcune emozioni crescono lentamente, come alberi.
Altre appaiono come lampi.
La Luna in Ariete appartiene forse a queste seconde.
Si potrebbe allora immaginare un bambino che si arrabbia con intensità e, poco dopo, ride di nuovo. Non perché l’emozione non fosse vera, ma perché l’emozione non desidera restare a lungo nello stesso luogo.
È fatta per muoversi.
Eppure anche il fuoco più vivo ha bisogno di uno spazio dove poter bruciare senza essere immediatamente spento. Se ogni impulso viene fermato troppo presto — “non reagire”, “stai fermo”, “calmati subito” — il bambino potrebbe iniziare a percepire quella fiamma come qualcosa di sbagliato.
Ma il fuoco non scompare.
Può diventare tensione nel corpo.
Può trasformarsi in irritazione improvvisa.
Oppure restare nascosto sotto la superficie, come una brace che aspetta aria.
Quando invece trova uno spazio dove il movimento emotivo non viene immediatamente giudicato, quella stessa energia può trasformarsi in qualcosa di molto diverso: coraggio emotivo.
La capacità di reagire alla vita.
Di non restare paralizzati quando qualcosa fa male.
Di rialzarsi dopo una caduta.
Di provare ancora.
Forse è proprio questa l’immagine più vicina alla Luna in Ariete.
Non il bambino che non cade mai.
Ma quello che, dopo la caduta, sente dentro di sé una forza improvvisa che lo spinge a rialzarsi.
Come se il cuore ricordasse qualcosa che la mente non sa ancora dire.
Che la vita, anche quando brucia,
può sempre ricominciare con un piccolo gesto.
Con un passo.
Con una corsa.
Con una scintilla.

🌒 Ci sono paure che non fanno rumore.Non si vedono, ma attraversano molte relazioni: la paura di non essere abbastanza.A...
01/03/2026

🌒 Ci sono paure che non fanno rumore.
Non si vedono, ma attraversano molte relazioni: la paura di non essere abbastanza.

A volte ci porta a impegnarci sempre di più, come se l’amore dovesse essere meritato. 🪨
Altre volte ci rende sensibili a ogni distanza, in cerca di rassicurazioni che ci facciano sentire al sicuro. 🌙
E in certi momenti ci spinge a dare molto, a brillare, a espanderci… con il timore che fermandoci potremmo non essere più scelti. ✨

Nel linguaggio simbolico, Venere parla del valore che riconosciamo in noi stessi attraverso l’incontro con l’altro.
Quando incontra Saturno, la Luna o Giove, emergono sfumature diverse della stessa domanda interiore:
“Sono abbastanza per essere amato?”

Forse il punto non è diventare perfetti, ma imparare a restare presenti anche quando ci sentiamo incompleti. 🌿
È lì che l’amore smette di essere una prova da superare e diventa un’esperienza da vivere.

Ci sono momenti in cui l’amore arriva, eppure dentro qualcosa continua a sussurrare che non è sufficiente. Non perché manchi davvero, ma perché esiste una

Venere in ArieteIl racconto...
01/03/2026

Venere in Ariete
Il racconto...

Venere in Ariete, un racconto evocativo che parla di Venere in Ariete e come risuona con te

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