19/04/2026
E hanno ragione. Perché restare fuori significa restare nel regno del possibile, dove tutto è ancora intatto, ancora perfetto e in attesa.
La strada non scelta non può rivelarsi sbagliata e la pagina resta bianca, immacolata e sicura.
Il problema è che le parole rimaste fuori dalla poesia continuano a esistere. Vivono in quel limbo scomodo tra il pensiero e il mondo, dove si accumulano, fermentano e diventano rimpianti che hanno la forma di domande al condizionale:
Evitare è come tenere in mano una penna sospesa sul foglio, convinti che sia meglio della br**ta copia. Ma la pagina bianca è solo paura con un altro nome. È lo spazio di ciò che avremmo potuto dire, scegliere, diventare.
Le parole hanno paura, sì ma forse è meglio avere più paura della pagina bianca.
"4.
Le parole rimaste fuori dalla poesia hanno paura"