Dott.ssa Regina Annarumma Psicologa

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Dott.ssa Regina Annarumma Psicologa Neuropsicologa - Analista del comportamento (ABA) - Psicoterapeuta della Gestalt e Analisi transazionale in formazione.

Lavoro per la crescita, la realizzazione e benessere di ciascun essere umano. Mi occupo di bambini, adolescenti e adulti.

"Il mio lavoro in questi anni, è stato oscillare tra  il più malato e il più santo, e viceversa. Pensavo che la sanità f...
04/08/2025

"Il mio lavoro in questi anni, è stato oscillare tra il più malato e il più santo, e viceversa. Pensavo che la sanità fosse lineare, che si avanzasse superando le difficoltà interiori, diventando continuamente migliori, senza spazio per regressioni o peggioramenti. Mi ero illuso anche a questo riguardo, e dovevo imparare dall' esaurimento e dallo scoraggiamento.

A volte volo, altre sento un peso profondo alla base del tronco: pura terra, dimenticarsi il volare. Cerco di unire ciò che sta in basso con ciò che sta in alto, mi colloco nel mio stesso cuore. Qui non sento quasi nulla, mi rilasso. Sono come un bambino che aspetta davanti alla porta del cuore. Aspetto pazientemente, senza angoscia. Si può aprire in qualunque momento. So che di tanto in tanto Dio passa sulla mia strada. Aspetto tranquillamente che arrivi."

Claudio Naranjo - Gli enneatipi nella psicoterapia.

REGOLE PER VIVERE MEGLIO:1. Avrai sempre problemi. Impara a goderti la vita mentre li risolvi.2. Le persone non decidono...
08/06/2025

REGOLE PER VIVERE MEGLIO:

1. Avrai sempre problemi. Impara a goderti la vita mentre li risolvi.

2. Le persone non decidono il loro futuro, decidono le loro abitudini, e le loro abitudini determinano il loro futuro.

3. Nella vita puoi controllare solo due cose: il tuo impegno e il tuo atteggiamento.

4. Non chiederti come iniziare. Inizia, e poi chiediti come migliorare.

5. La vita diventa più difficile quando ti aspetti troppo dagli altri e poco da te stesso.

6. La metà dei tuoi problemi esiste solo nella tua testa: a volte ingigantisci cose che in realtà sono piccole.

7. Non cercare scorciatoie o segreti: quello che ti serve è la costanza.

8. Non permettere a tre cose di controllare la tua vita: le persone, i soldi e il passato.

9. Ogni sfida, persino una tragedia, nasconde un’opportunità. Se impari a cercarla, puoi trasformare una situazione negativa in qualcosa di positivo o, almeno, trarne qualcosa di utile.

10. Sii grato ogni giorno, perché anche quando pensi di non avere nulla per cui ringraziare, la tua vita “normale” potrebbe essere il sogno di qualcun altro.

02/06/2025

DISINTOSSICAZIONE DEL CUORE ATTRAVERSO L'AMORE : "Ma quindi cos'è, cos'è l'amore?
L'amore è definito in molti modi : eros, philos e agape : desiderio, amicizia e affetto. L'amore sessuale è pieno di sessualità e passione, e, in quanto amore, partecipa di ciò che distingue l'amore da tutte le altre relazioni, cioè l'anteporre il bene e la felicità dell'altra persona all'interesse proprio. L'amore è la relazione più completa e più nobile di tutte, e comprende il meglio di tutte le altre: rispetto, ammirazione, accensione, amicizia e intimità, tutte insieme, con in più la sua particolare grazia e il suo carisma. Una relazione del genere può esistere solo se il Genitore (interno), coi suoi occhi e orecchi sospettosi, e l'Adulto, con la sua tetra prudenza, sono stati licenziati. è esattamente questo che avviene quando le persone si innamorano e cessano di considerarsi con prosaica diffidenza e di reprimere il loro felice comportamento con qualcosa in più del minimo indispensabile di dolce ragionevolezza. L'amore è bambino-bambino, e si tratta di un bambino ancora più primitivo di quello intimo, perchè il bambino dell'intimità vede le cose come sono, in tutta la loro primordiale bellezza, mentre il bambino dell'amore vi aggiunge qualcosa e adorna il giglio di un alone invisibile a tutti fuorchè all'amante. Questa è una visione primaria: è così, credo, che il bambino vede la madre, non solo come l'oggetto o la persona più bella di questo mondo, ma anche con intorno un fulgore che mette in ombra tutti gli altri mondi. Questa radiosità fa pensare a quella che molte persone vedono con l' L*D. La differenza è che nell'amore reciproco agiscono due persone, e agiscono insieme nella realtà, anzichè in un mondo esistente nella loro mente. Le droghe sono surrogati degli uomini e gli uomini sono meglio delle droghe. La persona che prende l'L*D è intossicata, mentre quella che è innamorata si trova nella condizione più pura possibile: essa è disintossicata sia dalla corruzione parentale che dai timori adulti, e il suo bambino è libero di partire per la più grande avventura concessa agli uomini, più grande della conquista della luna. Nell'intossicazione prodotta dalle droghe, l'uomo è in balia di una forza impersonale e inumana che non può ascoltarlo e che non è interessata al suo bene. Nella disintossicazione dell'amore, egli è in balia della più personale realtà esistente: una persona il cui massimo piacere è ascoltare non solo le parole dell'amato ma anche la cadenza della sua voce, e il cui massimo interesse è precisamente la felicità e il bene dell'altro."
Eric Berne - Fare l'Amore

01/06/2025

𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐏𝐎𝐋𝐈𝐀𝐌𝐎𝐑𝐎𝐒𝐎

Oggi va molto di moda parlare di “relazioni aperte”, come se la libertà emotiva e sessuale fosse il nuovo metro di misura dell’evoluzione affettiva. Ma cosa c’è davvero sotto questa scelta?

Viviamo in un’epoca in cui tutto è fluido, labile, fumoso; sia i confini identitari che i ruoli e i legami sono avvolti in questa cortine di invischiamento e nebulosità.

In un contesto sociale segnato dalla paura dell’impegno, dall’iperindividualismo e da una diffusa ferita da rifiuto- che talvolta sfocia in vera e propria violenza- molte persone scelgono relazioni aperte più per fuggire che per espandersi.

Osservo che dietro questa tendenza si cela spesso il timore profondo dell’abbandono e la fuga dalla vulnerabilità: tenere aperte più porte può diventare una strategia per non sentire la solitudine o per non dipendere troppo da un solo legame, evitando anche di sentire quello che la relazione profonda richiama a sè.

La monogamia, con la sua richiesta di presenza e profondità, mette a n**o le ferite irrisolte. Aprire la relazione può sembrare allora un modo per “non sentire troppo”.

Ma si può parlare di vera intimità quando si distribuisce la propria energia su più fronti?

L’intimità vera nasce nella lentezza, nella vulnerabilità condivisa, nel mettersi a n**o non solo con il corpo ma con l’anima. E richiede tempo, dedizione, coraggio... fatica!

La società odierna ci spinge verso rapporti leggeri, veloci, “non vincolanti”.

Un riflesso della nostra difficoltà a sostare, a costruire, a rimanere.
Eppure, proprio in questo tempo liquido, forse è il momento di chiederci: cos’è davvero l’amore? E in quale spazio può fiorire il nostro desiderio più profondo di essere visti, scelti, accolti?

Perché una relazione aperta può anche essere consapevole, ma se nasce dalla paura… resta sempre una porta socchiusa che non lascia entrare nessuno fino in fondo, è l’ennesima maschera, un teatro della finzione.

Come puoi capire se il tuo poliamore nasce dalla paura:
– C’è difficoltà a sostenere la presenza emotiva profonda in un solo legame
– La scelta è spinta dal bisogno di non “perdere” nessuno, come forma di controllo
– Si prova gelosia ma la si reprime per dimostrarsi evoluti
– Non c’è un confronto sincero sui propri bisogni, solo accordi razionali
– Si sente un vuoto energetico dopo ogni incontro, come se ci si disperdesse

O forse nasce da una scelta consapevole? Osserva:
– Entrambi i partner hanno elaborato le proprie ferite da abbandono e da fusione
– C’è piena trasparenza, ascolto reciproco e responsabilità affettiva
– Le connessioni con gli altri non tolgono energia al rapporto centrale, ma lo nutrono
– Si vive ogni legame come un’opportunità di crescita, non come una via di fuga
– Dopo ogni incontro ci si sente più integri, allineati e radicati nel proprio centro

Come sempre la differenza la fa la consapevolezza e ció che seminiamo intorno a noi, se presenza amorevole o bugie e fragilità.

𝓒𝓵𝓪𝓾𝓭𝓲𝓪 𝓒𝓻𝓲𝓼𝓹𝓸𝓵𝓽𝓲

(Vale per uomini e per donne)

22/05/2025

SPOSATI CON LA MAMMA

Ci sono madri che, senza rendersene conto o con piena consapevolezza, si insinuano nel ruolo di mogli dei propri figli. Non nel corpo, ma nell’energia, nella dinamica affettiva e nella quotidianità.

Accade spesso quando il marito è assente, emotivamente spento o del tutto escluso dalla scena. Allora il figlio viene investito di un ruolo improprio: diventa il compagno ideale, il confidente, l’alleato in casa, colui che “non deve andarsene mai”.

Il confine tra madre e moglie si dissolve.
La compagna del figlio viene vista come un’intrusa, una minaccia, una rivale da tenere sotto controllo, criticare, svalutare.
Dietro un’apparente gentilezza si cela spesso una trama invisibile di controllo e manipolazione.

Sul piano psicologico, il figlio si trova imprigionato in un doppio legame: da un lato prova un senso di colpa feroce verso la madre, dall’altro un bisogno profondo di separarsi e vivere la propria vita.

Molti uomini restano emotivamente fedeli alla madre, incapaci di costruire una relazione adulta.
La coppia ne risente: la partner si sente sola, esclusa, mai prioritaria. La relazione di coppia diventa una triangolazione continua, dove l’energia è già occupata.

Sul piano energetico, il legame madre-figlio assume una forma di cordone non reciso, che ruba forza al sistema coppia.
Non c’è spazio per l’amore adulto: l’energia resta invischiata nel passato, nella lealtà invisibile a una donna che non ha lasciato andare.

A livello spirituale, questo tipo di legame impedisce l’evoluzione.
Il figlio non può incarnare pienamente il maschile se resta figlio eterno.
E la madre, anziché liberare il proprio figlio alla vita, lo trattiene in una prigione dorata, svuotando di senso il proprio cammino individuale.

Finché non si rompe questo incantesimo, la vera intimità resta un sogno mai realizzato.
La relazione di coppia può rinascere solo quando il figlio sceglie di essere uomo.

𝓒𝓵𝓪𝓾𝓭𝓲𝓪 𝓒𝓻𝓲𝓼𝓹𝓸𝓵𝓽𝓲

"Un sacerdote che racconta di aver infine compreso il suo mandato e cambiato vita, dopo aver guardando un quadro di Remb...
13/05/2025

"Un sacerdote che racconta di aver infine compreso il suo mandato e cambiato vita, dopo aver guardando un quadro di Rembrandt: Il ritorno del Figliol Prodigo. Catturato dalle immagini senza intendere il perché si fermò in una lunga contemplazione. Comprese che nel suo essere sacerdote mancava qualcosa. Niente a che fare con la grande cultura teologica che aveva o con l’essere un brillante e conosciuto conferenziere. Grazie al pittore, alla forza della sua arte, aveva incontrato sentimenti d’amore mai vissuti prima. Ne rimase sconvolto. Nell’opera di Rembrandt il padre riceve il figlio che, tornato, gli sta in ginocchio davanti e sulla schiena del giovane si vedono, poggiate, le mani del vecchio genitore. Quello che colpì Nouwen, dopo lunga osservazione, è che le mani erano diverse l’una dall’altra. Una più grande, più forte, una forma maschile e l’altra più sottile, contenuta, più delicata: una mano femminile. Entrambe appartengono a quest’uomo saggio che esprime il suo amore, accogliendo il figlio che ritorna dopo essersi smarrito. Il maschile e il femminile vanno insieme, e così integrati, danno vita ad un amore pieno. E’ questo che cerchiamo in Gestalt: l’integrazione, ovvero una tendenza che riporta all’unità."

Festschrift: Giovanni Salonia – Una via per l’Amore

17/04/2025

A volte il più grande atto d' amore è dire di NO.

L'IDEALE DI NARCISO.Sebbene si dica innamorato, avrai notato pure tu che quando un narcisista intavola una discussione d...
17/03/2025

L'IDEALE DI NARCISO.
Sebbene si dica innamorato, avrai notato pure tu che quando un narcisista intavola una discussione dal nulla, o ti provoca di modo che tu lo scarti, poi non passa il tempo seguente a ragionare sui propri sbagli o sui modi per ricomporre la crisi, come una persona davvero innamorata farebbe, ma si tuffa immediatamente in vecchie frequentazioni o in nuove conoscenze? Oltre al fatto che non riconosce mai le proprie responsabilità nella crisi della relazione, quanto piuttosto preferisce addossare tutte le colpe alla partner INperfetta perché non soddisfa il suo ideale impossibile.
Intanto se non lo hai notato, notalo!
Perchè accade questo?
Purtroppo, così come la vittima idealizza il narcisista investendolo di un ruolo adulto, fidandosi della sua immagine esteriore e sopravvalutando la sua maturità affettiva, anche il Narciso mitizza il suo ideale di donna.
La figura femminile che il narcisista utilizza come termine di paragone con le donne che avvicina è sempre la mamma.
Colei che gli ha dato la vita e con la quale ha sempre un rapporto squilibrato e ambivalente, gli sta stretta ma non sa allontanarla, la venera in quanto complice ma la disprezza in quanto supervisore della sua vita.
La mamma di un piccolo Narciso si pone sempre nei confronti del figlio prediletto in modo equivoco, lo elegge sostituto del partner, spesso distante o fedifrago, dandogli un rilievo spesso non gradito; così come lo scantona, ignorando la sua volontà e mettendolo in secondo piano rispetto ai propri capricci.
Questo comportamento ambiguo genera nel figlio una grave insicurezza sul legame da cui sente di doversi proteggere per il forte grado di sfiducia che gli genera, infondo non si sente davvero amato per chi è ma solo per l'utilizzo che la madre ne fa.
In modo del tutto inconsapevole impara che il rapporto d'amore è pericoloso e, dunque, avanza tutta una serie di misure difensive per tutelare il bimbo illecitamente strumentalizzato.
Il piccolo Narciso non possiede gli attrezzi emotivi per contestare le modalità manipolatorie della mamma e il dolore del disamore, o del malamore, è talmente importante che piuttosto di affrontarlo crea una maschera di impenetrabilità, soprattutto repellente al dolore.
Non potendo contare su un legame sicuro e non avendo modo di troncarlo, il piccolo Narciso imparerà ben presto a prendere ciò che di buono può trarne, imparando così a manipolare a sua volta.
A quel punto la madre diverrà una complice e come tale verrà, a sua volta, idealizzata come elemento perfetto che pur conoscendo le sue manipolazioni si presta alla collaborazione reciproca.
La madre conosce ma perdona, si arrabbia ma perdona, prende atto delle nefandezze ma perdona, viene allontanata ma perdona, subisce le bugie ma perdona, prende insulti ma perdona, in nome di un reciproco patto implicito in cui lei fa lo stesso col figlio.
Così il narcisista impara che qualsiasi azione svolga un perdono gli è dovuto, che non è necessario prendersi la responsabilità del dolore che genera perchè, se l'altra lo ama, lo deve capire e perdonare.
Un narcisista non sa che l'amore è un'altra cosa, che non è un'associazione a delinquere ma una comunione di valori fondanti.
Dunque il modello di Donna che idealizza accanto a sè è semplicemente divino, dove concentra la tolleranza dei suoi sbagli, l'accoglienza priva di giudizio e la commistione di quella trasgressione alla morale comune.
In pratica una Madonna santa ma facilmente corruttibile perchè a sua volta ricattabile.
Ognuna di noi è stata tutto questo per un tempo, poi accortasi del giochino al massacro, ha tentato di alzare la testa ed stata punita con lo scarto, più o meno indotto.
Forse perchè nel nostro ideale non compariva l'opzione: "Partner, uguale figlio da perdonare nonostante..." seppur nostro malgrado lo abbiamo fatto ripetute volte, inducendolo a credere che sarebbe stato per sempre.
Durante le varie pause che un narcisista si prende non smette mai la sua ricerca di persona perfettamente rispondente al suo bisogno, idealizzando di volta in volta le new entry o ripescando coloro che nel frattempo ha ridealizzato giacchè hanno avuto l'ardire di proseguire anche senza di lui.
Nella mente di Narciso non vive un ideale di Donna, nè di relazione, riscontrabile nella realtà, purtroppo ha sempre la sensazione di doversi accontentare e questo lo porta a tradire senza grossi sensi di colpa, perchè non è lui il problema ma chi non corrisponde ai suoi bisogni.
Un narcisista non accetta i compromessi e non vede nel compromesso una possibilità di pienezza ma una dolorosa rinuncia, un limite alla sua libertà e una lesa maestà.
Mi sono capita?

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