28/05/2026
๐๐ฎ๐๐ง๐๐จ ๐ฎ๐ง ๐ซ๐๐ ๐๐ณ๐ณ๐จ ๐๐จ๐ง ๐๐ฎ๐ญ๐ข๐ฌ๐ฆ๐จ ๐ฌ๐ข ๐ฉ๐๐ซ๐๐: ๐ข๐ง๐ฌ๐๐ ๐ง๐๐ซ๐ ๐ ๐๐ก๐ข๐๐๐๐ซ๐ ๐๐ข๐ฎ๐ญ๐จ ๐๐จ๐ง ๐ฎ๐ง ๐๐๐ซ๐๐๐ฉ๐๐ซ๐ฌ๐จ๐ง๐ ๐ฏ๐ข๐๐ซ๐๐ง๐ญ๐
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Lo studio di Taylor, Hughes, Richard, Hoch e Rodriguez Coello ha valutato una procedura per insegnare a tre ragazzi con autismo a chiedere aiuto quando si trovano separati dal genitore o dallโinsegnante in un ambiente di comunitร .
Lo studio ha impiegato un cercapersone vibrante come segnale per evocare una risposta di sicurezza. Quando il dispositivo vibrava, il ragazzo doveva cercare un adulto e consegnargli una card comunicativa che spiegava che si era perso e che bisognava contattare il genitore o lโinsegnante.
Questo studio รจ particolarmente interessante per bambini o ragazzi che non hanno ancora un linguaggio abbastanza fluente da spiegare verbalmente la situazione, oppure che non sono ancora in grado di usare in modo affidabile una regola del tipo: โse mi perdo, devo cercare aiutoโ. In questo caso, infatti, la risposta non dipendeva da regole verbali complesse, ma da una catena concreta: vibrazione, avvicinamento a un adulto, consegna della card e attesa.
๐๐๐ซ๐ญ๐๐๐ข๐ฉ๐๐ง๐ญ๐ข
I partecipanti erano tre ragazzi con autismo: Jane, Lisa e Craig, di 17, 13 e 14 anni. Tutti presentavano difficoltร significative nel linguaggio, nella socializzazione e nelle abilitร di autonomia personale.
A differenza di altri studi, in cui i partecipanti avevano competenze verbali piรน avanzate e capacitร di seguire regole, qui la procedura รจ stata pensata per persone con bisogni di supporto maggiori. Per questo motivo, lโintervento non richiedeva necessariamente di dire frasi complesse come โmi sono persoโ, ma utilizzava una card comunicativa.
๐๐๐ญ๐๐ซ๐ข๐๐ฅ๐ข ๐ฎ๐ฌ๐๐ญ๐ข
Gli autori hanno usato due strumenti principali.
Il primo era un cercapersone vibrante, indossato sul bordo della tasca o alla cintura. Quando veniva attivato dallโinsegnante o dal genitore, il cercapersone vibrava per circa due secondi. La vibrazione funzionava come prompt tattile, cioรจ come segnale fisico discreto per indicare al partecipante che doveva mettere in atto la risposta appresa.
Il secondo strumento era una card comunicativa, tenuta nella tasca o nella borsa del partecipante. Sulla card erano indicati il nome del ragazzo, una frase che comunicava che si era perso e unโistruzione per chiamare o contattare il genitore o lโinsegnante.
Invece di chiedere al ragazzo di produrre verbalmente tutta la richiesta dโaiuto, quindi, la procedura gli insegnava a usare un supporto comunicativo giร pronto. La risposta richiesta era quindi piรน semplice, piรน stabile e meno dipendente dal linguaggio spontaneo.
๐๐ ๐ซ๐ข๐ฌ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ญ๐ ๐ข๐ง๐ฌ๐๐ ๐ง๐๐ญ๐
La risposta corretta era composta da quattro passaggi.
Primo: avvicinarsi a un adulto.
Secondo: dire โmi scusiโ, una formula per atti**re lโattenzione dellโadulto.
Terzo: ti**re fuori la card comunicativa e consegnarla.
Quarto: rimanere con lโadulto fino al ricongiungimento con il genitore o lโinsegnante.
๐๐๐ฌ๐๐ฅ๐ข๐ง๐: ๐๐จ๐ฌ๐ ๐ฌ๐ฎ๐๐๐๐๐๐ฏ๐ ๐ฉ๐ซ๐ข๐ฆ๐ ๐๐๐ฅ๐ฅโ๐ข๐ง๐ฌ๐๐ ๐ง๐๐ฆ๐๐ง๐ญ๐จ
Durante la baseline, lโinsegnante accompagnava il partecipante in un ambiente di comunitร . Il ragazzo indossava giร il cercapersone e aveva con sรฉ la card comunicativa, ma il cercapersone non veniva attivato.
A un certo punto, lโinsegnante usciva dal campo visivo del partecipante. Un secondo osservatore, nascosto o comunque non evidente, controllava la sicurezza del ragazzo e registrava ciรฒ che faceva. Dopo circa due minuti, la prova terminava e lโinsegnante si ricongiungeva al partecipante.
Questa fase serviva a vedere se il ragazzo, senza insegnamento specifico e senza attivazione del cercapersone, avrebbe cercato aiuto spontaneamente. Nessuno dei tre partecipanti ha prodotto la risposta corretta in baseline. Questo significa che avere addosso la card non bastava: la card doveva diventare parte di una risposta insegnata.
๐๐ง๐ฌ๐๐ ๐ง๐๐ฆ๐๐ง๐ญ๐จ ๐ ๐ฌ๐๐ฎ๐จ๐ฅ๐
La prima fase di insegnamento รจ stata condotta a scuola. Prima di lavorare negli ambienti di comunitร , gli autori hanno insegnato ai partecipanti a rispondere alla vibrazione del cercapersone in un contesto piรน controllato e prevedibile.
Prima di ogni prova, lโinsegnante forniva unโistruzione verbale, spiegando cosa ci si aspettava che il partecipante facesse quando il cercapersone vibrava.
Poi lโinsegnante si posizionava molto vicino al ragazzo, a circa trenta centimetri, e attivava il cercapersone. Subito dopo la vibrazione, guidava il partecipante attraverso la catena corretta: aiutava il partecipante ad avvicinarsi allโadulto piรน vicino, forniva un modello verbale per dire โmi scusiโ e guidava manualmente il partecipante a prendere la card comunicativa e a consegnarla.
Dopo la risposta corretta, il partecipante riceveva lode e rinforzatori alimentari.
Gli autori non hanno, quindi, chiesto subito una risposta indipendente in ambiente naturale. Hanno prima costruito la catena in un ambiente piรน semplice, usando prompt immediati e rinforzo chiaro.
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๐๐๐ข๐ง๐ ๐๐๐ข ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฆ๐ฉ๐ญ ๐ ๐๐๐ข ๐ซ๐ข๐ง๐๐จ๐ซ๐ณ๐๐ญ๐จ๐ซ๐ข
Con il procedere dellโinsegnamento, i prompt e i rinforzatori tangibili sono stati gradualmente sfumati.
Questo significa che lโobiettivo non era mantenere il ragazzo dipendente dalla guida fisica, dal modello verbale o dal rinforzatore alimentare. Lโobiettivo era trasferire il controllo della risposta alla vibrazione del cercapersone.
In altri termini, il cercapersone doveva diventare lo stimolo antecedente che evocava la catena di richiesta dโaiuto. La guida dellโadulto serviva inizialmente a insegnare la risposta, ma doveva poi essere ridotta.
๐๐ซ๐ข๐ญ๐๐ซ๐ข๐จ ๐๐ข ๐๐ฉ๐ฉ๐ซ๐๐ง๐๐ข๐ฆ๐๐ง๐ญ๐จ
Il partecipante doveva rispondere in modo indipendente e corretto al 100% per tre prove consecutive.
Questo criterio รจ stato usato sia nella fase di insegnamento a scuola sia nella fase di insegnamento nei contesti di comunitร .
In pratica, per considerare acquisita la risposta in un certo contesto, il partecipante doveva completare tutta la catena senza errori per tre prove di fila.
๐๐ฒ๐ป๐ฒ๐ฟ๐ฎ๐น๐ถ๐๐๐ฎ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ ๐ป๐ฒ๐ด๐น๐ถ ๐ฎ๐บ๐ฏ๐ถ๐ฒ๐ป๐๐ถ ๐ฑ๐ถ ๐ฐ๐ผ๐บ๐๐ป๐ถ๐๐ฎฬ ๐ฒ ๐ฐ๐ผ๐ป ๐ถ ๐ด๐ฒ๐ป๐ถ๐๐ผ๐ฟ๐ถ
Dopo lโapprendimento iniziale a scuola, la procedura veniva trasferita in due ambienti di comunitร , assegnati in modo casuale di giorno in giorno. Durante ogni uscita venivano effettuate una o due prove: lโinsegnante usciva dal campo visivo del partecipante e attivava il cercapersone, la cui vibrazione doveva evocare la risposta di ricerca dโaiuto. Se entro trenta secondi il ragazzo non estraeva la card e non avviava la catena corretta, lโinsegnante interveniva fornendo prompt discreti secondo una gerarchia dal meno al piรน intrusivo, cosรฌ da evitare il consolidarsi dellโerrore e riportare la prova verso la risposta corretta. Anche in questi contesti il criterio di apprendimento restava il 100% di accuratezza per tre prove consecutive.
Una volta acquisita la risposta nei luoghi di training, gli autori hanno verificato la generalizzazione in altri ambienti di comunitร nei quali non venivano piรน forniti prompt, correzione dellโerrore o rinforzatori tangibili: lโinsegnante usciva dal campo visivo, attivava il cercapersone e osservava se la risposta appresa comparisse anche in un contesto nuovo; se entro trenta secondi non cโera risposta corretta, il cercapersone veniva attivato una seconda volta e, in assenza di risposta anche dopo questo secondo segnale, la prova veniva interrotta dopo due minuti.
La stessa logica รจ stata poi verificata anche con i genitori: in quel caso era il genitore ad accompagnare il ragazzo e ad attivare il cercapersone, mentre un insegnante osservava in modo discreto, cosรฌ da valutare se lโabilitร di sicurezza funzionasse non solo con il personale scolastico ma anche in una situazione piรน vicina alla vita quotidiana della famiglia.
๐๐ข๐ฌ๐ฎ๐ฅ๐ญ๐๐ญ๐ข
Tutti e tre i partecipanti hanno imparato a consegnare la card comunicativa in risposta alla vibrazione del cercapersone, sia a scuola sia nei siti di comunitร usati per lโinsegnamento.
Durante la baseline nessuno dei partecipanti aveva usato spontaneamente la card quando era separato dal caregiver o dallโinsegnante. Dopo lโintervento, invece, tutti e tre hanno imparato a cercare assistenza consegnando la card.
๐๐๐ซ๐๐ก๐ฬ ๐ช๐ฎ๐๐ฌ๐ญ๐ ๐ฉ๐ซ๐จ๐๐๐๐ฎ๐ซ๐ ๐ฬ ๐ข๐ฆ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐๐ง๐ญ๐
Questo studio รจ importante perchรฉ propone una procedura adatta anche a persone che non possono affidarsi pienamente al linguaggio verbale o a regole complesse. Una procedura di questo tipo puรฒ essere piรน accessibile rispetto a un intervento basato su spiegazioni verbali, role play complessi o domande del tipo: โCosa devi fare se ti perdi?โ
Il cercapersone vibrante ha funzionato come prompt tattile. La card comunicativa ha ridotto il carico verbale richiesto al partecipante. La catena comportamentale era concreta, osservabile e insegnabile passo dopo passo.
๐๐ข๐ฆ๐ข๐ญ๐ข ๐๐๐ฅ๐ฅ๐จ ๐ฌ๐ญ๐ฎ๐๐ข๐จ
Gli autori segnalano alcuni limiti.
Il primo riguarda la sicurezza e la scelta dellโadulto. Nello studio i partecipanti dovevano avvicinarsi a un adulto della comunitร , ma gli autori osservano che studi futuri dovrebbero insegnare in modo piรน specifico ad avvicinarsi ad adulti potenzialmente piรน utili e sicuri, come un cassiere o un commesso.
Un altro limite riguarda la baseline. Gli autori non hanno misurato come i partecipanti avrebbero risposto al cercapersone prima dellโinsegnamento. Tuttavia, i dati di acquisizione indicavano che nessuno dei partecipanti rispondeva indipendentemente durante la prima sessione di insegnamento, quindi รจ probabile che la risposta al cercapersone prima del training sarebbe stata assente.
๐๐จ๐ง๐๐ฅ๐ฎ๐ฌ๐ข๐จ๐ง๐
Lo studio mostra che anche ragazzi con autismo e difficoltร significative nel linguaggio e nellโautonomia possono imparare una risposta di sicurezza funzionale quando si perdono in comunitร .
La procedura non si รจ basata principalmente sullโutilizzo di regole verbali, ma sullโinsegnamento di una catena concreta: sentire la vibrazione del cercapersone, cercare un adulto, atti**re la sua attenzione, consegnare una card comunicativa e rimanere con lui fino al ricongiungimento.
Per insegnare la sicurezza non basta spiegare cosa fare. Bisogna costruire una risposta praticabile per quel bambino, scegliere supporti comunicativi adeguati, insegnare la sequenza passo dopo passo e verificarla nei contesti reali in cui dovrร essere usata.
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๐จ๐ง๐ญ๐: Taylor, B. A., Hughes, C. E., Richard, E., Hoch, H., & Coello, A. R. (2004). Teaching teenagers with autism to seek assistance when lost. Journal of Applied Behavior Analysis, 37(1), 79-82.