25/04/2026
C'è qualcosa di curioso nel concetto di Aparigraha, una parola sanscrita che significa “non attaccamento”.
Questo non vuol dire diventare distaccati da tutto. Non significa smettere di affezionarsi o non soffrire quando qualcosa che amiamo cambia o non c'è più. Il dolore è giusto attraversarlo, dargli spazio, sentirlo.
Aparigraha non chiede di evitarlo.
Chiede qualcosa di diverso e di molto più sottile: allenarci, piano piano, all'idea che nulla è per sempre. Che le cose che abbiamo, gli oggetti, le relazioni, i momenti belli, non ci appartengono davvero. E che quando arriva il momento di lasciarle andare, possiamo scegliere di farlo con gratitudine invece che con sofferenza.
La sofferenza, lo yoga ce lo insegna, non nasce dalla perdita in sé. Nasce dal legame che abbiamo costruito, dall'aspettativa che quella cosa sarebbe rimasta sempre uguale, sempre lì. Ed è proprio lì, in quell'aspettativa, che si nasconde il peso.
Iniziare dall'armadio non è banale, anzi, è super utile. Il corpo impara attraverso i gesti concreti prima ancora che la mente capisca. Ogni volta che prendiamo un oggetto in mano, lo ringraziamo per quello che ha rappresentato e lo lasciamo andare, stiamo costruendo un'esperienza reale di cosa significhi lasciare senza perdere. Ed è quella stessa capacità che poi, nei momenti più difficili, diventa una risorsa vera.
Come ogni pratica, è questione di allenamento e di costanza 🙂
Se senti che questo contenuto può venirti in aiuto nei momenti dove senti un particolare attaccamento a qualcuno o qualcosa, puoi salvarlo e applicarlo ogni volta che vorrai.
A presto,
Besitos & Namaste 😊🙏🌟