02/03/2019
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LA SPALLA È MOBILE, QUAL PIUMA AL VENTO...
Come tutti sappiamo, la spalla del cavallo è connessa al corpo non con la classica articolazione ossea, ma tramite un sistema muscolare. Questa ingegnosa soluzione permette al cavallo una forte atleticità in quanto gli arti anteriori possono assorbire senza alcun danno le forti sollecitazioni dovute alla massa del cavallo che ivi si scarica, in particolari occasioni, come per esempio la ricezione dall'ostacolo.
L'arto toracico è composto, come tutto nel cavallo, da una serie di leve costituite dai segmenti ossei (scapola,omero, ecc...) e dalle relative articolazioni che vengono aperte e chiuse dai muscoli propri di questo arto (grande rotondo, sottoscapolare, ecc...).
Esiste poi un'altra serie di muscoli (succlavio, dentato ventrale, ecc...) che hanno la funzione di sostenere la gabbia toracica e la colonna vertebrale tra le scapole e di muoverle, queste scapole, per produrre il movimento utile più efficace ed economico possibile in quel momento.
Nel cavallo che lavora a schiena bassa, generalmente la zona del garrese risulta fortemente bloccata e irrigidita e i nostri simpatici muscoli di sostegno si trovano compressi tra un garrese affondato tra le spalle e le scapole bloccate. In questa situazione anche i muscoli che devono far muovere la scapola si trovano in forte imbarazzo e non potranno far altro che permettere un limitatissimo range di movimento (passi corti).
Non di rado in fase di rieducazione del cavallo, oltre alla modifica di tutta la linea dorsale, con un visibile sollevamento e ripristino della sua forma fisiologica, ho osservato un aumento di statura del cavallo, misurato al garrese. Il cavallo è diventato più alto perché il garrese è "uscito" di tra le spalle, liberandole e permettendo un normale ampio lavoro di distensione. Anche cavalli dai movimenti modesti spesso hanno tirato fuori dei trotti allungati proprio niente male...
E il cavallo ringrazia.