27/11/2025
La dispersione delle ceneri di cremazione, in Italia, è un gesto che unisce intimità, libertà e un profondo senso di continuità con i luoghi che hanno segnato una vita. Sempre più persone la scelgono per lasciare un’ultima traccia in un ambiente significativo, ma chi opera accanto alle famiglie sa che arrivare a questo gesto non è sempre così semplice.
La legge consente la dispersione delle ceneri da molti anni, eppure il percorso cambia sensibilmente da Regione a Regione e, in alcuni casi, perfino da un Comune all’altro. Una frammentazione che non dipende dalla volontà dei cittadini, ma dalle diverse modalità con cui gli enti locali interpretano la normativa esistente.
Il quadro nazionale, in teoria, è chiaro: la dispersione è un diritto, purché vi sia una volontà valida e si scelga un luogo compatibile con le disposizioni di legge. Nella pratica, però, la gestione amministrativa è affidata a uffici che, non avendo linee guida perfettamente uniformi, applicano procedure differenti. Questo porta a situazioni in cui una famiglia, dopo aver ascoltato un percorso semplice in un Comune, scopre che in quello vicino le richieste cambiano.
Non è una mancanza di sensibilità da parte degli uffici, che spesso operano con grande impegno, ma il risultato di un sistema che non offre strumenti interpretativi uguali per tutti. Per le famiglie, questa variabilità pesa. In un momento già carico di emozioni, l’incertezza burocratica non dovrebbe aggiungersi al lutto.
Chi desidera disperdere le ceneri in un luogo naturale, in mare o su un terreno privato si trova spesso davanti a domande che non dovrebbero sorgere: “Si può fare qui?”, “Serve un documento aggiuntivo?”, “Perché nel Comune vicino il percorso è diverso?”.
La verità è che la dispersione è pienamente legittima anche fuori dal proprio territorio, purché la volontà del defunto sia stata espressa correttamente e la procedura venga presentata nel modo appropriato. La libertà di scelta è già riconosciuta; ciò che manca è una modalità di applicazione omogenea.
In questo scenario, l’impresario funebre ricopre un ruolo determinante. La conoscenza della normativa, la capacità di distinguere ciò che è obbligatorio da ciò che è prassi locale e la competenza nell’accompagnare le famiglie permettono di trasformare un percorso incerto in un atto sereno e rispettoso della volontà del defunto. Quando l’operatore è preparato, le famiglie scoprono che ciò che sembrava complicato diventa, invece, un diritto esercitabile senza ostacoli.
Tutto questo rende ancora più evidente quanto sia importante arrivare, finalmente, a una normativa nazionale davvero uniforme. Non per limitare la libertà dei cittadini, ma per garantire che questa libertà sia esercitata allo stesso modo da Nord a Sud. Una legge più chiara e condivisa alleggerirebbe il lavoro degli uffici, darebbe sicurezza agli operatori e offrirebbe alle famiglie un percorso identico e trasparente, indipendentemente dal Comune in cui vivono o dal luogo scelto per la dispersione.
La dispersione delle ceneri è un atto d’amore e rispetto. Merita un sistema all’altezza di questo gesto, semplice e coerente. Nessuna famiglia dovrebbe sentirsi frenata da differenze interpretative né temere di non poter realizzare una volontà così personale. L’obiettivo è poter dire, senza esitazioni: “Sì, possiamo farlo, e sappiamo come accompagnarvi”.
Nel prossimo articolo entreremo nel cuore della procedura: spiegheremo in modo chiaro chi deve firmare l’istanza, come devono essere espresse le volontà testamentarie, cosa accade in presenza di tutori o amministratori di sostegno, quali documenti servono davvero e quali passaggi devono essere seguiti per ottenere un’autorizzazione senza conflitti o incertezze. Sarà una guida completa per famiglie e operatori.
Nicholas Cavalca
La legge consente la dispersione delle ceneri di cremazione da molti anni in Italia, eppure l'applicazione non è sempre così facile.