Elena Scaffidi Psicoterapeuta in Lugano

Elena Scaffidi Psicoterapeuta in Lugano Psicoterapeuta, psicosioanalista. Terapia duale, di coppia, di gruppo e dell'istituzione.

SABATO 29 NOVEMBRE A MILANOUna bella occasione per conoscere o approfondire la specificità della Psicosocioanalisi appli...
24/11/2025

SABATO 29 NOVEMBRE A MILANO
Una bella occasione per conoscere o approfondire la specificità della Psicosocioanalisi applicata alla clinica individuale, gruppale, delle istituzioni e della polis.
Primo appuntamento di un percorso esperienziale attraverso la tecnica del gruppo operativo.
PER ISCRIZIONI
clicca sul link: http://bit.ly/4kmgPBC
oppure visita il sito: www.arielepsicoterapia.it

(...) Nel caso di Maya avevo fatto ricorso ad un confronto molto diretto, mentre in genere è di gran lunga più efficace ...
04/11/2025

(...) Nel caso di Maya avevo fatto ricorso ad un confronto molto diretto, mentre in genere è di gran lunga più efficace condurre i pazienti a scoprire certe cose da soli. In quanto terapeuti, noi mettiamo a disposizione delle possibilità e poniamo domande che suscitano riflessione, che spesso portano i pazienti a considerare come stanno vivendo, se le loro azioni sono in linea con i loro valori, e se le loro convinzioni sono d’aiuto, e a comprendere nel frattempo che il cambiamento profondo deve prove**re dall’interno.
Qui ci troviamo di fronte a una complessa ironia, perché i pazienti di solito entrano in terapia in preda ad un’angoscia significativa. In linea di massima, desiderano una soluzione alla sofferenza che provano in quello stato, poco importa che il problema sia esterno o interno. E spesso immaginano che questa soluzione sia un consiglio su cosa fare. Ma, di nuovo, il vero cambiamento deve necessariamente ve**re dal paziente che riconsidera le proprie inclinazioni e opera un mutamento, e non dal sentirsi dire cosa fare in una determinata situazione. Quasi sempre è molto meno utile che si dica cosa fare invece di aiutare la persona a superare qualsiasi ostacolo interiore abbia, in modo da poter giungere alle conclusioni che meglio si allineano ai suoi valori più profondi.
(Irvin D. Yalom e Benjamin Yalom. L’ora del cuore. Neri Pozza Editore)

La pratica terapeutica che si avvale dei principi fondanti la psicologia clinica e la psichiatria alla quale ci si rivolge per porre rimedio a diversi disturbi psicopatologici o semplicemente in concomitanza di eventi di vita o situazioni particolarmente impegnative per l’individuo…

25/10/2025

L’OGGETTO DEL DESIDERIO
Da un punto di vista generale la passione della gelosia e quella dell’invidia non hanno la stessa natura: la prima ha a che fare con la proprietà dell’oggetto unita al timore di perderne l’esclusività, la seconda invece con l’odio nei confronti della vita dell’Altro in quanto tale. Mentre dunque la gelosia implica una scena triangolare caratterizzata dal timore di perdere l’oggetto amato a causa dell’irruzione di un terzo, quella invidiosa si sviluppa nello stretto del rapporto a due. È invidia della vita dell’Altro, della sua ricchezza e della sua gioia, è invidia non di qualcosa che l’Altro possiede, ma della sua capacità di vita – per la sua vita viva – che io sento di non possedere. Nel caso del rapporto originario tra fratelli e sorelle queste due passioni tendono a convergere per il fatto che l’oggetto della gelosia e dell’invidia è lo stesso. Il bambino che guarda il fratello di latte nutrirsi al seno soffre della gelosia dell’esclusione, di essere stato sostituito da un altro simile, ma soffre altresí perché l’oggetto del suo desiderio coincide con l’oggetto del desiderio dell’altro. Infatti, i fenomeni di gelosia invidiosa tra bambini hanno sempre la loro radice più profonda in una sorta di immedesimazione reciproca. Lo sguardo torvo del fratello maggiore che non può condividere il godimento del fratello appena nato manifesta, in realtà, il desiderio invidioso di riprendere il suo posto, di restaurare la scena dell’Uno tutto solo.
(Massimo Recalcati. Uno diviso due. Fratelli e sorelle. Feltrinelli)

Psicoterapeuta, psicosioanalista. Terapia duale, di coppia, di gruppo e dell'istituzione.

PRESENZE IMPRESCINDIBILILa qualità relazionale va costruita, coltivata e compresa con le stesse modalità in ogni situazi...
12/10/2025

PRESENZE IMPRESCINDIBILI
La qualità relazionale va costruita, coltivata e compresa con le stesse modalità in ogni situazione che implichi il prendersi cura della mente dell’altro. Si potrebbe dire che di questo sviluppo emotivo della vita psichica si può divenirne lettori attenti e coscienti oppure si può essere ignari soggetti immersi in un groviglio affettivo senza averne nessuna capacità di osservarlo e interpretarlo. In maniera più precisa, si può dive**re consapevoli dei transfert in gioco e dei controtransfert che vanno a colorare emotivamente il campo comune. Questa lettura potrà essere molte volte silente, ma non per questo non presente durante l’incontro.
(Paola Scalari. La supervisione relazionale. Metodologia applicata all’individuo e ai gruppi. Edizioni La Meridiana)

La pratica terapeutica che si avvale dei principi fondanti la psicologia clinica e la psichiatria alla quale ci si rivolge per porre rimedio a diversi disturbi psicopatologici o semplicemente in concomitanza di eventi di vita o situazioni particolarmente impegnative per l’individuo…

PENSARE INSIEMEIl supervisore è un personaggio interno a cui il supervisionato chiede aiuto sia durante l’esperienza di ...
04/10/2025

PENSARE INSIEME
Il supervisore è un personaggio interno a cui il supervisionato chiede aiuto sia durante l’esperienza di supervisione, ma ancor di più quando nel lavoro solitario sente il bisogno di dialogare con qualcuno. Il pensiero per nascere ha bisogno di accoppiamenti. Il suo prototipo è una madre che pensa, che pensa il bambino e per il bambino. La supervisione dunque non è una visione superiore, bensí una visione dentro la relazione che si costruisce tra persone capaci di ascoltare e ascoltarsi in quanto sono state ascoltate. Ed è da questa attenzione dentro e fuori di sé che nasce la possibilità di fantasticare e produrre trasformazioni simboliche che sappiano produrre nuove visioni.
(Paola Scalari. La supervisione relazionale. Metodologia applicata all’individuo e ai gruppi. Edizioni La Meridiana)

La pratica terapeutica che si avvale dei principi fondanti la psicologia clinica e la psichiatria alla quale ci si rivolge per porre rimedio a diversi disturbi psicopatologici o semplicemente in concomitanza di eventi di vita o situazioni particolarmente impegnative per l’individuo…

ADOLESCENZA E ADOLESCENTIPer gli amici bresciani e per tutti coloro che sentono necessario  riflettere e confrontarsi su...
25/09/2025

ADOLESCENZA E ADOLESCENTI
Per gli amici bresciani e per tutti coloro che sentono necessario riflettere e confrontarsi su un tema importante che riguarda non solo i professionisti e i genitori, ma ci riguarda tutti perché gli adolescenti di oggi saranno gli adulti di domani.

La pratica terapeutica che si avvale dei principi fondanti la psicologia clinica e la psichiatria alla quale ci si rivolge per porre rimedio a diversi disturbi psicopatologici o semplicemente in concomitanza di eventi di vita o situazioni particolarmente impegnative per l’individuo…

IL CARICO MASSIMO(IL CARICO EMOTIVO VISTO DA UN INGEGNERE)Il carico massimo sostenibile cambia a seconda del materiale c...
21/09/2025

IL CARICO MASSIMO
(IL CARICO EMOTIVO VISTO DA UN INGEGNERE)

Il carico massimo sostenibile cambia a seconda del materiale che consideri. A parità di spessore, un solaio in laterocemento porta quattrocento chilogrammi al metro quadro, uno in calcestruzzo armato seicento e passa, un solaio in legno ne tiene la metà, ma in compenso è più elastico.
Funziona cosí anche con le persone, la vita è una gara di resistenza alle deformazioni e agli urti.
Non tutti vi reagiscono allo stesso modo. Ma il vero problema è che, quando si tratta di persone, non esistono regole matematiche universalmente valide. Ognuno di noi è un impasto unico che c’entra solo in minima parte con la biologia, e che ha a che fare principalmente con la propria storia, con il periodo in cui si vive, con la maniera in cui si riesce ad adattarsi oppure a ribellarsi allo sguardo degli altri. L’umano è un materiale che muta le caratteristiche meccaniche nel tempo, attraverso crepe o fenditure spesso difficili da scorgere, a volte addirittura sotterranee. Per vederle servono occhi attenti, desiderio di conoscere, capacità di mettersi in discussione e nessuna soluzione pronto uso.
(Matteo Bussola. La neve in fondo al mare. Einaudi)

INDIVIDUI, ISTITUZIONI E RESISTENZA AL CAMBIAMENTOA un mutamento istituzionale non può accompagnarsi uno “sbalzo” nella ...
28/07/2025

INDIVIDUI, ISTITUZIONI E RESISTENZA AL CAMBIAMENTO
A un mutamento istituzionale non può accompagnarsi uno “sbalzo” nella struttura psicologica degli esseri umani e, d’altra parte, un cambiamento istituzionale radicale può prodursi soltanto in seguito a una presa di coscienza, cioè a una modifica della struttura psicologica.
Quello che a noi interessa sapere è fino a che punto gli uomini si sforzino di non cambiare le istituzioni, benché d’altro canto cerchino di cambiarle, considerandole inadeguate o insoddisfacenti.
E ci preme molto anche capire fino a che punto gli individui alienati, sottoposti a istituzioni alienate, si chiudano in un circolo vizioso di resistenze al cambiamento. Le cose hanno forza perché in esse sono alienate le forze degli esseri umani.
Le istituzioni appaiono depositarie delle ansie psicotiche e costituiscono dei sistemi di difesa e di controllo di fronte a tali ansie; ma non sono soltanto le istituzioni a esercitare questa funzione, bensì anche, in egual misura, l’immagine che l’uomo ha di se stesso e di esse.
Ogni istituzione è il mezzo attraverso il quale gli individui possono arricchirsi o impoverirsi e svuotarsi dal punto di vista umano; quello che comunemente si chiama adattamento non è altro che l’assoggettamento all’alienazione e alla stereotipia istituzionale.
Adattamento e integrazione non sono la stessa cosa; nel primo si richiede all’individuo la massima omogeneizzazione, nella seconda egli s’inserisce con un determinato ruolo in un ambiente eterogeneo che funziona in modo unitario.
Evidentemente, si confonde con estrema facilità l’integrazione con l’agglutinazione per quanto riguarda gruppi e istituzioni omogeneizzati formati da individui spersonalizzati.

(José Bleger. Psicoigiene e Psicologia Istituzionale. Edizioni La Meridiana)

La pratica terapeutica che si avvale dei principi fondanti la psicologia clinica e la psichiatria alla quale ci si rivolge per porre rimedio a diversi disturbi psicopatologici o semplicemente in concomitanza di eventi di vita o situazioni particolarmente impegnative per l’individuo…

IO SONO UN GRUPPOÈ a una catastrofica perdita di potenzialità umane che una supervisione potrebbe offrire il suo contrib...
25/07/2025

IO SONO UN GRUPPO
È a una catastrofica perdita di potenzialità umane che una supervisione potrebbe offrire il suo contributo, affinché i professionisti del prendersi cura, anziché darsi per vinti di fronte a strutture di personalità sofferenti, disadattate e disfunzionali, possano esplorare il vissuto interiore con sonde adeguate.

La supervisione relazionale si propone quindi di andare in profondità non vedendo il singolo separato dai suoi contesti gruppali, bensí osservando la sua mente come il deposito di parti o intere figure che animano la sua esistenza e che stanno in relazione tra di loro.

(Paola Scalar. La supervisione relazionale. Metodologia applicata all’individuo e ai gruppi, Edizioni La Meridiana)

La pratica terapeutica che si avvale dei principi fondanti la psicologia clinica e la psichiatria alla quale ci si rivolge per porre rimedio a diversi disturbi psicopatologici o semplicemente in concomitanza di eventi di vita o situazioni particolarmente impegnative per l’individuo…

Ci sono momenti in cui non possiamo più fingere.Dobbiamo arrenderci all’evidenza e prendere atto delle cose, come stanno...
16/07/2025

Ci sono momenti in cui non possiamo più fingere.
Dobbiamo arrenderci all’evidenza e prendere atto delle cose, come stanno, anche se non ci piacciono.
Finalmente arriva il momento in cui gettiamo la maschera e ci arrendiamo all’evidenza.
Allora possiamo davvero guardare cosa sta succedendo.
Solo allora possiamo sperare in un altro punto di vista e conoscere veramente cosa ci sta attorno.
E permettere agli altri di guardarci per come siamo.
Finalmente guardarci dentro davvero.

La pratica terapeutica che si avvale dei principi fondanti la psicologia clinica e la psichiatria alla quale ci si rivolge per porre rimedio a diversi disturbi psicopatologici o semplicemente in concomitanza di eventi di vita o situazioni particolarmente impegnative per l’individuo…

10/07/2025

IL NARCISISTA SA DI ESSERLO?
Si parla molto di narcisismo, un termine entrato nel linguaggio comune con numerose accezioni. A volte si pensa che questa parola faccia obbligatoriamente riferimento a qualcosa di negativo, altre che una buona dose di narcisismo sia auspicabile per sopravvivere in questo mondo.
Non bisogna confondere il narcisismo con la vanitosità. Si può essere vanitosi o più semplicemente tenere al proprio aspetto senza essere narcisisti, così come un narcisista può essere molto trascurato nella propria persona.
Nonostante gli indubbi successi raggiunti nei diversi ambiti di interesse nei quali si cimenta e gli atteggiamenti apparentemente sicuri fino a sfiorare l'aggressività, il narcisista non è una persona forte, dal carattere definito e dalle idee chiare, che si impone agli altri in ragione della sua “forza del carattere”, ma nasconde una fragilità dovuta al mancato raggiungimento di un Io sano e coeso che gli impone un continuo bisogno di essere apprezzato ed ammirato e che non regge la frustrazione del confronto, del contradditorio, dell’opposizione, della messa in discussione, del rifiuto.
Immediatamente si sente giudicato, svalutato, misero e frammentato e a questi sentimenti risponde con ostilità, crudeltà e vendicatività.
Il narcisista è una persona molto fragile, a dispetto del suo atteggiamento tronfio, che alterna fasi ipomaniacali a rebound depressivi molto intensi e dolorosi.

Ci sono pensieri dolorosi che non possiamo condividere. Timori di futuro che suggeriscono scelte difficili, alle quali n...
07/07/2025

Ci sono pensieri dolorosi che non possiamo condividere. Timori di futuro che suggeriscono scelte difficili, alle quali non vogliamo guardare. In quei momenti siamo tentati di muoverci, di agire, di fare qualcosa per uscire dall’impasse emotivo che stiamo vivendo. Ma quando siamo confusi non possiamo avere la lucidità necessaria per generare pensieri creativi. E allora dobbiamo solo stare, accettare di non capire, di non sapere. Cercare di tenere il mare mentre fuori infuria la tempesta. Aspettando che torni il sereno e che un amico ci permetta di dar parola a quei pensieri per dare nuovamente forma al nostro futuro.

La pratica terapeutica che si avvale dei principi fondanti la psicologia clinica e la psichiatria alla quale ci si rivolge per porre rimedio a diversi disturbi psicopatologici o semplicemente in concomitanza di eventi di vita o situazioni particolarmente impegnative per l’individuo…

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