04/11/2025
(...) Nel caso di Maya avevo fatto ricorso ad un confronto molto diretto, mentre in genere è di gran lunga più efficace condurre i pazienti a scoprire certe cose da soli. In quanto terapeuti, noi mettiamo a disposizione delle possibilità e poniamo domande che suscitano riflessione, che spesso portano i pazienti a considerare come stanno vivendo, se le loro azioni sono in linea con i loro valori, e se le loro convinzioni sono d’aiuto, e a comprendere nel frattempo che il cambiamento profondo deve prove**re dall’interno.
Qui ci troviamo di fronte a una complessa ironia, perché i pazienti di solito entrano in terapia in preda ad un’angoscia significativa. In linea di massima, desiderano una soluzione alla sofferenza che provano in quello stato, poco importa che il problema sia esterno o interno. E spesso immaginano che questa soluzione sia un consiglio su cosa fare. Ma, di nuovo, il vero cambiamento deve necessariamente ve**re dal paziente che riconsidera le proprie inclinazioni e opera un mutamento, e non dal sentirsi dire cosa fare in una determinata situazione. Quasi sempre è molto meno utile che si dica cosa fare invece di aiutare la persona a superare qualsiasi ostacolo interiore abbia, in modo da poter giungere alle conclusioni che meglio si allineano ai suoi valori più profondi.
(Irvin D. Yalom e Benjamin Yalom. L’ora del cuore. Neri Pozza Editore)
La pratica terapeutica che si avvale dei principi fondanti la psicologia clinica e la psichiatria alla quale ci si rivolge per porre rimedio a diversi disturbi psicopatologici o semplicemente in concomitanza di eventi di vita o situazioni particolarmente impegnative per l’individuo…