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16/06/2022

ome / Fitoterapia
FITOTERAPIA

16 giugno 2022

Ipertensione, efficacia della berberina sotto i riflettori.

Ecco le novità
TAGS: IPERTENSIONE ARTERIOSA, BERBERIS, MALATTIE CARDIOVASCOLARI

L'ipertensione è il più comune fattore di rischio per la malattia cardiovascolare. Quando si raccomanda la prescrizione di una terapia farmacologica, data l'asintomacità di questa condizione fisiopatologica, i pazienti sono indotti a ricorrere inizialmente a rimedi di origine naturale. Fra questi è molto impiegato la berberina, un alcaloide vegetale che è stato usato nella medicina orientale per millenni per curare diversi disturbi, comprese le malattie cardiovascolari e i loro fattori di rischio.

Gli autori di questo lavoro sono andati quindi a verificare quali dati erano disponibili su questa pratica di automedicaione e quali erano gli effetti ad aggi dimostrati. La revisione è stata condotta seguendo il protocollo PRISMA-P, e riportata secondo la relativa dichiarazione PRISMA. Il framework PICO è stato utilizzato per definire l'ambito della revisione e per arrivare a una strategia di ricerca nel database. La ricerca è stata eseguita sui database Medline, CINAHL, AMED, Embase e Cochrane Library attraverso le piattaforme EBSCOhost e Ovid.
Al termine della ricerca, cinque studi randomizzati controllati e due studi controllati non randomizzati sono stati inclusi per un totale di 614 partecipanti. Tutti gli studi hanno fornito dati sulla pressione sanguigna, ma nessuno ha misurato gli eventi cardiovascolari o gli eventi avversi a lungo termine. Il gruppo di studi era altamente eterogeneo in termini di intervento sperimentale, intervento di confronto, durata del follow-up, diagnosi dei partecipanti e impostazione.
L'eterogeneità ha impedito una meta-analisi significativa; tuttavia è emerso che la berberina più amlodipina non è risultata significativamente migliore della sola amlodipina nel ridurre la pressione sistolica e diastolica; rispetto alla metformina, la berberina ha fornito un effetto di riduzione moderato statisticamente significativo sulla pressione arteriosa sistolica (-11,87 [-16,64, -7,10] mmHg). Un nutraceutico contenente berberina come uno dei suoi ingredienti è risultato significativamente efficace nel ridurre la pressione sanguigna rispetto al placebo (-11,80 [-18,73, -4,87] mmHg sistolico e -11,10 [-15,17, -7,43] mmHg diastolico), ed efficace anche in un altro studio rispetto ai consigli dietetici (-3,40 [-5,48, -1,32] mmHg per la pressione arteriosa sistolica ambulatoriale nelle 24 ore), tuttavia, in questo caso, tali effetti non possano essere attribuiti in modo univoco alla sola berberina. Un primo studio, che ha impiegato l'estratto di erbe Chunghyul-dan, che contiene berberina, ha mostrato un significativo effetto di grado moderato rispetto a nessun trattamento, sulla pressione arteriosa sistolica ambulatoriale nelle 24 ore (-7,34 [-13,14, -1,54] mmHg), non confermato in un altro studio che impiegava una maggiore dose e durata del trattamento più lunga, di tale estratto; peraltro, anche in questo caso, gli effetti non possono essere attribuiti alla sola berberina.
Gli autori hanno quindi concluso che le prove sull'effetto della berberina sulla pressione sanguigna sono limitate, di bassa qualità e in definitiva inconcludenti.

Marco Tullio Suadoni , Iain Atherton. Berberine for the treatment of hypertension: A systematic review. Complement Ther Clin Pract. 2021 Feb;42:101287.

Vittorio Mascherini
CERFIT
AOU Careggi

15/01/2022

Omologato il farmaco contro il Coronavirus Xevudy

Il medicamento è consigliato per chi non necessita un'ospedalizzazione ma rischia un decorso grave.

Secondo i primi rilievi, è efficace anche contro la variante Omicron.

Fonte Ats
elaborata da Simona Roberti-Maggiore
Giornalista in formazione

BERNA - Swissmedic ha rilasciato oggi un'autorizzazione temporanea per il farmaco Xevudy, un trattamento per i malati di Covid. Ieri lo stesso Istituto svizzero per gli agenti terapeutici aveva dato il via libera anche al Regkirona, un altro medicamento da usare nella lotta al Coronavirus.

L'uso di Xevudy è approvato per adulti e adolescenti a partire dai 12 anni con un peso corporeo di almeno 40 chilogrammi, scrive in una nota l'ente. Tale trattamento è indicato qualora non vi sia bisogno di un'ossigenoterapia o un'ospedalizzazione, ma se sussiste il rischio di un decorso grave.

Questo farmaco viene somministrato per via endovenosa tramite un'infusione e contiene l'anticorpo sotrovimab. Le analisi di laboratorio mostrano che Xevudy è efficace contro la variante Omicron. Tuttavia, non sono stati presentati dati specifici su pazienti.

Stando a Swissmedic, lo Xevudy, prodotto dalla multinazionale britannica GlaxoSmithKline, può già ve**re prescritto nella Confederazione. Ieri l'istituto aveva invece comunicato l'omologazione del Regkirona (anticorpo regdanvimab), della società iQone Healthcare Switzerland. Tale medicamento viene utilizzato in modo simile e alle stesse condizioni, ma è riservato esclusivamente agli adulti.

Ciao, mi permetto inviare il link per sostenere l’iniziativa giovanisenzatabacco.ch 😉che andrà in votazione il 13.2.22. ...
05/01/2022

Ciao, mi permetto inviare il link per sostenere l’iniziativa

giovanisenzatabacco.ch 😉

che andrà in votazione il 13.2.22. Aiuti così i giovani a non essere innondati dalla pubblicità del tabacco e magari a non iniziare. La pubblicità ha un forte ascendente su di loro 😜 magari hai voglia di essere un’ambasciatore, se si entra sul link. Grazie di mandare questo link a conoscenti e amici . saluti Bruno

Un SÌ protegge i giovani dal tabacco!

27/11/2021

Sabato, 27 Novembre 2021, 14:17
Doctor33

24 nov 2021

Vaccini Covid, che cosa è una dose booster e come funziona?

In diversi Paesi è iniziata la somministrazione della dose di richiamo, cosiddetta booster o terza dose, per il vaccino contro Covid-19. Quella del richiamo vaccinale non è una novità assoluta ma in questi giorni i quesiti si moltiplicano. Che effetti ha sul sistema immunitario? Perché serve nel caso del virus Sars-Cov-2 e non in altri? Ecco le risposte alle principali domande da parte di Jonathan Abraham, esperto di microbiologia presso il Blavatnik Institute della Harvard Medical School.

Che cosa è esattamente una dose booster e come funziona?
Per l'esperto la terza dose ha "lo scopo di aumentare i livelli di risposte immunitarie dopo che sono diminuite naturalmente. Una dose booster induce il sistema immunitario a pensare che sta nuovamente venendo in contatto con un agente patogeno, quindi, le cellule che producono anticorpi e altre cellule immunitarie vengono 'richiamate' a mettersi in marcia. La quantità e la qualità degli anticorpi prodotti possono aumentare. Attraverso un processo chiamato maturazione dell'affinità anticorpale, il sistema immunitario impara a riconoscere un agente patogeno e a produrre anticorpi che si legano più strettamente al loro bersaglio. Per il virus Sars-Cov-2 gli anticorpi maturati per affinità possono essere più efficaci nel riconoscere varianti con più mutazioni".

Perché questa dose non serve per tutti i vaccini?

"Per alcuni agenti patogeni, avere risposte immunitarie preesistenti e innescate, ad esempio sotto forma di livelli anticorpali misurabili, è fondamentale per l'efficacia. Quindi, poiché i livelli di anticorpi diminuiscono nel tempo, è necessario un richiamo. Nel caso, ad esempio del virus dell'epatite B, è probabile che il completamento della serie di tre richiami fornisca una protezione permanente, quindi, i livelli anticorpali misurabili non vengono controllati di routine".

La dose di richiamo per Covid-19 è diversa da altre dosi di richiamo?

"Per ora - spiega Abraham - lo stesso antigene della proteina spike viene utilizzato per il vaccino e i booster. Tuttavia, c'è la possibilità che nel tempo la proteina cambi forma o muti abbastanza da richiedere un booster con un antigene del ceppo aggiornato. Questo scenario sarebbe più simile a ciò che viene fatto ogni anno con i vaccini contro il virus dell'influenza".

In futuro si faranno ancora dosi di richiamo?

"Ipotizzerei - è la conclusione dell'esperto - che a causa delle varianti altamente trasmissibili, avremo bisogno di dosi booster periodiche per i prossimi anni. Utilizzare un ceppo vaccinale aggiornato può essere saggio perché è improbabile che vedremo più il ceppo vaccinale originale".
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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