01/07/2024
VIVERE CON IL CUORE CHIUSO
Essere scollegati dal qui è ora porta come conseguenza l’essere scollegati dal cuore...
Ma anche dal corpo.
Come ben sappiamo il piacere passa anche nel corpo sotto forma di sensazione.
Quindi se c’è una frattura tra corpo e mente, non senti l’amore, anche se qualcuno lo condivide con te.
Tengo a precisare che essere scollegati dalla gioia e dalla vitalità, non vuol dire che tu non le abbia, ma semplicemente che non riesci a sentirle.
Non riesci né a dare né a ricevere.
È come se chiudessi le persiane e dicessi che non c’è luce dando la colpa al sole.
Il cuore è chiuso e con un cuore chiuso, l’amore non entra e non esce.
E, ovviamente, non sentendo niente uno cosa fa?
Semplice, chiede agli altri di amarlo.
Ma dimentica un fatto importante:
Un cuore chiuso non è nemmeno in grado di percepire l'amore che gli viene donato. Questo è il paradosso.
Infatti, se il tuo cuore è chiuso, potrebbe ve**re anche il padre eterno e condividere tutto il suo amore con te, potrebbe colmare tutte le tue aspettative, potrebbe darti tutte le attenzioni che desideri, e tu?
Tu non lo sentiresti comunque…
Non riusciresti a riconoscerlo quell’amore, perché non sai cos’è, non l’hai mai sperimentato.
E continueresti a chiedere, continueresti a soffermarti su ciò che non hai ricevuto, continueresti ad avere dubbi che ti ami davvero.
Ma se non proviamo realmente amore né per noi stessi né per gli altri, cosa proviamo allora?
Proviamo solo emozioni. Appunto.
Ecco perché bramiamo emozioni travolgenti e attenzioni assidue…
Ecco perché abbiamo così bisogno di stimoli emotivi e sensoriali intensi.
Per sentire qualcosa. Perché non siamo "in amore".
Più non senti la tua anima, più chiederai agli altri di provocarti emozioni per farti sentire vivo.
Questo è il fatto.
Quando il cuore è chiuso e siamo tagliati fuori dall'amore, non rimane che da viverci quelle forti emozioni che subentrano quando ci accorgiamo che qualcuno sia interessato a noi.
Questo bisogno cronico di eccitazione, di farti travolgere dalla passione o semplicemente di sentirti al sicuro con qualcuno che si prende cura di te, con qualcuno che c’è è direttamente proporzionale a quanto il tuo cuore è chiuso e non riesci a percepire amore in te stesso e per te stesso.
Osserva che, in una coppia, quando uno si lamenta che l’altro non gli dà abbastanza attenzioni, non lo fa stare bene, gli sta dicendo: “Tu non mi generi abbastanza emozioni, abbastanza piacere”.
Sta cercando solo quello, sta cercando qualcuno che gli provochi emozioni.
Solo chi è "sordo" ti chiede di "urlare" perché non sente niente.
Dunque, se hai bisogno che qualcuno ti faccia stare bene in una relazione significa che non c’è amore.
Vivi attraverso quella persona, vivi in reazione. Nelle reazioni meccaniche emotive.
Stai usando una persona per stare bene ed essere felice.
E questo significa… sì, che tu stai male.
Mi chiedo cosa porti, esattamente, nella relazione in questo caso.
Cosa condividiamo se chiediamo e basta?
Andiamo in cerca di un collegamento esterno con le altre persone, essendo scollegati dentro.
Ma prima di tutto, si deve essere collegati dentro, poi, ci si può collegare fuori.
Chi na ha se stesso, come può pensare di avere qualcun altro?
Vorrei che ti fermassi a osservare come ti senti dopo che prosciughi la tua energia per ammaliare, eccitare e stupire continuamente; per riuscire ad apparire sempre più interessante agli occhi degli altri, perché poi quell’interesse va mantenuto.
Considera che con il cuore chiuso, uno si sente riconosciuto e confermato solo quando riesce a strappare dell'energia-attenzione a qualcuno, usando tutti i trucchi che conosce.
A muoverlo sono i suoi bisogni irrisolti che non gli concedono mai delle tregue, mai un attimo di riposo, loro pretendono di essere soddisfatti e subito.
Troppe volte la nostra vita non è che un lungo lamento, una continua gara tra ego che cercano di ottenere la maggior quantità di attenzione possibile, fino alla fine.
E che cosa non si farebbe, pur di non dover affrontare e risolvere una volta per tutte, la nostra paura della solitudine, soprattutto se combinata con un profondo senso d'inadeguatezza…
Ma comprendi che non sarà certamente l'attenzione altrui ad aprirci il cuore. Non è cosi che funziona.
Serve smettere di chiedere attenzione, riconoscimento e approvazione agli altri e iniziare a rivolgere quel po' di attenzione che abbiamo su noi stessi, al nostro interno, risvegliando così il cuore e tutto l'amore sepolto che si è sempre trovato lì... nel centro del cuore spirituale di ognuno di noi.
Il viaggio è dentro.
Poi fuori, una volta risvegliato il cuore.
Ricorda che tutte le emozioni in una condizione di "sonno" e di "frammentazione interiore", diventano veleno per l'anima.
Ti legano i polsi, quando l'amore ti farebbe crescere le ali.
ROBERTO POTOCNIAK