05/04/2026
Il ritrovamento della nave Uluburun, è stato sorprendente, perché non si era mai visto nulla di simile prima, i pezzi che conteneva, erano conosciuti solo attraverso scritti antichi e disegni trovati sulle tombe faraoniche. Un subacqueo dilettante, ha trovato una nave con uno strano carico, mentre cercava spugne vicino alla costa della Turchia. In particolare, è successo nella città di Kac nel 1982, dove per caso l'uomo si è imbattuto in una nave affondata con tutto il suo carico intatto. La cosa più spettacolare di questo ritrovamento è l'epoca a cui appartiene la nave, tutto sembra indicare che risalga al XIV secolo a.C. ( 3350 anni fa ). Recuperare lo strano carico dalla nave, è stata una vera sfida. La barca era a 60 metri dalla costa alla profondità di circa 61 metri. Due anni dopo la scoperta, nel 1984, iniziarono i lavori per recuperare il carico. Per 10 anni, subacquei nordamericani e turchi, hanno svolto un arduo lavoro, hanno impiegato più di 6.600 ore e 22.000 immersioni, fino a quando il carico non è stato completamente recuperato. Attualmente il Museo Archeologico Subacqueo di Bodrum, espone il maggior numero di questi oggetti, molti dei quali sono ancora in fase di analisi. Perché il carico della nave è considerato strano? Niente di simile era mai stato visto prima, perché i pezzi contenuti nella nave, erano conosciuti solo attraverso antichi scritti e disegni trovati nelle tombe dei faraoni. La maggior parte del carico trasportato, corrispondeva alla materia prima che veniva commercializzata in quel momento. Una parte di quanto scoperto nelle stive della nave è : 10 tonnellate di rame grezzo distribuite in 354 lingotti rettangolari. 121 lingotti e pergamene ovali in rame. 40 barre di latta, la cui origine si stima siano le miniere di Tartesso. 149 giare di origine cananea, il contenuto di molte di esse era una sostanza simile alla trementina, il tutto molto simile a ciò che è stato trovato a Tell el-Amarna in Egitto. Zanne di ippopotami ed elefanti, legno di ebano, ceramica di Cipro, Uova di struzzo, gusci di tartaruga. vasi di rame e bronzo, lampade ad olio. Poi, 175 barre di vetro turchese, che costituiscono le prime del suo genere intatte, attrezzi per falegnami in bronzo, due cofanetti per cosmetici a forma di papera, realizzati in avorio., oltre a vari orecchini in oro, ambra e argento, ornamenti di quarzo, agate, anelli di conchiglie. Uno scarabeo di Nefertiti corrispondente al 1360-1335 a.C. questo dettaglio indica che la nave, non affondò prima che diventasse regina. Allo stesso modo, i subacquei trovarono anche tavolette di legno incernierate, che servivano da quaderni. Queste tavolette di legno furono menzionate anche nell'Iliade di Omero, mostrando aspetti della società dell'età del bronzo. L'origine e l'equipaggio della nave, sono un mistero totale, e finora non è stato chiarito, i ricercatori ci stanno ancora lavorando per dare delle risposte. Quello che si sa è che la nave era lunga circa 15 o 16 metri ed era stata costruita con quercia libanese e legno di cedro. Poiché le tavole sono fatte di cedro del Libano, potrebbero prove**re dalla Turchia, Cipro o Libano, luoghi dove crescono comunemente questi alberi. Allo stesso modo, gli esperti hanno un indizio relativo al suo itinerario e all'affondamento. Quando la nave affondò, a bordo c'erano circa 18.000 pezzi provenienti da luoghi diversi, come Egitto, Cipro, Micene, dalla regione Cananea, Assiria, ed altri. Si ritiene che la sua ultima destinazione doveva essere la città di Micene appartenente alla Grecia continentale, grazie ad alcune ceramiche ritrovate sulla barca. Una cosa diventata chiara ai ricercatori, è che il commercio internazionale era di vasta portata, e si stava svolgendo nell'Egeo della tarda età del bronzo. Ciò è dimostrato, perché gli oggetti ritrovati sulla nave, coprono una vasta area di territorio. È possibile che quelle civiltà si siano impegnate in un tipo di scambio di doni. Risalente al 1350 a C, questo sarebbe il relitto più antico mai scoperto. E' una testimonianza delle cronache arcaiche di navigazioni o battaglie navali, molte delle quali, hanno lasciato le loro spoglie sui fondali marini e che sono state poi scoperte e salvate, permettendoci di scoprire secoli dopo le fantastiche meraviglie che vi furono trasportate.