Emanuele Vanni Psicologo

Emanuele Vanni Psicologo Psicologo iscritto all'albo degli psicologi dell'Andalucia Occidentale N. AN11102

Il primo contatto sarà conoscitivo e senza impegno, ed ha lo scopo di chiarire dubbi e curiosità e richiedere tutte le informazioni utili per eventualmente intraprendere un percorso psicologico online. Ogni colloquio avrà una durata di 50 minuti, a un costo di 50 euro e sarà effettuato tramite una delle piattaforme digitali più accessibili, come Skype, Facetime o Zoom.

Abbraccia la superbia che è in te,perché dietro lei c'è una bambina non amata.Abbraccia la pretesa che hai in te,perché ...
09/01/2026

Abbraccia la superbia che è in te,
perché dietro lei c'è una bambina non amata.
Abbraccia la pretesa che hai in te,
perché dietro c'è una bambina
che non ha sentito l'amore.

Abbraccia quella che
"vuole fare la grossa" che è in te,
perché dietro lei c'è una bambina rifiutata.
Abbraccia l'ira e la rabbia che ci sono in te,
perché dietro a loro c'è una bambina abbandonata.

Abbraccia la solitaria che vive in te,
perché dietro c'è una bambina
esclusa e discriminata.
Abbraccia la riluttanza, l'apatia,
la mancanza di senso perché
dietro tutto questo c'è la tua bambina
che patisce di essere ciò che non è.

Abbraccia il dolore che vive in te,
perché dietro di lui c'è una bambina ferita.

Le bambine che vivono dentro di noi stanno cominciando a manifestarsi -
e questa volta non si fermano
finché non saranno ascoltate.

Per favore dal più profondo del mio cuore
ti chiedo di non zittirle più.

Impara ad integrarle
comprenderle,
abbracciarle,
liberarle,
restituirle alla vita.

✍️ Clarissa Pinkola Estès

09/01/2026

Ci sono fra i ricordi d'ogni uomo,
cose che non si raccontano a tutti,
ma appena agli amici.

Ce ne sono altre che neanche
agli amici si raccontano,
ma appena a se stessi,
e per di più sotto suggello di segreto.

Ce ne sono, infine, altre ancora che persino
a se stessi si ha paura di raccontare,
e di tali ricordi ogni uomo, anche ammodo,
ne mette insieme parecchi.

✍️ Fĕdor Dostoevski

08/01/2026

Ricordati sempre che i mostri non muoiono.
Quello che muore è la paura
che t'incutono.

✍️ Cesare Pavese

Ho preso un biglietto.Per rimanere.Perché ad andare via sono capaci tutti. E' restare la grande sfida.Nella paura, nell'...
08/01/2026

Ho preso un biglietto.
Per rimanere.
Perché ad andare via sono capaci tutti.
E' restare la grande sfida.

Nella paura, nell'attesa, nel dolore,
nella fine di una relazione, nella solitudine.
Invece di escogitare mille vie di fuga per andarsene. Da se stessi.

Così ho deciso di fermarmi.
Il più possibile.

Per scoprire cosa si nasconde dentro di me, rimanendo.
Solo dopo potrò muovere i passi del cambiamento.

Con questo biglietto speciale
posso esplorare ogni angolo della mia interiorità
ed ammirarne le meraviglie.

Vedo cascate di paure, montagne di timori,
gocce di serenità e un oceano d'amore che
mi mostrano i cammini da intraprendere.

Solo restando.

Ad osservare cosa accade dentro di me
ad ogni avvenimento della mia vita.

Fuggire mi farebbe perdere questo incredibile panorama e offuscherebbe la mia vista.
Rischierei di mescolarmi con i panorami degli altri
e di non trovare più la strada.

Per tornare a casa: dentro di me.

Si può fuggire con i pensieri, con le parole,
con gli sguardi, con i gesti, con i movimenti,
con tutto il corpo.

Ma è con il cuore che si resta.

Voglio regalarlo a tutti questo biglietto speciale.
E viaggiare insieme a chi decide di rimanere.
Nel luogo più importante.
Dentro se stessi.

✍️Elena Bernabè

08/01/2026

Finché vorrai essere diverso,
sarai sempre in conflitto,
perché non puoi essere diverso
da quello che sei.

E cosa sei?

Di sicuro non una persona, perché "persona" è soltanto una parola accompagnata
da un pensiero che ti è stato dato dall'esterno,
un condizionamento.

Puoi usare la parola "persona" e puoi definirti "persona" per semplificare, per convenzione, ma non puoi crederci davvero.

Ogni definizione è una finzione,
una maschera.
Essere se stessi non significa essere qualcuno, perché quella è un'idea.
Quando si dice "sono me stesso" si cerca di rimanere coerenti ad un'ideale di come vorremmo essere o agire per imporci sugli altri.
Essere se stessi significa "essere" ad ogni istante, e per far questo bisogna dimenticarsi di se stessi, cioè prendersi per "nessuno".

Quando ciò accade ci si rende conto che si è solo un'idea di pensiero e si cerca coerenza negli eventi esterni, invece l'idea di "me stesso" è un continuo mutare.
Non posso stupirmi, meravigliarmi e deludermi di me, perché non c'è nessun "me".

Non aver paura di toglierti la maschera,
anche a costo di aver problemi con gli altri.
Li avrai, è inevitabile, perché tutti si aspettano qualcosa da te, nella misura in cui la loro vita non è soddisfacente.
Se ti togli la maschera costringi, quindi,
anche agli altri di togliersela,
volenti o nolenti.
Se sei ciò che sei, ma non sei qualcuno,
non hai una fine e un inizio.

Ogni concezione di se stessi è un'ideale, e un'ideale è frutto di una mentalità statica.
Tu sei diverso in ogni istante quando l'importanza della memoria viene meno.
Non si può dunque dire che "sei te stesso", ma che "sei", perché non c'è il te stesso.

Puoi essere controllato solo se hai paura.

Impara a vedere le persone e gli eventi di cui hai paura senza il velo della memoria ed affettivo, come se le vedessi per la prima volta.
Puoi farlo, perché quel velo è solo un meccanismo.

✍️ Gabriele Pintaudi

07/01/2026

Conoscersi significa perdere ogni idealismo riguardo a se stessi e agli altri esseri umani,
senza eccezioni,
ma significa anche audacia di sedersi
con quello che troviamo intollerabile,
sedersi nel fuoco ardente e bruciare
senza scottarsi, senza carbonizzarsi
ma vedere invece che finisce e passa
e l’esperienza della cenere è fresca morbidezza.

✍️ Chandra Livia Candiani

A volte cerchiamo una direzione come se esistesse una mappa già tracciata, qualcuno che l’abbia percorsa prima di noi e ...
07/01/2026

A volte cerchiamo una direzione
come se esistesse una mappa già tracciata, qualcuno che l’abbia percorsa prima di noi
e possa dirci dove andare.

Ma la verità è più scomoda e, forse, più onesta:
non è molto raccomandato usare la mappa
di qualcun altro per trovare se stessi.

E questo percorso costa.
Costa fatica, dubbi, tentativi andati a vuoto.
E forse, ed è qui che questa realtà fa più paura,
non troverai la versione di te che stavi cercando.

Crescere non è diventare “migliori”
nel senso eroico del termine.
A volte è rinunciare.
Come un gatto che desidera essere un leone,
ma per farlo deve perdere l’appetito per i topi.

Lasciare ciò che conosci,
ciò che ti ha nutrito fino a ieri,
anche se non ti rappresenta più.

La domanda allora non è “chi voglio diventare?”,
ma “cosa sono disposto a non voler più?”.

Molti restano bloccati qui.
Non perché manchi il coraggio di cambiare,
ma perché manca il permesso di perdere
qualcosa lungo la strada:
abitudini, ruoli, identità che davano sicurezza. Eppure ogni passaggio evolutivo porta con sé
una piccola perdita, spesso silenziosa,
raramente celebrata.

Chiediti:
E se il futuro migliore non fosse una versione più forte di te, ma una versione più allineata?

E se smettere di inseguire
ciò che “dovresti essere”
fosse il primo vero atto di cura verso ciò che sei, oggi?

Forse non si tratta di trovarti.
Forse si tratta di smettere, finalmente,
di cercarti dove non sei mai stato
o dove non appartieni:
in un’idea, in un sogno ereditato,
in un obbligo silenzioso,
in una relazione che non è più funzionale.

Il vero cambiamento può iniziare proprio da qui.
Dal riconoscere che restare, a volte,
è molto più faticoso che andarsene.
Dal concederti il diritto di non combaciare
più con ciò che ti ha definito fino a ieri.

Forse il futuro migliore non nasce da una nuova direzione da inseguire,
ma da uno spazio che smetti di occupare.

E in questo spazio libero, tanto scomodo e incerto, quanto autentico, può finalmente iniziare qualcosa che ti assomiglia davvero.

Alcuni pazienti arrivano, altri vanno via. Noi psicologi siamo figure di passaggio nella vita delle persone. Soffriamo c...
07/01/2026

Alcuni pazienti arrivano, altri vanno via.
Noi psicologi siamo figure di passaggio
nella vita delle persone.

Soffriamo con loro, ci emozioniamo,
veniamo a conoscenza di pensieri inconfessabili
e siamo custodi di segreti intimi.
Le conosciamo in un modo e le salutiamo a fine percorso che sono diverse.

Se abbiamo lavorato bene come coppia terapeutica, vediamo i nostri pazienti più sicuri,
una versione migliore di se stessi,
adesso pronti ad affrontare quelle difficoltà
prima insormontabili.

Un po' come dei genitori amorevoli,
a questo punto dobbiamo lasciarli andare.
Fa uno strano effetto, c'è sempre un po' di nostalgia, ma sentirsi dire accompagnato da un sorriso "grazie di tutto dottore, adesso vorrei provare a farcela da solo/a" rimane la soddisfazione più bella.

Siamo figure di passaggio ma in quel lasso temporale ci prendiamo cura della psiche,
che in greco vuol dire "anima".

✍️ D. Palazzoni

Dopo questa pausa natalizia,
domani sarò nuovamente disponibile nei percorsi con le persone che già seguo e con chi mi ha contattato in queste vacanze
per un primo incontro conoscitivo

Spero che chiunque sia impegnato
in un percorso terapeutico,
stia trovando professionalità,
empatia e accoglienza. 🙌🏻🫂

A presto!

Emanuele

06/01/2026

È un lavoro, essere sereni.
È una costruzione.
Devi metterla giù tavola per tavola
e chiodo per chiodo,
e controllare di continuo che tutto sia a posto,
e tenere ben spalato tutto intorno.
Ci vuole un sacco di manutenzione.

✍️ Andrea De Carlo

I magi non si misero in cammino perché avevano visto la stella, ma videro la stella perché si erano messi in cammino✍️Gi...
06/01/2026

I magi non si misero in cammino
perché avevano visto la stella,
ma videro la stella perché
si erano messi in cammino

✍️Giovanni Crisostomo

🔵Come è iniziato questo 2026? 🙂🙌🏻
06/01/2026

🔵Come è iniziato questo 2026? 🙂🙌🏻

Di tutto restano tre cose: la certezza che stiamo sempre iniziando; la certezza che abbiamo bisogno di continuare; la ce...
05/01/2026

Di tutto restano tre cose:
la certezza che stiamo sempre iniziando;
la certezza che abbiamo bisogno di continuare;
la certezza che saremo interrotti prima di finire.

Pertanto, dobbiamo fare:
dell’interruzione, un nuovo cammino;
della caduta, un passo di danza;
della paura, una scala;
del sogno, un ponte;
del bisogno, un incontro.

✍️ F.Pessoa

Dirección

Sevilla, Andalucía
Seville
41920

Horario de Apertura

Lunes 08:00 - 20:00
Martes 08:00 - 20:00
Miércoles 08:00 - 20:00
Jueves 08:00 - 20:00
Viernes 08:00 - 14:00

Teléfono

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