23/01/2026
Vinyasa non significa “sequenza fluida”.
È una delle confusioni più diffuse, e anche una delle più limitanti.
La parola Vinyasa nasce da due radici sanscrite:
vi → in modo speciale
nyasa → collocare
Vinyasa significa collocare con intenzione.
Ogni asana, ogni transizione, ogni pausa ha un perché.
Non per riempire uno spazio.
Non per “scorrere bene”.
Ma per creare continuità tra respiro, corpo e attenzione.
Quando questo manca, il flusso resta movimento.
Quando c’è, il movimento diventa pratica.
Negli anni ho capito che il vero lavoro nel Vinyasa non è inventare sequenze sempre nuove, ma saper scegliere:
cosa mettere, cosa togliere, cosa lasciare maturare.
E soprattutto per chi.
È lì che la pratica cambia qualità.
Ed è lì che anche l’insegnamento cambia direzione.
https://www.ovunqueyoga.it/formazioni/corsi-di-formazione-vinyasa-yoga-50-yoga-alliance/?fbclid=IwY2xjawPgJVxleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFTWjZiZ