L'Esprit des Plantes - Aromaterapia Scientifica

L'Esprit des Plantes - Aromaterapia Scientifica Patrizia Sanfilippo - Aromatologa Collège Intern. D. Baudoux
FORMATRICE IN AROMATERAPIA SCIENTIFICA

Ravintsara o Ravensara? 🌿❄️ In inverno, l’olio di Ravintsara è un alleato potente: antivirale, immunomodulante, espettor...
21/02/2026

Ravintsara o Ravensara? 🌿

❄️ In inverno, l’olio di Ravintsara è un alleato potente: antivirale, immunomodulante, espettorante e anticatarrale. Ma attenzione… deve essere Ravintsara vera! Viene infatti spesso confusa, come potete leggere di seguito.

Chi è chi:

Ravintsara – Cinnamomum camphora
🌿 Foglie | Madagascar
💧 1,8-cineolo, alcoli, monoterpeni, esteri

Ravensara – Ravensara anisata
🌿 Foglie → monoterpeni & linalolo
🌳 Corteccia → eteri (metil-cavicolo), anche chiamata "Havozo"

Perché tanta confusione?

Stesso territorio

Nomi simili

Oli fogliari con proprietà antivirali sovrapponibili

La regola d’oro 🧪

📌 Controlla organo distillato e chemotipo, non il nome comune.
Questa è aromaterapia scientifica: passione + studio = magia degli oli essenziali ✨

Chi non ha mai sentito parlare dell’«esperienza proustiana» o della «madeleine di Proust»?Nel suo romanzo Alla ricerca d...
27/01/2026

Chi non ha mai sentito parlare dell’«esperienza proustiana» o della «madeleine di Proust»?
Nel suo romanzo Alla ricerca del tempo perduto, capolavoro della letteratura del XX secolo, Marcel Proust descrive un momento quasi mistico in cui, in un istante, il tempo che separa il passato dal presente viene abolito. Il passato è qui, adesso, insieme all'emozione legata al ricordo.

Parliamo del cosiddetto “effetto madeleine”, una metafora per definire la memoria involontaria, quella particolare forma di ricordo in cui SAPORI (per retro-olfazione) e ODORI riescono a risvegliare memorie profonde, spesso dimenticate o sepolte.

La chiave di questa esperienza sta nell’incontro tra l’odore di una madeleine inzuppata nel tè e il luogo in cui i ricordi dell’infanzia sono custoditi: il cervello limbico del narratore.
Un odore può infatti risvegliare un ricordo assopito e, con esso, l’emozione ad esso associata, spesso con un’intensità sorprendente, senza l'intervento della memoria volontaria e razionale.

Come può accadere questo? Come percepisce gli odori il cervello?

Studiando il meccanismo dell’olfatto, si comprende perché gli odori esercitino una così forte influenza su diverse aree cerebrali, con un’azione diretta sul sistema nervoso e sulle emozioni.
Il sistema limbico, direttamente collegato all’olfatto — chiamato anche rinoencefalo (da rhinos, naso in greco, e kephalé, testa) — può essere considerato, per così dire, il prolungamento del naso nel cervello.

Il sistema limbico comprende le strutture responsabili della memoria e dell’affettività: gestisce il nostro mondo interiore, le emozioni, i ricordi, le motivazioni.
Intrattiene inoltre una rete di comunicazione estremamente complessa con altre parti del cervello. È in relazione intima con il cervello rettiliano attraverso l’ipotalamo: è qui che gli odori agiscono come veri e propri messaggi, capaci di inviare ordini a tutto l’organismo attraverso due sistemi strettamente interconnessi, il sistema nervoso e il sistema endocrino.

È in questo modo che il messaggio olfattivo esercita un effetto immediato sul sistema neurovegetativo — la parte del sistema nervoso che sfugge alla volontà — e sull’equilibrio ormonale.
Ed è proprio attraverso questo meccanismo che l’olfattoterapia può rivelarsi utile, ad esempio, nel ridurre lo stress, favorire il rilassamento e contribuire all’equilibrio emotivo.

No, l’olfattoterapia non è suggestione.
È una via di accesso diretta al cervello emotivo, un linguaggio antico che bypassa la razionalità e dialoga con le nostre strutture più profonde. Un approccio efficace, sicuro e potente per intervenire su alcuni disturbi funzionali, sull’umore e sulla gestione delle emozioni — proprio come è accaduto, oltre un secolo fa, con una semplice madeleine.

👉 Nel prossimo post: cosa succede davvero nel cervello quando annusiamo la Lavanda angustifolia. Meccanismi, molecole, effetti.

Portiamo la poesia sulla terra. 😉

🌿 Attenzione agli “elicrisi” in commercio 🌿Molti prodotti portano il nome “Helichrysum italicum”, ma la provenienza è fo...
21/01/2026

🌿 Attenzione agli “elicrisi” in commercio 🌿

Molti prodotti portano il nome “Helichrysum italicum”, ma la provenienza è fondamentale e non tutti gli oli sono uguali.

Immaginate uno stesso vitigno: Sauvignon Blanc coltivato in Germania e Sauvignon Blanc coltivato in Sicilia. Stesso DNA, stessa specie, ma il vino ottenuto dalle uve di diversa provenienza non avrà le stesse caratteristiche.

In Sicilia → frutti maturi, aromi complessi di erbe, fiori e frutta, corpo pieno e sapore equilibrato.

In Germania → aromi più sottili, freschi, acidità più spiccata, profilo meno ricco e complesso.

Con l’elicriso è la stessa cosa:

Corsica → aroma dolce, profilo ricco di italidioni, proprietà antiematoma e fibrinolitiche.

Serbia → aroma più resinoso e speziato, profilo chimico diverso, proprietà antiematoma e fibrinolitiche quasi assenti.

Sono infatti gli italidioni, chetoni diterpenici, a conferire l'attività fibrinolitica che favorisce la dissoluzione di piccoli coaguli o degli ematomi , molecole che negli oli balcanici sono molto più variabili e spesso non presenti in quantità significativa.

⚠️ Attenzione alle etichette
Spesso sul flacone compaiono nomi come α-pinene, neryl acetato e italidioni, ma se queste molecole sono presenti in bassa concentrazione l'olio non garantisce le stesse proprietà.

💡 il mio consiglio? Se pensate di acquistare un olio essenziale di Elicriso controllate sempre la PROVENIENZA e non affidatevi unicamente al nome sul flacone.

L'Elicriso è prezioso (e costoso) la qualità non è opzionale!

Epifania“Che tutte le feste si porta via”, dice il detto.Ma l’Epifania non è una fine.È una rivelazione.Dopo il tempo de...
05/01/2026

Epifania

“Che tutte le feste si porta via”, dice il detto.
Ma l’Epifania non è una fine.

È una rivelazione.
Dopo il tempo dell’attesa, della nascita, della luce che arriva nel mondo,
c’è il tempo in cui quella luce si riconosce.

Non a caso uno dei doni dei Magi era l' INCENSO.
Un aroma che non intrattiene e non consola,
ma invita al silenzio,
rallenta il respiro,
porta lo sguardo verso il cielo e insieme verso la divinità che è presente in ognuno di noi.

L’incenso accompagna i passaggi interiori:
quando qualcosa si chiarisce,
quando ciò che è essenziale emerge
e il superfluo può cadere.

Forse l’Epifania non porta via le feste.
Forse porta via le illusioni, porta via l'effimero,
per lasciare spazio a quello che conta davvero, la consapevolezza.

✨ Nota olfattiva
Nella tradizione aromatica, l’incenso è legato alla verticalità, all’introspezione, alla centratura,
Non è un aroma “emotivo” in senso consolatorio,
ma un aroma che invita alla presenza e all’ascolto profondo.

È uno degli oli che meglio raccontano
come l’olfatto possa accompagnare i processi interiori,
non per cambiare ciò che sentiamo,
ma per aiutarci a vedere più chiaramente.

Di questo – e di molto altro – parlerò nel mio lavoro futuro sull’olfatto.
Un percorso in cui la fisiologia incontra la chimica dell’aroma, e la materia diventa esperienza, simbolo, consapevolezza.

Buona Epifania.

Che sia, per ciascuno, un tempo di rivelazione. ✨

Leggo consigli discutibili (molto, discutibili) su cosa mettere in diffusione durante le cene natalizie al fine di crear...
22/12/2025

Leggo consigli discutibili (molto, discutibili) su cosa mettere in diffusione durante le cene natalizie al fine di creare l'atmosfera ...

Occorre fare alcune precisazioni rispetto ad una pratica ormai molto diffusa e, purtroppo, banalizzata.

La diffusione permette un uso semplice e QUASI privo di rischi delle molecole aromatiche, a patto, ovviamente, che non si sia allergici a quel dato olio essenziale ed escludendo a priori gli oli che potrebbero risultare irritanti per le vie respiratorie o ancora peggio neurotossici. Come? Pensavate che tutti gli olio essenziali fossero adatti alla diffusione? Mi dispiace, non è così.

L'olio essenziale di CANNELLA (cassia o zeylanicum) che tanto viene sponsorizzato allo scopo di creare un ambiente olfattivo stimolante e caloroso NON è tra gli oli che possono essere messi in diffusione a cuor leggero, proprio perché le aldeidi aromatiche in esso contenute (cinnamaldeide) sono altamente irritanti. Se proprio non si vuole rinunciare al suo profumo dolce , caloroso e riconfortante, si può pensare di usarlo UNICAMENTE IN SINERGIA con altri oli nella misura del 5% (max 10%) della formulazione, vale a dire 5 gocce di Cannella in 95 gocce di altri oli essenziali olfattivamente compatibili e di questa sinergia mettere 10-20 gocce (a seconda delle dimensioni dell'ambiente) in un diffusore ad ultrasuoni.

E ancora...spesso si uniscono alla Cannella essenze di citrus ma è sconsigliabile metterla a contatto diretto con gli agrumi in quanto possono verificarsi fenomeni di instabilità, micro-precipitazioni o alterazioni olfattive. Meglio diluire prima la Cannella in un altro olio (Pino silvestre, Tsuga canadensis, Abete balsamico - per Natale, TOP!) e solo in un secondo momento aggiungere i citrus, ed è proprio qui che si vede la differenza tra mettere oli insieme e creare una sinergia 😉

Evitate infine di saturare gli ambienti, una sana diffusione va effettuata per 15 minuti ogni ora, tempo sufficiente per approfittare dei benefici delle molecole in sospensione.

Ricorda di valutare con attenzione gli oli che sceglierai per la diffusione se alla tua cena di Natale saranno presenti GRAVIDE o BAMBINI piccoli, e non dimenticare di lasciare ai tuoi ANIMALI domestici una "via di fuga"(potrebbero non gradire o non tollerare).

Buone feste a tutti voi!

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# oliessenziali

Quando un profumo può fare la differenza 😊
19/12/2025

Quando un profumo può fare la differenza 😊

E a proposito di Eucalyptus radiata, per suggerirvi uno dei modi possibili per usarlo con profitto,  ricondivido un post...
19/12/2025

E a proposito di Eucalyptus radiata, per suggerirvi uno dei modi possibili per usarlo con profitto, ricondivido un post di qualche tempo fa...il periodo lo richiede! ☺️

Freddino eh? Sciarpa e cappello calato sulla fronte ma...il naso cola, qualche starnuto, la gola pizzica....
In questo periodo in cui tutti siamo soggetti ANCHE a banali raffreddori, mal di gola, sinusiti e quant'altro, un altro ottimo sistema per intervenire sulla sfera ORL con l'ausilio degli oli essenziali è rappresentato dalle inalazioni (suffumigi)...si si, proprio quelli della nonna, scodella, asciugamano sulla testa e vai di vapore! ma noi li arricchiamo con molecole aromatiche antinfettive, anticatarrali, espettoranti, decongestionanti, mucolitiche, antalgiche, che, anche in associazione con quanto prescrittovi dal vostro medico (che ricordo é l'unico soggetto abilitato a fare una diagnosi e a prescrivere una terapia) possono portare enorme sollievo! Come si fa?
Si versa dell'acqua calda, ma non bollente (non dovete buttare la pasta!😂) in una ciotola e si aggiungono gli oli essenziali scelti nella dose di 5 o 6 gocce per 500 ml d'acqua. Togliete occhiali e monili, ponete la testa sulla ciotola e respiratene i vapori per 5 o 10 minuti. (occhi chiusi!)
Sono in vendita inalatori adatti allo scopo che permettono di non disperdere inutilmente il vapore nell'ambiente ma di concentrarlo su bocca e naso, lasciando fuori gli occhi. Nell'immagine troverete un esempio.
NON sono adatti all'inalazione oli a fenoli, aldeidi aromatiche, oli a base di salicilati, oli a chetoni, oli troppo ricchi in 1.8 cineolo.
Un olio essenziale perfetto in inalazione per le malattie da raffreddamento? L'Eucalyptus radiata! ma ve ne parlerò in un'altra occasione! Certo meglio ancora in sinergia con altri oli...ma ve ne parlerò nei miei corsi! 😉
Sarebbe preferibile restare al chiuso per almeno un'ora dopo il trattamento.
Le inalazioni non sono adatte ai bambini e ai soggetti asmatici.
NOTA BENE: gli oli essenziali NON si prestano ad essere usati in aerosol se non in struttura ospedaliera, sotto diretto controllo del medico (rischio broncospasmo)
Gli oli essenziali...se li conosci, li ami!

SENSIBILIZZAZIONE… non è “solo” questione di % di diluizione.La sensibilizzazione cutanea non dipende solo dalla famigli...
13/12/2025

SENSIBILIZZAZIONE… non è “solo” questione di % di diluizione.

La sensibilizzazione cutanea non dipende solo dalla famiglia biochimica o dalla singola molecola, né soltanto dalla sensibilità individuale.
C’è un altro fattore spesso ignorato: la qualità reale dell’olio essenziale.

Per contenere i costi, alcuni produttori adulterano oli autentici con molecole sintetiche (come linalolo, geraniolo, citrale, ecc.) ottenute via sintesi chimica.
Queste versioni sintetiche possono essere simili, ma non sono chimicamente identiche alle miscele naturali presenti nell’olio estratto dalla pianta.

Gli oli essenziali naturali contengono infatti:

rapporti specifici tra isomeri

tracce di composti minoritari

una complessa sinergia tra le molecole

Elementi che non sono riprodotti nelle versioni ricostruite o adulterate.

Le adulterazioni possono ingannare l’olfatto, ma non sempre garantiscono la stessa tollerabilità cutanea: molte sensibilizzazioni derivano proprio da prodotti “tagliati”, degradati o non stabilizzati correttamente.

I test tossicologici e di sicurezza sono quasi sempre condotti su molecole naturali o oli completi, non su versioni ricostruite.
Questo lascia un’incertezza sugli effetti a lungo termine dei composti sintetici usati come adulteranti.

Conclusione:
L’olio essenziale non è solo questione di profumo o di percentuali in etichetta.
Scegli prodotti di qualità, con analisi GC/MS complete, freschi di distillazione e conservali correttamente!

Quando si parla di oli essenziali, avere la “puzza sotto il naso” è una virtù! 😉


🌿 Diluizioni in Aromaterapia: perché non esiste una diluizione per tutti e tutto.L’aromaterapia non è nata ieri.E quella...
08/12/2025

🌿 Diluizioni in Aromaterapia: perché non esiste una diluizione per tutti e tutto.

L’aromaterapia non è nata ieri.
E quella che chiamiamo Aromaterapia Scientifica affonda le sue radici nella scuola francese, che ha dato al mondo figure come Gattefossé, Valnet, Lapraz, Franchomme, Baudoux, Penoël.
È una scuola che lavora sui dati, sulla farmacologia, sulle molecole e insegna da decenni che:

👉 La diluizione ideale NON è una percentuale universale.
In Francia si lavora – a seconda dei contesti – con DILUIZIONI CHE POSSONO ANDARE dall’1% al 99%, e questo NON per fantasia, ma per farmacocinetica e obiettivo terapeutico.

Dipende da:

• la natura dell’olio essenziale
• la zona su cui si applica
• prevenzione vs intervento
• acuto vs cronico
• durata della somministrazione
• obiettivo terapeutico (pelle? sistema nervoso? articolazioni?)
• età, condizioni e sensibilità della persona

E questa non è “la mia opinione”: è la base della aromaterapia francese, tuttora insegnata da scuole e clinici riconosciuti.

Il punto è la SCELTA RAGIONATA

Esempi che TUTTI gli aromaterapeuti formati in Francia conoscono:

• Dolore acuto → dosi più concentrate, brevi nel tempo.
• Infezioni → diluizioni medie o alte, mirate e per periodi limitati
• Stati emozionali → diluizioni basse e medie, più ripetute.
• Cute sensibile → diluizioni minime.
• Lesioni cutanee specifiche → diluizioni alte, localizzate, per pochissimi giorni.
• Circolazione / muscoli → medie o alte secondo l’olio.

Qualche esempio pratico? ( si parla di ADULTI e di oli dermocompatibili)

- J. Valnet ( Aromathérapie e Phytothérapie)
usa diluizioni altissime (fino al 50%) in applicazioni locali in acuto su torace e schiena per bronchiti, pneumopatie, sinusiti.

- P. Franchomme (Aromathérapie exactement), nelle infezioni bronchiali le applicazioni topiche, negli adulti, possono raggiungere il 20–40% quando si usano oli dermocompatibili e per periodi limitati.”

- D. Baudoux – (Aromathérapie scientifique) usa diluizioni fino al 30% e oltre in caso di bronchiti in fase acuta.

NESSUN TESTO DI AROMATERAPIA SCIENTIFICA FRANCESE PARLA DI UN LIMITE MASSIMO DEL 10%, pertanto sostenere che oltre il 10% sia “folle” o "non ammissibile" non è scientifico: è una generalizzazione priva di contesto.

🔬 Le diluizioni basse non sono “le migliori”: sono semplicemente più sicure.
E questo è corretto dirlo.

Diluizioni basse = meno rischio di sensibilizzazione = perfette per bambini, anziani, pelle reattiva, gravidanza, uso quotidiano

MA

ci sono situazioni in cui diluizioni troppo basse non possiedono una densità molecolare sufficiente per essere efficace.

Demonizzare le diluizioni alte o glorificare solo quelle basse crea confusione e non rende giustizia alla complessità di questa disciplina.

Non esistono percentuali “folli” o “inammissibili”.
Esiste solo ciò che è appropriato, sicuro e giustificato per quella persona, in quel momento, con quell’olio.
Questo insegno da sempre.
Ed è questo che continuerò a insegnare.


Inverno = più virus? Ecco il mio alleato preferito per le vie respiratorie.Quando arriva l’inverno, fuori fa freddo e de...
05/12/2025

Inverno = più virus? Ecco il mio alleato preferito per le vie respiratorie.

Quando arriva l’inverno, fuori fa freddo e dentro accendiamo il riscaldamento: risultato? Aria secca, mucose più fragili e virus respiratori che circolano molto meglio.
È il motivo per cui raffreddori, sinusiti e malanni ORL esplodono proprio in questa stagione.
Nella stagione fredda stiamo inoltre più vicini gli uni agli altri, rinchiusi in luoghi chiusi e poco ventilati, il che aumenta il rischio di contaminazione.

É qui che alcuni oli essenziali diventano preziosi alleati per tutta la famiglia…
come l’Eucalyptus radiata, dolce, sicuro e straordinariamente efficace per sostenere le vie respiratorie in inverno.
⚠️ Da NON CONFONDERE con l’Eucalyptus globulus: appartengono allo stesso genere ma sono specie diverse, con tollerabilità ed efficacia differenti, soprattutto nei bambini. L’E. radiata è il più adatto all’uso familiare.

Le sue molecole maggioritarie
- Ossidi : 1,8 cinéolo
- Alcoli : α-terpinéolo
- Terpeni : limonène, α-pinène

agiscono in sinergia per contrastare i disturbi respiratori (sinusite, raffreddore, influenza, bronchite, tosse – specie grassa – otite).
Diversi studi dimostrano la sua azione di sostegno all’immunità, azione antivirale, antibatterica, anticatarrale, espettorante…
• Antivirale [Mieres-Castro et al. 2022, Bravo et al. 2021].
• Antibatterico e antimicotico [Merghni et al. 2023, Darji et al. 2021, El Khetabi et al. 2021]
• Potenziatore immunitario e antinfiammatorio [Abbas et al. 2023, Sun et al. 2023, Fan et al. 2022, Alesci et al. 2022, Demars 2022].
• Anticatarrale, espettorante e mucolitico [Her et al. 2022, Demars 2022, Galan et al. 2020].

Vuoi sapere come usarlo per proteggere te e la tua famiglia, o come suggerirne l’uso? Non perdere i prossimi post…ti racconterò tutto!



’espritdesplantesaromaterapiascientifica

CHIODI DI GAROFANO: da spezia preziosa a simbolo di dipendenza e trasformazione.«Lo sapevi che in Indonesia esiste una s...
28/11/2025

CHIODI DI GAROFANO: da spezia preziosa a simbolo di dipendenza e trasformazione.

«Lo sapevi che in Indonesia esiste una sigaretta tradizionale — la “Kretek” — fatta con tabacco e chiodi di garofano? Il nome è onomatopeico e richiama il crepitio prodotto dai chiodi di garofano quando bruciano.

La sua origine è antica: si narra che alla fine del 1800, in una cittadina di Giava, un uomo con problemi respiratori aggiunse chiodi di garofano al tabacco per cercare sollievo; nacque così un rituale che sarebbe diventato un fenomeno nazionale.

Queste si*****te, nonostante la fiorente produzione industriale pilastro dell'economia nazionale, vengono ancora oggi spesso arrotolate a mano, e sono preferite da oltre il 90% dei fumatori indonesiani con gravi rischi per la salute.

Ai rischi del tabacco tradizionale vanno infatti aggiunti quelli derivati dalla combustione dei chiodi di garofano, che rendono il fumo più denso, aromatico e irritante per i polmoni. Questo perché l'EUGENOLO, fenolo contenuto del garofano, possiede effetto anestetico locale sulle vie respiratorie, riducendo in questo modo la sensibilità della gola e dei polmoni e permettendo inalazioni più profonde, aumentando così la tossicità sui tessuti polmonari e contribuendo a danni cellulari e a infiammazioni croniche.

✨🔍Curiosità:
"Cigarette Girl" (2023) è la serie Netflix ispirata all’universo del kretek indonesiano.

Oggi, quel fumo è diventato simbolo di cultura e dipendenza — ma COSA SUCCEDEREBBE SE RECUPERASSIMO SOLO LA PARTE OLFATTIVA E SIMBOLICA, senza bruciare nulla?

Nel corso di OLFATTOTERAPIA di gennaio esploreremo anche le DIPENDENZE e impareremo perché e come gli aromi (come quello dei chiodi di garofano) stimolano il cervello e — potenzialmente — modulano desideri e craving, aiutando a cambiare la relazione con “il bisogno di mettere qualcosa in bocca”, persino le si*****te!

Vuoi saperne di più? Stay tuned 😉»


Il cervello  ha un interruttore. Indovina dov’è?Settembre, ottobre, novembre: ogni anno è la stessa storia.Bambini che “...
25/11/2025

Il cervello ha un interruttore. Indovina dov’è?

Settembre, ottobre, novembre: ogni anno è la stessa storia.
Bambini che “non stanno sul pezzo”, ragazzi che vagano con la mente, adulti che studiano per concorsi con la concentrazione sotto le scarpe.
E intanto cerchiamo strategie complicate, app, esercizi… dimenticando la scorciatoia più antica del mondo.

Gli odori.

Quando inali un aroma, tu senti solo un profumo...ma il
il segnale che entra dal naso arriva a due aree chiave per apprendimento e memoria:

ippocampo → sede della memoria a lungo termine

amigdala → filtro emotivo che decide se “immagazzinare” o “cestinare"

E il bello è che lo fa in 0,2 secondi, senza passare dai filtri cognitivi.

Ecco perché alcune molecole aromatiche sono così utili nei momenti in cui serve attenzione stabile:
tra queste spicca il 1,8-cineolo, ossido monoterpenico presente in buona quantità in oli come Eucalipto radiata, Alloro, Rosmarino CT cineolo.

💡 Studi (Moss et al., 2012; 2017) mostrano che il cineolo migliora la velocità di elaborazione e la memoria di lavoro durante compiti cognitivi.
Un effetto misurabile… solo annusando.

Per questo, nei laboratori olfattivi, nei training di apprendimento, o semplicemente sulla scrivania durante lo studio:
una goccia sul fazzoletto può cambiare la resa mentale della giornata.

Non è magia.
È neurobiologia.
E questo è solo l’inizio.

Se anche tu hai un cervello che ogni tanto va in modalità ‘loading…’, l’olfatto può sorprenderti. Vieni a scoprire come funziona davvero.

E se vuoi davvero scoprire come usare i poteri degli aromi sulla mente, per aiutare te stesso o altre persone, se ti va di scoprire come farlo...non mancare al prossimo corso di olfattoterapia 😉

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