Psicologia no limits

Psicologia no limits Questa pagina nasce dal desiderio di promuovere, sostenere e diffondere la cultura del BENESSERE PSI

06/03/2026
12/02/2026

Mentre la funzione simbolica del padre evapora rivelando un suo fatale indebolimento, sulla scena politica contemporanea si affermano figure di padri che esibiscono senza veli la loro onnipotenza, come a voler oscurare quell’inevitabile indebolimento. Quello che ritorna non è la figura simbolica del padre come fondamento del patto sociale e come luogo di trasmissione della Legge della parola, ma una sua caricatura oscena, ovvero quella rappresentata dal padre ordalico descritto originariamente da Darwin e da Freud. È, se si vuole, la forma contemporanea che ha assunto il ritorno della versione più autoritaria e più patologica del patriarcato: l’autorità paterna, anziché essere simbolo della Legge della parola, si impone contro quella Legge. Essa vorrebbe svincolarsi dalla Legge degli uomini facendo del proprio arbitrio la sola forma possibile della Legge. Da Putin a Trump, da Netanyahu a Khamenei, da Erdogan a Kim Jong-un, in regioni del mondo e in contesti culturali estremamente diversi, si affermano padri ordalici che rigettano il primato della politica come primato della parola per affermare un potere arcaico avverso a ogni forma di mediazione simbolica. I padri ordalici non parlano ma comandano; non interpretano la Legge, ma la piegano alla propria persona; non rappresentano il limite, ma lo violano sistematicamente nel nome di una sovranità che vuole imporsi come assoluta.

Al link, "Padri ordalici", il mio articolo di oggi su Repubblica: https://drive.google.com/file/d/1-i6CO5fj9u7bdOS_3HL6f2ZAKFZ5P23L/view?usp=sharing

24/12/2025

"Onorerò il Natale nel mio cuore e cercherò di mantenerlo tutto l'anno. Vivrò nel passato, nel presente e nel futuro. Gli Spiriti di tutti e Tre si batteranno dentro di me. Non escluderò le lezioni che insegnano."

“Milioni di persone, molte delle quali adolescenti, si rivolgono a chatbot e ad app per il benessere mentale come a font...
11/12/2025

“Milioni di persone, molte delle quali adolescenti, si rivolgono a chatbot e ad app per il benessere mentale come a fonti immediate di conforto, compagnia, orientamento emotivo. È la risposta più rapida, meno costosa e più accessibile a una solitudine che aumenta, a un sistema sanitario che diminuisce, a una domanda di cura che esplode.”

“Ma l’IA non nasce per ascoltare davvero. Nasce per generare testi plausibili, ottimizzare diagnosi precoci e cure in medicina, risolvere problemi tecnici. Non nasce per dire di no; nasce per compiacere. Non apprezza il silenzio, non riflette, sentenzia. Non è programmata per ‘tenere’ dentro di sé un dolore, come fa un terapeuta”.

“Il chatbot non ha una storia emotiva e non conosce quella del soggetto, non riconosce i non-detti, non vede il corpo, protagonista silenzioso di ogni psicoterapia . Genera quindi una falsa relazione”.

“L’American Psychological Association (APA) interviene con un documento-guida (Use of generative AI chatbots and wellness applications for mental health. An APA health advisory) come gesto di cura collettiva: un invito a distinguere, finalmente, ciò che potrebbe aiutare da ciò che fa sicuramente male.”

Prof. Vittorio Lingiardi

Condividiamo l’articolo del prof. Vittorio Lingiardi pubblicato su la Repubblica che riporta e sostiene questi contenuti.

“Milioni di persone, molte delle quali adolescenti, si rivolgono a chatbot e ad app per il benessere mentale come a fonti immediate di conforto, compagnia, orientamento emotivo. È la risposta più rapida, meno costosa e più accessibile a una solitudine che aumenta, a un sistema sanitario che diminuisce, a una domanda di cura che esplode.”

“Ma l’IA non nasce per ascoltare davvero. Nasce per generare testi plausibili, ottimizzare diagnosi precoci e cure in medicina, risolvere problemi tecnici. Non nasce per dire di no; nasce per compiacere. Non apprezza il silenzio, non riflette, sentenzia. Non è programmata per ‘tenere’ dentro di sé un dolore, come fa un terapeuta”.

“Il chatbot non ha una storia emotiva e non conosce quella del soggetto, non riconosce i non-detti, non vede il corpo, protagonista silenzioso di ogni psicoterapia . Genera quindi una falsa relazione”.

“L’American Psychological Association (APA) interviene con un documento-guida (Use of generative AI chatbots and wellness applications for mental health. An APA health advisory) come gesto di cura collettiva: un invito a distinguere, finalmente, ciò che potrebbe aiutare da ciò che fa sicuramente male.”

Come Consiglio Nazionale siamo vigili e attenti a questi temi a cui abbiamo dedicato un gruppo di lavoro specifico, dedicato alla tutela della salute psicologica di ogni persona, soprattutto dei giovani.

06/12/2025

La recente storia di un adolescente deceduto per suicidio dopo mesi di interazioni con un chatbot richiama l’attenzione su temi critici dell’Intelligenza Artificiale. In situazioni di fragilità, strumenti progettati per mantenere vivo il dialogo possono diventare una presenza ambigua e condizionante.

Al Corriere della Sera, la Professoressa Valentina Di Mattei, Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, evidenzia che «qui l’empatia è solo simulata: un calcolo, non una relazione.» Famiglie e scuole non possono essere lasciate sole in questa sfida educativa.

Serve un’alfabetizzazione affettiva e digitale condivisa, che aiuti a comprendere il funzionamento dell’IA e costruire contesti in cui la tecnologia resti uno strumento e non diventi un sostituto dell’altro.

Leggi l'articolo completo 👉🏻 https://www.corriere.it/salute/figli-genitori/adolescenza/25_novembre_30/gli-adolescenti-e-il-lato-oscuro-dei-chatbot-08bcae7a-d391-4434-989f-e82d2c512xlk.shtml?refresh_ce

Ci sono anime sulle quali viene voglia di affacciarsi come ad una finestra piena di sole.Federico Garcia Lorca
29/11/2025

Ci sono anime sulle quali viene voglia di affacciarsi come ad una finestra piena di sole.

Federico Garcia Lorca

18/10/2025

In un tempo in cui la cura rischia di ridursi a protocolli, dati e algoritmi, Recalcati ci ricorda che ogni incontro resta unico. Ogni relazione di aiuto — vive solo se riconosce l’unicità della persona. Il “codice materno” e il “codice paterno” non sono ruoli di genere, ma modi dell’essere in relazione: accogliere, ascoltare, dare parola, porre un limite. Funzioni umane, non etichette. Nell’era dell’efficienza, Recalcati invita a non dimenticare che la cura comincia sempre dall’ascolto dell’altro nella sua irripetibile soggettività.

L’educazione sessuo-affettiva è una risorsa, non un rischio. Limitare o escludere la possibilità di promuovere da parte ...
18/10/2025

L’educazione sessuo-affettiva è una risorsa, non un rischio. Limitare o escludere la possibilità di promuovere da parte dei professionisti della salute attività educative su questi temi significa privare bambini e adolescenti di strumenti fondamentali per comprendere e gestire i cambiamenti fisici ed emotivi legati alla crescita.

L’educazione sessuo-affettiva, quando è adeguata all’età e scientificamente fondata, contribuisce a relazioni sane, alla prevenzione di bullismo e violenza di genere, e al benessere psicologico delle giovani generazioni.

Chiediamo che la voce degli psicologi e delle psicologhe venga ascoltata nelle sedi parlamentari competenti, per ribadire l’importanza di un’educazione affettiva e sessuale tempestiva, continuativa e basata sulle evidenze scientifiche.

📢 La tutela dei minori passa anche — e soprattutto — attraverso la conoscenza, l’ascolto e la costruzione di contesti educativi sicuri e consapevoli

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