28/05/2026
Ieri al parchetto sotto casa.
Una bambina di 3 anni si catapulta verso mia figlia e le tocca il petto, attratta dalla stampa sulla maglietta.
Mia figlia non gradisce, spinge via il braccio e arretra.
La bambina insiste.
Mi abbasso alla sua altezza.
"Ciao bimba. Se vuoi toccare una persona devi chiederle il permesso. Se lei te lo dà, puoi farlo."
La bambina, seria, si gira verso mia figlia: "Ti posso toccare?"
Mia figlia: "No."
La bambina ci riprova lo stesso.
Mia figlia, sempre più infastidita: "Non mi toccare."
Intervento numero due.
"Se un bambino non vuole essere toccato, non si tocca. Come te — se qualcuno ti tocca e tu non vuoi, non può farlo."
La bambina si gira verso di me e urla: "Tu non sei mia mamma!"
Io, con mezzo sorriso: "Giusto. Ma sono la mamma di lei."
Fine della scena.
Ma non fine della riflessione.
Insegnare il consenso non è un concetto da grandi.
Initia lì, a tre anni, su un prato.
Quando un bambino dice no e noi lo prendiamo sul serio.
Quando spieghiamo che il corpo è suo — e anche quello degli altri è loro.
I bambini imparano il rispetto dei confini quando qualcuno glieli mostra.
Non quando glieli spiega a parole.
Ma quando li vede applicati, in tempo reale, su un prato.
Tu come gestisci queste situazioni con i tuoi figli?