25/01/2026
Sono un disastro,
perché quando mi trovo davanti a qualcosa che può disconfermare tutte le mie credenze,
sono abilissima a mandare tutto a quel paese.
Sono un’abile boicottatrice.
Sono un disastro,
perché quando sento che le cose possono cambiare,
la paura mi convince che quella cosa non la voglio più.
E io ci credo davvero.
Il corpo si ritrae,
il desiderio sembra spegnersi.
Poi il corpo si calma.
L’allarme si abbassa.
E il desiderio riaffiora.
Non era mancanza di desiderio.
Era un conflitto interno.
Attivazione.
Una parte che spinge verso il cambiamento
e una parte più antica che frena,
perché ha imparato che desiderare espone,
che sperare fa male,
che è più sicuro sabotare che rischiare.
Il boicottaggio non è un difetto.
È un adattamento che ha funzionato un tempo
e che oggi chiede di essere compreso, non combattuto.
A volte il boicottaggio è come la corda degli elefanti.
Da piccoli basta un legame sottile a fermarli.
Da adulti avrebbero tutta la forza per spezzarla,
ma il corpo ricorda il limite prima ancora di provarci.
Forse non sono un disastro.
Forse sono una persona che ha imparato a proteggersi
e che ora sta imparando a restare,
anche quando il corpo trema
e il desiderio fa paura.
Gli elefanti superano la corda
non quando diventano più forti,
ma quando il corpo fa esperienza
che oggi può muoversi
senza pericolo.
E se leggendo senti che parla anche di te,
sappi che certi passaggi non si attraversano forzandosi,
ma accompagnati.
A volte basta che qualcuno sappia stare lì,
finché la paura smette di guidare
e il desiderio può tornare ad avere voce.
Io sono qua 🫂🐘