23/08/2024
La maggior parte dei disturbi della funzionalità gastro-esofagea dipende dall’assunzione di numerose categorie di farmaci e da errate abitudini alimentari.
Il fumo, l'alcol, il caffè, il cioccolato, la menta, il pepe possono ridurre il tono dello sfintere esofageo inferiore (SEI).
Gli alimenti, invece, molto acidi, ricchi in grassi o in fibre solubili rallentano lo svuotamento gastrico, mentre le bevande gassate provocano la distensione dello stomaco.
Allo stesso modo, alimenti troppo caldi o troppo freddi e l’abitudine di mangiare in fretta, senza masticare adeguatamente, è spesso alla base dei disturbi gastrici e digestivi. In quest’ultimo caso, il cibo non sarà predigerito dagli enzimi salivari ed arriverà nello stomaco poco frammentato, richiedendo più tempo per essere degradato dall’acido cloridrico. Quest’ultimo, perciò, sarà secreto in maggiore quantità; inoltre la maggiore permanenza dell’impasto acido all’interno dello stomaco finirà per danneggiare la mucosa.
Uno dei luoghi comuni in caso d’iperacidità gastrica, con o senza reflusso esofageo, è quello di mangiare minestrine, riso in bianco, niente fritti, niente spezie, bere molto, etc.
In realtà, occorre evitare l’associazione di troppi alimenti diversi nello stesso pasto ed impiegare il peperoncino in modo graduale e progressivo.
Una delle preparazioni più tollerate in caso di gastrite e reflusso gastro-esofageo è la pasta o il riso aglio, olio e peperoncino. La capsaicina, principio attivo presente nel peperoncino, oltre ad avere un’azione antibatterica nei riguardi dell’Helicobacter pylori e ad accelerare lo svuotamento gastrico, ha un effetto cicatrizzante sulla mucosa infiammata.
Tollerate anche altre preparazioni come la pasta all’arrabbiata, alla marinara e pasta e zucchine trifolate.