Dott Gabriella Laudiero Nutrizionista Specialista in Sc. dell'Alimentazione

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Dott Gabriella Laudiero Nutrizionista Specialista in Sc. dell'Alimentazione Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott Gabriella Laudiero Nutrizionista Specialista in Sc. dell'Alimentazione, Via della Libertà 25, Afragola.

21/05/2020

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Omega-3: i nostri amici grassi!Al centro dell’attenzione del mondo scientifico da alcuni decenni, gli acidi grassi polin...
03/04/2019

Omega-3: i nostri amici grassi!

Al centro dell’attenzione del mondo scientifico da alcuni decenni, gli acidi grassi polinsaturi omega-3 sono ormai familiari a chiunque; trovano in alimenti di vario tipo, in integratori e in farmaci, con caratteristiche e indicazioni anche piuttosto diverse tra loro.
Perché si parla tanto di Omega-3?
Molti studi indicano che questi composti, che l’organismo umano non è in grado di sintetizzare, e che devono essere quindi ottenuti dagli alimenti, hanno diverse fondamentali funzioni:
- Sono indispensabili per lo sviluppo e la crescita dell’organismo stesso
- Regolano il funzionamento di organi e tessuti e partecipano a delicati meccanismi biologici associate ad alcune malattie a sviluppo progressivo, come quelle cardiovascolari.
Proprio dall’osservazione di queste patologie e dei relativi fattori di rischio è nato l’interesse per gli omega-3. Questi acidi grassi sono infatti generalmente poco presenti nella dieta occidentale, ma, grazie alla loro elevata presenza nei pesci grassi di mari freddi, sono molto rappresentati nella dieta di particolari popolazioni come gli eschimesi e i giapponesi. Molti studi hanno dimostrato che all’interno dei gruppi di persone non molto differenti per abitudini alimentari e stili di vita, risultano più protetti coloro i quali consumano più pesce e assumono quindi più omega-3 con la dieta. La dose di omega-3 associata a tali benefici è, più o meno, equivalente a 1-2 porzioni settimanali di pesce, soprattutto di pesce grasso, e corrisponde a circa 250-500 mg al giorno degli omega-3 a “lunga catena” ( EPA e DHA).
EPA ( acido eicosapentaenoico) e DHA ( acido decosaesaenoico) possono agire in vario modo: sia direttamente sia in direttamente, sotto forma di altri composti biologicamente attivi, riducendo la frequenza cardiaca e prevenendo alcune pericolose irregolarità del ritmo cardiaco, controllando i livelli di trigliceridi nel sangue, regolando i processi che portano alla trombosi e all’infiammazione.
Dobbiamo preferire Alimenti contenenti omega-3 o Integratori di omega-3?
Nella scelta dei diversi alimenti è quindi opportuno considerare se siano naturalmente ricchi di quale o quali omega-3, e in che misura. Per esempio 10 g di noci apportano 600 mg di omega-3 (naturalmente presente), ma esclusivamente di origine vegetale (ALA o alfa-linolenico). D’altra parte il consumo di due porzioni da 100 g ciascuna di salmone alla settimana garantisce l’assunzione di più di 600 mg di EPA e DHA al giorno (anche in questo caso di origine naturale). Tra i prodotti alimentari che si trovano in commercio ve ne sono poi alcuni preparati con ingredienti ad alto tenore di omega-3 (si tratta in genere di prodotti da forno, preparati con oli vegetali ricchi in ALA), e altri ai quali questi acidi grassi vengono aggiunti indipendentemente (è il caso di latte o derivati con omega-3 a lunga catena, EPA e DHA). Oltre agli alimenti sono poi disponibili numerosi integratori, preparati a base di oli ricchi in omega-3 sia di origine marina sia vegetale, indicati specificamente nei casi in cui l’apporto con la dieta di questi composti fosse inadeguato al fabbisogno. Nella scelta di queste preparazioni, da condividere con il medico, è fondamentale verificare la quantità di principio attivo per dose di consumo, nonché la composizione e la qualità dell’olio utilizzato. Infine vi sono veri e propri farmaci a base di EPA e DHA, da assumere soltanto in presenza di patologie e dietro prescrizione medica, caratterizzati dal contenuto particolarmente elevato di omega-3, dalla purezza dell’olio e dall'elevata biodisponibilità: questi preparati garantiscono infatti un assorbimento ottimale e il raggiungimento della dose utile per ottenerne l’efficacia, caratteristica fondamentale di tutti i farmaci.
A che cosa servono realmente?
L’attenzione di clinici e nutrizionisti per gli omega-3 è ampiamente giustificata da due aspetti fondamentali: l’impoverimento progressivo di questi composti essenziali per l’organismo nella nostra dieta e la necessità di valorizzare i componenti della dieta che possono contribuire alla prevenzione di malattie largamente diffuse nella popolazione generale, come appunto gli acidi grassi omega-3. Pertanto le linee guida nazionali e internazionali in tema di sana alimentazione concordano nel raccomandare l’apporto di omega-3, sia vegetali sia di origine marina, con una dieta varia ed equilibrata, composta da cibi nei quali siano naturalmente presenti. Nei soggetti a rischio cardiovascolare e a dieta povera di questi acidi grassi, o nei pazienti in prevenzione secondaria, l’integrazione a diversi livelli deve essere valutata con il medico. Da un punto di vista normativo, un regolamento pubblicato nel 2012 dalla Commissione Europea, dopo avere recepito il parere scientifico dell’Agenzia Europea per la Sicurezza degli Alimenti (EFSA), ha stabilito sia le informazioni per la salute (“health claims”), che possono essere riportate sulle confezioni dei prodotti che contengono i diversi omega-3, sia i livelli di assunzione necessari per ottenerne i benefici a livello della popolazione generale: l’acido alfa-linolenico (ALA) – secondo l’EFSA – contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue alla dose giornaliera di 2 g (va detto però che le evidenze raccolte su questo tema sono in realtà limitate); EPA e DHA contribuiscono alla “normale funzione cardiaca” se assunti a una dose giornaliera di 250 mg; il DHA contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale e della capacità visiva normale, purché l’alimento ne contenga almeno 40 mg per 100 g.

DHA per la salute e lo sviluppo del bambino:
Un altro regolamento europeo del 2011 ha sancito il ruolo ancora più importante del DHA per la salute e lo sviluppo del bambino, stabilendo che l’assunzione di DHA da parte delle mamme, durante la gravidanza e l’allattamento, contribuisce al normale sviluppo visivo e cerebrale del feto e del neonato allattato al seno e che, pertanto, si raccomanda di incrementare i consumi di DHA dall’età gestazionale di 200 mg al giorno (oltre ai 250 mg complessivi di EPA e DHA indicati per la popolazione generale).
In conclusione, si può affermare che:
• Un apporto alimentare adeguato di omega-3 può essere ottenuto consumando pesce 3-4 volte/sett. Preferire il pesce grasso, ma anche il tonno e il pesce pada. Costante deve essere il consumo di vegetali ricchi di ALA (verdure in foglia). Ottima la frutta con guscio (noci soprattutto);
• Alcune condizioni fisiologiche (primi anni di vita, gravidanza e puerperio) richiedono un arricchimento del consumo di fonti alimentari di omega-3 o l’integrazione;
• La nuova normativa Europea sugli “health claims”, in via ultima di definizione, indicherà le indicazioni consolidate per gli alimenti ricchi di questi acidi grassi;
• Per ottenere alcuni specifici effetti (specie a livello cardiovascolare) sono necessari dosaggi elevati di omega-3 a lunga catena (EPA e DHA), che in genere implicano l’uso di farmaci specifici, su indicazione medica.
Dott.ssa Gabriella Laudiero
Nutrizionista, Specialista in Scienza dell’Alimentazione
Per info e contatti: 081/8352061

TISANE: MISCELE MIRACOLOSE?Le Tisane sono le protagoniste dei pomeriggi e delle serate autunnali e invernali di molti di...
20/03/2019

TISANE: MISCELE MIRACOLOSE?
Le Tisane sono le protagoniste dei pomeriggi e delle serate autunnali e invernali di molti di noi; ce ne sono per tutti i gusti: tisane rilassanti, dimagranti, drenanti, depurative, digestive o contro l’insonnia. Molteplici sono le proprietà benefiche a contraddistinguerle ed è per questa ragione che possono essere scelte in base alle proprie esigenze. Le tisane sono preparate con erbe o spezie per infusione in acqua calda e, sebbene qualcuno faccia confusione, queste si differenziano da infusi e decotti per alcuni particolari. Le tisane sono preparazioni acquose, molto diluite e aromatizzate ottenute da più miscele vegetali (erbe, spezie, frutti, cortecce) che sfruttano l’effetto solvente dell’acqua per l’estrazione di sostanze medicamentose che scaturiscono da fonti vegetali con effetti benefici. L’origine delle tisane risale all’antichità quando si conoscevano ed utilizzavano già le virtù benefiche di certe piante, messe in infusione in acqua calda o anche fredda. Col passare dei secoli la preparazione delle tisane è diventata via via sempre più sofisticata costituendo anche il principale “farmaco” disponibile; tuttavia il numero di combinazioni esistenti tra le diverse piante è quasi infinito. Bere tisane, in generale, apporta alcuni benefici come: aiutare la digestione, migliorare la salute dei reni, ridurre la stanchezza e lo stress, aiutare l’eliminazione del muco durante il raffreddore, dare sollievo e vitalità. Esistono molte varianti di tisane, ognuna adatta a particolari condizioni…..è sempre preferibile, però, optare per prodotti naturali privi di agenti chimici ed è bene conoscere le specifiche proprietà delle erbe per poter ottimizzare un corretto utilizzo e senza incorrere in effetti collaterali. Ricordiamoci che una sostanza naturale non vuol dire che non può essere nociva per la nostra salute. Tra le principali tisane ve ne sono alcune che, pur con ingredienti a volte diversi, svolgono importanti funzioni. Di seguito un elenco delle principali tipologie con gli specifici ingredienti.
• Digestiva: in tal caso si preferiscono quelle con lo zenzero o il fi*****io, deputati a sgonfiare. Lo zenzero inoltre è molto utile in caso di nausea e per superare il senso di pesantezza. La gramigna ed il sambuco sono ottime scelte in presenza di cattiva digestione e se si vogliono espellere liquidi in eccesso.
• Depurativa: in caso di acidità di stomaco o pesantezza sono utili tisane preparate con ca****fo, ciliegio, tarassaco, fi*****io e cicoria. Il ca****fo in particolare contribuisce all’eliminazione delle tossine dei liquidi in eccesso, mentre i peduncoli del ciliegio vantano proprietà depurative favorendo l’eliminazione degli acidi urici. Il fi*****io antinfiammatorio e antiossidante è rinomato per la sua azione sgonfiante, l’ortica dalle proprietà antidiarroiche agevola la normalizzazione dell’attività intestinale, la cicoria infine disintossica l’organismo grazie alle sue proprietà depurative.
• Rilassante: la passiflora e la verbena sono le piante più indicate in preparati che vantano proprietà rilassanti. La prima è indicata in caso si vogliano contrastare stati ansiosi e palpitazioni. La verbena è anche utile durante stati d’umore angosciosi, in quanto svolge un’azione di tonico del sistema nervoso. La tisana alla melissa ha anch’essa proprietà rilassanti, agendo direttamente sulle pareti dello stomaco, per cui è particolarmente indicata per i disturbi gastrointestinali o per i dolori causati da stress, agitazione, ansia, mal di testa e palpitazioni nervose.
• Drenante: la tisana drenante, usata per combattere il ristagno dei liquidi che provocano gonfiore ed inestetismi, svolge un’azione diuretica. Le piante officinali che apportano benefici indicate per tale condizione sono la betulla, l’equiseto e la gramigna. La betulla, grazie ai principi attivi contenuti come flavonoidi, tannini e vitamina C, vanta un’azione diuretica ed antinfiammatoria. Anche la gramigna contrasta la ritenzione idrica, ottima accompagnata anche alla menta piperita. Gli oli essenziali che la compongono, insieme ai polifenoli, la rendono inoltre antisettica.
• Dimagrante: oltre ad un’alimentazione sana ed equilibrata, unita ad un sano stile di vita ed una regolare attività fisica, miscele composte con alcuni composti come menta, zenzero, erba mate, ibisco, caffè verde, si rivelano degli ottimi alleati per aiutare a sgonfiare il fisico. La menta ha il potere, ad esempio, di diminuire il senso di fame e perciò va assunta prima dei pasti; zenzero e limone insieme svolgono un’azione brucia grassi eliminando anche il gonfiore addominale. Stessi benefici vengono apportati dalla erba mate, che stimola la diuresi e dall’ibisco, anch’esso ottimo per le sue proprietà brucia grassi. Il caffè verde, trattandosi del normale chicco raccolto prima che esso giunga a maturazione completa, grazie alle metilxantine – ad azione lipolitica – e all’ acido clorogenico, riduce l’assorbimento di zucchero e velocizza il metabolismo.

Dott.ssa Gabriella Laudiero
Nutrizionista, Specialista in Scienza dell’Alimentazione
Per info e contatti: 081/8352061

LA RIEDUCAZIONE DIETETICA DOPO UNA DIETA VLCD CHETOGENICA: UN MONDO DA SCOPRIRE!La dieta chetogenica (o Keto Diet) è uno...
11/03/2019

LA RIEDUCAZIONE DIETETICA DOPO UNA DIETA VLCD CHETOGENICA: UN MONDO DA SCOPRIRE!
La dieta chetogenica (o Keto Diet) è uno schema alimentare basato sulla drastica riduzione dei carboidrati, che spinge l’organismo a produrre i corpi chetonici, che sono il risultato della scomposizione metabolica dei grassi nel fegato, da utilizzare come energia. Diete a bassissimo contenuto di carboidrati o diete chetogeniche sono in uso già dagli anni ‘20 come terapia per l’epilessia e sono in grado, in alcuni casi, di eliminare completamente l’utilizzo di farmaci. Dagli anni ‘60 in poi le diete chetogeniche vengono regolarmente utilizzate per il trattamento dell’obesità. Più recentemente hanno dimostrato il loro potenziale terapeutico in numerose patologie, ad esempio il diabete, sindrome metabolica, patologie neurologiche, e come valido aiuto per il paziente obeso in previsione dell’intervento di chirurgia bariatrica. Se c’è una dieta la cui natura e modalità è spesso fraintesa quella è la dieta chetogenica. Rispondiamo ad un po’ di domande su questo schema alimentare che ad oggi sta diventando quello più utilizzato da coloro i quali vogliono perdere peso velocemente: la dieta chetogenica è pericolosa? In sé, la dieta chetogenica non è pericolosa, ma di certo presenta degli aspetti negativi da non sottovalutare, come calcoli renali, carenza di vitamine e minerali, diminuzione della densità minerale ossea, disturbi gastrointestinali e un aumento del rischio di colesterolo in malattie cardiache. La dieta chetogenica è pericolosa se viene eseguita senza controllo medico ma soprattutto non ha senso come stile di vita a lungo termine per restare magri, perché siamo programmati per una chetogenesi efficiente per periodi definiti e limitati, non per sempre. La Keto Diet non è una dieta iperproteica, le calorie giornaliere devono arrivare per circa il 75% dai grassi, il 5% dai carboidrati e il 20% dalle proteine, quindi non la si può definire una dieta iperproteica in senso stretto. Il fatto però di dover usare un eccesso di prodotti animali, visto che le proteine vegetali, come legumi, non possono essere contemplate per la presenza di carboidrati e proteine insieme, questa dieta risulta troppo squilibrata. Se i protocolli relativi all’utilizzo delle VLCD (Very Low Calorie Diet) chetogeniche sono sufficientemente standardizzati, sia utilizzando prodotti naturali che con i “meal replacements” (sostituti del pasto) ed anche dal punto di vista della sicurezza di utilizzo e supplementazione secondo le linee guida dell’ EFSA , si discute ancora molto su come implementare il periodo di transizione dalla uscita della chetosi ad una impostazione di sana alimentazione mediterranea secondo le più recenti linee guida. Si può dire che, attualmente, il razionale della fase di transizione è costruito più sull’esperienza clinica dei terapeuti che utilizzano questa impostazione dietetica chetogenica, che su evidenze cliniche pubblicate sulla letteratura scientifica a tutt’oggi molto carenti, per non dire completamente assenti. Come pubblicato in un articolo scritto su European Journal of Nutrition (2013) 67, 789-796, alcuni studi dimostrano che probabilmente la durata della fase di transizione e i vari livelli di gradualità nell’aumento calorico e nella reintroduzione dei carboidrati potrebbero essere legati a migliori risultati nel mantenimento non solo del peso a lungo termine ma anche al miglioramento di tutti i parametri metabolici legate al calo ponderale. Vi è quindi la necessità di riprendere l’apporto calorico in modo graduale soprattutto allo scopo di indurre, presumibilmente, nell’organismo, una progressiva ripresa del consumo calorico probabilmente depresso durante il periodo di restrizione dietetica, in quanto ogni restrizione dell’apporto calorico porta nell’individuo, soprattutto se in sovrappeso o obeso, una proporzionale riduzione del metabolismo basale. Anche per quanto riguarda la reintroduzione dei carboidrati, deve avvenire anche questo in modo estremamente graduale, probabilmente privilegiando i carboidrati a basso indice glicemico, presenti in alimenti ad alto contenuto di fibre, anche se in realtà non esistono a riguardo specifici studi presenti in letteratura. Si potrebbe poi ancora discutere se sia meglio, nel periodo di transizione, se questa reintroduzione di alimenti glucidici avvenga con apporti graduali giornalieri, oppure alternando giornate di non consumo glucidico ad altri in cui è presente la reintroduzione di carboidrati. Questo, è un argomento ancora in itinere, che presenta la necessità di trial specifici ed approfonditi in quanto pare essere un punto cruciale nel successo a lungo termine delle impostazioni chetogeniche che hanno come obiettivo il trattamento dell’obesità.

19/12/2018

È stato un anno denso di 👫👭👨‍👩‍👧‍👧👨‍👩‍👦‍👦, 🌪🔥💥☄️💫🌈, e nuove 🌍
Grazie alla vostra fiducia 🔐
Grazie ai nostri pazienti, che coltivano se stessi apportando alla propria vita ed alle proprie relazioni, attraverso il dialogo interiore. 🥰
Perché nessuno è un’ isola e la vita è un meraviglioso equilibrio di tante parti.
Abbiate cura di voi e siate grati a voi stessi di questo esercizio. 🙏🏻

Ad un anno di sane, autentiche relazioni.

Auguri di cuore, da tutto lo staff di PSY5.

Adelaide Auletta
Psy Afragola (dott. Luigi Cinquegrana)
Rosa Linda Ricci - Psicologa Psicoterapeuta
Dott Gabriella Laudiero Nutrizionista
Dott.ssa Valentina Nardiello, psicologa/psicoterapeuta

È ragionevole pensare che attraverso una corretta alimentazione si possa contribuire a preservare la propria fertilità, ...
21/03/2018

È ragionevole pensare che attraverso una corretta alimentazione si possa contribuire a preservare la propria fertilità, dal momento che il cuore delle funzioni riproduttive, cioè l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, è influenzabile da una serie di molecole che vengono prodotte dall’apparato digerente e dal tessuto adiposo. Questo concetto è applicabile in particolare al sistema riproduttivo femminile, che è influenzato non soltanto dal tipo di alimentazione seguita, ma anche e soprattutto dal peso corporeo e dalla quantità di grasso.

03/03/2018
Per info e disponibilità contattaci al numero 08183520610
07/02/2018

Per info e disponibilità contattaci al numero 08183520610

Pausa caffè ☕️ 😍
18/01/2018

Pausa caffè ☕️ 😍

18/01/2018
Oggi parliamo un po' di reflusso gastroesofageo.....
17/01/2018

Oggi parliamo un po' di reflusso gastroesofageo.....

Indirizzo

Via Della Libertà 25
Afragola
80021

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 13:00
Giovedì 15:00 - 19:30

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