25/09/2020
OGGI RICORRE IL XX ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI NAMIKOSHI TOKUJIRO SENSEI.
DEDICHIAMO A LUI QUESTO POST MEMORI E GRATI DEI SUOI INSEGNAMENTI
ROMA 22 SETTEMBRE 2020 STREAMING FISIEO SETTIMANA DELLO SHIATSU SU SHIATSU E SPORT
Non tutti sanno che lo Shiatsu è arrivato in Italia per la prima volta per merito dello sport.
Il Maestro Rudy Palombini, che dal 1960 era massaggiatore sportivo presso il CONI, venne riconfermato anche per la spedizione alle Olimpiadi di Tokyo del 1964. Sapeva che là c’era una Scuola che insegnava lo Shiatsu, una tecnica giapponese di cui gli aveva parlato un suo cliente, il principe Habib Loutfallah, che in Giappone era stato curato per un attacco acuto di lombalgia. A quell’epoca il Maestro Palombini viveva ad Alessandria di Egitto, con i genitori italiani e si trasferì in Italia dopo il 1956. Ad Alessandria d’Egitto aveva appreso l’arte del massaggio da un Maestro libico, vissuto sempre in Egitto, Mouftah Said Awad che si era diplomato in Germania.
Nel 1964 quando arrivò a Tokyo il Maestro Palombini chiese informazioni sulla Scuola e “gli venne presentato il Direttore del Villaggio Olimpico, signor Kunio Funatzu, che gli fissò l’appuntamento immediatamente con il Maestro Tokujiro Namikoshi, che peraltro era il suo terapista”.
“Con suo amico e collega Cono Russo entrarono nel Nippon Shiatsu Gakko (oggi Japan Shiatsu College) per studiare e diplomarsi.”
Tornato in Italia, conquistato da questa disciplina, quando se ne fu pienamente impadronito la utilizzò al posto dei massaggi e subito ebbe un grande successo e fu trattando gli sportivi che conseguì straordinari risultati che lo resero famoso.
Nel suo libro “Tecnica pratica dello Shiatsu” si può leggere fra l’altro: “Passando da un’esperienza positiva all’altra, nel 1968 introdussi la Shiatsu-Terapia di base nello Sport ed ebbi la grande soddisfazione di contribuire così al doppio clamoroso successo di Eugenio Monti, nel bob alle Olimpiadi di Grenoble.”
E ancora “Da allora e fino al 1983 con le squadre che ho seguito tra bob, scherma e tiro a volo, per le quali ho sempre praticato lo Shiatsu, il risultato è stato di 36 medaglie d’oro tra Campionati del mondo e Olimpiadi”
E prosegue: “Ma la soddisfazione più grande la ebbi con la clamorosa ed inaspettata vittoria di Angelo Scalzone nel tiro a volo alle Olimpiadi di Monaco. Scalzone batté con 199 piattelli su 200 il fortissimo tiratore francese Michele Carrega ed il nostro Silvano Basagni che erano i favoriti.”
Se il Maestro Rudy Palombini introdusse per primo in Italia lo Shiatsu, il primo che iniziò a diffonderlo dal 1973, anno in cui arrivò in Italia, fu Yuji Yahiro Sensei, anche se il suo stile era diverso.
Ma penso anche che non tutti sappiano che lo Sport vanta un altro merito in rapporto allo Shiatsu. Nel 1948 nacque in Italia l’UISP (Unione Italiana Sport Popolari) che si contrapponeva al CONI (che riconosceva solo le discipline sportive con finalità agonistiche) perché al contrario propugnava la necessità di diffondere l’attività sportiva per il benessere della persona. Veniva così introdotto nel nostro Paese l’obbiettivo del Benessere come categoria importante che doveva riguardare tutti, anche gli strati popolari della popolazione e che lo Sport non doveva essere ristretto nei confini dell’agonismo. Passeranno molti anni e solo nel 1976 l’Uisp verrà riconosciuta dal Coni come Ente di promozione sportiva.
Lo Shiatsu ha fatto propria, da molto tempo, l’idea che Benessere e Salute debbano essere obbiettivi dello Shiatsu, visto come Arte per la Salute, autonoma rispetto sia alla Fisioterapia che al mondo dell’Estetica.
Ma tornando al tema dello Shiatsu per lo sport come mai il Maestro Palombini e tutti gli Operatori che hanno avuto e hanno occasione di trattare atleti o più semplicemente persone che praticano attività sportive non agonistiche ottengono risultati positivi? Io stesso ho avuto la possibilità di trattare numerosi giocatori della Roma e della Lazio o giocatori di rugby, maratoneti, pallavoliste, schermitori ect.
E famosi restano i trattamenti che Tokujiro Namikoshi Sensei faceva ai lottatori di Sumo e all’indimenticabile Cassius Clay.
Lo Shiatsu è molto importante per lo Sport, ma in fondo e per gli stessi motivi per la Salute delle persone, perché:
1) tende a mantenere o a riportare in equilibrio la condizione energetica della persona eliminando i blocchi che si creano e che producono i problemi a tutti i sistemi e apparati del nostro organismo
2) migliora sensibilmente la capacità respiratoria, eliminando o diminuendo le contratture dei muscoli della cassa toracica e in particolare il diaframma, i muscoli intercostali e quelli accessori per la respirazione del collo e rendendo più elastica la pleura;
3) apporta notevoli benefici al sistema nervoso, si pensi che il nostro sistema nervoso periferico ha più di 100 miliardi di cellule nervose sparse in tutto il corpo;
4) decontrae in maniera assai sensibile tutti i muscoli liberandoli dalle sostanze che ne causano l’affaticamento e le contratture, in primo luogo l’acido lattico e carbonico, prodotte dalla attività sportiva, ma anche dalle fatiche della vita quotidiana;
5) è una delle tecniche più efficaci per la fascia, che come noto avvolge ogni struttura del nostro corpo e presenta oltre 100 milioni di recettori nervosi in collegamento fra loro;
6) stimola la circolazione dei liquidi, attraverso l’alternarsi di pressioni provvisoriamente ischemiche a cui seguono potenti impulsi che la facilitano;
7) potenzia il sistema immunitario; questo è un aspetto di grandissima importanza, che non può essere trattato in poco tempo. Qui basti dire che l’attività indotta sul sistema muscolare produce il rilascio di alcune miochine con effetti antiinfiammatori e regolatori del sistema immunitario;
8) ristabilisce l’equilibrio nel funzionamento degli organi;
9) regola l’attività dell’apparato digerente, migliorando problemi diffusi e assai fastidiosi come ad esempio la stipsi. Abbassa il livello della glicemia, per cui le persone affette da diabete, che assumono insulina, devono adeguare le dosi se si sottopongono ad un trattamento Shiatsu.
10) aumenta l’elasticità di tutti i tessuti;
11) produce un grande rilassamento durante il trattamento, che si protrae nel tempo, attivando il sistema parasimpatico e con esso la sua potente azione antiinfiammatoria;
12) migliora funzioni essenziali come il sonno, contrastando efficacemente forme di distonie del sistema neurovegetativo come l’ansia, la depressione e addirittura le fobie parossistiche;
13) favorisce un benessere generale psicofisico che ricompone l’unità della persona.
Questi per elencare alcuni fra gli effetti più noti e rilevanti dello Shiatsu. A ben guardare ciascuno degli effetti che ho elencato riguarda lo sportivo, ma anche la persona che non fa attività sportive, ed è estremamente utile non solo alle persone in piena salute, come in genere sono gli atleti, ma anche a persone che soffrono e che hanno malattie anche gravi.
Negli sportivi sono poi frequenti i danni di un’attività portata ai limiti e a volte oltre, ma dovuti anche più semplicemente a una pratica continua. Lo Shiatsu può essere un’ottima disciplina che può prevenire o riabilitare infortuni ed è tanto più efficace se inserito in un accurato piano terapeutico stabilito dal medico e in collaborazione con i fisioterapisti.
Ma possiamo davvero definire lo Shiatsu una cura del futuro? Io penso di si per vari motivi, ma uno su tutti: la specializzazione, cui è ricorsa la Medicina moderna e che tanti progressi ha fatto acquisire alla scienza medica, ha lasciato in ombra l’esigenza di potenziare anche l’azione di una Medicina generale che sappia ricomporre l’unità dell’organismo umano. Oggi manca proprio questo Medico: il Medico di Medicina generale.
Lo Shiatsu ha una visione unitaria del funzionamento del nostro organismo e le modalità con le quali agisce, qualunque siano gli stili adottati, tendono a trattare sempre in modo completo tutta la persona, evitando di limitare il trattamento esclusivamente al distretto corporeo per il quale la persona denuncia i propri problemi.
Il risultato è che si rimette in equilibrio l’asse corpo-mente-spirito. Il recupero di questa unità che è l’essenza stessa della persona è quello che oggi, in questa società manca di più e ed è quello che lo Shiatsu tende a restituirci prendendosi cura di noi e non semplicemente curandoci.