I Disturbi del Comportamento Alimentare esprimono un disagio… taciuto, spesso incompreso e inascoltato. Persone ed emotività che restano imbrigliate dietro paure e insicurezze tenaci e resistenti da sembrare invalicabili.
L’Associazione per i Disturbi Alimentari “L’altro capo del filo- Onlus”, è un’associazione di professionisti, Psicologi e Psicoterapeuti, che dal 2018 accoglie e ascolta, creando spazi per la persona e per le famiglie dedicati alla comprensione e al sostegno. Qui si intrecciano emozioni, vissuti ed esperienze che se districati e compresi possono trasformarsi in risorse, in reti di sostegno solide e necessarie per il cambiamento reale.
Alla riscoperta di quel capo del filo, rimasto silenziosamente ammatassato...
La nostra mission: affrontare i DCA a 360°. Non solo cura e trattamento individuale del paziente, ma anche e soprattutto ciò che comprende la sua rete di riferimento.
Il nostro scopo: costruire una rete di supporto psicologico che si muova attivamente sul territorio e con il territorio.
Le iniziative sono rivolte quindi a chi è direttamente o indirettamente interessato alle problematiche inerenti i Disturbi Alimentari.
Incentrate sull’ascolto, il sostegno dei pazienti e delle famiglie ma anche verso attività di formazione, prevenzione e sensibilizzazione e di ricerca scientifica di problematiche psicologiche complesse, coinvolgendo enti sia pubblici che privati, per migliorare l’assistenza e la cura dei pazienti con DCA, dei loro famigliari, genitori, insegnanti e conoscenti.
L’altro capo del filo…perchè?
Prendiamo in prestito il nome del famoso romanzo di Andrea Camilleri…
… l’altro capo del filo per noi è un modus pensandi, è la ricerca di una storia nella sua complessità (personale, familiare, di coppia, sociale); è la voglia di aiutare a sciogliere i nodi che una matassa può presentare; è scoprire le appartenenze e i legami.
Conduciamo il filo verso nuove attività, coinvolgendo tutte le parti della matassa (famiglia, scuola, rete sociale, istituzioni).
Siamo unici per... la diversità di approcci: una convivenza di diversità di orientamenti teorici e metodologici, punti di vista svariati che non si contrappongono ma che lavorano in sinergia, portando sempre il paziente e la sua famiglia al centro delle nostre attività e delle nostre scelte professionali. La nostra eterogeneità di approcci e le nostre diverse “lenti di osservazione”, corrispondono alla natura complessa e multifattoriale dei DCA e di tutte quelle problematiche e quei fenomeni sociali complessi, in cui entrano in gioco diversi fattori (individuali, familiari, culturali, sociali…).